6

La scomparsa delle lucciole, perché non ci sono più?


Warning: sizeof(): Parameter must be an array or an object that implements Countable in /home/claudi45/public_html/wp-content/plugins/ad-injection/ad-injection.php on line 824

Warning: count(): Parameter must be an array or an object that implements Countable in /home/claudi45/public_html/wp-content/plugins/ad-injection/ad-injection.php on line 831
scomparsa delle lucciole

Che fine hanno fatto le lucciole? Le lucciole stanno veramente scomparendo? La risposta, purtroppo, è sì. Continue Reading


Condividi:
0

Le “Lavatrici” di Genova: Da ecomostro a modello di sviluppo urbano

Lavatrici di Genova

Le Lavatrici, un complesso di quattro edifici e oltre 370 appartamenti prefabbricati che dominano la collina di Genova, come molti altri ecomostri made in Italy, rappresentano fedelmente un ventennio molto tetro di questo Paese, caratterizzato da abusivismo, corruzione e degrado. Basti pensare che negli ultimi 20 anni l’Italia ha perso il 15% delle campagne e oltre il 56% delle coste italiane è cementificato. Continue Reading

Condividi:

Il suolo è un bene comune da tutelare

Il suolo è un corpo delicatissimo che ci fornisce servizi e benefici preziosissimi (cibo, acqua, aria, biodiversità, eccetera) senza i quali moriamo. Non è una risorsa rinnovabile, ma un bene comune: ha bisogno di cinquecento anni per crescere di 2,5 cm (in Italia si perdono 8 mq di suolo fertile al secondo). Dal 1985 ad oggi sono stati cancellati dal cemento oltre il 56% delle coste italiane. È tra le risorse più importanti e fragili che abbiamo. Ma del suolo sappiamo pochissimo! Continue Reading

Condividi:

Allarme Wwf: Salviamo i nostri mari dal cemento

mari italiani

Negli ultimi 50 anni in Italia oltre 2 mila chilometri, un quarto delle nostre coste, sono stati cementificati e il mattone non è che uno dei tanti fattori di pressione sui nostri mari insieme al sovrasfruttamento della pesca o alle attività di estrazione degli idrocarburi (con 122 piattaforme offshore attive e 36 istanze per nuovi impianti).

È quanto emerge dal dossier “L’ultima spiaggia” del Wwf che invita a invertire la rotta partendo da quattro aree pilota: Mar ligure e arcipelago toscano, Canale di Sicilia, Mare Adriatico settentrionale e l’area del canale di Otranto nell’Adriatico meridionali. Si tratta, spiega il Wwf, di quattro grandi aree strategiche dove si concentra la maggiore ricchezza delle nostre risorse marine e costiere: sono i 1860 chilometri di tratti lineari di costa più lunghi di 5 chilometri del nostro Paese ancora liberi e con un buon grado di naturalità. Continue Reading

Condividi: