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La legge che legalizzerà la cannabis

Marijuana

Il testo della legge sulla legalizzazione della cannabis in Italia, redatto a partire dalle proposte del M5S, di Sel e coordinati dal senatore Benedetto Della Vedova, sarà ufficializzato nei prossimi giorni. A sostenerla ci saranno oltre 150 parlamentari di differenti gruppi politici. A tale scopo Della Vedova e i suoi si sono portati avanti: da settimane è pronto per essere messo on line il sito internet dell’Intergruppo, cannabislegale con tanto di account Twitter (@cannabislegale).  Questa la bozza Norme per la legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati”.

Se i pusher di strada sparissero, se le mafie non potessero più dedicarsi al commercio dei derivati della cannabis, gli italiani smetterebbero di spendere qualcosa come 12 miliardi di euro. E sono stime al ribasso, quelle più alte ipotizzano addirittura 24 miliardi. In Italia l’anno scorso sono state immessi sul mercato 3 milioni di kg di cannabis, tra hashish, marijuana e piantine.

Il testo apporta modifiche alla Jervolino-Vassalli, il decreto del Presidente della Repubblica 309 del 1990 tornato in vigore modificato nel 2014 dopo che la Consulta della Corte Costituzionale aveva bocciato la Fini-Giovanardi, e alla legge 907 del 1942 per quanto riguarda il monopolio. Prevede la possibilità, per i cittadini maggiorenni e senza condanne specifiche per droga, di coltivare fino a 5 piante di cannabis di sesso femminile; consente la coltivazione anche in forma associata, ponendo dei limiti e dei vincoli alla cessione a terzi. Rimane comunque punito lo spaccio, inteso come cessione in cambio di denaro, della cannabis e dei suoi derivati, conferendo allo Stato il Monopolio per la commercializzazione.

Modifiche anche per quanto riguarda l’uso medico e terapeutico. Se non è per uso personale, la coltivazione, la  preparazione e la vendita diventa soggetta a monopolio di Stato, che autorizza “all’esercizio dell’attività di produzione, trasformazione e vendita da parte di soggetti terzi”. La commercializzazione prevede inoltre la “tracciabilità del processo produttivo, il divieto di importazione e esportazione di piante di cannabis e prodotti derivati, l’autorizzazione per la vendita al dettaglio solo in esercizi dedicati esclusivamente a tale attività, la vigilanza del ministero della Salute sulle tipologie e le caratteristiche dei prodotti ammessi in commercio e sulle modalità di confezionamento”.

L’acquisto sarà bandito per i minori e solo i maggiorenni potranno concederselo. Vietato utilizzare cannabis negli spazi pubblici, così come nei luoghi di lavoro.


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Dossier choc: Ci facciamo 200 canne a testa

cannabis

In Italia l’anno scorso sono state immessi sul mercato 3 milioni di kg di cannabis, tra hashish, marijuana e piantine. Quantità che soddisfa una domanda di mercato di dimensioni gigantesche. Un picco che appare altamente dimostrativo della sempre più capillare diffusione di questo stupefacente. Tradotto in spinelli, fanno 200 per ciascun italiano (25/50 grammi procapite). Duecento canne a testa, vecchi e bambini compresi. Parliamo dunque di qualcosa come 10 miliardi di dosi, o canne, commercializzate ogni anno nel nostro Paese. E questo, si legge nella relazione annuale 2014 della Direzione nazionale Antimafia, guidata da Franco Roberti, nonostante siano impiegate “enormi risorse umane e materiali” per contrastare il fenomeno.

Nel periodo preso in esame dalla Dna, dal 1.7.2013 al 30.6.2014, si registra un significativo aumento dei sequestri di cannabis, un picco di incremento di oltre il 120%. In particolare: kg 147.132 di cannabis ( di cui 109.000 di hashish, 37.151 di marijuana, 900 di piante). Il quantitativo sequestrato è di almeno 10/20 volte inferiore a quello consumato. Nel nostro Paese, in un anno appena, la quantità di hashish e marijuana che c’è in giro è assai più che raddoppiata.

Nelle oltre 700 pagine, la relazione, ammette il fallimento della repressione del mercato illegale di cannabinoidi e la secca apertura alla depenalizzazione del loro consumo: “con le risorse attuali, non è né pensabile né auspicabile, non solo impegnare ulteriori mezzi ed uomini sul fronte anti-droga inteso in senso globale”. Poi l’ammissione di sostanziale fallimento: “Di fronte a numeri come quelli appena visti, e senza alcun pregiudizio ideologico, proibizionista o anti-proibizionista che sia, si ha il dovere di evidenziare a chi di dovere, che, oggettivamente, e nonostante il massimo sforzo profuso dal sistema nel contrasto alla diffusione dei cannabinoidi, si deve registrare il totale fallimento dell’azione repressiva”.

legalizzazioneSoluzione? La depenalizzazione: “Davanti a questo quadro, che evidenzia l’oggettiva inadeguatezza di ogni sforzo repressivo, spetterà al legislatore valutare se, in un contesto di più ampio respiro (ipotizziamo, almeno, europeo, in quanto parliamo di un mercato oramai unitario anche nel settore degli stupefacenti) sia opportuna una depenalizzazione della materia, tenendo conto del fatto che, nel bilanciamento di contrapposti interessi, si dovranno tenere presenti, da una parte, le modalità e le misure concretamente (e non astrattamente) più idonee a garantire, anche in questo ambito, il diritto alla salute dei cittadini (specie dei minori) e, dall’altra, le ricadute che la depenalizzazione avrebbe in termini di deflazione del carico giudiziario, di liberazione di risorse disponibili delle forze dell’ordine e magistratura per il contrasto di altri fenomeni criminali e, infine, di prosciugamento di un mercato che, almeno in parte, è di appannaggio di associazioni criminali agguerrite”.

A questo punto, cosa si aspetta? In Italia ormai la cannabis è diffusa come il vino, i superalcolici e le sigarette e quindi tanto varrebbe prenderne atto e cambiare strategia. In un sol colpo permetteremmo allo Stato di risparmiare risorse umane e tecnologiche e di controllare la legalità di un prodotto che potrebbe dare un’entrata in imposte di 5 miliardi di euro l’anno.

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Facciamoci una canna e “non” vogliamoci bene

 

Parliamoci chiaro, io sono a favore della marijuana legalizzata, io proibirei  i super alcolici (leggi questo post scritto 5 mesi fa)… Ma partiamo con ordine. Il mio recente post Amnésia la marijuana che sà di eroina ha scatenato la rivolta di un gruppo di lettori del blog pro marijuana. Tralasciando i commenti insignificanti (il più bello e’ stato l’essere paragonato a Giovanardi) o privi di riflessione, almeno da parte mia, ho deciso di pubblicare il riassunto di un email arrivatami. Prima però ci tengo a precisare alcune cose. Il post era volontariamente provocatorio e non era assolutamente contro la marijuana, se lo si legge per bene si riesce a capire. E se, si legge bene tutto il blog, si capisce il pensiero editoriale di Mondo alla Rovescia. Invece, questo da alcuni che hanno commentato, non e’ stato fatto, altrimenti avrebbero evitato commenti che non c’entravano niente. Punto secondo, inutile focalizzarsi su mezze frasi scritte, il problema e’ un altro. Che sia “corretta” all’eroina, possibile o non possibile non e’ importante, l’importante e’ che gira un mare di sostanze che paragonarle alla merda e’ poco. Quindi siccome in Italia, fino a prova contraria, non e’ legale coltivare erba, il soffermarsi nel dire “io non la compro me la coltivo” e condivisibile ma legalmente ancora non possibile. Poi ovvio in tanti lo fanno, ma non e’ legale. Ok? Il punto e’, Mondo alla Rovescia non e’ una rivista medico-scientifica quindi fare un elenco dei benefici della marijuana, e’ interessante e condivisibile, ma entriamo in un discorso complesso che deve essere affrontato e dibattuto da dottori ed organi istituzionali. Non certo da Mondo alla Rovescia, altrimenti gli cambiamo il nome in Mondo marijuana o marijuana alla rovescia….Si e’ data un informazione, che gira da parecchio, su una sostanza “mastruzzata” che può essere dannosa. Punto. La notizia di per se non aggiunge niente, quindi voglio dire questa difesa su cosa non ha molto senso. Altrimenti bisognerebbe ascoltare il partito dei proibizionisti a prescindere, e non e’ certo mio compito. E inizieremmo un viaggio che manco una canna di Maria ce lo fa terminare…..Buona lettura e ricordate “L’erba è un ispirazione ed un istruzione…..ma Non devi fumare erba tutto il tempo”…..Bob Marley

“Il discorso è semplice o si fa informazione vera o è meglio restare in silenzio per evitare di confondere le idee agli italiani che purtroppo ne hanno poche e molto confuse.

1- “Amnesia la marjuana che sa di eroina” è un titolo ovviamente sensazionalistico e ingannevole, rivolto a catturare l’attenzione di genitori e gente comune(ma anche ragazzetti bimbiminchia) che dopo aver letto l’articolo nella loro ignoranza si ritroveranno pericolosamente ed erroneamente ad associare la Cannabis all’eroina(a questo ci ha già pensato la legge italiana non c’è bisogno di altra disinformazione).
2- L’amnesia è un semplice incrocio di qualità diverse di cannabis.
3- Non è la varietà di cannabis più potente del mondo ma neanche la più leggera, e sopratutto non provoca la perdita della memoria, ne momentaneamente ma neanche nel lungo termine (almeno questa è la mia esperienza nelle varie occasioni in cui ho avuto modo di assagiarla).
4- La questione dell’aggiunta di oppiacei alla cannabis è una leggenda che gira solo a Napoli e pur avendo assagiato più volte erba proveniente da quelle zone non ho mai potuto riscontrare strani effetti che non potessero essere ricondotti all’effetto del thc stesso(faccio solo uso di C.quindi credo che dovrei saper riconoscere effetti non riconducibili al THC).
CON QUESTO NON ESCLUDO CHE L’HASHISH E LA CANNABIS CHE GIRANO NEL MERCATO NERO POSSANO ESSERE “TAGLIATE” CON ALTRE SOSTANZE(ANZI…..),ma non ho mai letto una,e dico una sola prova scientifica(mi basterebbe un analisi di laboratorio) che possa darmi la CERTEZZA che si può trovare eroina nell’erba di strada..
Io stesso non acquisto dalla strada perchè so bene lo schifo di hashish e di C. che si possono trovare ma posso assicurare che l’unico taglio che riesco a distinguere quando fumo erba o hash di strada riguarda solo sostanze che contribuiscono all’aumento del peso e non dello “sballo”.
4- I siti che vendono i semi di C. non fanno altro che lavorare,la vendita e la detenzione di quegli stessi semi è legalmente permessa e regolamentata dalla legge italiana, ed oltretutto ci sono varie possibilità nell’uso degli stessi che escludono l’atto della semina purtroppo ILLEGALE nello stato italiano.
5- Se il mercato della droga si “allunga” in Italia come all’estero, le domande che tutti noi ci dovremmo porre sono queste:
UN SECOLO DI PROIBIZIONISMO CHE RISULTATI HA DATO?
E’ GIUSTO TRATTARE I SEMPLICI CONSUMATORI COME I PEGGIORI DELINQUENTI E PUNIRE IL SEMPLICE USO A LIVELLO PENALE? O SAREBBE IL CASO DI TROVARE SOLUZIONI ALTERNATIVE?
Parlando di C. basterebbe lasciar libere le persone di poter coltivare e produrre la propria Ganja senza essere perseguitate da leggi ingiuste e razziste che le costringono a vivere una bellissima passione come il peggiore dei guai……

GOD SAVE THE ITALIAN SMOKERS

GOD SAVE THE ITALIAN GROWERS” Un lettore del blog.

In this life – Bob Marley. “Attraverso la raccolta e traduzione di gran parte delle interviste rilasciate da Bob Marley nel corso della sua vita questo libro è una sorta di prima autobiografia della più grande star del Terzo Mondo. Bob ci parla del suo credo, delle sue convinzioni, del grande messaggio di pace e amore che ne ha fatto una delle poche autentiche leggende del XX secolo. Ma ci racconta anche il lato più privato della sua vita, i ricordi d’infanzia, il forte legame con la terra, la musica e il calcio. Con un’ampia sezione dedicata alle origini del culto Rastafari, alla nascita della musica reggae, alla controversa figura del Ras Tafari, Hailé Selassié e alle carriere soliste dei tanti figli avuti da Bob Marley. Una nuova edizione, rinnovata nella veste grafica ed ampliata nei contenuti esce nel trentennale della morte di questo artista”

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Il mercato della droga in Italia

Mappa delle rotte internazionali della droga

 

Il Rapporto per l’anno 2011 della Direzione centrale per i servizi antidroga ci dice che, nel 2011 sono stati registrati, rispetto all’anno precedente, incrementi nei sequestri di cocaina (+65,12%), di hashish (+0,22%), di marijuana (+98,15%) e del numero delle piante di cannabis, con un eccezionale aumento del 1.289,93%. Sono risultati invece in diminuzione i sequestri di eroina (-14,09%), amfetaminici (-77,43%) e dell’LSD (-82,89%). Numeri impressionanti.

Complessivamente i sequestri di droga nel 2011 sono stati di kg. 39.359,57. Il sequestro più rilevante è stato effettuato ad Ardea (RM) nel mese di agosto (kg. 2.632 di hashish). Per le droghe meno diffuse si segnalano i sequestri di kg. 866,903 di khat, kg. 61,00 di benzodiazepine, nonchè di kg. 13,21 litri 43,75 di GBL, di kg. 13,04 litri 2,24 e 158 dosi di ketamina.

I narcotrafficanti operanti in Italia si sono riforniti per lo più presso il mercato colombiano per la cocaina, transitata principalmente per il Messico, la Spagna, l’Olanda, il Brasile e la Repubblica Dominicana; quello afgano per l’eroina, transitata soprattutto per la Grecia e la Turchia; quello marocchino per l’hashish, transitato in particolare per la Spagna e la Francia; quello olandese per le droghe sintetiche. Anche la marijuana è in gran parte giunta in Italia dall’Olanda.

I gruppi criminali maggiormente coinvolti nei grandi traffici sono stati:

  • –  per la cocaina in primis la ‘ndrangheta poi la camorra e le organizzazioni albanesi, colombiane, dominicane, marocchine e spagnole;
  • –  per l’eroina la criminalità siciliana, pugliese e campana, insieme ai gruppi albanesi, tunisini e marocchini;
  • –  per i derivati della cannabis la criminalità laziale, pugliese e siciliana, insieme ai gruppi marocchini, tunisini, spagnoli e albanesi.

Le rotte mondiali da intraprendere per raggiungere i mercati di consumo rappresenta la scelta strategica primaria dei narcotrafficanti. La necessità di far arrivare a destinazione il maggior quantitativo di sostanza possibile impone la ricerca di vie di flusso sempre nuove e meno controllate, andando anche contro i criteri di economicità.

I parametri di riferimento per i narcotrafficanti sono essenzialmente:
  • – permeabilità dei sistemi di controllo;
  • – connivenze con le autorità locali;
  • – facilità di approdo e basi di stoccaggio sicure;
  • – disponibilità di vettori.
Il nostro Paese non è area di produzione; rimane rilevante la sua importanza come territorio di transito verso altri Paesi e come destinazione per le esigenze di consumo del mercato interno. È, al tempo stesso, territorio caratterizzato da una notevole presenza di grosse organizzazioni criminali per la gestione del traffico illecito, a connotazione sia nazionale che internazionale. Continue Reading
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