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Soldi a catinelle

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“Avendo letto un pò di commenti, mi permetto di dire la mia su quello che ho imparato sul cinema in 8 film fatti con budget da 400.000 euro fino a 60 milioni di dollari e distribuiti in 7 sale (come il mio primo, Ecco Fatto) fino 3.700 come La Ricerca della Felicità e Sette Anime (circa 10.000 se contiamo il resto del mondo). In questi anni ho imparato e visto tantissimo. Potrei tenere corsi universitari su quanto ho visto e compreso vivendo per alcuni anni dentro al sistema Hollywood. Quel poco che posso riassumere e che dovrebbe essere chiaro a tutti, è che il cinema, senza film che incassano, non esiste. Un film non è un quadro, e nemmeno una poesia o un romanzo. Un film viene smontato dalla sala anche dopo solo una settimana e dimenticato se non incassa dignitosamente. Fare un film costa molto. E anche laddove la realizzazione pura del film costi poco, (oggi con i supporti digitali è molto più semplice di un tempo), per distribuirlo e farlo conoscere al pubblico occorre marketing, trailers, poster, spot in tv, web ecc ecc. Senza tutto questo, a parte pochissime eccezioni (ma si contano sulle dita di una mano) di esplosioni virali sul web, un film non esiste. La gente non ne viene a conoscenza e non va di conseguenza a vederlo. E’ una regola di mercato che si applica a qualunque prodotto che ha bisogno di rientrare di grandi spese. Io non ho ancora visto il film di Checco Zalone ma i numeri del suo incasso in un solo weekend, sono numeri che io non ricordo per nessun film italiano mai distribuito. Non ho i numeri alla mano di come aprì il primo weekend La Vita è bella ma numeri come questi faccio fatica a ricordarli. 18 milioni di euro equivalgono a circa a 17 milioni di dollari. Per capirci, un film che apre negli Stati Uniti intorno ai 20 milioni di dollari è considerato un successo. Con la differenza che ci sono 350 milioni di abitanti negli Stati Uniti contro circa 60 nel nostro paese. Certo dipende dal budget del film, ma in America, se non si tratta di Spiderman o Hunger Games o uno dei tanti franchising, ma semplicemente di una commedia, 17 milioni di dollari sono un ottimo risultato. Per comprendere come funzioni la proiezione dell’incasso finale di un film, dopo il primo weekend, di regola si moltiplica per tre. Se il film delude può fare di meno, se invece piace molto può fare quattro, cinque volte il primo weekend o addirittura andare avanti all’infinito senza più una regola. E’ solo il passaparola che domina a quel punto. Il passaparola negativo è più veloce di quello positivo (in qualche modo è più divertente per la gente dire che un determinato film è “brutto”, piuttosto che “carino”. E infatti “carino” non basta. Un vero passaparola che genera un vero successo, per iniettare un fenomeno come per esempio in Titanic, Avatar, The Kings speech, Black Swan, Argo e ultimamente The Butler, Gravity e tanti, tantissimi altri, deve essere eccezionale, ovvero la gente deve parlarne, discuterne, litigare al riguardo. Il film deve insomma smuovere i sentimenti della gente a tal punto da incuriosire altri a vederlo per farsi poi la loro opinione e poterne discutere a loro volta. In ogni industria florida esistono i generi. I film comici, anche demenziali, gli horror, i thriller e non ultimi i film drammatici. Quando io esordii era il periodo d’oro di Pieraccioni. Nessuno vedeva film italiani a parte quelli comici. Il motivo era semplice. Non esistevano film italiani, che non fossero commedie, e che fossero competitivi, ben scritti, ben diretti e potessero muovere le opinioni del pubblico e scuoterle. Il primo film che davvero interruppe quella stagnazione, dopo un tiepido risveglio avvenuto con Come Te Nessuno Mai, avvenne con L’ultimo Bacio. Tanto per fare un esempio, il primo weekend incassò 450 mila euro, restò nelle sale per sei mesi e alla fine chiuse a circa 16 milioni. Il passaparola fu più potente di un esercito. Lo stesso accadde con La ricerca della felicità che incassò 27 milioni il primo weekend e chiuse con 160 milioni in USA e 300 totali nel mondo. Non pensiate che abbia mai avuto una percentuale su questi incassi perché se fosse così lo direi. Il regista riceve di norma un “salario” e il produttore possiede il film e gran parte dei ricavi. Ma tornando a L’Ultimo Bacio, quel fenomeno mise in moto un ciclo e un’industria che sembrava morta e per almeno dieci anni da allora ha avuto una nuova propulsione che ora si è esaurita o quasi. Quando si fanno bei film però, il pubblico li va a vedere. E’ il caso di registi che apprezzo e stimo da sempre. Ma sono troppo pochi per poter lontanamente parlare di industria. Un elemento di tristezza viene anche dal fatto che in questo momento storico, la Medusa, che ha prodotto moltissimi film italiani, anche importantissimi, Da Scola a Bertolucci, sta vivendo un momento difficile e il mercato si è ridotto drasticamente ricadendo su Rai Cinema e Warner Italia che non possono gestire da soli la produzione di film diversi e coraggiosi in assenza di film che pareggino comunque i bilanci, di quella che appunto si chiama “Industria”. Un film come quello di Zalone oltre a segnare un record incredibile, al di là dei giudizi e opinioni personali, sempre lecite, legittime e rispettabili, è necessario per innescare, spero, un processo di fiducia da parte degli spettatori nel cinema visto in sala. Il problema della crisi di cui si parla da quando sono al liceo, ovvero dai terribili anni ’80 in cui si fecero i film più brutti della nostra storia, va ricercato quando i cineasti italiani hanno iniziato ad incensarsi compiacendosi del magnifico momento d’oro vissuto dal cinema italiano dagli anni ’50 alla fine dei ’70 (a partire con Rossellini e Vittorio De Sica per finire con Petri, Scola, Leone ecc), per cercare di fare un cinema in contrapposizione a tutta l’eleganza accumulata nel tempo. A partire dagli anni ’80, a parte rarissime eccezioni, si fecero film girati male, raccontati peggio e interpretati orribilmente. Si smise allora di guardare e misurarsi col resto del mondo, che dalla Francia agli Stati Uniti, nel momento della nostra eclissi, ha realizzato film via via sempre più importanti. La cinematografia americana ha dato il suo meglio proprio negli anni degli anni ’70, ’80 e ’90. Mentre gli italiani, chiusi nel loro cortile, si sono lasciati appassire autocelebrandosi. Se non si torna a guardare cosa fanno gli altri, a guardare i film solo in lingua originale (fondamentale per chiunque voglia recitare e non solo), il cinema italiano sarà sempre più piccolo e isolato. Zalone fa il suo cinema e va davvero rispettato poiché in qualunque industria sana, a partire dagli Stati Uniti dove tre quinti dei film che vengono realizzati nemmeno vengono distribuiti nel resto del mondo, ha bisogno di soldi che permettano di far conquistare ai distributori e ai produttori la libertà e il coraggio di fare anche altro, di osare e di crescere. Se poi i nostri distributori, produttori, scrittori, registi e attori non saranno in grado di crescere e tornare a misurarsi col cinema che si fa nel resto del mondo, sarà un elemento di grande tristezza ed inevitabile eutanasia. Per il momento, visto che Zalone è distribuito e finanziato da Medusa, mi auguro che ci sia un grande ripensamento e rilancio di quella che insieme a Rai Cinema è stata la casa dei nostri più grandi autori per molti, molti anni.”  Gabriele Muccino


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Siamo plasmati e condotti dai messaggi subliminali

 

Il termine subliminale deriva dal latino “SUB-LIMEN” sub, sotto, e limen, soglia, cioè “SOTTO LA SOGLIA”, in riferimento al confine del pensiero conscio. Messaggio subliminale altro non è che l’invio di una informazione destinata a raggiungere una persona a livello inconscio. Ricevere cioè un messaggio inconsapevolmente, appena sotto la soglia della percezione cosciente. La trasmissione di un messaggio subliminale può avvenire attraverso immagini, testi scritti, suoni che solo apparentemente illustrano un determinato argomento mentre nascondono al suo interno – come in un codice cifrato – ulteriori frasi o immagini avulse dal contesto iniziale che rimarrebbero inconsapevolmente nella memoria dell’osservatore. Si ha quindi sulla persona una vera e propria violazione della coscienza apportando modifiche comportamentali inspiegabili.

Si cominciò a parlare pubblicamente dei “messaggi subliminali” nel 1957 quando Vance Packard pubblicò il libro The Hidden persuaders (Acquista “I persuasori occulti” su Amazon ). James Vicary rese pubblici i risultati di un suo studio in cui egli affermava che gli spettatori di un cinema in cui venivano inseriti brevi messaggi subliminali nei fotogrammi del film (“bevi Coca-Cola” e “mangia popcorn”) aumentavano effettivamente i consumi dei prodotti in questione. La percezione visiva è chiara all’occhio umano solo se avviene con immagini impresse su almeno 12 fotogrammi di pellicola cinematografica, quindi gli spettatori non si accorgevano affatto delle interruzioni in discorso; ciò nonostante il consumo di cocacola in tali sale cinematografiche aumentò di circa il 39%. Infatti se era vero che consciamente nessuno aveva percepito la pubblicità, era altrettanto vero che il subconscio degli spettatori aveva generato negli stessi un fortissimo desiderio di bere cocacola e mangiare popcorn). Essenzialmente lo scopo di un messaggio subliminale sarebbe, se inserito nei comunicati pubblicitari, di invogliare il consumatore ad acquistare uno specifico prodotto. Oppure, attraverso la scrittura e la grafica in genere ma anche attraverso il suono, potrebbe servire a propagandare pensieri ed ideologie di qualsiasi natura.

Messaggi subliminali con immagini. Attraverso l’uso di immagini avviene spesso la maggiore diffusione dei messaggi subliminali. Il metodo classico è di nascondere in una grande immagine altre piccole immagini, spesso nascoscte, capolvolte o in particolari insignificanti. Nel 1992, l’editrice americana Grand Press Valley pubblicò un libro scritto dall’ex Testimone di Geova Darek Barefoot, intitolato Jeovah’s Witnesses and the Hour of Darkness («I Testimoni di Geova e l’ora delle tenebre»). L’Autore di quest’opera spiega che già nel lontano 1983 egli si era reso conto dell’inserimento in molte illustrazioni contenute nelle diverse pubblicazioni diffuse dalla sètta (di cui a quel tempo faceva ancora parte), di strane immagini non percepibili a livello conscio, e quindi subliminali.

Messaggi subliminali video, films e cinema. Furono usati da agenzie pubblicitarie nei primi anni ’60 nei cinema statunitensi come flash pubblicitari di pochi secondi, anche privi di audio, a comparsa improvvisa all’interno del film, erano seguiti dall’acquisto del prodotto proposto poco tempo dopo il termine della proiezione. La velocità dello spot sfugge alla rimozione e censura che la coscienza può esercitare in condizioni normali. Questo tipo di spot è stato poi vietato nei cinema.
Tecnicamente è possibile che il video contenga “un film nel film” una sequenza di colori e di audio che entrano nella sfera sensoriale e sfuggono all’interpretazione cosciente: un simile mezzo può essere utilizzato per imporre convinzioni politiche, comportamenti d’acquisto, forzando la volontà degli spettatori.

Messaggi subliminali sonori. È noto che l’orecchio e l’occhio umano sono in grado di percepire una determinata gamma di frequenze d’onda. Come qualunque gamma di valori, questo intervallo ammette un certo errore in eccesso e in difetto, sia all’estremo superiore che inferiore, non avendo senso dare una misura senza una relativa dispersione. È altresì noto che fra la ricezione del segnale visivo o sonoro nell’organo e la sua rileborazione cerebrale intercorre un tempo finito, seppure molto breve: anche in questo caso, non avrebbe senso fisico postulare due azioni simultanee agenti a distanza. Combinando queste due considerazioni, può essere definita una gamma ristretta di frequenze d’onda e di tempo (sia audio che video) che sono percepite dall’organo, ma non intepretate dal cervello, presenti nell’Io come messaggi subliminali, ma estranei alla coscienza.

Messaggi subliminali nella musica. Essi ritengono di aver trovato messaggi di varia natura; commerciale, promozionale, scherzosa ma anche di natura satanista e istigante al suicidio e omicidio. Queste ultimi tre sono i tipi di messaggi che più hanno attirato l’attenzione dei media e del pubblico e hanno reso oggetto di critica gruppi come Beatles, Queen, Led Zeppelin, Judas Priest, Eminem e altri. Ad esempio il brano Better by You Better Than Me spinse i Judas Priest in tribunale con l’accusa di aver istigato due ragazzi al suicidio, dato che alcuni critici avvertirono nella registrazione la seguente esclamazione Do It! Do It! (Fallo! Fallo!). Alcune persone dichiarano di aver trovato messaggi subliminali di natura satanista anche nelle canzoni del film High School Musical.
In realtà il fatto che la maggior parte di questi casi sia emerso con la tecnica del backmasking, ovvero ascoltando alla rovescia le registrazioni, rende del tutto inattendibile (e mai provato) che simili messaggi possano mai raggiungere la coscienza dell’ascoltatore e influenzarlo. In realtà, sebbene alcuni brani mostrino messaggi registrati volutamente, la maggior parte sono frutto di interpretazioni personali riconducibili a fenomeni di pareidolia acustica, che in ogni caso sarebbe difficile far ricadere nella categoria di “messaggi subliminali”.

Messaggi subliminali nei testi scritti. In una frase, paragrafo o testo possono nascondersi dei messaggi rintracciabili ed evidenziabili solo leggendo la medesima frase al contrario o solo le iniziali di ogni parola oppure ancora le iniziali della riga. I modi e le tecniche possono essere i più disparati. Per esempio la parola Fnord, derivata dalla “Trilogia degli Illuminati” di R. Shea e R.A. Wilson, è spesso sinonimo di messaggio subliminale.

Nel video qui sotto, abbiamo un esempio di un nuovo tipo di pubblicità, siccome la pubblicità visiva è al culmine e per un certo verso possiamo facilmente liberarcene voltando il nostro sguardo, qui il passante è imprigionato e colpito dal messaggio senza possibilità di sfuggirne. Diciamo subito che pubblicità sperimentale che difficilmente potrà prendere piede, ma che è fattibile e realizzabile.
Si tratta di un “cartellone pubblicitario audio direzionale”, che usa una tecnica di emissioni di suoni a lunga distanza direttamente nell’orecchio di qualcuno.
Sofisticate antenne e sensori posizionati lungo la strada fanno si che quando una persona passa davanti a questo cartellone pubblicitario, viene captata la vostra presenza e, arrivati a una distanza prestabilita, sentite improvvisamente una voce in un orecchio che vi suggerisce il prodotto da acquistare…. I manicomi sono avvertiti….

Le bugie del marketing. Come le aziende orientano i nostri consumi . Avete mai ceduto alle pressanti richieste di vostro figlio, che vuole giocattoli costosi o proprio quella marca di cereali per la colazione? Avete comprato un libro solo perché compariva nella classifica dei bestseller? Vi siete mai soffermati ad ammirare il nuovo idolo delle ragazzine? Avete mai dormito abbracciati all’iPhone sotto le coperte? Avete cliccato “Mi piace” su una pagina di Facebook, sottoscritto una carta fedeltà o infilato in borsa una bottiglietta di disinfettante per le mani? Se la risposta è sì… allora i brand vi hanno lavato il cervello.

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SIAE 2011: crollano cinema e teatro, tengono concerti e sport

 

E’ stato presentato dal Direttore della Divisione Servizi della SIAE Marina Landi, l’Annuario dello Spettacolo SIAE del 2011. La crisi economica che ha investito il nostro Paese ha modificato sia la domanda che l’offerta di eventi spettacolistici. In una fase di riduzione generale dei consumi, tuttavia, gli italiani non hanno rinunciato a svagarsi. Da un attento studio degli oltre 4 milioni di spettacoli censiti dalla Siae si può evidenziare che sono diminuite la spesa al botteghino (- 0,98%) e la spesa del pubblico (-1,90%), ma è aumentato il volume d’affari (+2,08%), grazie ad alcune voci positive riferibili a sponsorizzazioni, pubblicità, riprese televisive e finanziamenti.

Gli ingressi agli spettacoli segnano una flessione (-2,25) rispetto al 2010, su cui hanno inciso soprattutto la diminuzione del cinema (-7,02%, equivalente a -8 milioni di biglietti venduti), attività teatrale (-2,31%), ballo e concertini (-2,09%). Sono aumentati invece i biglietti venduti per i concerti (+4,30%), per lo sport (+2,89%), per le attrazioni dello spettacolo viaggiante (+17,63%), per le mostre ed esposizioni (+2,52%) e per le attività con pluralità di generi (+2,59%).

Il numero di spettacoli registra una diminuzione pari a -1,84%, con sensibili contrazioni nei comparti relativi a: attività teatrale -3,10%; attività concertistica -2,89%; sport -3,88%; attività di ballo e concertini -6,08%; spettacolo viaggiante -13,21% e mostre ed esposizioni -7,13%. Se il calo generale dell’offerta di spettacoli potrebbe essere indice della “cautela” da parte degli organizzatori – stante la generale riduzione dei consumi – nel proporre nuovi spettacoli, la crescita, in controtendenza, dell’offerta di spettacoli cinematografici (+2,12%) potrebbe essere invece motivata dal costo più contenuto della proiezione cinematografica rispetto all’allestimento di altri generi di spettacoli.

Il volume d’affari (5 miliardi e 700 milioni di euro) è l’unico indicatore economico del consumo di spettacolo in aumento nel 2011 (+ 2,08%). Il settore più ricco è lo sport con 2 miliardi e 115 milioni di euro, cifra che segna un incremento del 4,03%. Rispetto al 2010 variazioni positive si registrano nei concerti (+2,37%), nelle attrazioni dello spettacolo viaggiante (+14,64%), nelle mostre ed esposizioni (+24,53%) e nelle attività con pluralità di generi (+6,75%). In flessione il cinema (-9,59%), l’attività teatrale (-2,74%) e l’attività di ballo e concertini (-0,36%). Il film che ha incassato di più nel 2011 è “Che bella giornata” di Checco Zalone, lo spettacolo teatrale “Mamma mia”, il concerto quello di Ligabue a Campovolo del 16 luglio, l’opera “Aida” all’Arena di Verona e per i libri nella classifica di quelli più stampati, “Tre atti e due tempi” fa raggiungere a Giorgio Faletti la vetta del maggior numero di contrassegni SIAE rilasciati.

Nello sport diminuisce l’offerta di spettacoli (-3,88%), mentre sono in crescita gli altri indicatori: ingressi +2,89%; spesa al botteghino +4,19%; spesa del pubblico +0,76%; volume d’affari +4,03%. Su un totale di 28,3 milioni di biglietti venduti per tutte le attività sportive, 22,6 milioni (+1,7%) riguardano il calcio. Il maggior aumento in termini di incidenza percentuale (+14,9%) si riscontra nei biglietti venduti per gli sport individuali, quali ad esempio atletica, tennis, motociclismo, concorsi ippici, ecc. (1,5 milioni).

Le sagre. Il settore delle attività caratterizzate da una pluralità di generi di spettacolo (es. sagre, feste all’aperto ecc.) presenta segni positivi relativi all’offerta di spettacoli (+0,57%), agli ingressi (+2,59%), alla spesa del pubblico (+1,24%) e al volume d’affari (+6,75%); segno negativo per la spesa al botteghino (- 10,49%).

Le regioni dove si spende di più. La Lombardia è la regione dove si spende di più per il cinema, le attività teatrali, i concerti, lo sport, il ballo e i “concertini”. Al Veneto le altre tre spese al top: per parchi da divertimento, mostre e attività con pluralità di generi. Se invece diamo uno sguardo alle città, Roma è la città dove si spende di più per cinema, concerti, parchi da divertimento e mostre, mentre Milano ha la maggiore spesa per il teatro, lo sport, il ballo e i concertini.

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