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Le verità del bugiardo

pinocchio-Berlusconi

  • Non sono stanco di combattere, sono in piena forma. Stanotte dopo 59 notti in cui non riuscivo a dormire, ho dormito 10 ore di fila. Sono pronto a riprendere la battaglia.
  • Non potevano sostenere un governo delle tasse che aumenta la pressione fiscale e l’Iva. Un governo delle tasse non serve al Paese.
  • I miei problemi personali non hanno avuto peso nelle mie decisioni politiche.
  • Per mesi ci siamo battuti per inserire nel programma di governo dei provvedimenti che riducessero la pressione fiscale. Ma ci siamo trovati di fronte ad una sinistra che non concepisce altro che mettere le mani nelle tasche degli italiani.
  • Questi signori della sinistra hanno sempre il vizio di ribaltare la realtà a loro vantaggio, e come forme di rappresaglia hanno deciso di far pagare ai cittadini altre tasse.
  • A chi mi chiede di farmi da parte dico che lo farei senza esitazione, se ciò fosse utile al Paese, se il mio sacrificio significasse una svolta positiva nei rapporti tra politica e giustizia.
  • Se il governo proporrà una legge di stabilità realmente utile all’Italia, noi la voteremo. Se bloccheranno l’aumento dell’Iva senza aumentare altre tasse noi lo voteremo. Se, come si sono impegnati a fare, taglieranno anche la seconda rata Imu, noi voteremo favorevolmente.
  • Non sono sceso in campo, non ho messo a repentaglio una vita di lavoro, di successi e di sacrifici per lasciare in queste condizioni il mio Paese.
  • Decideremo insieme la linea, sono assolutamente certo che nulla e nessuno ci dividerà e spero che alle prossime elezioni i moderati italiani sapranno restare uniti.
  • No a un governicchio dei traditori.
  • Valore stabilità è imbroglio come spread.
  • Letta ha preso i vizi della sinistra delle tasse.

Silvio “Pinocchio” Berlusconi

Il naso di Pinocchio era un bel naso-spia: cresceva a vista d’occhio se udiva una bugia. Che naso sorprendente: un naso che ci sente!


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A chi serve questo governo?

Berlusconi-Letta-Grillo-Movimento-5-Stelle-Pdl-Pd

Agli italiani serve poco
ai padani invece serve tanto
che l’opposizione torna in conto
essendo Bossi diventato opaco.

A Berlusconi, uomo gran birbante,
che lo gestisce ben, dietro le quinte,
gli serve per averle tutte vinte,
usa la tecnica dell’allarmante:

“il governo non c’é se capita questo”
“il governo non c’è se capita quello”,
ch’ha capito che Letta è omo onesto!

Ma non “capita” né l’uno né l’altro
ed il Piddì fa la parte del fringuello
che cade nella rete del più scaltro.

Al Grillo non gliene importa un corno
che ama stare fuori del governo
potrà fare ognor il dirompente
per far ridere ‘sto popol morente.

Noto ch’el caso Kazakistan-Alma
l’han fatto senza perdere la calma
mentre sulla Imu e su quell’Iva
si agitano e sono alla deriva
se poi aggiungiam la legge elettorale
penso che ‘sto governo va un po’ male…

…se poi i collaboratori di Alfano
riescono a far tutto quel casino
vuol dir che il ministro non val niente
‘sto governo serve al Kazasticante…

ZEUSPOETA

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22 cose che la sinistra deve fare e non ha ancora fatto

assemblea-PD-sinistra-tessera-Pd-bruciata

Questo è il titolo di un libro uscito nel 2002 che Jacopo Fo ha firmato insieme a Franca e Dario. In undici anni niente è cambiato. Da Piero Fassino a Walter Veltroni, da Dario Franceschini a Pier Luigi Bersani, da Enrico Letta a Guglielmo Epifani…22 cose che il PD non farà mai.

1) Ripartire dalla gente

2) Sviluppare la cultura alternativa

3) Sviluppare l’economia della cooperazione e della solidarieta’ come alternativa concreta al capitalismo della speculazione

4) Utilizzare nuove forme di lotta. Voti ogni volta che fai la spesa

5) Opporsi alla corruzione attraverso il controllo popolare

6) Opporsi alla corruzione attraverso l’unificazione dei percorsi burocratici

7) Opporsi alla corruzione attraverso l’eliminazione dei regolamenti inutili e la loro sostituzione con il buon senso

8) Lotta per la legalita’  e sostegno allo sviluppo economico, attraverso la razionalizzazione delle leggi sulla truffa, il raggiro, i fallimenti, i debiti non pagati, la disonesta’ commerciale, i danni morali e materiali, la responsabilita’ professionale. Lotta all’illegalita’ attraverso il potenziamento e lo snellimento dei tribunali penali e civili

9) Lotta all’illegalita’ attraverso iniziative internazionali che portino all’abolizione del segreto bancario e dei paradisi fiscali

10) Lotta contro lo spreco energetico e l’inquinamento attraverso il sostegno diretto alle nuove tecnologie ecocompatibili

11) Rilancio della cooperazione e della piccolissima impresa. Puntare sulle capacita’ individuali per costruire un’economia solidale

12) Formazione permanente e sviluppo delle potenzialità umane. Centralità del metodo didattico dell’asilo Diana di Reggio Emilia. Riforma della didattica scolastica in questa direzione

13) Sviluppo della rete di comunicazione indipendente

14) Razionalizzazione del sistema sanitario

15) Rinuncia alla guerra come strumento per dirimere i contrasti

16) Abolizione del sistema di finanziamento diretto alle imprese e sua sostituzione con investimenti sulle infrastrutture

17) Lotta allo spreco e razionalizzazione della spesa pubblica

18) Riconoscere la globalità dell’individuo

19) Scegliere la cultura dell’ironia e del ridere

20) Abbandonare le strutture organizzative piramidali e scegliere la rete

21) Immaginare la società del futuro

22) Imparare a sognare


Il programma segreto PD-PDL per salvare l’Italia. L’Italia è giunta al capolinea? Il default è ormai ineluttabile? Ogni speranza deve essere abbandonata? Oppure possiamo ancora essere salvati? Con il suo inimitabile acume, Tostini svela e analizza l’agenda dei due partiti più influenti d’Italia, mostrando il vero volto della Politica.

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Prima cosa da fare “caro” Letta? Una legge sulla corruzione

legge-anticorruzione

La corruzione ostacola lo sviluppo economico e contrasta con i principi di buon governo e di etica della politica e che, specie se di livello “sistemico”,  finisce con il costituire una minaccia per lo Stato di diritto, la democrazia, il principio di eguaglianza e la libera concorrenza. Nel nostro Paese non è stata intrapresa, fino ad ora, un’azione di contrasto effettivamente efficace. La lotta alla corruzione e ai reati che normalmente si pongono con essa in rapporto di interdipendenza funzionale (falso in scritture contabili, reati fiscali, riciclaggio e autoriciclaggio) costituisce invece uno degli obiettivi politico-criminali prioritari a livello europeo e internazionale, tanto che le principali convenzioni in materia esprimono la preoccupazione per le conseguenze generate da pratiche corruttive diffuse: cattiva allocazione delle risorse pubbliche, alterazione delle regole sulla concorrenza, sistemi fiscali regressivi, riduzione degli investimenti diretti esteri. Si tratta di fattori che frenano lo sviluppo economico del Paese.

Il raffronto tra i dati giudiziari (denunce e condanne) e quelli relativi alla percezione del fenomeno corruttivo evidenzia un rapporto inversamente proporzionale tra corruzione “praticata” e corruzione “denunciata e sanzionata”: mentre la seconda si è in modo robusto ridimensionata negli ultimi venti anni, la prima è ampiamente lievitata, come dimostrano i dati sul Corruption Perception Index di Transparency International, le cui ultime rilevazioni – rese note lo scorso 5 dicembre – posizionano l’Italia al 72º posto (a pari merito con la Bosnia) su 178 Paesi valutati, con un peggioramento rispetto alla precedente rilevazione, che ci vedeva al 69º posto (a pari merito con il Ghana e la Macedonia), con ciò riscontrandosi un progressivo aggravamento della corruzione percepita negli ultimi anni.

I costi, anche solo percepiti, del fenomeno corruttivo sono enormi. Quelli “economici” sono stati stimati dalla Corte dei conti (nella relazione del procuratore generale aggiunto per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2012) in circa 60 miliardi di euro. Particolarmente pesante, poi, è l’impatto di questi costi sulla crescita del Paese, perché la corruzione diffusa altera, innanzi tutto, la libera concorrenza e favorisce la concentrazione della ricchezza in capo a coloro che accettano e beneficiano del mercato della tangente a scapito di coloro che invece si rifiutano di accettarne le condizioni. La sola discesa nella classifica di percezione della corruzione provoca la perdita del 16 per cento degli investimenti dall’estero. Le imprese che operano in un contesto corrotto e che devono pagare tangenti crescono in media quasi del 25 per cento in meno di quelle che non devono affrontare tale problema, mentre le piccole imprese hanno un tasso di crescita delle vendite di oltre il 40 per cento inferiore rispetto a quelle grandi. Vi sono, poi, i costi indiretti, di non agevole quantificazione economica, ma ugualmente rilevanti, quali quelli derivanti dai ritardi nella definizione delle pratiche amministrative, nonché dal cattivo funzionamento degli apparati pubblici e dei meccanismi previsti a tutela degli interessi collettivi. Non sono da trascurare, infine, i costi di sistema, non misurabili in termini economici, ma fondamentali perché minano i valori che tengono insieme l’assetto democratico, quali, tra gli altri, l’eguaglianza, la fiducia nelle istituzioni e la legittimazione democratica delle stesse.

La recente riforma (che punisce anche il privato concusso) non può che costituire un’ulteriore remora a far emergere quelle condotte di concussione, poste in essere con minacce implicite, omissioni, ritardi ingiustificati, ricorso alla frode, all’inganno e all’induzione in errore. Il risultato è che il mezzo complice preferisce non denunziare il suo aguzzino.

Letta e la sua “banda” di governo faranno una vera legge anticorruzione?


Il sistema corruzione. Come rubano i nostri soldi e perché dobbiamo dire basta.  I cittadini non sanno come si ruba, dove lo si fa, quali sono i trucchi usati per sviare la magistratura, né sanno come difendersi e ribellarsi. Per questo sono necessarie nuove e più forti consapevolezze. Il sistema corruzione ci dà gli strumenti per farlo.

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