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Ecco come migliorare l’efficienza energetica di una casa

migliorare l'efficienza energetica di una casa

Con l’inizio del nuovo anno, puntuale come un orologio svizzero, arriva anche la stangata su luce e gas. Dal primo gennaio la famiglia tipo registrerà un incremento del +5,3% per le forniture elettriche e del +5% per quelle gas. Aumenti in vista anche per la bolletta dell’acqua.

Risparmiare è quindi una buona strategia per alleggerire il vostro budget familiare e risparmiare soldi per spenderli in maniera migliore. Continue Reading


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L’era del petrolio è finita, anche Las Vegas diventa green

Bloomberg New Energy Finance ha già annunciato che, secondo le sue stime, nel 2040 le fonti pulite copriranno il 60% della potenza elettrica mondiale, con un balzo dell’eolico e del fotovoltaico, che peseranno per il 64% della nuova capacità installata, assorbendo il 60% degli 11.400 miliardi di dollari destinati all’energia verde. Dal 2027 produrre elettricità da nuovi impianti eolici o fotovoltaici sarà più conveniente rispetto a quella degli impianti a gas o a carbone esistenti. Già oggi in Germania, Regno Unito e Messico, eolico e fotovoltaico insieme supereranno il 50% della produzione elettrica. In Italia eolico e solare valgono il 14% della domanda di energia elettrica. Entro il 2040 il solare coprirà da solo il 15% della domanda elettrica mondiale e attirerà in media 135 miliardi di dollari di investimenti all’anno per i prossimi 25. Sembra quasi una gara a chi nel mondo vuole liberarsi per prima dal petrolio. La Svezia entro il 2020 sarà il primo paese al mondo che lavorerà, produrrà, viaggerà, esporterà, svolgerà insomma qualsiasi attività per cui è necessario consumare energia, senza più usare i carburanti fossili. E se, come racconta Maria Rita D’Orsogna (Fisica e docente all’Università statale della California), anche una città come Las Vegas simbolo dello spreco si pente e si converte all’energia rinnovabile, le multinazionali possono realmente preoccuparsi. È finita l’era del petrolio. Continue Reading

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I 100 materiali naturali, riciclabili e innovativi per un’edilizia green

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Naturali, riciclati, riciclabili, innovativi: 100 materiali per una nuova edilizia. Legambiente presenta il rapporto dell’Osservatorio Recycle in collaborazione con Ecopneus. L’obiettivo è raccontare l’innovazione in corso nel settore edilizio attraverso 100 schede di materiali e interventi realizzati.

Materiali e interventi già realizzati che illustrano la strada, fatta di sperimentazione e innovazione, attraverso la quale è possibile ridurre l’impatto sull’ambiente, diminuendo le estrazioni di materiali e le importazioni attraverso il riciclo, e produrre innovazioni capaci anche di creare lavoro e opportunità per le imprese. Quello che fino a ieri è stato considerato un settore ad alto impatto ambientale e consumo di materiali, oltre che di suolo, può essere, infatti, considerato oggi un tassello fondamentale della rivoluzione dell’economia circolare. Continue Reading

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Ecco come produrre energia low cost dalle onde del mare

onde del mare

Produrre energia dalle onde del mare con una tecnologia smart e low cost, quella presentata da Enea. Un’alternativa alle costose e inquinanti centrali a gasolio che alimentano le piccole isole italiane.

Si tratta del dispositivo PEWEC (Pendulum Wave Energy Converter), pensato per le coste italiane, dove le onde sono di piccola altezza e alta frequenza. Consiste in un sistema galleggiante molto simile a una zattera da posizionare in mare aperto, in grado di produrre energia elettrica sfruttando l’oscillazione dello scafo per effetto delle onde.

Il prototipo è in scala 1:12, pesa 3 tonnellate, misura 3m x 2m x 2m di altezza ed è frutto della collaborazione con il Politecnico di Torino. L’ENEA e il Politecnico di Torino sono già al lavoro per la progettazione del dispositivo in scala 1:1, con una potenza nominale di 400 kW.

Questo sistema low cost di produzione di energia dal mare è particolarmente interessante per le tante isole italiane, dove la fornitura di energia è garantita da costose e inquinanti centrali a gasolio”, ha affermato Gianmaria Sannino, responsabile del laboratorio ENEA di modellistica climatica e impatti,durante il convegno “Energia elettrica dal mare”, il sesto appuntamento del ciclo di conferenze sulla Ricerca di Sistema Elettrico durante il quale è stato presentato il prototipo. “Una decina di questi dispositivi –ha aggiuntopossono produrre energia elettrica per un paese di 3.000 abitanti, contribuendo in modo significativo anche a contrastare i fenomeni di erosione attraverso la riduzione dell’energia delle onde che si infrangono sulla costa, senza impattare in maniera significativa su flora e fauna marine.

Lo sfruttamento dell’energia dalle onde presenta diversi vantaggi anche rispetto all’eolico e al fotovoltaico: un basso impatto ambientale e visivo, una minore variabilità oraria e giornaliera e una variazione stagionale favorevole, visto che il potenziale dell’energia dalle onde è più alto in inverno quando i consumi energetici sono massimi.

In Italia – ha sottolineato Sannino – sta crescendo l’interesse per la produzione di energia pulita e rinnovabile da onde e maree e secondo il Piano d’azione nazionale per le energie rinnovabili  dovremmo installare una potenza di 3 MW di questo tipo di impianti entro 2020. L’energia marina rappresenta una reale opportunità di favorire la crescita economica e l’occupazione, migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e, soprattutto, aumentare la competitività attraverso l’innovazione tecnologica.

Ma sfruttare l’energia del mare significa conoscere in modo dettagliato la velocità delle correnti, l’altezza delle onde e l’intensità delle maree: per questo l’ENEA ha realizzato “L’Atlante del clima ondoso del Mediterraneo”, la prima mappa capace di individuare in modo accurato le zone più interessanti per lo sfruttamento energetico delle onde.

Con i suoi 8.000 km di costeha concluso Sannino– l’Italia possiede un importante potenziale di energia associata al moto ondoso, paragonabile a quello presente sulle coste orientali del Mare del Nord. La costa occidentale della Sardegna, ad esempio, ha un valore medio annuo del flusso di energia di circa 13 kW/metro, mentre quello del nord-ovest della Sicilia si aggira intorno ai 10 kW/metro”.

Realizzata sempre nell’ambito dell’accordo di programma con il Ministero dello Sviluppo Economico, questa mappa permette di conoscere i valori di altezza e direzione utili a stimare l’energia ricavabile in un’area specifica e a definire la tecnologia più adatta da utilizzare, prendendo in considerazione anche le condizioni estreme a cui il generatore può essere sottoposto. Si tratta di una grande novità per un settore che finora ha stimato il potenziale energetico solo attraverso i dati di 15 boe distribuite lungo le coste italiane.

Oltre a questa mappatura l’ENEA ha realizzato un nuovo sistema operativo per la previsione del moto ondoso fino a cinque giorni, in grado di stimare l’energia da immettere nella rete elettrica con un dettaglio spaziale di poche centinaia di metri.

A livello europeo l’ENEA partecipa al programma congiunto di ricerca sull’energia dal mare JP Marine Renewable Energy, proposto dalla European Energy Research Alliance (EERA). Lo sfruttamento dell’energia dal mare è tra le priorità della Commissione europea per lo sviluppo della Blue Economy: per 2014-2020 è stato presentato un piano di azione con l’obiettivo di raggiungere una potenza installata di 3,6 GW entro il 2020 e di 188 GW al 2050.

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Il villaggio tedesco energeticamente indipendente, modello per le rinnovabili

Feldheim indipendenza energetica

Negli ultimi dieci anni, nessun paese ha abbracciato l’energia rinnovabile con tanto entusiasmo come la Germania. Nonostante la graduale eliminazione dell’energia nucleare, il paese esporta più energia che mai, grazie soprattutto al suo investimento in energie rinnovabili. Una città in particolare, si erge come un faro luminoso del potenziale che le energie rinnovabili hanno: Feldheim, appena 150 anime, circa 90 km a sud di Berlino, che ha la sua rete di energia e genera tutta la sua potenza da eolico, solare e biogas.

Feldheim è un paesino con appena 150 abitanti, ma è diventata una destinazione turistica importante in questi ultimi anni, incuriosendo giornalisti, delegazioni e registi provenienti da tutto il mondo per ammirare l’indipendenza energetica del paese. Nel 2010, i residenti di Feldheim hanno dato un contributo di 3000 euro per costruire la loro rete elettrica, dando loro il controllo completo sui prezzi elettrici, i quali sono il 30% in meno rispetto alla media nazionale, con prezzi fissati mediante riunioni. A rendere possibile ciò, il vasto campo di 47 mulini a vento che domina questo piccolo villaggio, situato in un ambiente tranquillo e pastorale. Oltre ai mulini, ci sono i pannelli solari lungo il bordo della città.

Il passaggio verso le energie rinnovabili è iniziata nel 1990, quando la città ha installato una sola turbina a vento in città per approfittare dei forti venti. Ben presto, le turbine eoliche hanno cominciato a moltiplicarsi, e ora il parco eolico contiene 47 mulini a vento. Esistono anche cabine per la ricarica delle auto elettriche.

Per quanto concerne il riscaldamento delle case invece, viene utilizzato un impianto di biogas che brucia gas utilizzando gli scarti agricoli (letame di maiale e mais). E’ previsto un impianto biogas in ogni edificio della città. L’impianto di produzione di biogas permette ai residenti di Feldheim di abbassare i costi di riscaldamento di circa il 10 per cento.

L’utilizzo dell’energia prodotta viene gestita dai residenti stessi che devono bilanciarla e si applicano sanzioni in caso di sovra-sfruttamento. Questa indipendenza economica ha anche portato posti di lavoro e benefici economici a Feldheim. In Italia una “rivoluzione energetica” del genere sarebbe possibile? Forse si, a patto di cambiare totalmente questa classe politica incompetente ed arretrata.

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