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Le serate Bunga Bunga del Signor Playboy

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La redazione di VICE US ha ottenuto l’accesso agli archivi di Bob Guccione, il leggendario editore proprietario di un impero mediatico inaugurato da Penthouse. Qui pubblichiamo un estratto dal numero americano a lui dedicato, contenente l’intervista a un maggiordomo della Playboy Mansion licenziato per “un’intrusione nella sua vita privata.” 

25 gennaio 1985
PENTHOUSE MAGAZINE
All’att.ne del Sig. Peter McCabe
924 Westwood Blvd. Suite 1002
Los Angeles, CA 90024

Gentile Sig. McCabe:
Lei, o qualche altro editore, o lo stesso Sig. Guccione potreste essere interessati a una storia sul Sig. Hugh M. Hefner, su Playboy e sulla Playboy Mansion?
Dall’aprile del 1981 ho lavorato nella villa come maggiordomo personale di Hefner e delle sue “ospiti”. A dicembre del 1984 sono stato licenziato. Le intrusioni nella mia VITA PRIVATA, che sono state causa del licenziamento, mi hanno spinto a scriverle per avere l’ultima parola. Ho lavorato nella villa per quasi quattro anni, e in tutto questo tempo ho visto molto, ascoltato molto, e fatto altrettanto!
Se lei o qualche altro membro del suo staff foste interessati a quello che ho da raccontare (e ho molte cose da raccontare) potete contattarmi al numero riportato qui sopra. Ritengo che io e uno dei vostri autori potremmo collaborare per la stesura di un articolo estremamente interessante.
Non intendo danneggiare nessuno. Vorrei semplicemente raccontare una storia che molti lettori sarebbero curiosi di leggere, e ovviamente prendermi una piccola rivincita nei confronti del mio ex datore di lavoro.

PH: Nella villa bazzica ancora quel tipo di persone?
L: No, non più.

PH: Che pettegolezzi girano sul loro conto?
L: Riguardano soprattutto due ragazzi in particolare, quei fratelli. Per la maggior parte sono brave persone. Nessuno lo mette in dubbio. John era sempre alla villa, anche se era disoccupato. Era disoccupato da otto anni. Lo diceva a tutti. Si faceva vedere un paio di volte a settimana e aveva sempre auto nuove, auto di lusso. Credo fosse quello che portava più droga.

PH: Si faceva molto uso di droga?
L: Sì. Non era una cosa così evidente, voglio dire, nessuno ne faceva uso nella hall, davanti a tutti. C’era gente che fumava spinelli, per tutto il resto i più andavano nelle stanze, in bagno o nella sala giochi. Ma sapevi esattamente cosa stavano facendo.

PH: Gira molta cocaina?
L: Tonnellate. Era quella più diffusa.

PH: Ne fa uso anche il Sig. Hefner, che lei sappia?
L: Non l’ho mai visto. L’ho visto fumare spinelli, ma mai utilizzare altre sostanze.

PH: E le ragazze?
L: Se portavi della roba te le scopavi all’istante. Quindi tutti quei vecchi grassi e disgustosi che venivano alla villa si portavano sempre dietro un po’ di coca, per cercare di scoparsele.

PH: Pensa che Hefner lo sapesse?
L: Oh, certo.

PH:Ci sono ospiti tenuti particolarmente in considerazione? Politici, ad esempio?
L: No, politici no. Non credo. Vede, come dicevo, Playboy non ha una bella reputazione a Hollywood o nel mondo del cinema o da altre parti. A meno che non ci siano grandi eventi come raccolte di fondi non si vede gente famosa in giro. Quella che bazzica la villa nel resto delle occasioni è gente finita, che non ha niente da perdere. Vanno lì per scroccare. Sono tutti degli scrocconi. Lui pensa al cibo, agli alcolici, alle ragazze e a tutto il resto. E gli altri si presentano. Sono convinto che in fondo lui non piaccia a nessuno, ma la gente va alla villa per scroccare, e quando lui è in giro, quando scende, gli leccano il culo. Non scende molto spesso al piano terra, quindi magari puoi andare a spassartela alla villa per cinque anni e non incontrarlo mai. Se arrivi al momento giusto puoi fare quello che vuoi senza dover mai parlare con lui. La maggior parte della gente gli lecca il culo quando è in giro per casa, ma non credo che piaccia veramente a nessuno, perché non è una persona molto gradevole.

PH: Una volta ha menzionato il fatto che ci sono dei ragazzi che frequentano la villa e scopano per Hefner. Cosa intendeva?
L: Li recluta Hefner, o per lo più le sue fidanzate. Credo avesse a che fare soprattutto con Sandra, perché non penso che Bobbie abbia mai preso parte a queste orge. Sono sicuro che sia iniziato prima di Bobbie, ma nel periodo in cui c’era lei sono quasi certo che non permettesse certe cose. La sua fidanzata Sandra… che io sappia, o che mi ricordi, è iniziato tutto quando è andata dai Chippendales per cercare qualche ragazzo da portare in stanza. Presero alcuni di questi ragazzi e li portarono alla villa. C’erano un paio di questi ragazzi che arrivavano alla villa e non facevano altro che scopare. C’erano anche alcuni ospiti, come Harry Rheems, un attore porno. Lo aveva fatto per anni, anche prima dei ragazzi di Chippendales. Ma col loro arrivo la cosa si era intensificata.

PH: Ed è andata avanti anche quando lei ha lasciato?
L: Sì, uno di loro ha continuato a presentarsi alla villa, ma ora accade molto meno di frequente. Succederà una volta al mese, all’incirca.

PH: Cosa faceva Hefner mentre accadeva tutto questo?
L: Da quello che mi raccontavano le ragazze se ne stava lì a masturbarsi mentre questi tizi le scopavano. Chiamava tutte le ragazze che riusciva a trovare, insieme alla sua fidanzata, che all’epoca era Sandra, e ora è Carrie. Via via che passava il tempo c’erano sempre più ragazze e meno ragazzi.

PH: E cosa succedeva a quel punto?
L: Le ragazze si leccavano fra di loro, e Hefner stava lì a masturbarsi.

PH: Mi aveva raccontato una cosa, prima. Può parlarmene in maniera più approfondita?
L: Cosa, di quando quella tizia è impazzita?

PH: Esatto.
L: Ok. Questo è stato dopo che lei…. questa ragazza era sposata da quattro mesi, veniva dal Canada, venne qui e posò per una copertina di Playboy, soggiornò nella camera degli ospiti, e penso che Hefner passò a farle una visita. Lui aveva un sacco di influenza sulle ragazze, e poteva fargli fare delle cose assurde. Una sera, al party del venerdì, sul balcone che sovrasta la hall, dove c’erano fra le 75 e le 100 persone, si è strappata i vestiti e ha iniziato a urlare che si sarebbe uccisa se non l’avesse fatta subito uscire da lì. Gli disse che la teneva prigioniera, e che era meglio che la lasciasse andare se non voleva che si buttasse dal balcone. Sono passati alcuni minuti prima che quelli della sicurezza la trascinassero via. Stava dando spettacolo, minacciava di suicidarsi e intanto era lì con il culo di fuori. Per un paio di giorni dopo questo fatto la sicurezza l’ha seguita 24 ore su 24. Quando la trascinavano in una stanza tentava di saltare giù dalla finestra e di uccidersi.

PH: Che altro mi può dire sulle sue stanze?
L: Posso dirle dov’è il ripostiglio dei vibratori.

PH: Va bene.
L: C’è un grande sgabuzzino per vibratori nel guardaroba. Ci sono vibratori di tutte le dimensioni, bambole gonfiabili e un sacco di altre cose. Sulla testiera del letto aveva un sacco di oggettistica bondage. Nell’articolo che è stato pubblicato sul Los Angeles Times ha parlato in lungo e in largo del bondage e del fatto che le persone dovrebbero essere libere di fare quello che vogliono.

PH: E di queste orge, ce n’è qualcuna a cui ha assistito o avuto notizia in dettaglio?
L: Certo.

PH: Puoi essere più specifico?
L: La più grande che mi ricordi probabilmente è stata quella fra tre ragazzi e quattro ragazze, più Hefner. È la più grande di cui sono venuto a conoscenza. Ce n’erano un sacco con due ragazzi e due ragazze, oppure un ragazzo e tre ragazze, cose così. Una volta una ragazza mi ha raccontato che in un’occasione, mentre Hefner la scopava, un altro ragazzo scopava la sua fidanzata. E c’era un’altra ragazza che stava utilizzando un vibratore. È stata l’unica volta in cui ho saputo che Hefner avesse partecipato. Tutte le altre ragazze mi hanno sempre detto che lui si sedeva da qualche parte a masturbarsi. E filmava tutto.

PH: Non la preoccupava il fatto che in casa girasse tutta quella droga? Dal punto di vista legale, non morale. Non era preoccupato?
L: Sì, una volta l’FBI gli stava dietro, e avevano un agente infiltrato. Non è stata una gran mossa, avrebbero dovuto mandare una ragazza. Bastava inserirla nella lista degli ospiti, e da lì sarebbe entrata facilmente. Se un agente donna dell’FBI riuscisse a infiltrarsi, potrebbe facilmente venire a conoscenza di tutto il marciume di Hefner e dei suoi ospiti, e potrebbe sbatterli in prigione, volendo. Ma per qualche motivo l’FBI ha mandato un uomo, un uomo che non è riuscito a raccogliere neanche la metà delle informzioni a cui avrebbe avuto accesso una ragazza. Questo tizio si infiltrò, e tentarono di inchiodare Hefner  e i suoi ospiti mentre facevano uso di droga. Qualcuno lo scoprì, e questo fa capire bene chi siano gli amici di Hefner, perché per sei mesi non si fece vedere nessuno. Non si fece vedere anima viva. Arrestarono la segretaria di Joanie Madus. Arrestavano il personale al cancello di servizio. L’FBI aspettava sul retro che i dipendenti uscissero, per poi interrogarli e portarli dentro. Parlo di una decina di anni fa, quando volevano beccarlo. Ma non ce la fecero. Arrestarono solo qualche dipendente e nessuno degli ospiti si fece più vedere. All’epoca si drogavano molto più di oggi. Penso che utilizzassero droghe molto più pesanti.

L: Non so se siano storie dell’orrore, ma avevano un sacco di cose da raccontare. Di fotografi pervertiti che le obbligavano a fare cose schifose o del video con Michael T che si masturbava davanti a loro, o quando erano obbligate a partecipare agli eventi mondani e Hefner e gli altri vecchi panzoni che gli giravano intorno le toccavano dappertutto.

PH: Cosa accadeva se una ragazza si rifiutava di fare sesso con questi tizi?
L: Poteva essere buttata fuori dalla proprietà. Ma dipendeva sempre da chi fosse coinvolto. Se si trattava di uno degli amici stretti di Hefner, e una playmate lo rifiutava perché era vecchio o per qualche altra ragione, lui sarebe potuto andare a lamentarsi da Hefner, e la tipa poteva essere buttata fuori dalla villa. Tutto dipendeva da chi era quello che si lamentava.

PH: E se la ragazza era nella rivista, quel mese? Cosa sarebbe potuto succedere?
L: Per quel mese non le sarebbe successo niente. Avrebbero rispettato i suoi voleri e non le avrebbero detto nulla per tutto il mese. Ma a mese finito sarebbe stata messa alla porta, dimenticata.

PH: Ma per quel mese sarebbe stata una stella, giusto?
L: Sì, per un mese.

(Fonte vice)


Playboy. È con grande orgoglio che Hugh M. Hefner presenta la sua autobiografia illustrata corredata dalle pagine più belle dei primi 25 anni di Playboy. La vita privata e la carriera vengono svelate da una prospettiva intima e personale, spaziando dai primi disegni fatti da uno Hugh bambino fino all’incredibile successo di Playboy. Pubblicati in occasione del sessantesimo compleanno della rivista, i sontuosi sei volumi celebrano la decadenza, il genio e la raffinatezza del magazine e del suo creatore.


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Quanta droga si consuma? Ce lo dice la fogna

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Negli ultimi anni, per misurare i livelli di consumo di droghe, è stato introdotto un nuovo metodo sviluppato dall’Istituto Mario Negri che si basa sull’analisi delle acque reflue di una determinata area geografica. Il metodo offre la possibilità di valutazioni basate su evidenze oggettive in quanto si basa sulla misurazione delle sostanze d’abuso e dei loro metaboliti urinari nelle acque dei depuratori municipali. Infatti nelle urine degli utilizzatori permangono tracce delle droghe consumate e dei loro metaboliti. Queste sostanze confluiscono nelle acque di scarico dei depuratori urbani ove possono essere misurati. Le fogne, quindi, sono un prezioso specchio dei consumi di stupefacenti nelle città, perchè i residui delle dosi assunte passano nell’urina, quindi nelle acque reflue e infine ai fiumi. 

Una droga, dopo essere stata consumata, viene in parte escreta come tale o come metaboliti con le urine del consumatore nelle ore o nei giorni successivi, nella forma e nei quantitativi che dipendono dalla sostanza in oggetto. Le urine, assieme alle acque fognarie, raggiungono i depuratori urbani dove le acque possono venire campionate ed analizzate. Ad esempio, dopo una dose di cocaina per via intranasale, il 7-10% della sostanza assunta viene escreta con le urine come cocaina pura, mentre la parte principale della dose viene metabolizzata dal fegato ed eliminata con le urine in forma di sostanze modificate, ossia di metaboliti.

Il metabolite principale, benzoilecgonina (BE), rappresenta in media il 45% della dose assunta ed eliminata con le urine e i quantitativi di BE misurati a livello di un depuratore delle acque fognarie consentono di risalire ai quantitativi di cocaina che vengono utilizzati dalla popolazione servita da quel depuratore. L’utilizzo del metabolita BE per risalire ai consumi di cocaina ha il vantaggio di poter includere solo la sostanze realmente assunta dalla popolazione escludendo quelle che accidentalmente o intenzionalmente potrebbe derivare dallo smaltimento improprio della stessa. Inizialmente sviluppato per stimare i consumi di cocaina, questo metodo è stato successivamente esteso ad altre droghe di uso comune, come derivati della cannabis (THC), oppiacei (eroina e morfina), sostanze amfetaminiche (amfetamina, ecstasy, metamfetamina o MDMA).

Per ciascuna di queste sostanze è possibile identificare un residuo, stabile per il tempo necessario al campionamento e alle analisi, la cui concentrazione nelle acque fognarie consente di risalire al consumo cumulativo di droghe da parte della popolazione. Il metodo consente quindi di fare un test collettivo delle urine agli abitanti di una città, preservando l’anonimato; non è infatti possibile identificare chi ha fatto uso di droga, ma solo misurare quanta droga è stata consumata. Oltre alla complementarietà con i metodi tradizionali, questo modello ha anche il vantaggio di permettere il monitoraggio dei consumi “in continuo” e “in tempo reale”. Le stime di consumo ottenute consentono di individuare in tempo reale le nuove tendenze di utilizzo delle sostanze stupefacenti, di intervenire con programmi di prevenzione specifici e di valutare direttamente l’efficacia di quest’ultimi.

Nell’ultima studio delle concentrazioni di sostanze stupefacenti nelle acque reflue, effettuata da AquaDrugs e il Dipartimento Politiche Antidroga,  il consumo più consistente di sostanze stupefacenti si osserva per la cannabis, mediamente circa 28,4 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti nel 2012, con una sostanzialmente contrazione rispetto al dato medio riscontrato nel 2011 (34,5). Tra le sostanze in cui si osserva una contrazione dei consumi figurano l’eroina (2,1 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti nel 2012 vs 2,0 nel 2011) e l’ecstasy (0,06 vs 0,05). Un aumento dei consumi sono stati rilevati per la cocaina (5,6 vs 6,7), le amfetamine (0 vs 0,07), per le metamfetamine (0,24 vs 0,25) e per la Ketamina (2,3 vs 2,8).

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La cocaina in Europa

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In Europa esistono due tipi di cocaina, il più comune dei quali è la polvere di cocaina (un sale cloridrato, HCl). Meno facilmente reperibile è la cocaina crack, che viene assunta inalando il fumo, per questo soltanto alcuni paesi segnalano problemi con il consumo di cocaina crack, che si registrano in coincidenza con il consumo problematico di altre sostanze, tra cui l’eroina. Il consumo di polvere di cocaina è assai più comune ma tende a concentrarsi in un numero relativamente più ridotto di paesi dell’Europa occidentale. Si stima che circa 2,5 milioni di giovani europei (l’1,9 % di questa fascia d’età) abbia consumato cocaina nel corso dell’ultimo anno. Livelli relativamente alti di consumo di cocaina tra giovani adulti (2,5-4,2 %) sono stati segnalati nell’ultimo anno in Danimarca, Irlanda, Spagna e Regno Unito.

La cocaina è prodotta dalle foglie di coca, quasi esclusivamente in Bolivia, Colombia e Perù, e viene trasportata in Europa sia per via aerea sia via mare. La principale rotta di traffico in Europa sembra quella che attraversa la penisola iberica (Spagna e Portogallo), anche se l’uso più frequente dei container potrebbe spiegare l’accresciuta importanza dei grandi porti belgi, olandesi e di altri paesi dell’Europa occidentale. Tra i recenti segnali della diversificazione delle rotte di traffico della cocaina in Europa ci sono i singoli grandi sequestri che hanno colpito i porti della Bulgaria, della Grecia, della Romania e dei paesi baltici.

Negli ultimi anni sia gli indicatori relativi al consumo che quelli relativi all’offerta di cocaina hanno mostrato una tendenza al ribasso e il sensibile calo rilevato nei quantitativi sequestrati è probabilmente dovuto anche al diversificarsi delle rotte e delle tecniche adottate dalla criminalità organizzata. Nella penisola iberica continuano a registrarsi sequestri considerevoli, benché proporzionalmente inferiori al passato, mentre dall’Europa orientale giungono preoccupanti segnalazioni di sequestri di cocaina, che fanno pensare a una possibile diffusione e all’aumento del consumo in futuro.

Non tutta la cocaina che raggiunge il nostro continente è pronta a essere commercializzata e negli ultimi anni in Europa è stato smantellato un certo numero di laboratori “clandestini”. Tra il 2008 e il 2010 la Spagna ha scoperto e smantellato 73 impianti, la maggioranza dei quali era costituita da laboratori di estrazione secondaria, utilizzati per estrarre la cocaina da altri materiali nei quali era stata nascosta, come cera d’api, fertilizzanti, plastica, prodotti alimentari o capi d’abbigliamento.

Nel 2011 in Europa sono stati segnalati circa 86.000 sequestri di cocaina; ciò significa che sono state intercettate 62 tonnellate di questa droga, con un calo del 50 % circa rispetto alle 120 tonnellate di cocaina sequestrate nel 2006 (l’anno in cui si è raggiunto il valore massimo). Anche il numero dei sequestri è calato ma meno sensibilmente, dopo aver raggiunto il picco nel 2008 con 100.000 sequestri. La riduzione nella quantità di cocaina sequestrata è particolarmente sensibile nella penisola iberica, ove il totale intercettato da Spagna e Portogallo è passato dalle 84 tonnellate del 2006 alle 20 tonnellate del 2011. Si tratta di valori simili alle quantità sequestrate nei Paesi Bassi e in Belgio, che nel 2011 hanno segnalato complessivamente il sequestro di 18 tonnellate di questo stupefacente. Sequestri record di cocaina sono stati segnalati nel 2011 dalla Francia (11 tonnellate) e dall’Italia (6 tonnellate). Non è chiaro in che misura i cambiamenti nella quantità di cocaina sequestrata nei paesi europei rispecchino cambiamenti complessivi dell’offerta sul mercato europeo, variazioni nell’applicazione della legge o l’introduzione di nuovi approcci operativi da parte delle organizzazioni di trafficanti di droga.

Il numero di decessi correlati al consumo di cocaina è leggermente diminuito, benché i dati di questo settore vadano interpretati con una certa cautela. I gravi problemi connessi al consumo di cocaina fanno sì che, in diversi paesi europei, i soggetti interessati ricorrano al pronto soccorso, ma la capacità di monitorare il problema è limitata. Una recente analisi europea ha osservato che i ricoveri al pronto soccorso correlati alla cocaina sono triplicati in alcuni paesi dalla fine degli anni ’90, toccando l’apice verso il 2008 in Spagna e nel Regno Unito (Inghilterra). Gran parte delle emergenze correlate alla cocaina si sono verificate tra i giovani di sesso maschile. I decessi prodotti da intossicazione acuta da cocaina sembrano relativamente rari. Nel 2011, in 17 paesi sono stati segnalati almeno 475 decessi correlati alla cocaina, benché spesso fossero presenti anche altre droghe. I dati recenti forniti dalla Spagna e dal Regno Unito mostrano che, a partire dal 2008, si è registrato un calo nei decessi correlati alla cocaina. È probabile che la cocaina influisca anche su alcuni decessi correlati a problemi cardiovascolari, ma i dati in questo campo sono limitati.

Per quanto riguarda il trattamento, sono ora a disposizione dei consumatori di cocaina i servizi specialistici di molti paesi, mentre gli elementi attualmente disponibili evidenziano l’opportunità degli interventi psicosociali. 12 paesi, tra cui quelli in cui si registrano i livelli più elevati di consumo di cocaina, hanno istituito programmi specializzati per i consumatori di cocaina o cocaina crack. In alcuni paesi, tali programmi sono destinati ai consumatori di cocaina socialmente integrati, probabilmente riluttanti a rivolgersi ad altri servizi. In Danimarca e in Austria il trattamento per i consumatori di cocaina viene erogato anche da programmi di terapia per la poliassunzione. Bulgaria, Malta e Paesi Bassi riferiscono di aver varato piani che, nel prossimo futuro, erogheranno specifici programmi di trattamento. In Danimarca, Germania e Regno Unito sono state elaborate linee guida per il trattamento dei consumatori di cocaina.


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Il mercato della droga in Italia

Mappa delle rotte internazionali della droga

 

Il Rapporto per l’anno 2011 della Direzione centrale per i servizi antidroga ci dice che, nel 2011 sono stati registrati, rispetto all’anno precedente, incrementi nei sequestri di cocaina (+65,12%), di hashish (+0,22%), di marijuana (+98,15%) e del numero delle piante di cannabis, con un eccezionale aumento del 1.289,93%. Sono risultati invece in diminuzione i sequestri di eroina (-14,09%), amfetaminici (-77,43%) e dell’LSD (-82,89%). Numeri impressionanti.

Complessivamente i sequestri di droga nel 2011 sono stati di kg. 39.359,57. Il sequestro più rilevante è stato effettuato ad Ardea (RM) nel mese di agosto (kg. 2.632 di hashish). Per le droghe meno diffuse si segnalano i sequestri di kg. 866,903 di khat, kg. 61,00 di benzodiazepine, nonchè di kg. 13,21 litri 43,75 di GBL, di kg. 13,04 litri 2,24 e 158 dosi di ketamina.

I narcotrafficanti operanti in Italia si sono riforniti per lo più presso il mercato colombiano per la cocaina, transitata principalmente per il Messico, la Spagna, l’Olanda, il Brasile e la Repubblica Dominicana; quello afgano per l’eroina, transitata soprattutto per la Grecia e la Turchia; quello marocchino per l’hashish, transitato in particolare per la Spagna e la Francia; quello olandese per le droghe sintetiche. Anche la marijuana è in gran parte giunta in Italia dall’Olanda.

I gruppi criminali maggiormente coinvolti nei grandi traffici sono stati:

  • –  per la cocaina in primis la ‘ndrangheta poi la camorra e le organizzazioni albanesi, colombiane, dominicane, marocchine e spagnole;
  • –  per l’eroina la criminalità siciliana, pugliese e campana, insieme ai gruppi albanesi, tunisini e marocchini;
  • –  per i derivati della cannabis la criminalità laziale, pugliese e siciliana, insieme ai gruppi marocchini, tunisini, spagnoli e albanesi.

Le rotte mondiali da intraprendere per raggiungere i mercati di consumo rappresenta la scelta strategica primaria dei narcotrafficanti. La necessità di far arrivare a destinazione il maggior quantitativo di sostanza possibile impone la ricerca di vie di flusso sempre nuove e meno controllate, andando anche contro i criteri di economicità.

I parametri di riferimento per i narcotrafficanti sono essenzialmente:
  • – permeabilità dei sistemi di controllo;
  • – connivenze con le autorità locali;
  • – facilità di approdo e basi di stoccaggio sicure;
  • – disponibilità di vettori.
Il nostro Paese non è area di produzione; rimane rilevante la sua importanza come territorio di transito verso altri Paesi e come destinazione per le esigenze di consumo del mercato interno. È, al tempo stesso, territorio caratterizzato da una notevole presenza di grosse organizzazioni criminali per la gestione del traffico illecito, a connotazione sia nazionale che internazionale. Continue Reading
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