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Il J’accuse dell’ex agente dell’intelligence belga

servizi segreti belgi

“Scandalizzato dagli eventi di Bruxelles, accuso il Belgio di aver applicato una strategia “wait and see” per anni e di non aver mai dato ai servizi d’intelligence i mezzi per fare il loro lavoro con professionalità per provare a evitare questo tipo di attacchi.

Accuso i politici di non aver mai voluto capire l’ascesa dell’islam estremista e di averla ignorata deliberatamente perché temevano di perdere voti e di essere considerati “politicamente scorretti”. Li accuso di aver lasciato che in molte città belghe proliferasse l’estremismo jihadista per anni (L’Emirato Islamico in Belgio), al punto che un leader socialista mi disse che “sappiamo che il problema è a Molenbeek, ma cosa ci vuoi fare, dobbiamo tenerci buoni quegli elettori”. Accuso i politici a tutti i livelli per non aver dato le risorse necessarie ed essenziali ai servizi d’intelligence e di polizia, per averli costantemente privati di fondi e non aver varato le leggi che avrebbero potuto permettere loro di essere più efficaci. La comunità d’intelligence manca delle giuste risorse umane. Accuso i politici di non aver dato addestramento efficace allo staff dei servizi d’intelligence e di aver nominato la dirigenza unicamente in base alla loro affiliazione politica.

Accuso l’ex ministro della Difesa di non aver autorizzato un’investigazione approfondita sull’islam radicale nelle Forze armate per “non stigmatizzare la popolazione musulmana nell’esercito”, anche se sappiamo che ci sono estremisti islamici nell’esercito. Continue Reading


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