Grazie al Jobs Act è boom di licenziamenti per giusta causa

licenziamenti per giusta causa

Nell’ultimo anno in Italia si registra un boom di licenziamenti (+26,5%) per giusta causa o giustificato motivo soggettivo nel settore privato. Dati allarmanti che confermano le pessime condizioni in cui versa il nostro mercato del lavoro.

Le altre tipologie di licenziamento, invece, non hanno presentato trend di crescita così importanti. Se i licenziamenti totali sono saliti del 3,5%, quelli per giustificato motivo oggettivo sono aumentati del 4,6% e quelli per esodo incentivato, invece, sono addirittura crollati del 19%. Continue Reading


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I maggiori utilizzatori di voucher: Ecco l’elenco

I maggiori utilizzatori di voucher in Italia nel 2016, anno dell’introduzione della cosiddetta “tracciabilità”, sono stati grossi gruppi che operano nel commercio, nella ristorazione, nell’organizzazione di eventi culturali e sportivi: McDonald’s, Sisal, Manpower, Adecco, Chef Express, Best Union Company, Juventus, Lazio, Fiorentina, Chievo, Burger King, Rinascente, Bottega verde. Continue Reading

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Vietato andare in bagno, operaio costretto a farsela addosso

Un lavoratore della Sevel di Atessa, provincia di Chieti (gruppo FCA), costretto a urinarsi addosso perché il caporeparto dell’azienda gli ha impedito a tutti gli effetti di lasciare la catena di montaggio per andare in bagno. Questo fatto è accaduto qualche settimana fa nello stabilimento più grande in Italia del gruppo FCA (ex-Fiat). Continue Reading

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Ceto medio italiano nel mirino delle potentissime lobby finanziarie

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I dati dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico indicano che i cittadini italiani sono in assoluto tra i meno indebitati del mondo, meno degli Americani, meno dei Francesi e meno dei Britannici.

Il Regno Unito presenta addirittura il record di indebitamento delle famiglie. Contrariamente a ciò che ci si potrebbe aspettare, la disoccupazione e la precarietà costituiscono un incentivo all’indebitamento. E dove ci sono più disoccupati, cioè tra i giovani, vi è anche meno percezione dei rischi connessi all’uso della carta di credito. Il quotidiano “Il Sole-24 ore” comunica a riguardo un dato sconcertante, secondo il quale almeno il 5% dei giovani utenti inglesi di carte di credito non ha neppure la consapevolezza che il denaro speso vada restituito.  Continue Reading

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Disoccupazione giovanile da record, peggio solo Atene e Madrid

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Nel mese di luglio gli occupati in Italia sono diminuiti dello 0,3%, cioè lavorano 63.000 persone in meno. Gli inattivi sono aumentati dello 0,4% (+53mila) e il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi, è risalito di 2 punti percentuali rispetto a giugno, tornando al 39,2%. Lo rileva l’Istat sottolineando che, rispetto allo stesso mese del 2015, ci sono 266 mila occupati in più (+1,2%).

La disoccupazione italiana (all’11,45%) resta ben oltre la media Ue (8,6%). Fanno peggio solo Cipro, Croazia, Spagna e Grecia. Mentre la disoccupazione giovanile, al 39,2%, è quasi doppia rispetto alla media dell’area euro. Solo Atene e Madrid ci stanno alle spalle. Intanto dalla Germania, per dire, arriva la notizia che il Paese ha registrato un nuovo caldo del numero di disoccupati. Il tasso di disoccupazione è al 6,1%, il livello più basso dai tempi della riunificazione.

Il calo degli occupati è imputabile in gran parte ai 68 mila autonomi che hanno smesso di lavorare (senza conversione in un impiego di diversa natura). Fermi i contratti a tempi indeterminato, sui quali hanno puntato jobs act e defiscalizzazioni: sono 14,85 milioni, inchiodati ai livelli di gennaio.

La notizia negativa conferma un panorama stagnante. Ricapitolando: È il primo calo degli occupati dopo quattro mesi, la disoccupazione giovanile è tornata a crescere e gli inattivi segnano una percentuale da record. L’unico dato “positivo” è il tasso di disoccupazione: -1,3%, che tradotto significa 39mila persone senza lavoro in meno.

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