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Cosmo Casaleggio

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Gianroberto Casaleggio, diploma di perito informatico e studi in fisica, classe 1954, è il guru del web che ha ideato il Movimento 5 Stelle insieme a Beppe Grillo. Chi è davvero l’uomo che, secondo molti, con i suoi consigli a Grillo e la sua intransigenza sta chiudendo in un angolo il M5S?

Tra i suoi colleghi in Olivetti di Ivrea i ricordi sono sfumati: “Probabilmente perchè in azienda non ha lasciato il segno” ipotizza Renzo Galletto, oggi sindaco di Montalto Dora (Torino), paese dove Casaleggio ha vissuto per molti anni. Il suo tutor degli esordi, Luciano Lussu, è più generoso: “Nei primi anni 80 era un consulente molto bravo, anche se non il migliore: lavorava per la Logica general system di Milano e si occupava di software”. Da allora quel collaboratore ha fatto molta strada: dalla fine degli anni 90 sino al 2003 ha guidato la Webegg, azienda di consulenza internettiana controllata dalla Olivetti e poi passata alla Telecom. A quei tempi, dicono i suoi detrattori, il manager Casaleggio sarebbe stato un bersaglio perfetto per gli sberleffi di Grillo: investimenti fuori portata, piani di sviluppo assai originali, viaggi gratis e tornei di calcio per i dipendenti mentre il business non decollava. Tanto che a fine 2002, alla vigilia del suo addio, l’azienda registrava un passivo di oltre 15 milioni.

Il resto è storia nota: nel 2004 Gianroberto si mette in proprio con la Casaleggio associati e un anno dopo inizia l’avventura con Grillo. Senza, però, modificare mai il suo..stile di vita: è una specie di monaco guerriero del web che si circonda solo di persone con la sua stessa indefettibile fiducia nella tecnologia. Quasi una piccola setta adoratrice dei bit, con scarso interesse per il denaro, se è vero che nel 2011 i cinque amministratori della sua società si sono spartiti complessivamente appena 140 mila euro di compensi.

Di questa piccola comunità hanno sempre fatto parte le sue donne, a partire dall’ex moglie inglese Elizabeth Clare Birks, sposata a 20 anni e conosciuta all’ Olivetti di Ivrea (dove lei traduceva manuali tecnici) ai tempi gloriosi dell’ingegner Adriano: l’unico imprenditore italiano portato a modello di capitalista illuminato da Grillo durante il suo Tsunami tour, con tanto di visita e panegirico sullo sfondo di quel che resta della fabbrica. Da circa 20 anni @elizabmoon, questo il nickname su Twitter di Birks ,è tornata a vivere in Gran Bretagna, dopo avere dato a Casaleggio il primogenito Davide, classe 1976, e avere diviso con lui per un decennio un ordinario appartamento dì una palazzina costruita in mezzo ai campi. Quattro lustri di lontananza devono essere stati un ottimo balsamo se, in rete, Elizabeth è diventata una fan assai combattiva del M5s, tale e quale la ex moglie di Grillo. È un’esperta informatica e si occupa di contenuti web anche l’attuale compagna di Gianroberto, la biondissima Elena Sabina Del Monego: origini venete e natali milanesi, 47 anni, nel tempo libero dipinge e scrive favole. La coppia non stuzzica gli amanti del gossip grazie a una sobrietà al limite della frugalità. Infatti Casaleggio e signora, assieme al piccolo Francesco (il secondogenito di Gianroberto), vivono in affitto in un anonimo palazzo di proprietà di un ente religioso, 100 e rotti metri quadrati a 15 mila euro l’anno, con vicini di casa di tutte le razze, compreso un gruppo di albanesi ammassati in una piccola mansarda senza riscaldamento. Del Monego rassetta personalmente la casa: è facile notarla alla finestra mentre sbatte tappeti e scope o torna dalla spesa con le sporte. Si concede un solo piccolo lusso: la mattina accompagna il figlio in taxi a un prestigioso istituto cattolico, con retta da 500 euro al mese.

Domicilio e scuola del figlio potrebbero far pensare a un Casaleggio timorato di Dio. Eppure a Settimo Vittone, il paese vicino a Ivrea che ha eletto a buen retiro, don Angelo, il parroco, non ricorda di averlo mai visto a messa e a Panorama dice: “Non penso che sia credente”. In effetti la profezia di Casaleggio di un futuro senza religioni in cui “l’uomo è Dio” fa immaginare un approccio umanistico, sebbene qualcuno in rete individui nelle sue teorie chiari riferimenti massonici o esoterici. Insinuazioni che non sembrano convincere uno dei massimi esperti nazionali di logge, Giuliano Di Bernardo, già gran maestro del Grande Oriente d’Italia e fondatore della Gran loggia regolare: “Non mi risulta che Casaleggio sia massone” dice “la sua ideologia è sicuramente più vicina a quella degli illuminati di Baviera e all’accademia che io ho risvegliato in Italia nel 2002. Qual è la differenza? l massoni vogliono migliorare il mondo così com’è, gli illuminati puntano a ripensarlo rispetto alle future condizioni; in più gli illuminati considerano la democrazia una forma di degenerazione del potere che va superata come hanno già postulato Platone e Aristotele. Il credo contenuto nel video della Casaleggio associati va proprio in questa direzione”. Di Bernardo sottolinea il comune sentire che lo lega al guru grillino: “La visione di Casaleggio in Gaia e la mia nel libro La conoscenza umana. Dalla fisica alla sociologia alla religione sono molto simili: entrambi riteniamo che nel futuro dell’umanità scompariranno le differenziazioni ideologiche, religiose e politiche. Per me a governare sarà una comunione di illuminati, presieduta dal “tiranno illuminato”, per Casaleggio a condurre l’umanità sarà la rete, probabilmente controllata dal tiranno illuminato. Un concetto che, però, Casaleggio non ha ancora esplicitato”. Il gran maestro sembra avere le idee chiare sul movimento “Beppe Grillo si rivolge alle masse; Casaleggio, invece, con il suo messaggio parla a un’élite. Io non votavo da 15 anni, ma sono tornato a farlo e ho dato la mia preferenza al Movimento 5 stelle. E molte delle persone che conosco e che condividono la mia visione del mondo hanno fatto lo stesso. L’importante è che Casaleggio non si faccia corrompere, che non accetti il compromesso con le altre forze politiche. Il rinnovamento deve essere radicale”.

Quali sono i collegamenti internazionali di Casaleggio? “Ha certamente il sostegno di ambienti del mondo angloamericano, come mi hanno confermato alcuni referenti statunitensi. Illuminati? Persone a loro vicine” conclude Di Bernardo. Negli anni scorsi lo stesso Beppe Grillo, attraverso un monsignore ligure residente in Vaticano, è entrato in contatto con il segretario dell‘Accademia degli illuminati d’Italia, un giovane lobbista romano,: per provare a introdurre anche nello Stato pontificio le energie rinnovabili. L’ex comico ha poi messo in contatto il suo amico e il manager illuminato: nell’ufficio milanese di Casaleggio i due hanno affrontato il tema del cosiddetto nuovo paradigma o “dottrina segreta”, i cui video di presentazione si trovano su Youtube. Si tratta di una filosofia che annuncia un nuovo ordine e discetta di campi elettromagnetici e incontri ravvicinati del terzo. “In quel periodo Casaleggio era alla ricerca di contatti internazionali” riferisce a Panorama il lobbista illuminato.

Non è noto se Casaleggio creda, oltre che nella rete, pure negli ufo, anche se un suo stretto collaboratore intervistato da Panorama ha riconosciuto su un raccognitore nell’ufficio di Gianroberto uno strano simbolo, il cosiddetto compasso di Enoch. Il libro di Enoch è un testo biblico apocrifo in cui si racconta di un’umanità originata da esseri extraterrestri. Idee che possono apparire stravaganti, ma di cui Grillo sembra essere a conoscenza, tanto da elencare in una prefazione il pantheon culturale dell’amico. Dove non mancano nomi dall’indubbio peso esoterico, come il mistico armeno Georges Ivanoviè Gurdjieff o lo scrittore e gran maestro Rudyard Kipling, autore del racconto di formazione massoni  “L’uomo che volle farsi re“. Un olimpo in cui c’è spazio pure per personaggi più contemporanei. Per esempio una delle mascotte della Webegg, Max Netroom, è sin dal nome un tributo a Max Headroom, protagonista di una serie televisiva fantasy degli anni 80, icona dei cyberpunk e del movimento hacker. Il mondo di Headroom è un futuro prossimo in cui l’umanità è guidata da network televisivi perpetui e i leader vengono selezionati dallo share. Visione che anticipa quella di Gaia. Una galleria di citazioni e maestri anche molto distanti tra loro, che a prima vista potrebbero tradire un pensiero un po’ confuso.

I critici rinfacciano a Casaleggio anche rapporti troppo stretti con le lobby d’oltreoceano. Che troverebbero conferma nella recente apertura di credito ai cinquestelle da parte dell’ambasciatore americano a Roma, David Thorne, e della banca d’affari a stelle e strisce Goldman Sachs. I più maliziosi hanno contestato all’ideologo grillino anche l’amicizia e i business con il giornalista di origini ebraiche Enrico Sassoon, che sarebbe imparentato con i Rothschild e persino con la corona inglese: ingredienti sufficienti per far immaginare a taluni un intrigo planetario dietro l’exploit elettorale grillino. E anche per sfuggire a “queste farneticanti teorie del complotto” che il 23 settembre scorso Sassoon ha abbandonato l’azienda, lasciandola nelle mani di Casaleggio e di suo figlio Davide, soci di maggioranza con il 57 per cento complessivo, e dei due manager Luca Eleuteri e Mario Bucchich, anche lui fuoriuscito da Webegg.

Il teorema di una regia internazionale con base a Washington è ovviamente un’esagerazione. Anche se è lo stesso Casaleggio a raccontare in un’intervista del 2005 che il sito di Grillo prendeva spunto dalla piattaforma digitale utilizzata dal politico Usa Howard Dean e che doveva far vendere i dvd del comico. In realtà alla fine è servita a portare 162 parlamentari a Roma. Ma la dottrina grillina era già presente in un’altra vecchia idea di Casaleggio, i 12 comandamenti della Webegg, dove si predicavano “assenza di competitività interna” e “trasparenza”. Armi segrete che alle elezioni comunali di Settimo Vittone del 2004, però, Casaleggio, candidato con una lista civica capitanata da un politico calabrese di Forza Italia, non deve avere utilizzato, visto il risultato assai deludente: Casaleggio prese sei voti e il suo schieramento arrivò terzo su tre contendenti. Una débacle vendicata dal risultato delle ultime elezioni, quando il M5s a Settimo Vittone ha superato il 25 per cento dei voti e si è affermato come primo partito. Eppure in paese non tutti amano quel sessantenne con la faccia da ragazzo ingrigito. E lui non fa nulla per piacere a tutti. In giro si vede raramente e di solito a bordo della sua vecchia Volvo rossa del 2000: un’auto non proprio ecologica, con una marmitta di tipo Euro 2, acquistata di seconda mano nel 2003 da un noleggiatore per 17 mila euro. La sua villetta bianca, comprata nel 1999 con terreni annessi e un piccolo bosco di castagni, è protetta da divieti di ogni tipo. Per anni il cofondatore del M5s è stato in conflitto con un vicino per l’uso di una mulattiera, tanto da ricorrere alle carte bollate, e il clima nel circondario non si è certo rasserenato quando Gianroberto ha acquistato un vecchio rudere a un’asta giudiziaria, portandolo via proprio a questo vicino caduto in difficoltà.

Nella zona è senza dubbio più benvoluto Davide Casaleggio, primogenito e socio di Gianroberto. Laureato in economia, è un aitante trentaseienne esperto di ecommerce, ma soprattutto è l’uomo che gestisce il gioiello di famiglia: il blog di Beppe Grillo. Vive con la compagna Paola Gianotti a Villa Garda, ottocentesca dimora eporediese, fortunata eredità della madre di lei. Davide e Paola sono due ipersportivi, fanno triathlon e immersioni, sono gli animatori dell’associazione Futura sub di Ivrea. Panorama ha incontrato Davide (all’anagrafe anche Federico Dante) lunedi 25 marzo in occasione della presentazione della prossima sfida di Paola, che punta a entrare nel Guinness dei primati percorrendo in bici 30 mila chilometri intorno al mondo in 145 giorni. I due hanno scalato I’Aconcagua e il Kilimangiaro e hanno costeggiato la Groenlandia in kayak.

Mentre il padre semina i paparazzi su un taxi e un’altra auto con a bordo una collaboratrice gli fa da scudo, Davide accetta il confronto con i cronisti: “Leggo articoli fantascientifici, mi sembra che i giornalisti siano davvero poco informati”. La domanda che lo indispettisce di più è quella sui guadagni del sito, collegati al numero di visitatori: “Ho visto sui giornali cifre totalmente campate per aria. Chissà perché sono convinti che guadagniamo così tanto” si interroga, anche se preferisce non fornire i numeri esatti. È adirato con il fondatore della Repubblica Eugenio Scalfari, che ha raccontato in un editoriale la Storia di un incontro surreale tra una sua fonte e Gianroberto Casaleggio: “Scalfari pensa di avere un amico immaginario” ironizza Casaleggio jr.

Carte alla mano, Panorama prova a chiedergli conto dei bilanci in caduta libera degli ultimi anni, contestando la fama di profeta della new economy del padre: “Questo è un vostro pensiero”. In realtà i dati dicono che l’esercizio 2011 si è chiuso con un fatturato di 1,4 milioni di euro, in calo del 16,1 per cento rispetto al 2010. Tanto da costringere i soci a ripianare un rosso di 57.807 euro attingendo ai dividendi incassati l’anno prima. “Scrivete quello che vedete con i vostri occhi” si limita a consigliare Davide. Quel che si vede è un’azienda che dal 2006 a oggi ha dimezzato i ricavi senza essere riuscita a tagliare i costi operativi. Sta subendo la crisi come se fosse una piccola impresa tradizionale e non l’emblema del web 2.0. Forse nel 2054 i conti andranno meglio.

(Fonte Panorama – Giacomo Amadori e Gianluca Ferraris)


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Il Casaleggio pensiero: 2° Puntata

Dopo il Dvd che Casaleggio distribuiva a tutti i suoi dipendenti della Webegg, ci sono altri due video illuminanti di quale sia l’ideologia che muove Gianroberto Casaleggio e i suoi soci, ed inevitabilmente influenzi il Movimento 5 Stelle.

Il primo, del 2007, si rivolge all’informazione. Il titolo è : Prometeus – La Rivoluzione dei media.

“L’Uomo è Dio, è ovunque, è chiunque, conosce ogni cosa. Questo è il nuovo mondo di Prometeus. Tutto è iniziato con la Rivoluzione dei media con internet alla fine del secolo scorso… la Rete include e unifica tutto il contenuto: Google compra Microsoft, Amazon compra Yahoo! diventando così i leader mondiali dell’informazione assieme a Bbc, Cnn e Cctv… La pubblicità è scelta dai creatori di contenuti, dagli stessi autori e diventa informazione, confronto, esperienza. Nel 2020 Lawrence Lessing, l’autore di Cultura Libera diventa ministro della Giustizia degli Stati Uniti e dichiara il copyright illegale. Dispositivi che replicano i cinque sensi sono ormai disponibili nei mondi virtuali. La realtà può essere replicata in Second Life. (…) Nel 2022 Google lancia Prometeus l’interfaccia standard degli Agav. Amazon crea Place, un’azienda che replica la realtà. Puoi andare su Marte, alla battaglia di Waterloo, al SuperBowl di persona. È reale! (…) Nel 2027 Second Life si evolve in Spirit. La vendita di memoria diventa una normale attività commerciale. Nel 2050 Prometeus compra Place e Spirit. La vita è virtuale è il mercato più grande del Pianeta. Prometeus finanzia tutte le missioni spaziali alla ricerca di nuovi mondi per i propri clienti, gli avatar terrestri”. 

Il secondo video parla di politica. Il titolo è: Gaia, il futuro della politica (la democrazia diretta e telematica mondiale). Per la traduzione, si devono attivare i sottotitoli in lingua italiana, a margine della schermata video.

“Le prime elezioni mondiali in Rete. Un Governo Mondiale chiamato Gaia viene eletto. Le organizzazioni segrete vengono abolite. Ogni essere umano può diventare Presidente, controllare le azioni del Governo, tramite la Rete. In Gaia i partiti, i rapporti di forza politici, le ideologie, e le religioni, scompaiono. L’uomo è l’unico fautore del proprio destino. Il sapere collettivo è la nuova Politica”.


Il Grillo canta sempre al tramonto. Dialogo sull’Italia e il Movimento 5 stelle. Tre voci per cambiare. Un dialogo inaspettato che mette in campo esperienze e sensibilità diverse. La sfida è guardare là dove nessuno vuole arrivare, cambiare davvero le regole del gioco e fare della politica non l’arte del potere ma un modo di essere cittadini autentici, responsabili, attivi. Per tutte le persone che vogliono saperne di più sul “comico” Grillo e sul misterioso Casaleggio, ecco un documento che fa vedere il Movimento per quello che è. Basta leggere per farsi un’opinione.

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Il sistema aziendale di Casaleggio al servizio del Movimento 5 Stelle


Questo è il Dvd che Casaleggio distribuiva a tutti i suoi dipendenti della Webegg. Webegg Spa è un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende in Rete. Era controllata per il 59,8% da I.T. Telecom Spa (controllata a sua volta al 100% da Telecom Italia). Poi, nel luglio 2004, I.T. Telecom Spa sigla un accordo con Value Partner Spa per la cessione del pacchetto azionario detenuto in Webegg Spa, pari al 69,8% del suo capitale, al prezzo di 43 milioni di euro, il restante 30,2% è posseduta da Finsiel (79,5% Telecom Italia). In seguito alla fusione con VP Web e VP Tech è nata Value Team, gruppo che possiede anche Netikos attraverso la fusione con la controllante Etnoteam. Guardando il video non si può fare a meno di notare delle analogie tra i comandamenti di Webegg e la “filosofia” del Movimento 5 Stelle.

Per rendere meglio l’idea di come il M5S assomigli alla Webegg, leggete questo post pubblicato da Antonio Amorosi di  affaritaliani.libero.it.

Solo in un monologo di Beppe Grillo ti aspetteresti la storia di un manager che somiglia ad Angelo Branduardi e che con 15 milioni di euro di buco di bilancio nel pedigree riesce a farsi passare per “guru”! Ma forse no! Vi ricordate cosa diceva l’ex consigliere del Movimento 5 Stelle Giovanni Favia nel Fuori-onda a Piazza Pulita su La7?: Casaleggio è il “guru” che ha costruito il Movimento di Grillo. E’ lui che comanda. E’ il padre padrone. Prende per il culo tutti. Quella sera alcuni ex dipendenti della Webegg spa, la società di cui Casaleggio era amministratore delegato, si ritrovano in internet e commentano:“Sta succedendo quello che sappiamo già. Finalmente se ne stanno rendendo conto!”. Ma di cosa dobbiamo renderci conto? Cosa sanno gli ex collaboratori di Casaleggio che noi non sappiamo? Li abbiamo incontrati. E in parallelo consultato centinaia di documenti.

Il buco da 15 milioni di euro

Casaleggio a cavallo del 2000 è amministratore delegato di Webegg spa, società Olivetti. Olivetti ne vende la proprietà nel 2002 al suo principale cliente, Telecom Spa già di Roberto Colaninno che era anche precedentemente amministratore delegato di Olivetti (quello delle scalate dei Capitani Coraggiosi ma che aveva anche dato vita sempre nel 2000 a Netikos spa; nel CdA Casaleggio e Michele Colaninno; Roberto Colaninno lascia Telecom nel 2001). Niente male per Casaleggio che è un semplice perito informatico! Tutto bene fino a che diventa nuovo azionista di maggioranza Tronchetti Provera. Infatti subito dopo, nel 2003, Casaleggio viene mandato via. Guardando i bilanci, la sua gestione risulta disastrosa come riporta anche la stampa specializzata (Computerworld online del 15 giugno 2004). La Webegg si ritrova con un drastico calo del fatturato: – 26% nel 2003. Infatti ci sono buchi di 1milione 932mila euro nel 2001 e di 15 milioni 938mila euro nel 2002, su un fatturato di 26 milioni di euro. E meno 60% dei ricavi nel 2002 rispetto al 2001 sui clienti del gruppo Telecom. Gli azionisti definiscono “un piano pluriennale di risanamento” con una “drastica riduzione dei costi di gestione… e ridimensionamento del budget rivolto alla comunicazione”, la dismissione delle aziende che Casaleggio aveva acquisito per costruire un modello particolare di azienda in rete, oramai non considerato “più strategico e coerente col core-business della società”. Gli azionisti devono risanare l’azienda e alla fine venderla, chiudendo anche tutte le società connesse. La gestione Casaleggio succhia ingenti risorse economiche. Il Beppe Grillo implacabile scopritore di scandali direbbe: Con questi buchi di bilancio e con un diploma da perito informatico quale impresa privata ti riprende? E invece no. ll comico genovese che mette alla berlina i manager fallimentari ed esempi dell’italianità più ridicola anche nel 2012 in un comizio tra i fans di Pistoia ripete sicuro che Casaleggio è “un ottimo manager!” Ma in cosa e perché spendeva l’Amministratore Delegato Casaleggio? Ce lo mostrano le testimonianze del Project Manager Mauro Cioni (che ha lavorato in tutta la compagine per 10 anni) e di altri dipendenti che non sono voluti apparire. Ma soprattutto i documenti dell’epoca.

La strategia di Casaleggio. Fidelizzare i giovani

La strategia aziendale di Casaleggio in Webegg è il modello Web company americana, con quelle classiche formule del marketing “made in Usa”. Casaleggio assume giovani, fa la parte del “capo amico di tutti”, ma c’è sempre lo psicologo, nei ritiri in monastero per affiatare il gruppo. Nell’impresa non esiste una differenza tra il tempo libero e quello lavorativo. Lui è oltre. Ha un modo diverso di concepire la vita: bisogna fare qualcosa che ti piace, in cui credi e dai il massimo…all’azienda però. Per vendere di più del prodotto devi essere quel prodotto e non semplicemente promuoverlo. Insomma se avete mai preso in mano un manuale americano di marketing o motivazionale ne trovate a iosa di questa roba. I giovani, come dichiara nell’articolo “Dolce Vita” su Logica Interview, sono guidati da qualcosa di più dei soldi; bisogna dar loro la possibilità di partecipare al cambiamento, di avere responsabilità e se una persona è motivata e felice questa rende di più. Quindi il successo per l’azienda è garantito. E allora Casaleggio cosa fa? Prende anche giovani inesperti e dà loro grandi responsabilità e ottimi stipendi. Vi ricorda qualcosa del Movimento 5 Stelle!? Ma andiamo avanti. La Webegg è rappresentata da un uovo. Casaleggio fa costruire all’interno delle tre sedi della società, Milano, Torino e Bologna proprio una stanza a forma di uovo, stile “Star Trek” come dice lui stesso nelle riviste di settore. Con pavimento d’acciaio, colonnina comandi tutta metallica con pulsanti colorati, la tecnologia è completamente occultata e attivata con i raggi infrarossi “per dare fin dal primo impatto la sensazione della proiezione nel futuro”: stile navicella spaziale del capitano Kirk; tutti dentro, lui, i dipendenti, i clienti e la stampa. E Casaleggio? L’amministratore delegato di una società che lavora con banche, assicurazioni e la Telecom, per sentirsi nel futuro si chiude in una stanza a forma di uovo!? “Drogarsi come tutti gli altri no?!” direbbe il Grillo che conosciamo. Ma invece il comico genovese sembra molto sicuro o facilmente incline alla bufala quando parla del “guru” che lo ha portato al centro della scena mediatica italiana. Sempre a Pistoia ripete ai suoi fans che dubitano su Casaleggio. “Lui gestiva la Olivetti, l’informatica di Telecom, 10mila persone sotto. Non è mica l’ultimo arrivato!” Olivetti? Telecom? Non risulta affatto. E dai bilanci emerge anche nero su bianco che di dipendenti Casaleggio ne abbia avuti, a seconda dei periodi, da un minimo di 200 persone a un massimo di pochi più di 718 persone (al 31 dicembre 2002) ! Non di più! Mentre Webegg perde 15 milioni di euro l’impresa ha anche una squadra di calcio aziendale. E La gestione Casaleggio con trattamento da sceicco affitta voli charter per dipendenti e familiari, tutto gratis ovviamente per loro, per recarsi a Praga e nel resto d’Europa, per il torneo aziendale “Logica world cup”. E così mentre l’azienda riduce anche il personale ed aumenta il carico di lavoro per i dipendenti si racconta l’aneddoto di uno di questi che abbia posto la domanda ai superiori: “Praga!? Chi paga!?”; ottenendo come risposta non proprio amichevole. Dulcis in fundo, i grandi eventi come la “Notte degli oscar”, feste faraoniche a fine anno con scenografie holliwoodiane, show di comici famosi come la Littizzetto, Aldo Giovanni e Giacomo, Luttazzi, Bertolino. Casaleggio a fare un po’ il “Pippo Baudo” della serata. E nomination per premiare chi dell’azienda si era distinto durante l’anno.

I comandamenti del “guru” e il Movimento 5 Stelle

La società di Casaleggio ha addirittura 12 comandamenti, affissi ovunque nell’azienda in manifesti con le uova. E Casaleggio fa realizzare un video sui comandamenti e lo distribuisce a tutti i dipendenti. Studiandoli in profondità si trovano non poche corrispondenze tra i comandamenti di Webegg e il Movimento 5 Stelle oggi. Vediamone solo alcuni, ad esempio il comandamento 9-“Assenza di competitività interna” molto simile al principio di eguaglianza del Movimento 5 stelle, dove ogni attivista vale uno (il motto “Uno vale uno” ). O il 5-Teamwork, dove si decide che il sistema di lavoro deve essere per gruppi funzionali, simile al modello di aggregazione dei Meetup dove le persone lavorano su singoli temi funzionali. O il comandamento 2-Responsabilità sul risultato che ricorda le “Semestrali” dei grillini quando i cittadini confermano o meno la fiducia ai consiglieri del Movimento 5 Stelle. Il comandamento 6-Protezione totale delle persone, che ricorda quando Grillo interveniva in aiuto dei singoli colpiti da un provvedimento giudiziario ingiusto (cosa che fa sempre più di rado). O il 4-Il divertimento come forza creativa. Tutto il Movimento si basa sulla divertente figura di un comico, Grillo, che usa l’umorismo come registro comunicativo con i cittadini. Le sue parole ti suscitano delle emozioni che creano il coinvolgimento e non un ascolto passivo. Al pubblico resta impresso un’emozione positiva e non semplicemente le parole di un comizio. Una tecnica di comunicazione ben nota agli addetti ai lavori (usata nella Programmazione Neurolinguistica). Nel video i comandamenti vengono sempre rappresentati con un film. E spicca su tutti il comandamento 8-L’Invenzione continua del business che il “guru” rappresenta in un modo del tutto particolare e che da quel tocco in più di personalità: Con Totò, che nel film “Totò truffa ’62” vende la Fontana di Trevi ad un credulone!

Chiusa malamente l’esperienza di Webegg Casaleggio continua a portare le società nel web e diventa un personaggio pubblico nel 2005 quando fonda il blog di Beppe Grillo, pianifica i V day, organizza i meet up del Movimento e il Movimento 5 Stelle con la nuova società la Casaleggio Associati. Come sostengono molti attivisti il Movimento non nasce spontaneamente dal basso ma dalle strategie di Casaleggio. Ad esempio anche il Meet up N°1, la piattaforma di aggregazione del Movimento nella città di Milano, nasce il 10 giugno 2005 da un ex-dipendente Webegg, Maurizio Benzi, poi assunto da Casaleggio nella sua nuova azienda, la Casaleggio Associati, un mese prima che Grillo stesso proponga ai suoi fans, il 16 luglio 2005, di usare i Meet up come piattaforma di aggregazione. Lo stesso Benzi oggi è candidato alla Camera per il Movimento nella circoscrizione Lombardia 3. Tutto quindi fa pensare che questo Movimento sia la riproduzione del modello di business dell’ex società di Casaleggio. E non sia nato dalla rete, da cittadini che spontaneamente si sono messi insieme. I cittadini si aggregano su un modello già pianificato e proposto dall’ alto. Infatti Casaleggio e Grillo fanno credere che la loro rete di attivisti sia il luogo dell’orizzontalità e della libertà assoluta, esente da censure. Ma nella realtà il Movimento comunica sul loro sito e non su un piattaforma aperta, i commenti possono essere omessi o anche manipolati dalla società al vertice, come sostengono tantissimi attivisti. E come in ogni azienda se non accetti le regole sei fuori da ogni consesso, come è successo a molti di loro.

La comunicazione, il potere, il denaro

Oggi la Casaleggio Associati, ultimo bilancio consultabile 2011, ha un passivo di circa 57mila euro ripianato dai soci. Con il supporto di analisti di bilancio abbiamo messo a confronto l’azienda passata, la Webegg spa e quella presente, la Casaleggio Associati srl, con imprese del settore, ma in attivo, come la Accenture spa (capofila del settore ICT). Le aziende del “guru” hanno sempre gli stessi problemi, spese sproporzionate per il personale e le materie prime, in percentuale così alta da determinare un buco di bilancio. A conferma che la gestione Casaleggio richiede sempre ingenti risorse economiche. Portare una società nel web infatti non vuol dire creare solo un sito ma un “ambiente internet” intorno a quella società e ai suoi prodotti. La discussione dovrà alimentare centinaia se non migliaia di altre discussioni, in grado di influenzare i consumatori e l’opinione pubblica. Quindi c’è bisogno di risorse e uomini che muovano questo consenso. La comunicazione è potere e da la possibilità di essere visibili. Magari riciclando le strategie di Webegg-Telecom, come abbiamo visto. Ed è Grillo stesso che ci dice in un filmato (guarda la Video inchiesta) quale possa essere il fine manageriale di Casaleggio: visto il miracolo che gli è riuscito con il Movimento adesso nasce la possibilità di avere altri clienti. Cosa già sperimentata in politica da Casaleggio, come ci ha raccontato il penalista ed ex esponente dell’Idv Domenico Morace che ha seguito la gestione della Casaleggio e le spese dell’Italia dei valori di Antonio Di Pietro dal 2006.

Con l’avvento di Gianroberto Casaleggio il bilancio dell’Italia dei Valori del 2006 riporta la spesa Internet aggregata ad altre voci per un ammontare totale di 1milione 305mila euro. Nel 2007 la voce siti Internet è unica: 469.173 euro. Lievita ancora nel 2008 ed arriva a 539.138 euro “La Rete è politica” sostiene ancora più esplicitamente Casaleggio in un”intervista del passato (Data Manager 2001) ma ”per apprezzare la rete bisogna darle una dimensione culturale, solo in un secondo momento si può cominciare a fare business” perché “da la possibilità di cambiare gli equilibri”. Quegli equilibri che possono darti potere e portarti in Parlamento. Ed è anche denaro. Quale? I 10 milioni l’anno destinati ai gruppi di Camera e Senato del Movimento 5 Stelle. Pochi sanno infatti che gli attivisti per candidarsi alle prossime elezioni politiche hanno dovuto sottoscrivere un accordo al buio. Come dal regolamento di Grillo: in sostanza sarà una società di comunicazione decisa da Grillo stesso a parlare per i Deputati e i Senatori del Movimento. Gestirà circa 10 Milioni di euro l’anno (6,3 alla Camera; 3,7 al Senato; i dati sono calcolati sui numeri ufficiali delle due Camere), che diventano 50 milioni di euro per una legislatura completa, visti i circa 100 parlamentari attribuiti al Movimento, oltre ai loro singoli stipendi. Non sappiamo ancora quale sarà il nome ufficiale della società che gestirà tutte queste risorse. Ma di certo sappiamo che con 50 milioni euro la forza di convinzione e di trasformazione degli equilibri può alimentare molto altro denaro.

Sarà per questo che in Italia è sempre meglio fondare un partito che gestire un’azienda!

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MoVimento 5 Stelle dalle origini a oggi

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Il “MoVimento 5 Stelle” intende raccogliere l’esperienza maturata nell’ambito del blog www.beppegrillo.it, dei “meetup”, delle manifestazioni ed altre iniziative popolari e delle “Liste Civiche Certificate” e va a costituire, nell’ambito del blog stesso, lo strumento di consultazione per l’individuazione, selezione e scelta di quanti potranno essere candidati a promuovere le campagne di sensibilizzazione sociale, culturale e politica promosse da Beppe Grillo così come le proposte e le idee condivise nell’ambito del blog www.beppegrillo.it, in occasione delle elezioni per la Camera dei Deputati, per il Senato della Repubblica o per i Consigli Regionali e Comunali, organizzandosi e strutturandosi attraverso la rete Internet cui viene riconosciuto un ruolo centrale nella fase di adesione al MoVimento, consultazione, deliberazione, decisione ed elezione. Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.(*Dal sito del “MoVimento 5 Stelle”)

A febbraio del 2013 si svolgeranno le elezioni politiche che decideranno chi governerà il nostro paese per i successivi 5 anni. I sondaggi per ora danno il Movimento 5 Stelle, sponsorizzato dal comico-attivista Beppe Grillo, come la terza o forse addirittura la seconda forza in campo dopo il PD, per ora saldamente al comando.

Questo gruppo di persone, che si autodefinisce movimento, e non partito, deve la sua nascita al blog di Grillo, e ottenne visibilità quando nel 2010 ottenne più di 500.000 voti nelle elezioni regionali, in sole 5 regioni. Un ottimo risultato ci fu anche ad ottobre del 2012 durante le elezioni regionali in Sicilia quando il candidato grillino, Giancarlo Cancelleri, ottenne un ottimo 27,46% delle preferenze.

Non è né di destra, né di sinistra, né di centro. È semplicemente contro. Contro tutti e tutto. Contro la politica partitica e contro i partiti stessi, contro i politici di professione e contro lo status quo. È l’antipolitica che fa politica, e probabilmente entrerà a fare parte del sistema che critica così aspramente.

Alle origini del movimento c’è il blog di Grillo; le visite sono molte, se ne contano 200.000 giornaliere, e i commenti sono più di 1.000. E’ ancora il 2005 e questi numeri sono alti per quei tempi. Internet è diffuso ma non come lo è adesso. Il comico genovese che appena 5 anni prima distruggeva un computer durante uno dei suoi spettacoli e derideva i giovani, rei di usare l’indice per scrivere sulle tastiere, invece che il pollice, come i veri lavoratori che usano gli attrezzi, ora utilizzava i computer e la rete per diffondere le proprie opinioni e le sue idee verso centinaia di migliaia di utenti. Grillo è furbo, e intuisce le straordinarie capacità della rete e dei social media, comincia ad utilizzarli, e lo fa al meglio.

I suoi consulenti gli consigliano di utilizzare la piattaforma social di meetup.com per decentralizzare quello che è ormai un vero e proprio esercito, un esercito di internauti che ascoltano e predicano le sue idee tramite la rete. Questo atto segna la nascita non ufficiale del Movimento 5 Stelle.

Meetup diede la possibilità a persone totalmente estranee e la cui unica caratteristica comune era quella di seguire il blog di Grillo, la possibilità di incontrarsi e discutere di come le loro idee potevano fare la differenza. In qualsiasi città d’Italia, grande o piccola, a nord o a sud, meetup diede il via ad una reazione a catena che tutt’oggi sta avendo degli effetti sulla vita politica italiana.

I due V-day organizzati e sponsorizzati dal comico genovese sono stati probabilmente i due eventi che ebbero più successo mediatico. Furono organizzati rispettivamente nel 2007 e 2008 per raccogliere delle firme per proporre leggi di iniziativa popolare. Grazie alle potenzialità del blog, di meetup e di Facebook i due eventi furono un vero successo, raccogliendo 350.000 e 1.350.000 firme in 200 e 400 piazze in tutto il Bel Paese.

Grillo e il suo entourage dovevano rispondere ad una sempre maggiore richiesta della base del movimento che gli chiedeva di uscire dalla rete dei gruppi meetup, e così nel 2008 annuncia l’introduzione di liste civiche certificate. Le rete di grillini si era istituzionalizzata e aveva preso il nome di “Movimento 5 Stelle”.

Secondo il sociologo Damien Lanfrey, il Movimento 5 Stelle può essere definito come una meta-organizzazione, cioè una organizzazione “radicalmente decentralizzata”. Ed è senza dubbio così; il movimento, nato da una costola del blog di Beppe Grillo infatti, si è fatto le ossa attraverso il social network meetup e può contare su migliaia di simpatizzanti contattati e attivati grazie alla rete internet.

Grillo era ed è tutt’ora il vero catalizzatore del movimento, e senza di lui probabilmente si sarebbe sciolto o avrebbe fatto la (brutta) fine del popolo viola. Il suo blog è stato infatti la prima piattaforma sotto cui gli “amici di Beppe Grillo” si sono incontrati virtualmente. Non dimentichiamo il ruolo nella creazione degli account Facebook e Twitter del movimento, gestiti centralmente dallo staff di Grillo, e la coordinazione di eventi di portata nazionale come i due V-day. In altre parole, da comico che detestava i computer e chi ne faceva uso, Grillo si è trasformato in editore di un movimento che trova le sue capacità e vitalità proprio sulla rete.

Come sappiamo e come lo stesso statuto scrive, il Movimento 5 Stelle non è un partito politico, né intende esserlo. Non si può dire quindi che abbia un’ideologia di sinistra, di destra o centrista. È, di fatti, senza una ideologia vera e propria. Quali sono quindi i valori su cui si fonda? Il primo, e forse il più importante è il monitoraggio. Ben inteso, questo non può proprio essere considerato un valore. Ma per come viene utilizzato dai grillini lo è eccome. La loro è una missione per difendere la trasparenza delle cariche pubbliche: si sentono in dovere di sorvegliare e monitorare la vita politica dei piccoli centri come dello Stato.

Non è di certo un caso che Giovanni Favia, ex esponente di punta del movimento, poi epurato da Grillo e dal movimento, abbia proposto come prima cosa dopo essere stato eletto consigliere alla regione Emilia Romagna, la creazione di un portale web per il controllo dei fondi pubblici.

Un movimento senza ideali, li deve inventare. Oltre al monitoraggio, i grillini hanno fatto del populismo, dell’antipartitismo, e della satira a tutti i costi i propri cavalli di battaglia. Vi è anche una forte nota di personalismo, visto che Beppe Grillo può essere visto come un padre padrone del Movimento. Sono molti quelli che pensano che infatti Grillo sia molto simile ad un altro non-politico italiano, “sceso” in campo nel 1994: Silvio Berlusconi. In effetti le analogie sono tante. Per Giuliano Santoro, autore del libro ‘Un Grillo qualunque’: “Entrambi si pongono al di fuori della politica di professione. Berlusconi ha fatto di questo posizionamento un punto di forza quando è sceso in campo nel 1994. Anche Grillo, seppur abbia annunciato di non volersi candidare, ripete come un mantra la contrapposizione tra noi, gli onesti, quelli che
lavorano e loro, i politici che rubano, che non si danno da fare abbastanza per il paese”.

Entrambi sanno utilizzare il mezzo televisivo; Berlusconi è e sarà sempre “l’uomo delle televisioni”, Grillo, da comico consumato che andava in onda proprio sulle reti di proprietà dell’ex Presidente del Consiglio, sa benissimo come utilizzare la TV e non solo, visto che siccome fatica per ovvie ragioni a trovare spazio sui media tradizionali, utilizza al meglio YouTube. Grillo e il suo antagonista molto simili. Sanno bene che i tecnicismi del politichese sono noiosi e poco comprensibili per gli elettori, e così si fanno sempre trovare con la battuta pronta. Anche il metodo di reclutamento per i candidati è simile se non uguale. La meritocrazia prima di tutto. Certo, pare ovvio e giusto, ma entrambi assumono una sinistra logica aziendalista secondo la quale il curriculum e il giudizio del Grande Capo sono i criteri secondo i quali scegliere chi andrà in parlamento.

Anche sul fronte denigratorio i due si assomigliano. Le continue boutade di Berlusconi su chiunque altro non faccia parte del suo seguito le conosciamo tutti. Ma anche Grillo non scherza affatto: oltre a prendersela personalmente con molti parlamentari affibbiandogli vari soprannomi (“psiconano” per lo stesso Berlusconi, “ebetino di Firenze” per Matteo Renzi, e molti, moltissimi altri), Grillo riesce ad essere offensivo anche per le attività partitiche; attaccando le “parlamentarie” del PD, ha preferito definirle “buffonarie”. I due sono padri padroni del partito a cui fanno capo. È vero che Grillo non ne è il vero e proprio leader, ma essendone “portavoce”, “editore” ed “ideologo”, non si può certo dire che non goda di un certo potere all’interno del movimento. Per entrambi il motto potrebbe essere “o con me, o contro di me”. Gianfranco Fini si azzardò a criticare apertamente Berlusconi e venne cacciato dal Popolo delle Libertà.

La stessa sorte toccò a Giovanni Favia, ex esponente di punta del Movimento 5 Stelle che fu espulso dallo stesso per aver criticato (durante un fuorionda nella trasmissione Piazza Pulita) il braccio destro e stratega per l’uso della rete di Grillo, Gianroberto Casaleggio. Insomma, all’interno di quello che si vuole proporre come il movimento democratico per eccellenza, sembra proprio che la democrazia non sia il pilastro su cui si fonda in realtà. Il punto è che Grillo probabilmente ha capito che per tenere unito il Movimento, questo ha bisogno di qualcuno che lo guidi, ha bisogno di un capo, ha bisogno di lui.
(Fonte lundici – Nicola Bartolini )


Siamo in guerra. Per una nuova politica. Cos’è veramente quella che molti si ostinano a chiamare l’antipolitica? Casaleggio e Grillo raccontano la loro esperienza e la rivoluzione che sta coinvolgendo sulla rete milioni di persone. Il mondo sta cambiando. I movimenti spontanei stanno emergendo ovunque sostituendosi ai partiti, dall’Islanda alla Svezia, dal Partito dei pirati tedesco agli Indignados spagnoli, fino al Movimento 5 Stelle italiano: nato in rete, senza un euro di finanziamento pubblico, con tutti i media contro, è considerato il possibile terzo polo alle prossime elezioni politiche; già ora conta 130 consiglieri comunali e regionali con percentuali di voto tra il 4 e il 6 per cento su base nazionale.

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Il GrilloLeggio Associati

Questa è una storia che si innesta negli ultimi dieci anni di vita politica e sociale del nostro paese.
Ne attraversa le fasi e ne traccia dei fili, che spesso sono invisibili ai più.

Prologo – dieci anni prima

Era il luglio 2001.
Io ero il giovane editore di Cuore, e la mia redazione era tra le testate accreditate al G8 di Genova.
La nostra redazione era alla Diaz, come quelle di molte testate indipendenti, e come Liberazione, il Manifesto e altri…
Io accompagnavo la redazione, una rarità tra gli editori delle testate periodiche.
Camminando per le stradine insieme a Jiga Melik, una delle belle e intelligenti firme del “mio” settimanale di satira, ci fermiamo ad un bar tra i carrugi, in un caldo assolato giorno di luglio. Ci sediamo, casualmente, ad uno dei tavolini ed ascoltiamo, altrettanto casualmente una telefonata. Chi ci siede davanti era l’on. Crucianelli, il suo interlocutore, Valter Veltroni. “qui c’è un humus, un terreno fertile… una grande storia… dobbiamo trovare il modo di metterci il cappello…”

Negli anni della sinistra al governo, forse l’idea più innovativa la introducono Claudio Velardi e Fabrizio Rondolino., i due consiglieri del premier Massimo D’Alema.
La loro idea di mediazione con la politica, di “lobbying all’americana” funziona.

Forse è anche più innovativa di quanto loro stessi possano immaginare in quei primordi di “seconda repubblica” e risolverebbe un grande problema, tanto politico quanto mediatico della classe politica italiana: il finanziamento pubblico.

Ma l’Italia, quella dei compromessi e delle tante micro tangenti, ad un salto di qualità vero, e chiaro, non è pronta.

Non lo sono i partiti, e soprattutto non lo sono ancora le imprese e le associazioni imprenditoriali.

La loro idea di “lobbying” fa nascere una ricerca permanente e ricorrente di un leader nuovo e progressista che possa affrontare i nodi caldi della modernizzazione del paese, ed al contempo possa portare ad un autentico e trasparente dialogo tra imprese – quelle vere – e la politica.

In questa ricerca, nascono un giornale, finanziato da un noto petroliere genovese, e una televisione satellitare, presto trasferita nei ranghi del partito democratico.
Di quell’idea, e di quel progetto, nel senso più alto, non c’è più traccia, se non la sua necessità.

In questo scenario, i vari partiti, ciascuno dei quali cambia nome e schieramento.
La risposta più ovvia del modo di fare politica nel nostro paese, più o meno da sempre, è quella di cambiare nome, simbolo, alleanza. Sono anni difficili in cui si completa il passaggio pci-pds-ds- pd. In cui la DC si trasforma, dopo essersi frammentata e divisa. Sono gli anni della difficili “unificazione formale” del centro destra e dello sdoganamento della destra al governo. Passiamo da un sistema frammentato e consociativo, ad un sistema maggioritario, bipolare. Cambiano i linguaggi della politica. Entrano in gioco sistemi di comunicazione e persuasione nuovi, e potenti.

Chi non se ne accorge ne resta tagliato fuori.

Contemporaneamente cambia anche la vita economica italiana. Cambiano con l’euro gli scenari e i livelli di competitività. Chi sino a ieri era grande, oggi, nel confronto europeo, non entra nemmeno nelle classifiche più generose. L’idea stessa della “privatizzazione all’italiana”, dove con poco controlli imprese molto grandi, non regge più, entrando players di ben altre proporzioni. Internet l’abbiamo inventata noi. Come tante altre cose che poi hanno fatto la forza e la grandezza di altri paesi. Da noi la rete è interesse di pochi, e vista con sospetto. Si diffonde generazionalmente, e non come servizio globale. Legata alla infrastruttura, subisce il rallentamento dettato dal ciclope monoculare.

Nel 2004 nascono in quasi tutto il mondo i social network – strutture in grado di mettere in connessione milioni di utenti tra loro. In modo apparentemente gratuito. Chi si accorge del capitale e del potenziale inespresso, e della conseguente arretratezza che ne deriva, sono giovani e rampanti manager della comunicazione.

Questa storia parte da loro. E da una piccola società della galassia Telecom Italia.

ROMA, 3 GIU 2004- It Telecom, controllata al 100% da Telecom Italia, ha siglato oggi un accordo con Value Partners per la cessione del 69,8% di Webegg, società che si occupa di system integration, ad un prezzo pari a 43 milioni di euro. La restante partecipazione del 30,2% è posseduta da Finsiel (79% Telecom Italia). Lo rende noto un comunicato congiunto nel quale si spiega che l’ operazione rientra nel processo di razionalizzazione del comparto information technology del gruppo Telecom finalizzato in particolare alla semplificazione della struttura organizzativa. L’ operazione prevede anche il mantenimento da parte di Finsiel della partecipazione in Webegg con il riconoscimento di reciproche opzioni di compravendita tra Finsiel e Value Partners. Il perfezionamento dell’ operazione si realizzerà una volta ottenuta la prescritta autorizzazione dell’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Il gruppo Webegg, che include le controllate TeleAp e Software Factory, si occupa di system integration, sviluppo di applicativi e soluzioni web based per l’ industria e le istituzioni finanziarie. Value Partners è una società di consulenza strategica di origine italiana e con l’ acquisizione di Webegg amplia la propria offerta nel settore informatico nel quale è già presente con due società Vp Web e Vp Tech. (ANSA).

Il 9 giugno 2006 Value Partners si quoterà in borsa, valorizzando oltre 200milioni di euro!
Sotto la lente di ingrandimento della Consob, proprio il rapporto con Telecom. Il gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera ha rappresentato nel 2005 per Value Partners più della metà dei ricavi consolidati (56%), seguito da Intesa (5%), SanPaolo Imi, Pirelli e Unicredit (tutti con il 3%, Pirelli aveva il 10% nel 2003). Due anni prima VP aveva acquisito proprio da TI per 61 milioni il 100% di Webegg ed è nato Value Team, il braccio di VP dedicato a consulenza e servizi orientati all’IT consulting, 71% del totale dei ricavi della società.

26 aprile 2011 – Value Team, il system integrator di proprietà di Value Partners, è stata ceduta alla giapponese NTT Data, colosso delle telecomunicazioni giapponese con un giro d’affari pari a circa 9,5 miliardi di euro. L’operazione, stando a quanto riportato dal quotidiano Nikkei, si perfeziona per un valore di 250 milioni di euro e riguarda l’intero pacchetto azionario di Value Team.

2012 – elezioni amministrative in Italia

Il partito di un ex-comico, che oggi si definisce “megafono” diventa secondo i sondaggi la terza forza politica italiana. Di fatto, alle elezioni amministrative, arriva a percentuali a due cifre quasi ovunque. Dietro di lui, in via nota e dichiarata, cinque “super consulenti” del mondo del web. Ecco chi sono coloro che il 22 gennaio 2004 fondano la Casaleggio Associati.

Gianroberto Casaleggio, già Amministratore Delegato e Direttore Generale della Webegg. Luca Eleuteri, tra il 2000 e il 2003 lavorava nella Direzione Generale di Webegg. Mario Bucchich, fino al settembre 2003 è stato Responsabile Comunicazione e Immagine del Gruppo Webegg. Enrico Sassoon, già Direttore Responsabile della rivista Affari Internazionali e membro dell’American Chamber of Commerce in Italia, entra il 15 gennaio 2001 nel Consiglio di amministrazione di Webegg. C’è poi anche Maurizio Benzi, Marketing di Webegg e organizzatore dei Meetup di Grillo a Milano.

La vera anima, e filosofo del gruppo è Gianroberto Casaleggio. Gianroberto Casaleggio inizia la sua carriera nell’Olivetti di Roberto Colaninno, diventa amministratore delegato di Webegg, all’epoca joint venture tra Olivetti e Finsiel, a fine giugno 2002 Olivetti cede la propria quota (50% del capitale) in Webegg Spa a I.T. Telecom Spa, che nel 2000 ha dato vita a Netikos Spa del cui CdA Casaleggio fa parte con Michele Colaninno (secondogenito di Roberto e presente nel CdA Piaggio). È lui il manager che ha persuaso Grillo (inizialmente scettico) dell’utilità della Rete. La società che presiede, la Casaleggio Associati, ha l’obiettivo dichiarato di «sviluppare in Italia la cultura della Rete».

Ha creato e gestisce, tra le altre cose, non solo il blog di Beppe Grillo (nato nel gennaio 2005), la distribuzione di tutti i suoi gadget, ma ha anche ideato, secondo indiscrezioni, lo stesso V- Day!

Ed è sempre presente anche agli incontri del comico con i «MeetUp» locali. Piccolo particolare: l’organizzatore del gruppo di Milano Maurizio Benzi lavora, manco a dirlo, per la stessa società di Casaleggio.

Una piccola curiosità. Il blog di Grillo è tradotto anche in inglese. Ottimo e funzionale. Ha solo un’altra lingua in cui è tradotto: il giapponese! E giapponese come abbiamo visto è la proprietà della webegg oggi! Appassionato di storia, fumetti e fantascienza, ha voluto una casa nelle valli del Canavese vicino Ivrea – ancora legatissimo ai suoi esordi professionali. Lì possiede un bosco tutto suo. Autore di libri come «Il web è morto, viva il web», assieme al fratello Davide e a Mario Bucchich (anche loro soci della Casaleggio associati). L’idea di essere eminenza grigia della lobbying politica gli venne già. All’inizio non pensava a Grillo, o forse gli occorrevano dati ed esperienza per non bruciare la sua carta. Nel gennaio 2006, il manager convinse il ministro e leader di Idv ad aprire un suo blog che diventa ben presto ricco degli stessi contenuti e delle parole d’ordine di Grillo oggi. Ed è curato sempre dalla Casaleggio associati (sino al 2010).

A Casaleggio la Telecom è rimasta nel sangue, nel cuore e… e nel bilancio. Così come il fatturato indotto che era in grado di produrre. Gli attacchi alla nuova gestione subentrata ai Colaninno si fanno sempre più forti. Si dice che siano stati proprio uomini legati a Casaleggio a fare uscire lo scandalo sul dossieraggio Telecom (ovvero le intercettazioni abusive operate dalla security telecom in danno a privati). Tra gli intercettati abusivamente proprio Grillo… e alcuni altri “giornalisti indipendenti”, tra cui Marco Travaglio (con cui inizierà un sodalizio veicolato anche grazie ad Antonio Di Pietro, e che lo legherà alla Casaleggio anche editorialmente) . Nel momento di maggiore debolezza dell’azienda il 12 settembre 2006 Grillo lancia la share-action per “riprendersi Telecom”. Travolto dagli scandali “per il bene dell’azienda” Tronchetti- Provera lascia la presidenza e ogni incarico in Telecom Italia. Miracolosamente, con l’uscita di scena di Tronchetti Provera, muore senza commenti (nemmeno sul suo blog) e senza alcuna spiegazione anche l’iniziativa di Grillo – che da quelle dimissioni su Telecom Italia non parla più! Continue Reading

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