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Nel 2018 saranno 25 miliardi gli oggetti connessi alla rete

Internet of Things

Nel 2018 ci saranno 25 miliardi di oggetti connessi. Conseguenza: un enorme consumo energetico. Le previsioni sono state diffuse da Avvenia, la società italiana della White Economy e dell’efficienza energetica. Nel mondo i dispositivi connessi, includendo modem, stampanti, console e altri device come ad esempio i braccialetti per l’activity tracking, sono circa 15 miliardi e si consumano 700 terawattora l’anno con uno sperpero di 90 miliardi di euro l’anno.

Nei prossimi anni lo sviluppo di Internet in cui gli oggetti di uso quotidiano acquistano connettività di rete che consente loro di inviare e ricevere dati (Internet of Things) porterà a un aumento degli sprechi energetici. L’Internet of Things ha avuto un’evoluzione parallela e reciproca rispetto al web semantico, ma oggi il numero di connessioni tra dispositivi è superiore alle connessioni Internet tradizionali.

Secondo Avvenia, lo spreco di oltre 450 terawattora potrebbe essere evitato: “Un modem consuma più o meno sempre la stessa quantità di energia, sia quando si naviga su Internet intensamente, sia quando il computer è spento ma si lascia il modem acceso. Basterebbe predisporre i dispositivi con modalità di fabbisogno differenti a seconda della operatività e in questo modo risparmiare fino a un 70% dei consumi. Bisognerebbe intervenire con dispositivi nuovi, dotati di una modalità di risparmio energetico”.


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La strada che si illumina

starpath

Una nuova idea che coniuga ecologia e sicurezza stradale è nata da una società britannica la Pro-Teq Surfacing, che ha creato Starpath, un prodotto per l’illuminazione a base liquida in grado di essere semplicemente spruzzato su un supporto sia morbido che duro. Questa innovativa tecnologia permette la ricostruzione della superficie di calpestio con materiali capaci di produrre l’assorbimento dei raggi ultravioletti durante le ore diurne e la loro riemersione nei momenti di buio. Il materiale può essere utilizzato su qualsiasi superficie, anche se è stato progettato proprio per essere utilizzato nelle poco illuminate dalla città o nei parchi dove pedoni e ciclisti passano, creando una pavimentazione luminescente duratura nel tempo, impermeabile e antiscivolo. La superficie dove verrà steso il prodotto assorbe l’energia solare durante il giorno,  e illumina il percorso poi alla notte, producendo abbastanza luce per camminare senza problemi. Pertanto, oltre ad aumentare la sicurezza stradale, riduce il consumo energetico, dal momento che non è necessario avere una illuminazione sui lati della strada. Il materiale oltre ad essere utilizzato per illuminare i percorsi ciclabili e pedonali, potrà essere sperimentato anche direttamente su strada per ridurre il consumo energetico, per illuminare tratti che normalmente non lo sono e per ridurre i costi.


(Fonte ambientebio)

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