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Minchia Signor Tenente

Forse possiamo cambiarla ma è l’unica che c’è
Questa vita di stracci e sorrisi e di mezze parole
Forse cent’anni o duecento è un attimo che va
Fosse di un attimo appena
Sarebbe con me tutti vestiti di vento ad inseguirci nel sole
Tutti aggrappati ad un filo e non sappiamo dove
Minchia signor tenente che siamo usciti dalla centrale
Ed in costante contatto radio
Abbiamo preso la provinciale
Ed al chilometro 41 presso la casa cantoniera
Nascosto bene la nostra auto c’asse vedesse che non c’era
E abbiam montato l’autovelox e fatto multe senza pietà
A chi passava sopra i 50 fossero pure i 50 di età
E preso uno senza patente
Minchia signor tenente faceva un caldo che se bruciava
La provinciale sembrava un forno
C’era l’asfalto che tremolava e che sbiadivo tutto lo sfondo
Ed è così tutti sudati che abbiam saputo di quel fattaccio
Di quei ragazzi morti ammazzati
Gettati in aria come uno straccio caduti a terra come persone
Che han fatto a pezzi con l’esplosivo
Che se non serve per cose buone
Può diventar così cattivo che dopo quasi non resta niente
Minchia signor tenente e siamo qui con queste divise
Che tante volte ci vanno strette
Specie da quando sono derise da un umorismo di barzellette
E siamo stanchi di sopportare quel che succede in questo paese
Dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese
E c’è una cosa qui nella gola, una che proprio non ci va giù
E farla scendere è una parola, se chi ci ammazza prende di più
Di quel che prende la brava gente
Minchia signor tenente lo so che parlo col comandante
Ma quanto tempo dovrà passare per star seduto su una volante
La voce in radio ci fa tremare, che di coraggio ne abbiamo tanto
Ma qui diventa sempre più dura quanto ci tocca fare i conti
Con il coraggio della paura, e questo è quel che succede adesso
Che poi se c’è una chiamata urgente se prende su e ci si va lo stesso
E scusi tanto se non è niente
Minchia signor tenente per cui se pensa che c’ho vent’anni
Credo che proprio non mi dà torto
Se riesce a mettersi nei miei panni magari non mi farà rapporto
E glielo dico sinceramente
Minchia signor tenente

Giorgio Faletti – Canzone del 1994, presentata al Festival di Sanremo


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SIAE 2011: crollano cinema e teatro, tengono concerti e sport

 

E’ stato presentato dal Direttore della Divisione Servizi della SIAE Marina Landi, l’Annuario dello Spettacolo SIAE del 2011. La crisi economica che ha investito il nostro Paese ha modificato sia la domanda che l’offerta di eventi spettacolistici. In una fase di riduzione generale dei consumi, tuttavia, gli italiani non hanno rinunciato a svagarsi. Da un attento studio degli oltre 4 milioni di spettacoli censiti dalla Siae si può evidenziare che sono diminuite la spesa al botteghino (- 0,98%) e la spesa del pubblico (-1,90%), ma è aumentato il volume d’affari (+2,08%), grazie ad alcune voci positive riferibili a sponsorizzazioni, pubblicità, riprese televisive e finanziamenti.

Gli ingressi agli spettacoli segnano una flessione (-2,25) rispetto al 2010, su cui hanno inciso soprattutto la diminuzione del cinema (-7,02%, equivalente a -8 milioni di biglietti venduti), attività teatrale (-2,31%), ballo e concertini (-2,09%). Sono aumentati invece i biglietti venduti per i concerti (+4,30%), per lo sport (+2,89%), per le attrazioni dello spettacolo viaggiante (+17,63%), per le mostre ed esposizioni (+2,52%) e per le attività con pluralità di generi (+2,59%).

Il numero di spettacoli registra una diminuzione pari a -1,84%, con sensibili contrazioni nei comparti relativi a: attività teatrale -3,10%; attività concertistica -2,89%; sport -3,88%; attività di ballo e concertini -6,08%; spettacolo viaggiante -13,21% e mostre ed esposizioni -7,13%. Se il calo generale dell’offerta di spettacoli potrebbe essere indice della “cautela” da parte degli organizzatori – stante la generale riduzione dei consumi – nel proporre nuovi spettacoli, la crescita, in controtendenza, dell’offerta di spettacoli cinematografici (+2,12%) potrebbe essere invece motivata dal costo più contenuto della proiezione cinematografica rispetto all’allestimento di altri generi di spettacoli.

Il volume d’affari (5 miliardi e 700 milioni di euro) è l’unico indicatore economico del consumo di spettacolo in aumento nel 2011 (+ 2,08%). Il settore più ricco è lo sport con 2 miliardi e 115 milioni di euro, cifra che segna un incremento del 4,03%. Rispetto al 2010 variazioni positive si registrano nei concerti (+2,37%), nelle attrazioni dello spettacolo viaggiante (+14,64%), nelle mostre ed esposizioni (+24,53%) e nelle attività con pluralità di generi (+6,75%). In flessione il cinema (-9,59%), l’attività teatrale (-2,74%) e l’attività di ballo e concertini (-0,36%). Il film che ha incassato di più nel 2011 è “Che bella giornata” di Checco Zalone, lo spettacolo teatrale “Mamma mia”, il concerto quello di Ligabue a Campovolo del 16 luglio, l’opera “Aida” all’Arena di Verona e per i libri nella classifica di quelli più stampati, “Tre atti e due tempi” fa raggiungere a Giorgio Faletti la vetta del maggior numero di contrassegni SIAE rilasciati.

Nello sport diminuisce l’offerta di spettacoli (-3,88%), mentre sono in crescita gli altri indicatori: ingressi +2,89%; spesa al botteghino +4,19%; spesa del pubblico +0,76%; volume d’affari +4,03%. Su un totale di 28,3 milioni di biglietti venduti per tutte le attività sportive, 22,6 milioni (+1,7%) riguardano il calcio. Il maggior aumento in termini di incidenza percentuale (+14,9%) si riscontra nei biglietti venduti per gli sport individuali, quali ad esempio atletica, tennis, motociclismo, concorsi ippici, ecc. (1,5 milioni).

Le sagre. Il settore delle attività caratterizzate da una pluralità di generi di spettacolo (es. sagre, feste all’aperto ecc.) presenta segni positivi relativi all’offerta di spettacoli (+0,57%), agli ingressi (+2,59%), alla spesa del pubblico (+1,24%) e al volume d’affari (+6,75%); segno negativo per la spesa al botteghino (- 10,49%).

Le regioni dove si spende di più. La Lombardia è la regione dove si spende di più per il cinema, le attività teatrali, i concerti, lo sport, il ballo e i “concertini”. Al Veneto le altre tre spese al top: per parchi da divertimento, mostre e attività con pluralità di generi. Se invece diamo uno sguardo alle città, Roma è la città dove si spende di più per cinema, concerti, parchi da divertimento e mostre, mentre Milano ha la maggiore spesa per il teatro, lo sport, il ballo e i concertini.

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