La più grande banca d’Europa finanzia chi distrugge l’ambiente

È l’inglese HSBC (Hongkong & Shanghai Banking Corporation, fondata a Hong Kong nel 1865 da Thomas Sutherland) la più grande banca d’Europa che presta centinaia di milioni di dollari ad alcune delle più distruttive società del settore dell’olio di palma. È quello che emerge dal report “Dirty Bankers” curato da GreenpeaceContinue Reading

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Bimbo di 2 anni fuma 40 sigarette al giorno

Si chiama Ardi Rizal, ha due anni e vive coi suoi genitori a Sumatra, in Indonesia. E’ un bimbo come tanti, un po’ cicciottello e simpatico… se non fosse per il suo brutto vizio: il fumo. Ardi è ormai un tabagista senza freni, che fuma quasi 40 sigarette al giorno. Nel video diffuso si vede anche la normalità con la quale la famiglia vive questa strana dipendenza. Dopo il clamore internazionale, le autorità hanno indagato i genitori.

E’ lo stesso padre di Ardi a raccontare di quando gli ha dato la prima sigaretta: “Aveva 18 mesi e gli è piaciuto tanto, non ha mai smesso”. Meno tranquilla la madre Diana, 26 anni, che in lacrime dice: “E’ totalmente dipendente, se provi a togliergli il pacchetto comincia a piangere e a battere la testa contro il muro”. Gli assistenti sociali hanno provato anche ad offrire alla famiglia di Ardi un baratto: un’auto se in cambio obbligano il bimbo a smettere. Ma il papà, Mohammed, che di professione fa il pescivendolo, serafico risponde: “Ardi mi sembra piuttosto sano, non vedo il problema”. Questo consumo eccessivo, invece gli provocherà sicuramente problemi di salute, legate all’apparato respiratorio ma anche a quello della crescita, vista la giovane età del soggetto.
Le autorita’ indonesiane hanno ora aperto un’inchiesta sui genitori: “Il loro comportamento non sembra favorevole al suo sviluppo”, ha detto un portavoce del ministero per la Protezione dell’infanzia, Heru Kasidi.

Dopo il cibo, le sigarette rappresentano la seconda più grande spesa delle famiglie nel paese ubicato nel sud-est asiatico, abitato da 240 milioni di persone: quasi la metà di esse vive ancora con meno di due dollari al giorno. Va detto che in Indonesia non c’è un’età minima per l’acquisto di sigarette e per il relativo utilizzo.

Il governo ha aumentato le accise, ma i prezzi restano estremamente bassi rispetto agli standard internazionali: una confezione da 20 sigarette costa poco più di un dollaro. Il presidente della commissione per la protezione dei bambini, Arist Merdeka Sirait, ha dichiarato che “Il crescente numero di fumatori sono il risultato delle aggressive azioni di marketing del settore rivolte ai giovani“. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il tasso dei fumatori è aumentate di sei volte in Indonesia negli ultimi 40 anni.

 

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I crimini ambientali del colosso cartario in Indonesia

Un anno di indagini di Greenpeace International dimostrano come Asia Pulp & Paper (APP) infrange la legge indonesiana, spinge la tigre di Sumatra verso l’estinzione e viola la CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) l’accordo internazionale che regolamenta il commercio delle specie protette. Asia Pulp & Paper (APP), parte del gruppo Sinar Mas, si definisce il terzo produttore di carta a livello mondiale e aspira a diventare il numero uno, attraverso un rapido piano di espansione delle proprie attività produttive. L’attività produttiva di APP in Indonesia rifornisce un mercato di esportazione internazionale.

APP si presenta sul mercato come un’azienda votata “alla conservazione delle foreste oltre la legalità” regolamentata da una politica di “tolleranza zero per il legno illegale”. Nello specifico l’azienda dichiara che le proprie politiche assicurano la conservazione delle specie protette – come quelle comprese nelle liste della CITES – e che qualsiasi tipo di legno illegale viene “rifiutato prima di essere introdotto nella cartiera”. La Convenzione CITES delle Nazioni Unite è un trattato internazionale concepito nel 1973 con l’obiettivo di proteggere specie minacciate dall’eccessivo sfruttamento attraverso la regolamentazione del loro commercio. Grazie a questo regolamento tantissimi prodotti come i corni di rinoceronte, la carne di balena, le pellicce di tigre ed alcune “medicine” sono rigidamente controllate o bandite. Nel 2001 l’Indonesia ha incluso la propria popolazione di ramino nella lista della CITES per rafforzare la protezione di questa specie arborea e il proprio impegno nella lotta al taglio illegale.

Il ramino è il nome comune con cui vengono indicate circa 30 specie arboree che appartengo al genere Gonystylus distribuite prevalentemente in Indonesia e Malesia. Numerose specie del genere ramino sono classificate come “vulnerabili”. Ciò significa che a causa dell’eccessivo sfruttamento per fini commerciali “sono a rischio di estinzione allo stato naturale nel medio e lungo periodo”. Nonostante il ramino sia una specie legalmente protetta dal 2001, sia dalle leggi Indonesiane sia dalla CITES, le mappe dello stesso governo indonesiano mostrano che circa 800.000 ha, circa il 28 per cento dell’intera superficie di foreste torbiere di Sumatra, sono stati tagliati a raso tra il 2003 e il 2009. Circa il 22 per cento di queste aree forestali è ubicato in concessioni di fornitori di APP.

Un’indagine lunga un anno all’interno del complesso industriale della cartiera Indah Kiat Perawang è riuscita a dimostrare che tronchi illegali di ramino sono mischiati a quelli di altre specie legnose tropicali e mandati al macero per produrre polpa di cellulosa, conferita in seguito ad altre cartiere di APP in Indonesia e Cina. Le prove raccolte dimostrano che le politiche messe in atto da APP non sono in grado di prevenire l’ingresso di tronchi di ramino illegali in nessun punto della filiera produttiva: all’interno delle concessioni, nel trasporto verso la cartiera, all’ingresso della cartiera o nei porti di imbarco.

Sono 136 i Paesi CITES (la maggioranza dei firmatari dell’accordo internazionale) che importano prodotti dalle dodici cartiere di APP che acquistano da Indah Kiat Perawang.  L’indagine di Greenpeace ha identificato prodotti specifici collegati a queste cartiere che contengono fibre di legno tropicale misto (MTH). Tali prodotti – carta da fotocopie, carta igienica, libri e packaging – sono stati acquistati in otto Paesi diversi e vengono realizzati per dodici marchi/aziende del mercato internazionale. Tra questi: Acer (packaging di computer), Barnes & Noble (libri), Danone (packaging), Mondi (carta da stampa e packaging), National Geographic (libri), Parragon Publishing (libri), Walmart Cina (risme di carta a marchio APP), e Xerox (risme di carta).

Cosa chiede Greenpeace  

  • Il gruppo Sinar Mas deve immediatamente vietare il taglio a raso delle foreste torbiere.
  • Di imporre e far rispettare il divieto di taglio e commercio del ramino e assicurare che il ramino non entri nel commercio internazionale in violazione della CITES.
  • Le aziende che partecipano o che si approvvigionano alla filiera della carta, devono immediatamente cessare il commercio con APP e implementare politiche di acquisto della carta a Deforestazione Zero.

(Fonte Greenpeace – Scarica il summary del rapporto in italiano “Partita a Ramino… quello illegale”)

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