2

La grande truffa della tessera sindacale

Un miliardo. È la cifra che aziende ed enti previdenziali versano ogni anno a Cgil, Cisl e Uil trattenendola da stipendi e pensioni degli iscritti. Che spesso, magari senza saperlo, continuano a pagare per molti mesi anche dopo aver ritirato la loro delega al sindacato. Continue Reading


Condividi:
0

Per un debito di 55 centesimi, artigiano trattato come un evasore

INPS-debiti

Per 55 centesimi l’Inps nega ad un idraulico riminese il Durc, documento unico per la regolarità contributiva dell’azienda. Protagonista della vicenda, pubblicata oggi sul Resto del Carlino, è Emilio Ravagli che ha subito saldato l’arretrato per non perdere il lavoro, ma ha voluto segnalare il disguido che per una cifra irrisoria rischiava di costare all’azienda molto di più.

L’artigiano doveva lavorare su un cantiere, ma l’Inps per un mancato versamento di contributi pari a 37 cent, più 18 del socio, nega per mail il documento e il lavoro rischia di saltare. Per i 55 centesimi l’Inps gliene ha chiesti 29,30.

“Come faccio da anni, ho chiesto il Durc per poter lavorare su un cantiere a Maiolo. Ero tranquillo perché quando c’è da pagare io pago. Ma il 12 febbraio l’Inps mi scrive via email dicendo che l’esito della richiesta era negativo. La cosa mi ha sorpreso, ma quello che mi ha fatto andare su tutte le furie è stato il motivo. Mi hanno fatto presente che non avevo pagato i contributi per una cifra di 37 centesimi ai quali si sommavano i 18 del mio socio. Come hanno fatto a calcolare questo presunto debito non saprei, fatto sta che senza quel documento io non posso lavorare ed ho rischiato di perdere clienti e commesse”.

Condividi:
0

Compie 40 anni ma per l’Inps è morto da 16 anni

Mantova_INPS_MinottiMortoperErrore1

Massimo Minotti è vivo e vegeto, ha 40 anni, ma per l’Inps è morto il 30 ottobre 1998. Una storia impossibile per un paese normale, ma siamo in Italia. Minotti l’ha presa sul ridere e ha comunicato di essere “morto” da 16  anni, secondo l’Inps, su Facebook provocando battute tra gli amici.

Massimo è un musicista originario di Mantova, diplomato al Conservatorio di Torino, e sotto la Mole si è anche laureato in Scienze delle Comunicazione. “Laurea nel 1999, questo prova che ero e sono ancora vivo”. Del “suo decesso” se ne è accorto quando ha notato che non gli erano più state versate sul conto in banca le pensioni di invalidità dei due fratelli, di cui Massimo è il tutore legale. Si è allora rivolto all’Inps, ma quando ha chiesto spiegazioni allo sportello, l’impiegata gli ha detto che risultava morto il 30 ottobre 1998. Massimo Minotti è vivo, ma per l’Inps era morto da 16 anni.

“Ci sono voluti due mesi di carte bollate per dimostrare che era vivo e rimettere tutto a posto” racconta il “resuscitato”. Da settembre, così è stato spiegato all’interessato, arriveranno i soldi. Secondo le prime indiscrezioni pare che alla base dell’equivoco vi sia un caso di omonimia. La morte può attendere, anche l’Inps.

Condividi:
0

Mauro Sentinelli il pensionato più ricco d’Italia

Mauro Sentinelli pensione d'oro

Il più ricco pensionato Inps d’Italia ha un nome che ai più non dirà nulla: si chiama Mauro Sentinelli. Qualcuno lo conosce? L’avete mai sentito nominare? Eppure prende 90.000 euro al mese di pensione. Avete letto bene: 90.000 euro. Avete letto bene: al mese. Per l’esattezza sono 1.173.205 euro l’anno (1 milione, 173.000 e 205 euro, virgola 15 centesimi, per di più). Sono oltre 2 miliardi delle vecchie lire, se volete il vecchio conio. Se siete nostalgici, cioè, almeno quando v’irritate.

Sessantaquattro anni, romano di nascita e di residenza, Sentinelli è un ingegnere elettronico, specializzato in telefonia all’Università di Torino, con corsi di perfezionamento in Francia e a Chicago. Entrato in Sip nel 1974, ha percorso tutte le tappe della carriera telefonica fino a diventare direttore generale di Tim. Un bel cervello da teleselezione, sia chiaro. Ma, a differenza di tanti altri cervelli da teleselezione o non da teleselezione, gode di un vitalizio senza pari: infatti incassa precisamente 90.246,55 euro al mese. Significa 3008 euro al giorno. In altre parole: in 48 ore prende dall’Inps quello che un pensionato al minimo prende in un anno.

Per carità, Mauro Sentinelli anche se non sta sulle copertine dei settimanali o non si vede in Tv (o forse proprio per quello), è un bel personaggio. Un tipo in gamba. Il suo curriculum è scintillante come la testa pelata del tenente Kojak: incarichi all’estero, incarichi in Italia, premi e onorificenze a gogò. Lo definiscono il “papa’ del Gsm”. Ha creato, inventato, innovato nel campo dei cellulari. È stato lui, tanto per dire, a lanciare l’idea del servizio prepagato Tim Card, per il quale a suo tempo fu nominato “uomo marketing dell’anno”. Nel 1999 è diventato Cavaliere della Repubblica, nel 2002 Commendatore, nel 2006 Grand’Ufficiale. Nella sua carriera tutta telefonica, fra Sip, Tim e Telecom, una sola ombra: la rottura piuttosto brusca (e mai spiegata fino in fondo) nel 2005 con Marco Tronchetti Provera. Pare fosse finito anche lui nel mirino della security di Giuliano Tavaroli. “A Mauro Sentinelli, allora, fu consigliato di passare alla cassa e non farsi più vedere” ha scritto il Giornale. Sarà: ma se non doveva farsi più vedere, perché nell’aprile 2010 è stato richiamato in Telecom come consigliere d’amministrazione? Nessuno l’ha mai saputo spiegare. Sul punto non ci sono certezze.

L’unica certezza in più che qui siamo in grado di fornirvi è che il consigliere d’amministrazione Telecom Mauro Sentinelli è il pensionato più ricco d’Italia. Ma probabilmente i 90.246 euro al mese, aggiunti al gettone di presenza Telecom, non devono sembrargli sufficienti: il 24 marzo 2009, infatti, si è fatto nominare anche amministratore unico di Ecotel International Srl, società a responsabilità limitata che si occupa di realizzazione software e consulenze informatiche. E nel giugno 2010 è diventato presidente del consiglio d’amministrazione di Enertel Servizi Srl, un’impresa che al momento risulta inattiva. Non male per un pensionato, no? […] conoscere queste storie è fondamentale, se non altro per porsi alcune domande. La prima è la seguente: stabilito una volta per tutte che Sentinelli non fa nulla di irregolare e incassa esattamente quanto stabilito dalle norme, ci si può chiedere se quelle norme sono giuste? Mi spiego: i contributi versati dal manager nella sua vita lavorativa, per quanto alti, non saranno mai sufficienti a coprire l’esborso necessario per una pensione da 90.000 euro al mese per molti anni (glielo auguriamo). E dunque: chi paga la differenza? Magari qualche precario? O qualche giovane lavoratore che forse non avrà mai una copertura previdenziale?

Qualcuno poi si domanderà com’è possibile che Sentinelli, proprio lui, sia il più ricco pensionato d’Italia, dal momento che non è mai stato il manager più pagato d’Italia. Certo, ha sempre ricevuto una retribuzione notevole: si fece notare soprattutto nel 2004, quando lavorava a Telecom, un anno prima di andarsene. Il suo stipendio, in quell’occasione, fece un balzo spaventoso, da 1,56 a 3,7 milioni di euro[…]

[…]Che ci volete fare? Si sa che l’Italia è una repubblica fondata sulle pensioni. Ma il problema è che per alcuni le pensioni sono sudate e risicate. Per altri, invece, sono ricche e spensierate come un dono di Babbo Natale. Prima o poi bisognerà che qualcuno ci spieghi perché.

(*Estratto dal libro Sanguisughe – Giordano Mario)

Condividi: