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L’incubo Tasi, in arrivo la stangata

Tasi

Da quest’anno sono entrate in scena le nuove tasse sulla casa introdotte con la IUC, l’Imposta Unica Comunale, composta da tre tasse: Imu, Tasi e Tari. Da quest’anno l’Imu non si paga sulla prima casa (eccetto quelle di lusso e di pregio), la Tasi invece sarà, a differenza dell’imposta municipale propria, anche a carico dell’inquilino secondo quote decise dai singoli Comuni. L’incubo per i cittadini è iniziato, ma una certezza secondo i calcoli della Uil, ce l’abbiamo: la Tasi sarà più cara di quanto pagato con l’Imu nel 2012.

La grande corsa dei Comuni alla pubblicazione delle delibere delle aliquote della Tasi è giunta al capolinea. Sono 7.744 i Comuni che hanno rispettato i termini (25 maggio e 18 settembre), tra cui tutti i capoluoghi di provincia, a eccezione di Crotone e di Enna.

Ai 2.178 che già avevano pubblicato le aliquote entro il 25 maggio scorso, se ne sono aggiunti, quindi, altri 5.566 (tra cui Roma, Bari, Catania, Verona, Padova, Palermo, Siena, Perugia, Trieste, Pescara, L’Aquila, Campobasso, Reggio Calabria, Firenze e Milano), dove il 16 ottobre si pagherà l’acconto del 50% della TASI.

Ciò significa che, se si escludono i 136 Comuni della Provincia Autonoma di Bolzano – che hanno introdotto l’IMI – ad oggi il 97% dei Comuni ha pubblicato le aliquote (ne mancano all’appello 212).

Adesso i Comuni ancora inadempienti avranno tempo fino alla fine di novembre per pubblicare le delibere, ma in questo caso si pagherà in un’unica soluzione il 16 Dicembre. In caso di ulteriore mancata pubblicazione, il 16 dicembre si pagherà in un’unica soluzione, ma con l’aliquota base dell’1 per mille.

Pertanto, a ottobre oltre 15 milioni di persone saranno chiamate a versare l’acconto della TASI sulla prima casa, a cui si aggiungeranno anche, in molti Comuni, gli inquilini che dovranno pagare con una quota che varia dal 10% al 30% (ad esempio a Roma il 20% e a Milano il 10%).

La media dell’aliquota applicata dai 105 capoluoghi di provincia si consolida al 2,63 per mille (superiore all’aliquota massima “ordinaria”), seppur edulcorata dalle singole detrazioni introdotte dai singoli Comuni (la UIL calcola almeno 100 mila combinazioni diverse), tanto da poter parafrasare il detto “paese che vai detrazioni che trovi”. In ogni caso, la quarta simulazione del Servizio Politiche Territoriali della UIL conferma il trend delle precedenti simulazioni: per 1 famiglia su 2 la TASI sarà più cara di quanto pagato con l’Imu nel 2012.

Infatti, spiega Guglielmo Loy – Segretario Confederale UIL, su un campione di 420 famiglie residenti nei capoluoghi di provincia, per il 54,5% di esse (227 famiglie), il conto della TASI sarà più pesante dell’IMU del 2012, percentuale che sale al 63,3% per le case accatastate in A/3 (133 famiglie su 210); mentre per le case accatastate in A/2 tale percentuale è al 44,8% (94 famiglie su 210).

E’ vero che il costo della TASI nelle Città campione è di 219 euro medi, a fronte dei 223 euro pagati con l’IMU nel 2012, ma la distribuzione della nuova tassa è meno equa: pagherà un po’ di più chi prima era esente o pagava cifre basse e pagheranno molto meno i proprietari di quelle abitazioni con rendite catastali elevate. In particolare, commenta Loy, per le case in A/3 l’esborso medio della TASI sarà di 135 euro medi, a fronte dei 111 euro pagati con l’IMU nel 2012; mentre il conto per le case in A/2: 303 euro per la TASI, a fronte dei 334 euro dell’IMU nel 2012…


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Il caro mattone di Berlusconi

Ville-Berlusconi

A Silvio Berlusconi le case di proprietà in Sardegna, ad Arcore e a Macherio continuano a costare davvero carissime. Due milioni e 332 mila euro di perdita nel 2013,  e altri 3 milioni e 200 mila euro per la sola sistemazione di villa Certosa in Sardegna. Questo emerge dal bilancio 2013, analizzato da Libero e dal Blog di Andrea Giacobinodella Dolcedrago, holding in cui sono raggruppati gli interessi immobiliari dell’ex premier.

Solo per la gestione base, le tre ville comportano una spesa di mantenimento di 8,85 milioni di euro l’anno, a cui si aggiunge il costo del personale dipendente, circa 2 milioni di euro, per i 17 a tempo indeterminato in servizio nelle tre case (2 quadri, 2 operai e 13 impiegati).

A Silvio la riformina Imu dell’anno scorso è costata 308.374 euro, 44mila euro più di quanto pagato l’anno precedente. Nel 2012, con l’Imu di Mario Monti, l’Immobiliare Idra (asset principale di Dolcedrago) aveva versato 264.171 euro di Imu.

Unica nota positiva per i conti delle ville Berlusconi è arrivata dal comune di Arcore. Da lì è in arrivo un assegno da 616.900 euro, che in realtà sono la restituzione di un pegno pagato per la lottizzazione di terreni vicini alla residenza principale del leader politico, che poi non si è concretizzata. Altra entrata straordinaria di alcune decine di migliaia di euro arriva da una compagnia assicuratrice che ha indennizzato i danni provocati nel 2012 da “un violento evento atmosferico”.

L’Immobiliare Idra lo scorso anno ha perso 2,3 milioni, è stata finanziata da Dolcedrago per 27 milioni a titolo oneroso, per altri 144 milioni, invece, a tasso zero e si è vista pure rilasciare una fideiussione a titolo gratuito in relazione ad eventuali scoperti bancari, pari a 1,5 milioni.

Ma Immobiliare Idra rischia di non poter rimborsare quei 27 milioni: ed ecco allora che nella nota integrativa firmata dal fido Giuseppino Scabini, uomo-ombra delle finanze personali dell’ex premier, si legge che si sta valutando “l’ipotesi di trasformare il finanziamento da fruttifero in infruttifero”. Dolcedrago paga pegno anche per la collegata Immobiliare Dueville, pure finanziata in modo infruttifero per altri 5,9 milioni: e naturalmente la holding è sostenuta direttamente dal socio unico Berlusconi con un finanziamento a tasso zero pari a 297,1 milioni.

Come se non bastasse la holding si è vista appioppare una decina di dipendenti nella riorganizzazione in atto in casa Fininvest, tanto che i costi del personale sono passati da 163.000 euro a oltre un milione. Ma almeno Dolcedrago potendo iniziare da una parte ad erogare servizi alle partecipate ha fatturato 1,1 milioni e dall’altra incassando 3 milioni di dividendo della controllata Videodue, ha chiuso il 2013 con un utile di 17 milioni.

Per coprire la perdita di bilancio del 2013, Berlusconi ha dovuto utilizzare la riserva da rivalutazione delle tre case consentita da una legge del suo ultimo governo e che ora, assorbita la perdita, ammonta ancora a 121,3 milioni di euro.

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Il Manifesto Economico per l’Italia dell’economista Eugenio Benetazzo

Eugenio Benetazzo

Dal confronto e feedback ricevuto con le parti sociali e le organizzazioni produttive, i lavoratori occasionali assieme a piccole e medie imprese, nasce questa mia personale view di nuova politica economica volta al rilancio della nostra nazione e di quelle potenzialità ancora inespresse a causa dell’immobilismo politico attuale.

Il Manifesto Economico per l’Italia (MEI) è un programma di interventi di portata economica con istituzione e definizione di strumenti operativi ad hoc, politicamente trasversale, realizzabile a breve termine con l’obiettivo di ridimensionare e razionalizzare la spesa pubblica, abbassare considerevolmente il carico fiscale abrogando parte della fiscalità diffusa ritenuta sgradevole dall’opinione pubblica, creare i presupposti per una maggiore vivacità sul mercato del lavoro, generando nel contempo un ambiente maggiormente business and investment friendly in numerosi settori strategici dell’economia italiana.

Economia

1) Detassazione integrale degli utili reinvestiti per l’ammodernamento, l’ampliamento e la riconversione dei mezzi di produzione, per le attività di R&D (ricerca e sviluppo), per la formazione e riqualificazione delle risorse umane interne all’impresa. Gli utili non distribuiti godono di un beneficio fiscale pari ad un abbattimento del 25% dell’IRES.

2) Istituzione degli OTIF (Obbligazioni del Tesoro con Incentivo Fiscale): titoli di stato ibridi di nuova generazione rivolti esclusivamente ad investitori e risparmiatori privati con un tasso di interesse fisso al 2.5% ed una scadenza decennale, impignorabili ed insequestrabili, privi di prelievo fiscale sull’interesse maturato, che producono per ogni anno di detenzione del titolo uno sconto in punti percentuali sull’ultima aliquota IRPEF in relazione al taglio del titolo stesso.

3) Estensione alla deducibilità di nuove spese per il contribuente: deduzione dall’imponibile con aliquota al 50% senza limite di importo delle spese ordinarie riguardanti la manutenzione generica della propria abitazione, delle spese per la manutenzione e fruizione di uno o più mezzi di trasporto e degli oneri di assistenza e difesa legale.

4) Accorpamento amministrativo: i Comuni continueranno a mantenere la loro identità geografica, ma vi sarà un unico polo amministrativo con un unico consiglio comunale per  aree urbane con un bacino massimo di 25.000 abitanti.

5) Inasprimento doganale: istituzione di certificati di qualità, oltre a requisiti ed attestati di processo produttivo per il monitoraggio e controllo di qualità della merce in ingresso alle dogane nazionali, con particolare riguardo a prodotti, confezioni e semilavorati provenienti da paesi non aderenti all’Unione Europea.

6) Soppressione dell’IMU sulla prima casa e sugli immobili adibiti ad attività produttive, commerciali e professionali. La copertura finanziaria di questa proposta si individua nell’istituzione di un Prelievo Temporaneo di Sostenibilità Economica di entità stimata al 2% su tutte le pensioni al netto di una franchigia individuale di Euro 500. Tale prelievo è previsto avere una durata temporanea di natura triennale.

7) Istituzione della Property Tax per le seconde case: l’imposta è dovuta sulla base di un coefficiente di conversione prestabilito moltiplicato per il numero di metri quadrati di  superficie interna effettivamente calpestabile. Tale coefficiente oscilla all’interno di una forbice compresa tra un minimo di Euro 3.00 ed un massimo di Euro 5.00 a seconda della tipologia abitativa e dell’area di ubicazione all’interno di ogni Comune. Il calcolo dell’imposta avviene mediante autodeterminazione (con arrotondamento per eccesso ai cinque metri quadrati superiori) a cura del contribuente e presuppone il versamento in un’unica soluzione mediante bollettino postale. I cittadini comunitari che decidono di acquistare un immobile in Italia in qualità di casa vacanze beneficiano della totale esenzione fiscale dalla Property Tax e godono di uno sgravio fiscale pari al 50% degli oneri ordinari di trasferimento (IVA o Imposta di Registro).

8) Condono Fiscale Condizionato: possibile regolarizzazione di tutte le attività finanziarie e patrimoniali detenute in maniera illecita all’estero alla data del 31 Dicembre 2012 a fronte di una sanzione risarcitoria pari al 10% dell’importo condonato con obbligo inderogabile di rimpatrio delle somme da destinare alla sottoscrizione e detenzione di OTIF sino alla data di rimborso previsto.

9) Accertamento tributario: abrogazione degli studi di settore e soppressione delle modalità e degli strumenti di accertamento sintetico del reddito.

Banche e Mercati Finanziari

1) Commissariamento bancario: le quote di partecipazione al capitale delle fondazioni bancarie all’interno dei grandi gruppi bancari italiani devono essere commissariate dal MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze), mantenendo e garantendo l’attuale assetto proprietario, tuttavia demandando la governance di tali istituti di credito e le loro politiche di affidamento del credito ad un team di gestori ministeriali.

2) Nuovi benefici fiscali per la quotazione all’AIM Italia (Alternative Investments Market, il nuovo mercato azionario regolamentato, dinamico e poco oneroso, per la quotazione delle piccole e medie imprese). I proventi conseguiti da operazioni di compravendita dei titoli quotati sono privi di tassazione tanto per gli operatori istituzionali che per i singoli privati: inoltre le aziende che decidono di quotarsi beneficiano di un regime fiscale privilegiato con un’aliquota IRES ridotta. La nuova piattaforma di negoziazione per l’attrazione di nuovi capitali di rischio ha lo scopo di incentivare ed aiutare la ricerca di partner finanziari esterni in capitale di rischio in modo da spingere le piccole e medie imprese italiane ad abbandonare il canonico canale di finanziamento bancario.

3) Nuova tassazione ed incentivi per il Crowd Funding: i soggetti di diritto italiano specializzati e focalizzati nella raccolta di capitale di rischio per il finanziamento di progetti di start-up imprenditoriale, esclusivamente realizzabili ed implementabili nel territorio italiano, godono di un regime fiscale privilegiato con l’applicazione di un’aliquota IRES pari ad 1/5 di quella ordinaria. Le plusvalenze ed il reddito generato dai soggetti privati che conferiscono ed investono denaro sotto forma di capitale di rischio utilizzando piattaforme di crowd funding o analoghi sistemi di raccolta godono di una totale esenzione fiscale.

Lavoro

1) Istituzione giuslavoristica del contratto o clausola R.U.DA.L. (acronimo di  Risoluzione Unilaterale da parte del Datore di Lavoro): contratto di lavoro a tempo indeterminato che consente di assumere a tempo indeterminato e garantendo l’opzione di risoluzione del rapporto di lavoro senza incorrere in vertenze sindacali, cause di lavoro per ingiusto licenziamento o peggio condanne al reintegro del lavoratore dipendente. La peculiarità del RUDAL consente invece al lavoratore dipendente di esigere una diversa ed inversa retribuzione mensile a fronte della tempistica di preavviso. Questo significa che al lavoratore dipendente, che accetta il contratto o la clausola RUDAL,  verrà corrisposto un compenso mensile (salario/stipendio) per la mansione svolta che sarà tanto più elevato quanto minore sarà il tempo di preavviso. In sintesi estrema chi lavora a tempo indeterminato e accetta la risoluzione contrattuale unilaterale con un tempo di preavviso ristretto (un mese o tre mesi) riceve una retribuzione mensile più elevata di chi non ha la clausola RUDAL o ha più ampi preavvisi temporali (sei, nove, dodici, diciotto mesi). Rimane pacifico che alla comunicazione di cessazione del rapporto non vi è possibilità alcuna di ricorrere in giudizio o di richiedere la concertazione sindacale.

2) Istituzione ed incentivazione del teleworking: sgravi fiscali e minori oneri contributivi tanto per le aziende quanto per i lavoratori dipendenti che concordano con la propria azienda il trasferimento di determinate mansioni, compiti e servizi in teleworking. La maggior parte degli impiegati nel settore terziario lavora innanzi ad un personal computer collegato ad una rete di dati interna o ad un cloud. Grazie alle nuove tecnologie nella trasmissione dei dati adesso è possibile trasferire efficientemente in outsourcing (quindi lavorare da casa) alcune mansioni e compiti operativi all’interno delle piccole e medie imprese sfruttando i benefici del teleworking (si veda in appendice benefici ed opportunità della proposta).

Salute ed Assistenza Sanitaria

1) Istituzione della Health Tax (Tassa sulla Salute del Contribuente): imposta che colpisce le persone fisiche dal compimento del sedicesimo anno di età sino all’età del pensionamento, le quali devono partecipare alla spesa sanitaria in base a quanto gli stessi per ragioni induttive saranno imputate a generare nel corso degli anni. L’entità dell’imposta viene commisurata ad una variabile personale denominata VIS (Valutazione di Incidenza Sintetica sui costi economici dell’assistenza sanitaria) determinata mediante un modello matematico correlato ad alcuni parametri vitali dell’organismo umano (come trigliceridi, colesterolo, peso corporeo, glicemia, pressione arteriosa e così via) indicativi dello stile di vita alimentare e salutare del contribuente. L’introduzione della Health Tax consente la totale soppressione dell’IRAP e una sensibile diminuzione delle aliquote IRPEF per tutti i contribuenti, grazie ad un ridimensionamento e razionalizzazione della spesa sanitaria: essa rappresenta la strada obbligata per mantenere il sistema di assistenza sanitaria sostenibile generando consapevolezza e virtuosismo nei contribuenti. La finalità dell’imposta basata sulla constatazione che prevenire è meglio che curare induce il contribuente a produrre comportamenti personali atti a monitorare e migliorare il più possibile il proprio stato di  salute: pertanto, sul piano della rilevanza giuridica, la Health Tax non si pone in posizione di incostituzionalità, in quanto il mantenimento e la ricerca di un ottimale stato di benessere psicofisico per il singolo contribuente rappresentano oggettivamente un interesse collettivo. La dinamica demografica che caratterizza il nostro paese al pari di altre economie avanzate non permette di mantenere in essere l’attuale modalità di erogazione delle prestazioni di assistenza sanitaria nei prossimi anni, obbligando pertanto i futuri governi ad alzare progressivamente la contribuzione privata obbligatoria, qualora non vengano intraprese misure di razionalizzazione della spesa.

2) Nuove modalità di fruizione dei L.E.A. (Livelli Essenziali di Assistenza): i servizi di pronto soccorso ospedaliero, i test diagnostici, l’assistenza medica di base e l’assistenza farmaceutica erogata attraverso le farmacie territoriali sono fruibili a fronte di un Contributo Unificato di Sostenibilità per l’assistenza sanitaria (C.U.S.), il quale sopprime definitivamente l’attuale ticket sanitario. Tale contributo è correlato positivamente al proprio livello di VIS (Valutazione di Incidenza Sintetica sui costi economici dell’assistenza sanitaria) sulla base di un piano tariffario predefinito a griglia per livelli di lettura. Questo comporta quindi che, ad esempio, la richiesta di un farmaco medicinale con prescrizione medica presso una farmacia territoriale comporti il sostentamento da parte del contribuente di un onere economico tanto maggiore quanto più elevato è il proprio livello di VIS (l’argomento viene trattato con approfondimento in appendice).

3) Istituzione del Registro Pubblico degli Indigenti e del Registro Pubblico dei Diversamente Abili: i soggetti caratterizzati da indigenza economica temporanea o permanente e i soggetti con diversa abilità o appartenenti a speciali categorie protette sono iscritti d’ufficio nei due rispetti registri a consultazione pubblica. L’iscrizione a tali registri produce la totale esenzione dal pagamento del CUS.

4) Istituzione del Meccanismo Ibrido Retributivo dei Medici di Base (M.I.R.ME.B.) che suddivide la loro retribuzione in due parti, una fissa ed una variabile. La parte fissa viene corrisposta attingendo dalle risorse della fiscalità diffusa sotto forma di Retribuzione Minima Garantita (R.M.G.) mentre quella variabile viene determinata direttamente dai compensi percepiti dai pazienti stessi in relazione al volume complessivo di prestazioni erogate dal medico. Questo comporta che i medici di base non saranno più remunerati in via principale in base al numero di contribuenti che hanno in carico, in quanto le visite mediche generiche diventeranno onerose per il contribuente sulla base di una tariffazione correlata al proprio livello di VIS, fatte salve le prestazioni erogate per casi d’urgenza ed emergenza e i soggetti iscritti nei registri pubblici delle fasce sociali protette.

5) Istituzione della Fat Tax per la tassazione specifica del junk food (alimenti che hanno un contenuto rilevante di zuccheri, sale e grassi) e delle bevande iperzuccherate (le cosidette soft drinks).

6) Istituzione della Facoltà di Scelta Terapeutica: il contribuente ha la possibilità di optare per la somministrazione di terapie sperimentali e/o non convenzionali anche in deroga ai vincoli imposti dalle vigenti regolamentazioni ministeriali. Con tale proposta vengono abrogate le vaccinazioni obbligatorie, che rimangono comunque fruibili in ottica facoltativa e non onerosa per il contribuente.

Pubblica Amministrazione

1) Istituzione del PI.VA.DI.P. ovvero Piattaforma di Valutazione dei Dipendenti Pubblici: facoltà per i contribuenti di poter valutare personalmente il servizio e l’operato erogato dal singolo dipendente pubblico tramite una piattaforma online per il rilascio di feedback negativi. Ogni contribuente può inviare una segnalazione nei confronti di un dipendente pubblico con cui ha avuto modo di interfacciarsi. L’accesso al portale, tramite registrazione con il proprio codice fiscale, permette di inviare una considerazione con feedback negativo denominata Contestazione Assertiva del Contribuente (C.A.C.) nei confronti del singolo dipendente pubblico in questione, quest’ultimo identificato da uno specifico codice alfanumerico. Alla fine di ogni anno solare il contatore si azzera e riparte: il dipendente pubblico che non ottiene alcun CAC all’interno di ogni anno solare matura uno sgravio fiscale di euro 1.000 sotto forma di detrazione sulle imposte dirette dovute.

2) Passaggio d’ufficio al RUDAL: ai dipendenti pubblici che raggiungono all’interno di ogni anno solare un numero di CAC uguale o superiore a cinque viene sostituito d’ufficio il contratto  originario di assunzione con un nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato con clausola RUDAL.  Al dipendente pubblico viene concesso di presentare una memoria difensiva per contestare e tentare di fornire una giustificazione sui CAC ricevuti. La decisione insindacabile di imposizione del contratto RUDAL d’ufficio viene assunta da un Consiglio di Saggi esterno all’ente pubblico presso cui il lavoratore dipendente presta servizio dopo averlo ascoltato ed intervistato. La decisione di accoglimento o di rigetto è inoppugnabile anche sul piano sindacale.

3) Riduzione del personale dipendente sulla base di interventi dedicati in modalità forcing out all’interno delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti di lavoratori dipendenti in prossimità dell’età pensionabile (entro i successivi 24 mesi) al fine di avviare un programma di snellimento del personale pubblico dipendente .  Istituzione ad hoc di un meccanismo di versamento contributivo relativamente alla finestra temporale di anticipo alla pensione per i lavoratori forced out, strutturato su un contributo in capo al lavoratore che viene forzato ad uscire ed un prelievo di sostenibilità economica sugli altri lavoratori dipendenti in forza all’interno della medesima unità o area produttiva.

Agricoltura

1) Istituzione dell’A.I.D.A. acronimo di Authority Italiana per le Derrate Agroalimentari, organismo indipendente garante della sostenibilità economica tra le filiere produttive del settore primario e la Grande Distribuzione Organizzata avente il compito di interporsi tra la domanda e l’offerta di mercato al fine di riequlibrare la reddittività ed il valore aggiunto per i vari attori di mercato all’interno dei vari settori di produzione. Sul piano pratico l’AIDA ha come obiettivo principe quello di monitorare, controllare e limitare la concorrenza sul mercato tra i diversi attori, mirando ad una più equa ripartizione del valore aggiunto tra GDO e filiere produttive, utilizzando qualora ve ne fosse la necessità anche atti ed interventi in regime di monopolio al fine di tutelare e garantire la prosperità e convenienza economica del settore primario italiano.

2) Riqualificazione dei terreni e delle produzioni agricole e zootecniche: le imprese del settore primario che provvederanno a riqualificare i terreni e le produzioni agricole e zootecniche riconvertendosi in produzioni a regime biologico o biodinamico godranno della totale esenzione delle imposte dirette per un arco di tempo decennale.

Turismo

1) Istituzione dell’I.T.A. ovvero acronimo di Italian Tourism Authority, organismo ibrido concepito come unica cabina di regia nazionale per la promozione e sviluppo del potenziale turistico italiano all’estero ed unico referente operativo con gli attori di mercato. L’Authority nasce come fondo sovrano di investimento in cui il 51% della quota di controllo è detenuta dal MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) ed il restante 49% è collocato sul mercato ad operatori istituzionali e fondi di investimento esclusivamente stranieri. Il fondo gestisce tutti i diritti di sfruttamento in via esclusiva delle principali risorse ed attrazioni turistiche del paese (dai poli museali ai parchi nazionali). Il management del fondo, affidato ad un board di attori turistici internazionali ha l’obbiettivo di generare proventi da distribuire tra gli azionisti oltre a remunerare la dotazione delle risorse disponibili in portafoglio.

2) Riqualificazione della ricezione alberghiera: viene concessa la facoltà di riqualificare completamente le vecchie ed obsolete strutture alberghiere italiane sia tramite demolizione con successiva ricostruzione oppure anche tramite cambio di destinazione con procedure autorizzative di silenzio assenso. Tali operazioni di riqualificazione producono in capo alle imprese che le implementano esenzioni fiscali totali sulle imposte dirette per una durata decennale.

3) Realizzazione di dieci casinò nazionali in project financing con operatori stranieri del settore a cui affidare successivamente la gestione delle case da gioco: plausibili città candidate all’insediamento sono Roma, Firenze, Rimini, Milano, Napoli, Bari, Palermo e i tre comprensori turistici di prestigio, Dolomiti, Versilia e Costa Smeralda.

Energia

1) Istituzione del M.I.P.E.F. ovvero acronimo di Meccanismo di Incentivazione della Produzione di Energia da Fotovoltaico consistente in un piano decennale di sgravi fiscali sottoforma di riduzione delle aliquote fiscali per tutti i soggetti privati (imprese e persone fisiche) che producono energia elettrica da fonte solare immettendo in rete l’output generato e prelevando in un momento successivo l’energia necessaria a soddisfare le proprie esigenze. Il MIPER non presuppone un contributo finanziario associato alla produzione come avviene invece al momento con il riconoscimento degli incentivi erogati dal GSE attraverso i vari Conti Energia, quanto piuttosto un consistente sconto fiscale di durata decennale sulle aliquote IRPEF e IRES. L’Italia può diventare un paese esportatore di energia verde grazie ad un costante surplus di offerta interna che produrrà le condizioni di mercato per un sensibile abbassamento del prezzo dell’energia.

2) Programma nazionale di massivo sviluppo dell’idroelettrico, dell’eolico e delle biomasse attraverso operazioni di finanziamento in private equity sia con investitori privati che investitori istituzionali. Individuazione dei siti e dei comprensori di possibile  insediamento attraverso una specifica Legge Obiettivo in deroga alle vigenti richieste di concessione o nulla osta. Le società veicolo appositamente dedicate per la produzione di energia da fonte rinnovabile beneficiano di una integrale esenzione dal pagamento delle imposte dirette per una durata decennale.

Immigrazione

1) Istituzione dell’Immigration and Checkpoint Authority: autorità di vigilanza e controllo dei flussi migratori basata sul concetto di utilità del migrante al nostro sistema paese, mirante a una rigida selezione degli ingressi sulla base di specifiche necessità demografiche e/o lavorative.

2) Assicurazione sanitaria obbligatoria e deposito cauzionale: tutti gli extracomunitari regolari sono obbligati a stipulare una copertura assicurativa privata per l’assistenza sanitaria specifica oltre al versamento di un deposito cauzionale di Euro 5.000 presso la Cassa Depositi e Prestiti svincolabile solo con l’acquisizione dello status di cittadino italiano o in caso di rimpatrio nel proprio paese di origine.

3) Istituzione dei Bonus di Segnalazione: il contribuente italiano che segnala la presenza alle autorità preposte di clandestini o lavoratori extracomunitari irregolari favorendone in tal modo la cattura e/o il fermo giudiziario riceve un Bonus di Segnalazione pari a Euro 1.000 da utilizzare come credito di imposta per il proprio carico fiscale.

Prostituzione

1) Istituzione della S.E.S.I.U.S. Tax intesa come acronomo di Soggetti Erogatori di Servizi di Intrattenimento e di Utilità Sociale, riferendosi tanto a chi si prostituisce in modalità convenzionale quanto a chi si rivolge a mercati di nicchia. La Sesius Tax è concepita come una licenza amministrativa che prevede, a pagamento, un rinnovo annuo in base alla tipologia di attività di intrattenimento sessuale che si desidera esercitare: in questo modo eventuali fenomeni di repressione o l’attività sanzionatoria diventano di  facile ed intuibile implementazione. I vantaggi e benefici per la collettività si possono identificare su tre diversi piani: monitoraggio sanitario, sicurezza pubblica ed infine un aumento del gettito fiscale grazie agli introiti provenienti dai rinnovi annui. Il vantaggio della licenza al posto dell’obbligo di rilascio di una imbarazzante ricevuta fiscale per ogni prestazione ha lo scopo di evitare fenomeni di evasione fiscale più che altro dovuti a motivazioni di privacy della clientela.

2) Realizzazione dei Sex Parking Meters: aree di stazionamento in cui è consentita l’occupazione di suolo pubblico per l’attività di adescamento sessuale per tutti i soggetti regolarmente titolari di una licenza SESIUS a fronte del pagamento di una tariffa oraria prestabilita.

Giustizia

1) Istituzione dell’O.C.C.A. inteso come acronimo di Opzione Consensuale di Compromesso Arbitrale attraverso la quale due soggetti privati decidono consensualmente in via preventiva di risolvere eventuali conflitti in materia civilistica che potrebbero insorgere tra le parti, solo in via stragiudiziale ricorrendo al giudizio di un arbitro  indipendente alle parti, nominato di comune accordo (l’arbitro può essere costituito anche da un collegio di arbitri a numero dispari). L’OCCA preclude successivamente la possibilità di adire alle tradizionali vie legali della giustizia ordinaria in quanto il giudizio arbitrale farà stato tra le parti ed avrà il medesimo valore legale di una sentenza di primo grado presso un tribunale civile. Il lodo arbitrale è insindacabile e inappellabile, questo significa che non è possibile ricorrere in appello. L’OCCA porta con se consistenti benefici: rapida tempistica di risoluzione della lite, minor onere economico della lite rispetto alla vie canoniche della magistratura ordinaria, risarcimento integrale degli oneri arbitrali e degli oneri della difesa in capo al soggetto soccombente, totale detrazione degli oneri di difesa della parte vincente dall’IRPEF e dall’IRES. L’OCCA può essere applicato a qualsiasi tipologia di contratto o rapporto a titolo oneroso, anche e soprattutto quelli di lavoro.

2) Disincentivazione del ricorso al giudizio ordinario: indeducibilità integrale degli oneri imputabili alla difesa legale dal totale degli oneri deducibili (sia per le imprese che per le persone fisiche) per la parte soccombente o condannata. Tale disposizione si applica esclusivamente per i procedimenti civili.

*Testo a cura di Eugenio Benetazzo

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Tartassati: Le 100 tasse degli italiani

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La CGIA le ha contate una a una. Alla fine, l’elenco delle tasse che gravano annualmente sugli italiani annovera un centinaio di voci tra addizionali, imposte, ritenute, tasse e tributi. Nonostante il nostro sistema tributario sia così frammentato, il gettito è invece molto concentrato: gli incassi assicurati dalle prime dieci  imposte valgono quasi 58,8 miliardi di euro. A fronte di un ammontare complessivo di oltre 413,3 miliardi di euro di entrate tributarie, l’incidenza percentuale del gettito prodotto da queste prime dieci voci è pari all’87,5 per cento del totale.

“Quest’anno – sottolinea Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA – ciascun italiano pagherà mediamente 11.800 euro di imposte, tasse e contributi previdenziali. E in questo conto sono compresi tutti i cittadini, anche i bambini e gli ultra centenari. Tuttavia, il dato disarmante è che gli italiani non usufruiscono di servizi adeguati. Molto spesso, nel momento del bisogno, il cittadino è costretto a rivolgersi al privato, anzichè utilizzare il servizio pubblico. Questa situazione si traduce in un concetto molto semplice: spesso siamo costretti a pagare due volte lo stesso servizio. Gli esempi che si possono fare sono moltissimi: succede se dobbiamo inviare un pacco, se abbiamo bisogno di un esame medico o di una visita specialistica, di spostarci, ma anche nel momento in cui vogliamo che la giustizia faccia il suo corso in tempi ragionevoli con quelli richiesti da una società moderna”.

Le imposte che pesano maggiormente sulle tasche dei cittadini italiani sono principalmente due: l’Irpef (imposta sui redditi delle persone fisiche) e l’Iva. La prima garantisce un gettito nelle casse dello Stato che sfiora i 164 miliardi di euro all’anno, la seconda poco più di 93 miliardi di euro. Messe assieme queste due imposte incidono per oltre il 54 per cento sul totale delle entrate tributarie.

A gravare maggiormente sui bilanci delle aziende, invece, sono l’Irap (Imposta regionale sulle attività produttive), che assicura 33,2 miliardi di gettito all’anno,  e l’Ires (Imposta sul reddito delle società), che consente all’erario di incassare 32,9 miliardi di euro.

L’imposta più curiosa è sicuramente quella applicata dalle Regioni sulle emissioni sonore degli aeromobili, quella più odiata dagli italiani è, molto probabilmente, l’Imu che da quest’anno paghiamo solo sulle seconde e terze case e sugli immobili ad uso produttivo/commerciale.

Questa news, fa notare la CGIA, riporta volutamente  il titolo di un grande successo editoriale uscito verso la metà degli anni ’80: “Le cento tasse degli italiani”, scritto dai professori  Giulio Tremonti e Giuseppe Vitaletti. Dopo poco più di 25 anni le cose sono rimaste le stesse. O meglio: se oggi gli italiani si ritrovano, più o meno, con lo stesso numero di tasse da pagare, la fisionomia del nostro sistema tributario è comunque cambiata. Molte tasse sono state introdotte ex novo, altre sono state cancellate, altre ancora hanno subito profonde modifiche. Da allora, però, la pressione tributaria (data dal rapporto tra le imposte, le tasse e i tributi versati sul Pil) è aumentata di 9 punti. Se nel 1986 era pari al 21,3 per cento, quest’anno dovrebbe attestarsi al 30,3 per cento.  Pertanto, questi  nove punti di differenza corrispondono a  140 miliardi di euro di tasse che gli italiani pagano in più rispetto al 1986.

Le 100 tasse degli italiani 

(in ordine alfabetico)

 Numero     IMPOSTE E TASSE
1 Addizionale comunale sui diritti d’imbarco di passeggeri sulle aeromobili
2 Addizionale comunale sull’Irpef
3 Addizionale erariale  tassa automobilistica per auto di potenza sup 185 kw
4 Addizionale IRES imprese settore energetico
5 Addizionale provinciale all’accisa su energia elettrica
6 Addizionale regionale all’accisa sul gas naturale
7 Addizionale regionale sull’Irpef
8 Bollo auto
9 Canoni su telecomunicazioni e Rai Tv
10 Cedolare secca sugli affitti
11 Concessioni governative
12 Contributi concessioni edilizie
13 Contributi consortili
14 Contributo al SSN sui premi RC auto
15 Contributo di perequazione pensioni elevate (1)
16 Contributo solidarietà sui redditi elevati (2)
17 Contributo unificato di iscrizione a ruolo (3)
18 Contributo unificato processo tributario
19 Diritti catastali
20 Diritti delle Camere di commercio
21 Diritti di magazzinaggio
22 Diritti erariali su pubblici spettacoli
23 Diritti per contrassegni apposti alle merci
24 Imposta catastale
25 Imposta di bollo
26 Imposta di bollo sui capitali all’estero
27 Imposta di bollo sulla secretazione dei capitali scudati
28 Imposta di registro e sostitutiva
29 Imposta di scopo
30 Imposta di soggiorno
31 Imposta erariale sui aeromobili privati
32 Imposta erariale sui voli passeggeri aerotaxi
33 Imposta ipotecaria
34 Imposta municipale propria (Imu)
35 Imposta per l’adeguamento dei principi contabili (Ias)
36 Imposta plusvalenze cessioni azioni (capital gain)
37 Imposta provinciale di trascrizione
38 Imposta regionale sulla benzina per autotrazione
39 Imposta regionale sulle attività produttive (Irap)
40 Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili
41 Imposta sulla sigaretta elettronica (4)
42 Imposta sostitutiva contribuenti minimi e regime vantaggio
43 Imposta sostitutiva sui premi e vincite
44 Imposta su consumi carbone
45 Imposta su immobili all’estero
46 Imposta sugli oli minerali e derivati
47 Imposta sugli spiriti
48 Imposta sui gas incondensabili
49 Imposta sui giuochi, abilità e concorsi pronostici
50 Imposta sui tabacchi
51 Imposta sul gas metano
52 Imposta sul gioco del Totocalcio e dell’ Enalotto
53 Imposta sul gioco Totip e sulle scommesse Unire
54 Imposta sul lotto e le lotterie
55 Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef)
56 Imposta sul valore aggiunto (Iva)
57 Imposta sulla birra
58 Imposta sulle assicurazioni
59 Imposta sulle assicurazioni  Rc auto
60 Imposta sulle concessioni statali dei beni del demanio e patrimonio indisponibile
61 Imposta sulle patenti
62 Imposta sulle riserve matematiche di assicurazione
63 Imposta sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax)
64 Imposta sull’energia elettrica
65 Imposte  giochi abilità  e concorsi  pronostici
66 Imposte comunali sulla pubblicità e sulle affissioni
67 Imposte sostitutive su risparmio gestito
68 Imposte su assicurazione vita e previdenza complementare
69 Imposte sul reddito delle società  (Ires)
70 Imposte sulle successioni e donazioni
71 Maggiorazione IRES Società di comodo
72 Maggiorazione TARES
73 Nuova imposta sostitutiva rivalutazione beni aziendali
74 Proventi dei Casinò
75 Ritenuta acconto  (Tfr)
76 Ritenute sugli interessi e su altri redditi da capitale
77 Ritenute sugli utili distribuiti dalle società
78 Sovraimposta di confine su gas incondensabili (5)
79 Sovraimposta di confine su gas metano (6)
80 Sovraimposta di confine sugli spiriti
81 Sovraimposta di confine sui fiammiferi
82 Sovraimposta di confine sui sacchetti di plastica non biodegradabili
83 Sovraimposta di confine sulla birra
84 Sovrimposta di confine sugli oli minerali
85 Tassa annuale sulla numerazione e bollatura di libri e registri contabili
86 Tassa annuale unità da diporto
87 Tassa di ancoraggio nei porti, rade o spiagge dello Stato
88 Tassa emissione di anidride solforosa e di ossidi di azoto
89 Tassa occupazione di spazi e aree pubbliche TOSAP (comunale)
90 Tassa portuale sulle merci imbarcate e sbarcate nei porti, rade o spiagge dello Stato
91 Tassa regionale di abilitazione all’esercizio professionale
92 Tassa regionale di occupazione di spazi e aree pubbliche regionali
93 Tassa regionale per il diritto allo studio universitario
94 Tassa smaltimento rifiuti (TIA, TARSU, TARES)
95 Tassa sulle concessioni regionali
96 Tassazione addizionale stock option settore finanziario
97 Tasse e contributi universitari
98 Tasse scolastiche (iscrizione, frequenza, tassa esame, tassa diploma)
99 Tributo provinciale per la tutela ambientale
100 Tributo speciale discarica

Fonte Elaborazione Ufficio studi CGIA

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Service tax: Il piano sfratti del Governo

trasloco-sfratto

Nell’ultimo anno sono stati ben 15 i suicidi di persone che, non potendo più pagare l’affitto, si sono viste mettere per strada. Su 10 sfratti 9 ormai sono per morosità. Ora arriverà dal 1 gennaio la “service tax” a peggiorare ulteriormente la situazione ed a gravare sulle spalle degli inquilini. 

“Una stangata media da circa 1000 euro (da una nostra stima prudenziale) rischia di abbattersi a partire dal prossimo anno sugli inquilini. Non è ancora chiaro nei dettagli il meccanismo, ma è evidente che, a partire dal 2014, saranno a carico degli inquilini la maggior parte degli oneri relativi alla nuova tassa che, di fatto, anche negli importi, sostituirà sostanzialmente l’intera IMU oggi pagata dai proprietari. Il Governo fa finta di non sapere che l’80% degli inquilini ha un reddito lordo inferiore ai 30 mila euro (fonte Banca d’Italia), che già oggi il 90% delle circa 70.000 sentenze annue di sfratto sono per morosità (fonte ministero interno) ed infine che il Italia sono 650 mila le famiglie che hanno diritto ad una casa popolare avendone i requisiti certificati dai Comuni. In tale contesto, la sostanza è, pertanto, uno spostamento di imposizione fiscale dalla proprietà agli inquilini. Un bel regalo alla rendita immobiliare, come il taglio dell’IMU sule case invendute dei costruttori che, invece di abbassare i prezzi o offrirle alla locazione a prezzi compatibili, si vedono offrire un vantaggio fiscale iniquo salvaguardando la speculazione. Non basta per dare una parvenza di equità il maquillage di un misero intervento di rifinanziamento sul fondo sociale per gli affitti per le famiglie in difficoltà (l’1,5% del costo dell’intero provvedimento sull’IMU). Ricordiamo che lo stanziamento statale del fondo sociale per gli affitti 15 anni fa, in una situazione economica e sociale del tutto differente da oggi, era 5 volte superiore. Oggi siamo alla mancia. Consideriamo una importante affermazione della mobilitazione di questi anni, dai picchetti anti sfratto, alle mobilitazioni nelle città, alle ripetute denunce, che per la prima volta in un provvedimento statale si assuma il problema degli sfratti per morosità. Anche in questo caso, il governo, però, ha deciso di intervenire, con una misura tampone: l’introduzione di un altro fondo sociale, finanziato, tra l’altro, in maniera del tutto inadeguata, con 40 milioni di euro, insomma spiccioli. Serve tutta un’altra impostazione: la riduzione fiscale a carico della proprietà va condizionata a un reale abbattimento degli affitti, in modo da ridurre, così, strutturalmente anche il fenomeno travolgente degli sfratti per morosità, intervenendo a monte del problema e non a valle con interventi di carattere assistenziale. Un vero piano casa, misura assolutamente necessaria e urgente, dovrebbe affrontare il cuore del problema della sofferenza abitativa in Italia che è, oltre il livello troppo elevato degli affitti privati, quello della assoluta carenza di abitazioni sociali. Serve il finanziamento e il varo di un piano per 700 mila alloggi a canone sociale da realizzare attraverso una seria politica di recupero e riuso del patrimonio esistente.” Walter De Cesaris presidente dell’Unione inquilini

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