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Il pomodoro che non sa più di pomodoro

pomodoro

Non avere accesso al cibo di qualità e di stagione è uno dei sacrifici peggiori che la modernità ci impone. Mangiare degli alimenti di qualità freschi e di stagione a volte può sembrare una missione impossibile.

Oggi questo dilemma si pone anche a chi non abita in città. La distribuzione del cibo è cambiata velocemente e gli alimenti disponibili non appartengono alla terra che abitiamo: provengono da molto lontano e purtroppo non sempre sono freschi o di stagione.

Mi lascia ogni volta stupito vedere sul banco del supermercato solo verdure importate, quando invece sarebbero disponibili anche localmente; se non a km zero, almeno che non abbiano attraversato un mare o un oceano prima di arrivare sulle nostre tavole. Un’altra cosa che si ripete con una frequenza disarmante è la delusione che si prova quando si addenta una verdura bella fresca all’apparenza e si rimane di sasso quando il suo sapore è assolutamente inesistente, prossimo a quello dell’acqua. Tutte questioni che ben conosciamo e che come scopriremo fanno parte dello stesso problema. Ma cosa è accaduto al sapore delle verdure?

Prendiamo un ortaggio, che tra tutti può essere il migliore esempio dei tempi che corrono a tavola: il pomodoro che non sa più di pomodoro. Secondo un articolo uscito su Science nel 2012, la colpa è da attribuirsi al gene S1GLK2 presente nelle varietà moderne selezionate appositamente per apparire con una colorazione uniforme. Impeccabili allo sguardo. Pomodori perfettamente rossi, come se fossero stati dipinti.

Si è scoperto che dal gene S1GLK2 dipende l’accumulo di zuccheri e di carotenoidi, responsabili del sapore e del gusto tipico del pomodoro. Modificando S1GLK2, il pomodoro ha però perso il sapore. Da qui nasce la nostra delusione. Acquistiamo un pomodoro rosso convinti di avere tra le mani un frutto di qualità, e poi puntualmente il gusto ci sorprende in negativo e ci sembra uno scherzo della natura. Se notate ci caschiamo ogni volta: sicuri di assaggiare il pomodoro giusto, ci ritroviamo nuovamente con un sapore vago, spento, annacquato. Sempre parlando di pomodoro, fino a 20 anni fa venivano trasportati a maturazione incompleta, così da farli maturare durante il lungo viaggio; chiaramente, l’operazione non riusciva sempre e la maturazione non arrivava mai a essere completa. Una volta raggiunto lo scaffale però la maturazione avanzava, e questo comprometteva la loro vendibilità.

Ma un giorno tutto cambiò: vennero scoperti i geni legati alla maturazione. In un certo modo si trovò la soluzione per una lunga vita. Nelle varietà Grappolo Rosso e Ciliegino, furono individuati i geni detti rin, ovvero ripening inhibitor. Una volta scovati questi geni, si è risolto anche il problema di fare durare i pomodori per lungo tempo sullo scaffale. A che prezzo? Il licopene, ovvero uno degli antiossidanti presenti nel pomodoro, è diminuito fortemente. Per quanto il pomodoro sia diventato perfettamente rosso e resistente all’invecchiamento del tempo, ha perso tutte le sue qualità sia in termini di valore nutritivo sia in termini di sapore. Chi ha compiuto questa ricerca e ha pubblicato i risultati su Science ha svolto un lavoro di investigazione genetica al contrario, per capire come mai il pomodoro avesse perso il suo sapore originario. A questo punto, c’è da domandarsi se il gioco vale la candela. Se avessimo lasciato le cose esattamente come stavano, raccogliendo il pomodoro al momento della giusta maturazione, saremmo riusciti a gustarci un prodotto che tutto sommato ha un aspetto decente ma un sapore di gran lunga migliore di quello in commercio. La lunga filiera e i lunghi tempi di attesa, la coltivazione fuori stagione e la nostra strana voglia di pomodori tutto l’anno, sono gli ingredienti che hanno dato vita a un pomodoro che ha perso la sua vera identità.

Siamo arrivati a concepire una verdura che ha smarrito tutte le sue qualità tranne quelle estetiche. Forse, dovremmo rinunciare a un sistema di distribuzione che ha raggiunto i suoi limiti critici e adattarci a ciò che è realmente disponibile in quel preciso momento. Dovremmo invertire le regole, mettendo semplicemente al primo posto la qualità: cogliere questa nuova sfida.

*Dal libro “Il mostro in tavola. L’inchiesta che svela i pericoli contenuti nel cibo che mangiamo di Davide Ciccarese


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Un Pubblica Amministrazione “al verde”

efficienza-energetica-Pubblica-Amministrazione-Farnesina

La lotta al cambiamento climatico investe pienamente le scelte ed i processi di trasformazione della Pubblica Amministrazione. In quest’ottica, il Ministero degli Affari Esteri e’ da tempo impegnato per la promozione di più alti standard ambientali: la Farnesina ha lanciato da alcuni mesi un Piano d’Azione comprensivo di varie iniziative ecologiche. Circa ventimila chilogrammi di anidride carbonica risparmiati. Oltre 2500 alberi salvati e un crollo dei consumi anni pari a 23milaKWh. Sono questi gli effetti delle iniziative di risparmio energetico prese dalla Direzione Generale Amministrazione, Informatica, Comunicazioni della Farnesina che, da oltre un anno, ha intrapreso una ‘policy verde’ tesa alla promozione dei più elevati standard ambientali e, parallelamente, della riduzione dei costi. Il tutto grazie alla messa in campo di una serie di interventi sostenibili, in termini di risorse disponibili e di ritorni attesi e tutti aventi come filone comune il contenimento del consumo di energia elettrica.

Da fotovoltaico un risparmio di 20mila kgdi Co2 e oltre 8mila litri di greggio

Quello entrato in funzione al Ministero degli Affari Esteri è stato uno dei primi impianti fotovoltaici delle Amministrazioni Centrali. Un impianto in grado di garantire l’autoproduzione dell’energia elettrica per l’illuminazione esterna dell’edificio della Farnesina, con l’obiettivo di ridurre le emissioni climalteranti e nocive per l’ambiente. L’impianto è costituito da 184 pannelli fotovoltaici a cella policristallina, per una superficie totale pari a 299,74 mq, corrispondenti all’estensione di un piccolo campo di calcio, impegnando 886 mq. di superficie calpestabile. L’entrata in funzione dell’impianto fotovoltaico solare ha prodotto (dal 15 marzo 2012 al 31 dicembre 2012) 37,4 MWh, con una riduzione di emissioni pari a circa 20.000,00 Kg di “anidride carbonica equivalente”, per la cui compensazione sarebbe necessario piantare 2.585 nuovi alberi, e corrispondente a 8.160,87 litri di petrolio evitati.

Con lampade a led consumi energia ridotto di 23mila KWh

La stessa direzione ha provveduto, con azioni mirate, alla sostituzione di una serie di corpi illuminanti con installazioni a ridotto consumo (lampade a led). Il solo avvicendamento di quelli posti all’ingresso centrale del Ministero ha permesso di abbattere i consumi annui di circa 23.000 KWh, passando ai 31.000 KWh precedenti agli attuali 8.000 KWh. Ed è stata infine completata – la scorsa settimana – l’installazione di rilevatori di presenza nei locali servizi del Palazzo della Farnesina, con eliminazione di sprechi nelle ore diurne e notturne. A ciò va aggiunta la rimodulazione degli orari di accensione/spegnimento delle luci nelle parti comuni dell’edificio. Dal 2011 si è provveduto, in via graduale, a rimodulare gli orari di accensione e spegnimento dell’illuminazione. Attualmente tutto il palazzo (ad eccezione di alcune aree sensibili) sono soggette a tale nuovo regime, con notevole risparmio di energia elettrica.

Mensa eco-responsabile

L’attuale convenzione con la società che gestisce il servizio mensa prevede che il 20/30% degli acquisti avvenga a livello locale (alimenti a “km zero”). E’ stata avviata la raccolta differenziata dei rifiuti organici prodotti dalla mensa del Ministero. In occasione del Convegno internazionale su sicurezza alimentare, alimentazione e nutrizione “Alimentare la terra. Coltivare il futuro”, il Ministero degli Esteri ha organizzato all’Ara Pacis un light lunch di sensibilizzazione sul tema dello spreco alimentare, con la collaborazione del prestigioso Chef Filippo La Mantia. Il menù “Primo non sprecare” è stato elaborato utilizzando eccedenze alimentari; l’iniziativa è stata curata in sinergia con Caterpillar, Radio2, Rai e Last Minute Market (“spin off“ dell’Università di Bologna, eccellenza europea nel recupero degli sprechi alimentari). Nel piano del rinnovamento dei locali della mensa è stato poi ulteriormente ridotto l’uso della plastica sulla base del servizio di “free beverage”. Il personale infatti può attingere liberamente agli appositi distributori che erogano acqua microfiltrata e bevande prodotte con materie prime italiane di qualità o derivanti da commercio equo e solidale.

Iniziative eco-sostenibili presso le sedi diplomatico-consolari

In collaborazione con Enel Green Power, è stato realizzato il primo impianto solare fotovoltaico presso un’Ambasciata (Brasilia), coniugando brillantemente attenzione all’ambiente e promozione del “Sistema Italia”. Nel giardino della stessa Ambasciata, è stato inoltre costruito da un gruppo di imprese italiane, guidato da Ecomacchine, un impianto di fitodepurazione delle acque reflue che verranno riutilizzate per l’irrigazione delle aree verdi. La collaborazione tra l’impresa Martini e l’ONG Forum das Americas ha inoltre permesso l’installazione nell’area esterna dell’Ambasciata di un sistema di illuminazione led a basso consumo energetico. A breve sarà anche consegnata all’Ambasciatore un’auto elettrica realizzata da Fiat in collaborazione con il gestore della più grande centrale idroelettrica brasiliana. Le batterie dell’auto saranno ricaricate alla colonnina elettrica già installata nella sede.

Un’altra Ambasciata (Yaoundé) ha recentemente ottenuto la certificazione “CO2 neutral” per le emissioni relative agli immobili demaniali (cancelleria e residenza). Dopo aver calcolato sulla piattaforma www.co2neutral.it le emissioni annuali di CO2 prodotte a causa dei consumi di elettricità e trasporto, l’Ambasciata ha raggiunto un accordo con i locali rappresentanti della CO2neutral per compensare tali emissioni attraverso la piantumazione di specie forestali autoctone in una locale provincia deforestata.

Il Consolato Generale ad Istanbul ha invece provveduto a sostituire le luci notturne ad alto consumo energetico con nuovi lampioni e fari a led,  permettendo di far scendere la potenza installata da 8.850 a 3.100 watt. La riduzione del 65% del consumo notturno del comprensorio consolare ha fatto acquisire non trascurabili risparmi economici (almeno 250 euro mensili). Inoltre, a parità di illuminazione e con consumi inferiori (50-70% rispetto agli impianti tradizionali), la luce delle lampade al led risulta di migliore qualità grazie ai tempi di accensione istantanei ed alla totale assenza di sfarfallii del fascio luminoso (la luce e’ pulita); inoltre sono decisamente ridotti i costi di manutenzione (durata delle lampade stimata in  50.000/80.000 ore). Le lampade a led utilizzate infine, al contrario di quelle tradizionali, sono meno inquinanti, non contenendo metalli pesanti e sostanze dannose per l’ambiente (come l’azoto e il mercurio).

L’Ambasciata d’Italia a Dhaka ha messo in funzione sul tetto della Cancelleria una serie di pannelli solari di fabbricazione italiana installati da una ditta locale consociata con una impresa italiana e formata da tecnici italiani.L’energia erogata dai pannelli e’ sufficiente a gestire la “sala server” dell’Ambasciata; ambiente a temperatura condizionata. L’installazione ha contribuito a promuovere l’immagine dell’Italia come paese sensibile ai problemi dell’impatto energetico sull’ambiente, in un paese il cui governo si e’ fatto promotore sin dal suo inizio di una campagna a favore della riduzione globale delle emissioni. La Sede si prefigge di continuare nei prossimi anni l’installazione di ulteriori pannelli solari.

Il Consolato generale di Casablanca è “più verde” dopo la sottoscrizione di un Protocollo d’intesa per la posa in opera dell’impianto fotovoltaico sul solaio della sede e per l’installazione di accumulatori “verdi” di ultima generazione. Il progetto non comporterà alcun onere o impegno di spesa per l’erario e verrà effettuato senza interventi di natura strutturale. L’impianto permettera’ un abbattimento di circa il 70% del fabbisogno di approvvigionamento energetico dalla rete nazionale marocchina, con un impatto ambientale positivo corrispondente a circa 1.550 alberi piantati all’anno.

Il Consolato Generale a Charleroi è progettato con le più moderne tecnologie per il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni inquinanti. L’impianto di illuminazione è regolato da un sistema di sensori a infrarossi e da un meccanismo di regolazione automatica della luminosità in rapporto alla luce esterna. Ciò consente di modulare e spegnere automaticamente le luci quando non c’è presenza di persone e/o l’illuminazione esterna è tale da non richiedere l’illuminazione artificiale. Il sistema di ventilazione e riscaldamento (alimentato elettricamente) consente di abbattere la spesa per acquisto di combustibili. Esso garantisce una stabilizzazione costante della temperatura (in rapporto con la temperatura esterna), con filtraggio e purificazione continui dell’aria immessa nel sistema. L’impianto elettrico nel suo complesso è stato progettato, del resto, per ridurre le emissioni inquinanti di gas a “effetto serra”. Infine, è in fase di analisi la possibilità di installare pannelli fotovoltaici per l’alimentazione dell’impianto con l’energia solare.

I vantaggi economici dell’uso di energia verde

Gli interventi, peraltro, hanno avuto anche un ritorno finanziario: la riduzione dei costi derivante dalle iniziative ecologiche collegate a questa “policy verde”, parte della più ampia iniziativa Farnesina Verde, si può quantificare, sulla base del costo medio a noi riservato dal fornitore di energia elettrica, in circa 32.000,00 annui (pari a 38.720,00 IVA inclusa). Esito che conferma come l’efficienza energetica non solo riduca l’impatto ambientale, ma abbia altresì un effetto diretto sui risparmi conseguiti.


Green economy: per uscire dalle due crisi. Rapporto 2012. Che cosa fa di un’attività economica un’attività green? Cosa significa esattamente green economy? Chi la sta facendo in Italia? Con quali risultati? Quali sono i settori dell’economia attuale che in questa prospettiva hanno un futuro? Quali sfide e ostacoli pone il “sistema paese” sulla strada di un’economia sostenibile?

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