La BCE con i soldi pubblici finanzia le multinazionali

Dalla Shell alla Repsol, dalla Volkswagen alla BMW, fino a Nestlè, Coca Cola, Unilever, Novartis, Vivendi, Veolia, e Danone. Ecco dove sono finiti i soldi del quantitative easing della BCE.

Scoppia un incendio. Per fortuna arrivano i pompieri. Che però si mettono a versare sempre più acqua in una piscina piena, mentre la casa a fianco sta bruciando. Continue Reading


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Le Banche se ne fregano dei cittadini

L’organizzazione non governativa europea Finance Watch, con il sostegno della Fondazione Hans Böckler, ha pubblicato un report che illustra tutti i modi in cui al pubblico è impedita la partecipazione nell’influenzare l’attività delle banche e la rappresentazione dei propri interessi nel settore bancario. Tutti noi abbiamo a che fare con le banche ma non abbiamo voce in capitolo. Non contiamo nulla.

L’attuale sistema bancario europeo è dominato da 30-40 grandi banche, quelle Too-big-to-fail, che hanno interessi forti in comune e controllano oltre i tre quarti delle attività. Continue Reading

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Ceto medio italiano nel mirino delle potentissime lobby finanziarie

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I dati dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico indicano che i cittadini italiani sono in assoluto tra i meno indebitati del mondo, meno degli Americani, meno dei Francesi e meno dei Britannici.

Il Regno Unito presenta addirittura il record di indebitamento delle famiglie. Contrariamente a ciò che ci si potrebbe aspettare, la disoccupazione e la precarietà costituiscono un incentivo all’indebitamento. E dove ci sono più disoccupati, cioè tra i giovani, vi è anche meno percezione dei rischi connessi all’uso della carta di credito. Il quotidiano “Il Sole-24 ore” comunica a riguardo un dato sconcertante, secondo il quale almeno il 5% dei giovani utenti inglesi di carte di credito non ha neppure la consapevolezza che il denaro speso vada restituito.  Continue Reading

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Chi governa il Mondo?



Esiste un gruppo oscuro di elitisti oscenamente ricchi che controllano il mondo? Uomini e donne con enormi somme di denaro governano davvero il mondo da dietro le quinte? La risposta potrebbe sorprendervi. La maggior parte di noi tende a pensare al denaro come ad un modo conveniente per effettuare transazioni, ma la verità è che esso rappresenta anche il potere e il controllo. E oggi viviamo in un sistema neo-feudale in cui i super ricchi tirano tutte le corde.

Quando parlo degli ultra-ricchi, non parlo di persone che hanno qualche milione di dollari. Come si vedrà più avanti in questo articolo, gli ultra-ricchi hanno abbastanza soldi, depositati in banche offshore, da acquistare tutti i beni e i servizi prodotti negli Stati Uniti nel corso di un intero anno ed essere ancora in grado di pagare tutto il debito nazionale degli Stati Uniti. E’ una somma di denaro così grande da essere quasi inconcepibile.

In base a tale sistema neo-feudale, tutto il resto di noi siamo schiavi del debito, compresi i nostri governi. Basta guardarsi intorno – tutti stanno annegando nel debito, e tutto quel debito sta rendendo gli ultra-ricchi ancora più ricchi. Ma gli ultra-ricchi non stanno semplicemente seduti su tutta quella ricchezza. Ne usano una parte per dominare gli affari delle nazioni. Gli ultra-ricchi possiedono praticamente ogni grande banca e ogni grande società del pianeta. Usano una vasta rete di società segrete, think tank e organizzazioni di beneficenza per promuovere le loro agende e per mantenere in riga i loro membri.

Controllano il modo in cui vediamo il mondo attraverso i loro diritti di proprietà sui media e il loro dominio sul nostro sistema di istruzione. Finanziano le campagne della maggior parte dei nostri politici ed esercitano un’enorme influenza su organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale e il WTO. Se fate un passo indietro e date un’occhiata al quadro generale, non c’è dubbio su chi gestisce il mondo. E’ solo che la maggior parte delle persone non vuole ammettere la verità.

Gli ultra-ricchi non vanno a depositare i loro soldi in una banca locale come voi e me. Al contrario, tendono a riporre le loro attività in luoghi in cui non saranno tassati, come le Isole Cayman. Secondo un rapporto che è stato rilasciato la scorsa estate, l’élite globale ha più di 32 trilioni di dollarinascosti in banche offshore in tutto il mondo.

Il PIL degli Stati Uniti nel 2011 era di circa 15.000 miliardi di dollari, e il debito nazionale degli Stati Uniti è arrivato a circa 16.000 miliardi di dollari, così che se anche li sommaste, insieme non raggiungerebbero 32.000 miliardi di dollari.

E, naturalmente, non stiamo considerando neanche i soldi  nascosti in altri luoghi che lo studio non ha calcolato, e neanche tutta la ricchezza che l’élite globale ha in beni solidi come quelli immobiliari, metalli preziosi, opere d’arte, yacht, etc

L’élite globale ha davvero accumulato una quantità incredibile di ricchezza in questi tempi difficili. Si legge in un articolo dell’Huffington Post …

Alcuni individui ricchi e le loro famiglie hanno più di 32.000 miliardi di dollari di risorse finanziarie nascoste in paradisi fiscali off-shore, che rappresentano più di 280 miliardi di di dollari di perdita nelle entrate fiscali, secondo la ricerca pubblicata Domenica. Lo studio stima l’entità della ricchezza finanziaria privata globale detenuta in conti off-shore – escluse le attività non finanziarie, come quella immobiliare, oro, yacht e cavalli da corsa – e ritiene che sia compresa tra i 21 e i 32 miliardi di dollari. La ricerca è stata condotta in seguito alla pressione del gruppo Tax Justice Network, che si batte contro i paradisi fiscali, da James Henry, ex economista capo del gruppo di consulenti McKinsey & Co. Ha usato i dati della Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, Nazioni Unite e  banche centrali.

Ma, come ho detto in precedenza, l’élite globale non ha semplicemente un sacco di soldi. Ha anche acquistato praticamente quasi ogni grande banca e ogni grande società in tutto il pianeta.
Secondo un’eccezionale articolo del NewScientist, uno studio condotto dal Politecnico Federale di Zurigo su oltre 40.000 imprese transnazionali ha scoperto che un nucleo molto ristretto di grandi banche e gigantesche società saccheggiatrici dominano l’intero sistema economico mondiale …

Un’analisi delle relazioni tra 43.000 imprese transnazionali ha identificato un gruppo relativamente piccolo di aziende, soprattutto banche, con un potere sproporzionato sull’economia globale.

I ricercatori hanno scoperto che questo nucleo centrale è costituito da sole 147 aziende connesse molto strettamente …

Quando la squadra ha esaminato ulteriormente la rete di proprietà, ha trovato che in gran parte risalivano ad una “super-entità” di 147 società ancora più strettamente legate – tutta la loro proprietà è detenuta da altri membri della super-entità – che controllano il 40 per cento della ricchezza totale della rete. “In effetti, meno dell’1 per cento delle imprese sono in grado di controllare il 40 per cento di tutta la rete”, dice Glattfelder. Per la maggior parte si tratta di istituzioni finanziarie. Tra le 20 principali ci sono la Barclays Bank, JPMorgan Chase & Co, e il Gruppo Goldman Sachs.

Le seguenti sono le principali 25 banche e società nel cuore di questa “super-entità”. Molti dei nomi sulla lista sono conosciuti…

1. Barclays plc
2. Capital Group Companies Inc
3. FMR Corporation
4. AXA
5. State Street Corporation
6. JP Morgan Chase & Co
7. Legal & General Group plc
8. Vanguard Group Inc
9. UBS AG
10. Merrill Lynch & Co Inc
11. Wellington Management Co LLP
12. Deutsche Bank AG
13. Franklin Resources Inc
14. Credit Suisse Group
15. Walton Enterprises LLC
16. Bank of New York Mellon Corp
17. Natixis
18. Goldman Sachs Group Inc
19. T Rowe Price Group Inc
20. Legg Mason Inc
21. Morgan Stanley
22. Mitsubishi UFJ Financial Group Inc
23. Northern Trust Corporation
24. Société Générale
25. Bank of America Corporation

L’élite ultra-ricca spesso si nasconde dietro strati e strati di proprietà, ma la verità è che grazie ad un incastro di relazioni aziendali, l’élite controlla praticamente quasi tutte le società Fortune 500. La quantità di potere e di controllo che questo conferisce loro è difficile da descrivere. Continue Reading

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Ex parlamentari e giornalisti, ecco i nuovi lobbisti

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Se non è una campagna acquisti poco ci manca. In attesa di una regolamentazione che in Italia viene annunciata da anni, finora senza esito, le società di lobby cercano di imbarcare i profili più “adatti” a portare avanti la loro attività. E chi risponde a questa esigenza meglio di ex parlamentari e giornalisti? Sono proprio loro, negli ultimi tempi, ad aver rimpinguato le file dei gruppi nostrani del lobbismo. E il motivo si capisce, visti gli anni trascorsi nei gangli di Camera e Senato, soprattutto all’interno di quelle commissioni dove transitano migliaia di emendamenti fondamentali per le necessità dei gruppi di potere che le stesse società di lobby si trovano ad assistere: dal mondo dell’energia a quello delle assicurazioni, passando per tabacco, telecomunicazioni, informatica. Uno dei casi che più danno nell’occhio è costituito da Strategic Advice, società fondata e guidata da Gabriele Cirieco.

I nomi. Nel suo organigramma, in qualità di senior council, figurano Stefano Saglia e Andrea Lulli. Chi sono? Molto semplice. Il primo, Saglia, è stato per anni responsabile energia di Alleanza Nazionale, prima di approdare al Pdl. Di più, perché dal 2009 al 2011 ha rivestito la carica di sottosegretario al ministero dello sviluppo economico, con deleghe sull’energia attribuite dall’allora ministro Claudio Scajola. Lulli, invece, è un ex dirigente della Cgil che successivamente è stato capogruppo del Pd nella commissione attività produttive della Camera. In questa veste è stato promotore di diverse iniziative relative all’incentivazione dell’auto elettrica. Certo, qualcuno potrebbe anche chiedersi con quale indipendenza questi profili abbia no esercitato il loro mandato parlamentare, se immediatamente dopo la conclusione dell’esperienza si sono messi a disposizione di società di lobby che portano avanti interessi di specifici gruppi. Oppure ci si potrebbe chiedere con quale indipendenza tornerebbero a svolgere un ruolo pubblico. Ma tant’é.

Altri ex politici si sono direttamente sistemati in società private. E’ il caso di Italo Bocchino , un tempo finiano di ferro, che si è rifatto una vita come responsabile delle relazioni istituzionali di Romeo Gestioni, gruppo che fa incetta di appalti dalla pubblica amministrazione soprattutto in tema di gestione degli immobili di Stato. Lo stesso Bocchino, peraltro, è rimasto coinvolto anni fa in un’inchiesta per presunta turbativa d’asta (per lui chiusasi con un’archiviazione) aperta a carico di Alfredo Romeo in relazione a un appalto per il global service a Napoli. Ancora, secondo quanto filtra da ambienti di British American Tobacco, anche Gianfranco Conte, ex sottosegretario ai rapporti con il parlamento ed ex presidente Pdl della commissione finanze della Camera, dopo la conclusione della sua esperienza politica avrebbe stabilito un rapporto di collaborazione con la multinazionale del tabacco. Ma lui, contattato da La Notizia , smentisce seccamente l’esistenza di qualsiasi contatto.

L’ex senatrice di Pd e Api, Emanuela Baio Dossi, ha trovato un posto come consulente di Omeoimprese, l’associazione di produttori di farmaci omeopatici. Tra i fondatori e animatori di Nomos, altro gruppo di lobby made in Italy, c’è Claudio Venanzetti, classe 1928, ex deputato del Partito repubblicano negli anni ’70 ed ex sottosegretario al Tesoro e presidente della commissione finanze del Senato negli anni ’80. La stampa Nell’advisory board della Cattaneo Zanetto, c’è Giorgio Mulè, direttore di Panorama . Che ci fa un giornalista in una società di lobby? “Non c’è nulla di segreto, è tutto trasparente“, ha risposto Mulè a La Notizia, spiegando che la sua presenza nella società è legata “solo a uno scambio di esperienze in ternazionali che mi interessano molto“. Tra l’altro, ha aggiunto, “ho rinunciato a percepire qualsiasi compenso che mi potesse rendere ricattabile. Non come molti colleghi giornalisti che conducono serate in giro per l’Italia e che percepiscono denaro, molto denaro“.

(Fonte La Notizia)

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