Benvenuti nell’Antropocene, l’era della bomba atomica

Siamo entrati in una nuova epoca geologica, l’Antropocene. La sua caratteristica è l’impatto dell’umanità sull’ambiente globale. Quali sono i limiti fisici da non superare se vogliamo evitare il collasso degli ecosistemi e del clima? Come raggiungere consapevolezza della sfida epocale che abbiamo di fronte? Le soluzioni ci sono, dalle energie rinnovabili alla diminuzione dei rifiuti, ma ogni giorno che perdiamo rende la strada più difficile e i rischi più elevati. Dobbiamo agire, per la qualità di vita nostra e dei nostri figli e nipoti. Il climatologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli, presiede la Società meteorologica italiana, racconta l’Antropocene e il ruolo che gioca l’uomo nel rischio distruzione della biodiversità della Terra. Negli ultimi vent’anni Luca Mercalli ha testimoniato e spiegato la crisi climatica ed energetica in oltre mille conferenze per il grande pubblico e in diversi seminari per la scuola e l’università.  Continue Reading


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Sostenibilità Paesi Ocse: L’Italia retrocede al 28° posto

Dal 2007 la società di gestione Degroof Petercam Asset Management (DPAM), effettua ogni sei mesi la sua classifica che valuta la sostenibilità dei 34 Paesi membri dell’Ocse in base alla media delle posizioni in cinque aree principali: (i) trasparenza e valori democratici, (ii) ambiente, (iii) istruzione, (iv) popolazione, sistema sanitario e distribuzione della ricchezza, (v) economia. Lo scopo è definire l’universo di investimento del fondo obbligazionario governativo SRI DPAM L Bonds Government Sustainable, dal quale vengono esclusi quei Paesi che occupano la metà inferiore della classifica. Continue Reading

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Apple, Facebook e Google sono le aziende tecnologiche più green del pianeta

Click Clean è il report annuale di Greenpeace USA che analizza l’impronta energetica dei grandi operatori di data center e di circa 70 tra siti web e popolari applicazioni. Nel 2017 la percentuale di elettricità globale utilizzata dal settore informatico supererà addirittura il 12% (era il 7% nel 2012). Per questo è importante capire quali politiche energetiche intraprendono le aziende leader a livello mondiale. Continue Reading

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La nuova rivoluzione energetica

rivoluzione energetica

Tra pochi anni potremmo avere macchine elettriche in grado di ricaricarsi in pochi secondi e con autonomia di chilometri, abitazioni totalmente indipendenti in grado di generare e conservare tutta l’energia necessaria.

Questa rivoluzione, in grado di incidere profondamente sul quotidiano, nasce da una classe di nuovi materiali tra i quali i cristalli bidimensionali come il grafene, un foglio di spessore monoatomico con geometria esagonale composto di carbonio, isolato dalla grafite per la prima volta nel 2004.

In questa rivoluzione l’Italia deve decidere ora se essere spettatore o protagonista. Continue Reading

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La Terza Guerra Mondiale per l’energia

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“Iraq, Siria, Nigeria, Sud Sudan, Ucraina, Mar della Cina a oriente e meridione: dovunque si guardi, il mondo è infiammato da nuovi conflitti o guerre che si intensificano. A prima vista appaiono eventi indipendenti l’uno dall’altro, fondati su circostanze specifiche. Ma osservando la questione più da vicino si comprende come abbiano in comune caratteristiche fondamentali. In ciascuno di questi conflitti emergono antagonismi atavici fra tribù, sette e popolazioni vicine. Ma guardate più da vicino e vedrete che ognuno di questi conflitti è, in fondo, una guerra di energia.

In Iraq e Siria ci sono attriti profondi tra sciiti, sunniti, curdi, turkmeni e altri ancora; in Nigeria tra musulmani e cristiani e gruppi tribali; in Sud Sudan tra Dinka e Nuer; in Ucraina tra ucraini lealisti e allineati filorussi; nel Mar della Cina a oriente e a sud tra cinesi, giapponesi, vietnamiti, filippini e altri ancora. Sarebbe facile attribuire tutto ad attriti e odi di lunga data, come suggerito da molti analisti; ma questi conflitti in realtà sono alimentati da impulsi ben più attuali e moderni, cioè la volontà di controllare i giacimenti di petrolio e gas naturale. Non cadiamo nell’errore: le guerre del ventunesimo secolo sono le guerre per l’energia.

Nessuno dovrebbe sorprendersi a fronte del ruolo che l’energia gioca in queste guerre. Dopo tutto il petrolio e il gas naturale sono la fonte maggiore di introiti per governi e grandi società quando ne controllano produzione e distribuzione. E i governi di Iraq, Siria, Nigeria, Sud Sudan e Russia ottengono enormi profitti dalla vendita del petrolio, mentre le grandi aziende dell’energia (molte di proprietà degli Stati) esercitano un potere immenso nelle nazioni coinvolte. Chiunque possa controllare questi Stati, e le aree al loro interno dove si estraggono petrolio e gas naturale, controlla anche la collocazione e l’allocazione di risorse cruciali. Nonostante la patina di inimicizie storiche, molti di questi conflitti, poi, sono davvero lotte per il controllo della principale fonte di reddito nazionale. Inoltre, viviamo in un mondo energetico-centrico in cui il controllo sulle risorse petrolifere e di gas (e dei loro vettori) si traduce in peso geopolitico per alcuni e vulnerabilità economica per gli altri.

La battaglia per le risorse energetiche è stata un fattore importante in molti recenti guerre, come la guerra Iran-Iraq tra il 1980 e 1988, la guerra del Golfo nel 1990 e la guerra civile sudanese tra il 1983 e il 2005. Magari, a prima vista, nei conflitti più recenti questo aspetto può apparire meno evidente, ma è sempre per quello. Le divisioni etniche e religiose possono fornire il carburante politico e ideologico, ma è la caccia al profitto che tiene viva la battaglia. In un mondo ancora fondato sui carburanti fossili, controllare petrolio e gas è una fattore essenziale dei poteri nazionali.

Senza la promessa di tali risorse, molti di questi conflitti finirebbero per mancanza di fondi per comprare armi e pagare le truppe. Finché il petrolio continua a scorrere, però, gli eserciti hanno sia i mezzi che gli incentivi per continuare a combattere.

In un mondo di combustibili fossili, il controllo sulle riserve di petrolio e gas è una componente essenziale del potere nazionale. “Il petrolio fa muovere automobili e aerei, alimenta il potere militare e la politica internazionale”, afferma Robert Ebel del Center for Strategic and International Studies, “è un fattore determinante per il nostro benessere, di sicurezza nazionale, e di potenza internazionale per coloro che possiedono questa risorsa vitale, e il contrario per coloro che non la possiede”.

Un giorno, forse, lo sviluppo delle energie rinnovabili cambierà tutto ciò, ma oggi se vedete una guerra scoppiare, è una guerra per l’energia”. Michael T. Klare

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