Ladro di autoradio chiede scusa 36 anni dopo

furto autoradio

La storia ha dell’incredibile. Lorenzo Alberto, pensionato residente a Cassola, nel vicentino, ha ricevuto una lettera inattesa a maggio. A inviargliela, racconta lui stesso è stato infatti un ladro che, nel lontano 16 marzo 1981, gli aveva rubato l’autoradio rompendogli il finestrino della macchina parcheggiata per strada a Bassano del Grappa. Continue Reading


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Un furto in casa ogni due minuti

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Per cento furti in appartamento solo un ladro va in galera. Lo scorso anno 251 mila case sono state razziate. Ma in cella 
per questo reato ci sono solo 3600 persone, di cui 2075 italiani. Le indagini hanno portato alla denuncia a piede libero di 15.263 persone, ma quasi un decimo sono minorenni. Gli arrestati invece sono meno della metà: 6.628, di cui 486 minori. Ma in cella restano pochissimo. La ricerca realizzata dal Censis.

Sono 689 al giorno, cioè 29 ogni ora: uno ogni due minuti. È questo il bilancio allarmante del numero di furti in abitazione commessi nell’ultimo anno. Questa tipologia di reato ha registrato un aumento record. Negli ultimi dieci anni i furti in casa sono più che raddoppiati, passando dai 110.887 denunciati nel 2004 ai 251.422 del 2013, con una crescita del 126,7%. Solo nell’ultimo anno l’incremento è stato del 5,9%. È un aumento molto più accentuato rispetto all’andamento del numero totale dei reati (+19,6% nel periodo 2004-2013) e dei furti nel complesso (+6%), e in controtendenza rispetto all’andamento dei furti di autoveicoli (-32,2%) e degli omicidi (-29,7%).

La zona d’Italia più colpita è il Nord-Ovest, dove nell’ultimo anno i furti in abitazione sono stati 92.100, aumentati del 151% nel decennio. Oltre il 20% dei furti denunciati è avvenuto in tre province: Milano (19.214 reati), Torino (16.207) e Roma (15.779).

Considerando il numero di reati rispetto alla popolazione residente, in cima alla graduatoria delle province italiane più bersagliate si trovano Asti (9,2 furti in abitazione ogni mille abitanti), Pavia (7,1 ogni mille), Torino (7,1 ogni mille) e Ravenna (7,0 ogni mille). E le province in cui i furti in casa sono aumentati di più nell’ultimo decennio sono Forlì-Cesena (al primo posto, +312,9%), Mantova (+251,3%), Udine (+250,0%), Terni (+243,7%) e Bergamo (+234,3%). Tra le grandi città, gli aumenti maggiori si registrano a Milano (+229,2% nel periodo 2004-2013), Firenze (+177,3%), Torino (+172,6%), Padova (+143,3%), Palermo (+128,4%), Venezia (+120,9%), Roma (+120,6%), Bologna (+104,5%) e Verona (+103,4%).

Cresce anche l’attenzione delle forze dell’ordine nei confronti di questo reato. Nel 2013 sono state denunciate a piede libero per furti in abitazione 15.263 persone (+139,6% rispetto al 2004), di cui 1.366 minori (il 9% del totale). E sono state arrestate 6.628 persone, di cui 486 minori (il 7,3% del totale). I detenuti per furto in abitazione e furto con strappo sono 3.530 nel 2014, con una crescita del 131,9% rispetto al 2007.

I ladri scelgono sempre di più le abitazioni private perché oggi negozi, banche, uffici postali e strade commerciali sono maggiormente dotati di sistemi di sicurezza, come le telecamere, in grado di scoraggiare chi vuole commettere il reato o di individuarne il responsabile. E anche perché si è certi di trovare nelle case un bottino da portare via, soprattutto in una stagione di crisi e di forte incertezza riguardo al futuro, in cui gli italiani hanno ridotto i consumi e hanno preferito tenere i propri risparmi «sotto il materasso».

I dati testimoniano una presenza consistente di stranieri sulla scena del crimine. Nell’ultimo anno tra i denunciati a piede libero gli stranieri sono il 54,2% (8.627 persone), tra gli arrestati il 62% (4.112: +31,4% solo nell’ultimo anno), tra i detenuti il 42,3% (1.493).

Si svaligia sempre e comunque: di notte e di giorno, da soli o organizzati in bande, spesso sfidando gli ignari inquilini mentre si trovano in casa. Parallelamente all’aumento dei furti, infatti, a disturbare i sonni tranquilli degli italiani è la crescita di un altro reato ancora più allarmante: le rapine in abitazione, con violenza o minaccia ai proprietari. Nel 2013 sono state 3.619, con una crescita vertiginosa nel decennio (+195,4%) e un incremento del 3,7% solo nell’ultimo anno.

A differenza dei furti in abitazione, le rapine sono commesse principalmente al Sud (1.380 nel 2013, pari al 38,1% del totale). Nella graduatoria provinciale in base all’incidenza di questo reato rispetto alla popolazione residente, al primo posto si trova Trapani (14,4 rapine in abitazione ogni 100.000 abitanti), seguito da Asti (14,1 ogni 100.000) e Palermo (13,8 ogni 100.000).

E l’aumento dei reati che turbano la quiete domestica porta a un aumento delle preoccupazioni della gente comune. Le famiglie che percepiscono il rischio di criminalità nella zona in cui vivono sono passate dal 27,1% del totale nel 2010 al 30% nel 2014.

In effetti, siamo al 6° posto in Europa per numero di furti e rapine in abitazione: 4 ogni mille abitanti rispetto alla media europea di 2,9 (i dati di comparazione internazionale sono riferiti all’anno 2012). Più insicuri dell’Italia sono solo Grecia (7,9 reati ogni mille abitanti), Danimarca (7,8), Belgio (7,2), Paesi Bassi (6,7) e Irlanda (6,1). Ultimi in classifica (cioè i Paesi più sicuri) sono Romania (0,8) e Slovacchia (0,3).

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Le truffe online hanno sorpassato le rapine

 

Furbi, sofisticati e all´avanguardia. Sono i “nuovi ladri”, quelli che ti rubano l´identità, i dati anagrafici, fiscali e bancari per comprarsi la macchina, la lavatrice o semplicemente per fare scommesse online. Un fenomeno, quelle delle frodi creditizie, che in Italia nel 2011 si è mantenuto più o meno agli stessi livelli del 2010, con un lieve incremento (+0,6 per cento), per un totale di 22.100 casi. Ma se si pensa che lo scorso anno gli istituti finanziari hanno stretto i cordoni della borsa, concedendo il 19 per cento in meno di mutui e il 4 per cento in meno di prestiti rispetto al 2010, quel “lieve” diventa “pesante”. E quel 22.100 una cifra enorme se paragonata al numero di furti alle banche, i furti classici per capirci, le rapine, che nel 2011, secondo l´Ossif (il centro di ricerca dell´Abi sulla sicurezza anticrimine) sono stati 1.100: in pratica a ogni rapina corrispondono venti frodi creditizie. Sono i dati dell´indagine condotta dall´Osservatorio Crif  (società indipendente specializzata nella consulenza creditizia), anticipati in esclusiva a Repubblica.

Frodi che fanno piangere tutta l´Italia, giovani e vecchi, da Nord a Sud. Il primato spetta alla Campania (23,7 per cento delle frodi realizzate in tutto il Paese), seguita da Lazio (15,6 per cento) e Lombardia (11,4 per cento). E, strano a dirsi, sono i giovani, quelli che dovrebbero essere più smaliziati, a risultare i più soggetti al furto di identità finalizzato alla frode creditizia: il 74 per cento delle vittime ha tra i 18 e i 50 anni, con un picco del 27 per cento nella fascia 30-40 anni (23 per cento tra i 18 e i 30enni e 24 per cento tra i 40 e 50enni). I meno colpiti proprio i cinquantenni (16 per cento) e gli over 60 (11 per cento). E aumentano le quote rosa: cresce il numero di donne vittime delle frodi fiscali (+25 per cento), anche se il primato spetta comunque agli uomini, il 66,8 per cento dei truffati.

Ma come è possibile che con tutti i controlli, le certificazioni di sicurezza e le campagne di sensibilizzazione, non si riesca a debellare questo tipo di crimini? «I meccanismi sono sempre più sofisticati – spiega Maria Luisa Cardini di Crif – l´accesso ai dati sensibili è estremamente facile, specialmente con la diffusione dei profili scaricabili dai social network. È facile ricavare il codice fiscale e i dati anagrafici, indispensabili per produrre documenti falsi, quelli che servono per richiedere finanziamenti, leasing di auto, cessione del quinto, aprire conti correnti o cambiare assegni».

Il 25 per cento delle frodi creditizie vede scippato – virtualmente – un borsello con dentro 10 mila euro, anche se i ladri si accontentano anche di cifre più basse, sotto i tremila. In questa classe di importo le frodi sono aumentati del 10% nel 2011, perché se l´importo è basso e la richiesta viene effettuata da un negozio (di mobili, elettronica…), i controlli sono meno rigidi e l´erogazione è più veloce. Infatti è proprio nell´ambito dei prestiti finalizzati che si registra il maggior numero di frodi, il 79,4 per cento, quasi il 7 per cento in più rispetto al 2010. Sul fronte dei prestiti personali gli accertamenti sono più rigidi e quindi l´incremento non c´è stato tanto sul numero di frodi quanto sull´importo rubato, che sale dell´8 per cento, raggiungendo quota 13.300 euro. Scende a quota 2.500 euro invece la cifra per le carte di credito.

L´abilità di questi criminali sta anche nel non farsi scoprire. Ci vogliono mesi, se non anni per individuare la frode. Tempi che si sono allungati nell´ultimo anno, rendendo così difficoltoso recuperare il maltolto: solo nel 26 per cento dei casi la truffa viene scoperta entro sei mesi, nel 32 si va dai sei mesi ai due anni e addirittura nel 30 per cento si devono aspettare anche tre anni. Ma una cosa veramente incredibile è che questi “geni del male” riescono persino a ottenere i mutui, facendosi erogare mediamente 74 mila euro. Per arrivare anche a 150 mila euro. Cercando, in modo certosino, il profilo giusto per ottenere, senza intoppi, il finanziamento. Un´impresa. Quasi più della truffa stessa.

(Fonte assinews)

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