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Le vaccinazioni hanno fallito

no vaccini

Il pur nobile intento, ammesso che ve ne sia mai stato uno e che tutta l’operazione non sia già stata gestita in malafede dall’inizio, era ( e quello dichiarato dai produttori e dai sostenitori “sarebbe” ancora, nonostante i fallimenti, i danni e le mille e mille prove contrarie ) quello di “eradicare”, tramite le vaccinazioni di massa, alcuni virus; gli scopi erano e sono, ovviamente, quelli di non far più contrarre le relative patologie ai vaccinati… BENE: ENTRAMBI SONO FALLITI semplicemente perchè poggiati su paradigmi inesatti e TEORIE assolutamente impossibili da realizzare, e dunque false ( lo stesso Pasteur, in punto di morte, consapevole del fallimento dei suoi assunti teorici, disse che se avesse avuto a disposizione un’altra vita l’avrebbe spesa per confutare quanto aveva “scoperto” …!!!).

ALTRO CHE PREVENZIONE E SALVAGUARDIA: MAI L’UMANITA’ HA PRESENTATO TALI E TANTE PATOLOGIE COME DOPO L’AVVENTO DELLE VACCINAZIONI ! Parlando di patologie “iatrogene” ( ovvero indotte da pratiche mediche incongrue), non so se fanno più danni i vaccini o i farmaci, ma quello che riesco a ben comprendere è che comunque POTREMMO FARE A MENO DI MOLTISSIMI FARMACI SE SOLO NON VACCINASSIMO !!!

Ma il punto è proprio questo : COME POTREBBERO LE CASE FARMACEUTICHE VENDERE MILIONI DI TONNELLATE DI FARMACI (A LORO VOLTA NOCIVI E INDUCENTI ALTRE PATOLOGIE) SE LA GENTE NON SI AMMALASSE ??? CROLLANDO LE PATOLOGIE (INDOTTE PIU’ SPESSO DI QUANTO SI IMMAGINI DA QUELLE STESSE VACCINAZIONI CHE DOVREBBERO PROTEGGERCI), CROLLEREBBE QUANTOMENO IL MERCATO DI ANTIBIOTICI, CORTISONICI, ANTIPIRETICI E ANTIISTAMINICI CHE GIA’ I NOSTRI BIMBI ASSUMONO A FIUMI!!! E DA ADULTI – SPESSO CONSEGUENTEMENTE – NON SE NE ASSUMONO MENO!!!!!

NESSUNA PATOLOGIA E’ STATA VERAMENTE ERADICATA ( compresa la Poliomielite, come la propaganda di disinformazione vorrebbe invece farci credere, e come – purtroppo – riesce a far credere a tanta parte della popolazione, medici compresi ), NE’ SI PUO’ ERADICARE CON I VACCINI, semplicemente PERCHE’ CIO’ E’ IMPOSSIBILE!!! AL CONTRARIO, “GRAZIE” ALLE VACCINAZIONI, E’ COMPARSA (E/O STA CRESCENDO IN MANIERA ESPONENZIALE PARALLELAMENTE ALLA LORO DIFFUSIONE) TUTTA UNA SERIE IMPRESSIONANTE DI PATOLOGIE CHE PRIMA NON ESISTEVANO O ERANO ASSOLUTAMENTE MARGINALI. Tra queste, soprattutto le cosiddette PATOLOGIE AUTOIMMUNI, ovvero quelle patologie create ( “chissà come e perchè”…?!?!?!? ) da UN SISTEMA IMMUNITARIO CHE IMPROVVISAMENTE ( QUASI “IMMOTIVATAMENTE ED INSPIEGABILMENTE”, STANDO ALLE “COMODE” TEORIE DELLA MEDICINA “UFFICIALE” ) INIZIA A FABBRICARE AUTOANTICORPI, OVVERO ANTICORPI DIRETTI CONTRO IL SUO STESSO ORGANISMO!!! E qui l’elenco non finisce praticamente mai, dal momento che possiamo produrre autoanticorpi contro tutti i nostri componenti, organi e sistemi organici: abbiamo infatti AUTOANTICORPI anti-tiroide, anti-mitocondrio, antimuscolo liscio, anti-muscolo striato, anti-cartilagini, anti-pancreas, rene, cuore, e così via…, CON LE RELATIVE PATOLOGIE ASSOCIATE ( Tiroiditi autoimmuni, Artriti autoimmuni, Diabete, ecc… ). CHI VI DICE CHE QUESTE PATOLOGIE SONO SU BASE GENETICA, INFETTIVA, O DA INQUINAMENTO AMBIENTALE VI DICE DELLE “VERITA’ PARZIALI” (MOLTO PARZIALI, OVVERO MEZZE O INTERE BUGIE!!!): LE PATOLOGIE AUTOIMMUNI DIPENDONO IN LARGHISSIMA PARTE DAI VACCINI E DAI FARMACI ALLOPATICI, CHE SONO FARMACI DI CHIMICA SINTETICA E DUNQUE ASSAI POCO TOLLERATI DA UN SISTEMA BIOLOGICO QUALSIASI, ORGANISMO UMANO IN PRIMIS! Gli “innocui” farmaci ANTIPIRETICI ( vedi il libro “L’infiammazione e il simile” di Marcello Luigi Monsellato, di cui consiglio a tutti – specie ai gentili Colleghi – la lettura ) sono tra i primi che, grazie alla formazione dei cosiddetti “PEPTIDI SELVAGGI” ( una combinazione tra il farmaco stesso e componenti proteiche della risposta infiammatoria dell’organismo ) causano una risposta anticorpale dell’organismo verso questi peptidi: a motivo della fortissima similitudine di questi peptidi selvaggi con i componenti organici ( cartilagini, cellule muscolari, tiroidee, ecc… ), gli anticorpi destinati a questi peptidi iniziano a “prendersela” anche contro le componenti del nostro stesso organismo. E’ questa, e solo secondariamente ( molto secondariamente !!! ) altre cause genetiche e non, la genesi delle PATOLOGIE AUTOIMMUNI CHE LE VACCINAZIONI E I FARMACI SINTETICI CI REGALANO A BIZZEFFE!!!

Non mancano, inoltre, numerose altre patologie, che prima ( anch’esse ) quasi non esistevano o viaggiavano su percentuali migliaia di volte minori: in primis l’AUTISMO ( vedi i lavori del Dr. Massimo Montinari), ma poi la CELIACHIA, e la serie infinita di PATOLOGIE ALLERGICHE ( che la scienza “ufficiale” si affanna a dichiarare come derivanti unicamente da cause genetiche o di inquinamento ambientale: altra “verità parziale” ) ! La percentuale delle patologie inserite nello “spettro” dell’AUTISMO è passata (dall’inizio dell’era vaccinale ad oggi) da 1 a 100.000 nati a 1 a 90 nati, e già questa è una prova di per sè, almeno per chi non vuole chiudere occhi, orecchie, e cervello in toto a doppia mandata…

Sempre a proposito di numeri, e per un problema certamente non meno importante, segnaliamo quest’altro dato: in Giappone, dove ( resisi conto di quale ne era la vera causa ) hanno semplicemente POSTICIPATO al 2° anno di vita la VACCINAZIONE ANTI-PERTOSSE, hanno ottenuto una riduzione del 90% della MORTE IN CULLA ( che dalle nostre parti continuiamo a riferire ai poveri genitori come una quasi fatalità dipendente da un rigurgito, dal fumo passivo, da una anomalia del Q-T, “dal colore della stanza o delle scarpe della madre”: tutto meno che quello che in realtà procura la morte in culla, MA NON SE NE DEVE PARLARE… ).

A ulteriore conferma  c’è un altro dato inconfutabile: il 75% delle morti in culla avviene entro 3 settimane (spesso solo 1-2 o pochi giorni) dalla vaccinazione anti-Pertosse!!! E “questi” che fanno : ad ogni fallimento delle pratiche vaccinali – “obbligatorie”, facoltative”, “anti-influenzali” e anti-“pandemie” ( “anti-maiala” ) compresi – anzichè fare “mea culpa” ed una attenta revisione critica delle modalità di produzione, degli ADDITIVI TOSSICI QUALI MERCURIO, FORMALDEIDE, ALLUMINIO, ANTIGELO ecc., di stoccaggio, diffusione, somministrazione e sorveglianza delle pratiche vaccinali per produrre QUANTOMENO vaccini migliori e meno tossici, rilanciano! Mettono in circolo un altro tipo di vaccino, aggiungendolo alla già PERICOLOSISSIMA SERIE di quelli già in uso: adesso è arrivato anche l’ANTI-VARICELLA… Che dire più di tanta scienza ?!?!?!?

Attendo con ansia il vaccino ANTI-ACNE e magari quello ANTI-EMORROIDI !!! Prima di farvi vaccinare, o di far vaccinare i vostri cari, rifletteteci a lungo, e soprattutto informatevi anche sui siti di Massimo Montinari e di Luciano Gianazza, per vedere quante porcherie ci somministrano coi vaccini. Le Case Farmaceutiche non ci vogliono morti, ma senz’altro ci desiderano malati e forti consumatori di farmaci…

Massimo Pietrangeli


Bambini super-vaccinati. Saperne di più per una scelta responsabile. “Da quasi trenta anni visito bambini, e cerco di curarli ‘in scienza e coscienza’. Durante gli studi universitari ho appreso la pratica vaccinale. E per molti anni ho vaccinato i bimbi affidati alle mia cure con ogni vaccino disponibile, convinto dell’utilità dell’immunizzazione di massa. Ho dedicato buona parte del mio tempo ai bambini, ai miei pazienti, spinto dalla voglia di andare al fondo dei problemi, senza fermarmi alla superficie, mantenendo uno spirito critico. Nel corso della mia attività ho avuto modo di incontrare bimbi non vaccinati, e ho iniziato a rendermi conto che avevo accettato senza riserve e riflessioni il concetto secondo cui i vaccini sono sempre efficaci e sicuri. Ho cominciato a constatare che la frequenza delle malattie pediatriche più comuni erano ridotte nei bimbi non vaccinati rispetto a quelli sottoposti alle vaccinazioni. Ho conosciuto genitori i cui figli si erano ammalati gravemente, o che addirittura erano morti a causa della somministrazione di un vaccino. Ho iniziato a vedere questa pratica con occhi diversi, ho dato altre interpretazioni alle malattie che avevo visto insorgere dopo la vaccinazione, provocate a volte anche da me, e che non avevo messo in relazione al vaccino. Ho cominciato a pormi altre domande, a cercare risposte non conformiste o obbedienti a logiche di routine, studiando quanto disponibile nella letteratura scientifica internazionale, mettendo a confronto dati e ricerche cliniche”.


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Difendiamo i nostri bambini da abusi di psicofarmaci e psichiatrizzazione

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70 bambini all’anno sottoposti a trattamento sanitario obbligatorio, 6.000 bambini all’anno ricoverati in psichiatria, 40.000 bambini in strutture residenziali per minori, più di 60.000 bambini trattati con psicofarmaci. Le recenti notizie di cronaca riguardanti l’unità di Neuropsichiatria Infantile del Polo Ospedaliero degli Spedali Civili di Brescia sono solo la punta dell’iceberg di un’emergenza minorile nascosta che interessa migliaia di bambini con un giro d’affari miliardario per le case farmaceutiche, gli operatori psichiatrici e le strutture residenziali per minori.

In Italia stanno spuntando come funghi dei reparti psichiatrici per minori che una volta aperti dovranno essere riempiti. In Lombardia sono previsti due reparti, di cui uno già pronto ma non ancora aperto. Recentemente Merano ha visto l’apertura di un nuovo reparto e altri sono in via di realizzazione. Solo poche settimane fa ha fatto scalpore la notizia che l’Ospedale Bambin Gesù di Roma aveva aperto un nuovo reparto di neuropsichiatria per trattare dei minori con disturbi come la dislessia. La notizia ha sollevato le critiche della cittadinanza e l’ospedale ha smentito pubblicamente, ma i disturbi specifici dell’apprendimento compaiono ancora sulla pagina dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’ospedale che dispone di otto posti letto di cui tre protetti. Invece di puntare verso attività di prevenzione del disagio minorile, la direzione intrapresa è quella del ricovero e dell’istituzionalizzazione, tendenza che a nostro parere aumenta esponenzialmente i costi dei servizi sanitari e assistenziali e che, attraverso interventi invasivi e coercitivi nei confronti dei bambini spesso accompagnati da terapie farmacologiche, finisce con il creare dei nuovi pazienti psichiatrici invece di prevenire la malattia. Chi trae vantaggio da questa schiera di bambini istituzionalizzati? Nel documento del 2009 “Psicofarmaci e minori: tra abuso e disinformazione” pubblicato da Roberta Angelilli, attuale Vicepresidente del Parlamento Europeo, si affermava che in Italia i bambini che assumevano psicofarmaci erano tra i 30.000 e i 60.000. E recentemente Giuseppe Mele, presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, ha denunciato un aumento del consumo di psicofarmaci in età giovanile. Nel suo documento del 2009, l’onorevole Angelilli denunciava che “accade di frequente che un bambino o un ragazzo in difficoltà venga trattato con psicofarmaci solamente perché non vi sono le necessarie conoscenze pedagogico-educative per aiutarlo a superare le proprie difficoltà comportamentali.” Sembra che la denuncia dell’onorevole non sia stata presa in considerazione dato che si va verso la medicalizzazione e l’istituzionalizzazione, invece di puntare a un miglioramento delle conoscenze pedagogico-educative. A nostro avviso questa tendenza è sorretta dalle lobby delle case farmaceutiche, della psichiatria istituzionale e organicista e delle strutture residenziali per minori, sostenute, queste ultime, dalle gerarchie ecclesiastiche e dei potentati della sotto politica religiosa. Come ha detto l’onorevole Guidi: «vale più un chilo di bambino che un chilo di eroina». E ora le lobby psichiatriche e farmaceutiche stanno organizzando il IV Congresso Mondiale “Il disturbo ADHD dall’infanzia all’età adulta” che si terrà dal 6 al 9 Giugno a Milano. Sponsor principale del convegno: Shire AG; sponsor maggiore: Eli Lilly and Company; sponsor generali: MEDICE Arzneimittel Pütter GmbH & Co. KG, SensoDetect AB (publ), Vifor Pharma e Wisepress Ltd.

L’ADHD è la controversa “malattia psichiatrica” dei bambini troppo vivaci. Una malattia contestata da più parti. Nel documento di cui sopra dell’onorevole Angelilli si afferma infatti: “Non c’è nessuna certezza che questa sia una malattia vera e propria. Nonostante alcuni medici affermino che il disturbo sia di natura genetica e sia legato a fattori morfologici cerebrali, non è stato individuato ancora nessun marcatore biologico e nessuna prova definitiva che questo sia vero”. Ma non solo, lo psichiatra statunitense Leon Eisenberg, padre scientifico dell’ADHD, ha affermato nella sua ultima intervista che: “L’ADHD è il principale esempio di una malattia inventata“.

Qual è dunque lo scopo del IV Congresso Mondiale psichiatrico di Milano? Mentre nel resto del mondo le prescrizioni di psicofarmaci stanno aumentando in modo esponenziale con milioni di bambini trattati, in Italia l’aumento delle somministrazioni di psicofarmaci ai bambini non è mai decollato grazie anche ad alcune campagne informative e alla capacità critica del popolo italiano. A nostro avviso quindi, la scelta di Milano non è casuale ma è diretta ad aprire il nostro vasto mercato potenziale. Sempre secondo l’onorevole Angelilli, “nella maggior parte dei casi, la soluzione per bambini o ragazzi in difficoltà, consiste nell’offrire al minore un supporto pedagogico-educativo adeguato, sia da parte dei genitori e della famiglia, che del sistema scolastico”. Riteniamo anche noi che questo sia un approccio corretto e rispettoso dei diritti umani. Se non lo faremo e permetteremo a certe lobby interessate più al guadagno che alla salute di mettere le mani sui nostri figli, in futuro dovremo guardarli negli occhi e ammettere di non averli protetti.

Allego qui una proposta di legge a livello nazionale che è già stata approvata in Piemonte e in Trentino e che era stata presentata dal Senatore De Eccher nella scorsa legislatura. La Costituzione tutela, all’articolo 32, la salute in quanto diritto fondamentale dell’individuo ed interesse della collettività. Inoltre, viene sancito l’obbligo della sottoposizione al trattamento sanitario solo per disposizione di legge, ma pur sempre entro i limiti imposti dal rispetto della persona. In tal senso, anche la legislazione internazionale ha espresso importanti principi. La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite, adottata e proclamata il 10 dicembre 1948, stabilisce, all’articolo 3, che «nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti». La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, approvata il 20 novembre 1989, all’articolo 33, ha stabilito che i bambini devono essere protetti dall’uso illecito di sostanze psicotrope. Tuttavia, a causa di eccessive diagnosi psichiatriche di disturbi infantili che riguardano il comportamento e l’apprendimento come, ad esempio, il disturbo da deficit di attenzione ed iperattività (ADHD), a milioni di bambini in tutto il mondo vengono somministrati psicofarmaci che provocano assuefazione. Il presente disegno di legge si pone quindi lo scopo di intervenire, drasticamente, su questo orientamento terapeutico che, peraltro, trae la sua origine nella società americana della fine degli anni 80 e che ha portato anche a risultati tutt’altro che curativi. Si sono, infatti, verificati casi di morte ed invalidità che hanno manifestato l’urgenza di approvare numerosi provvedimenti restrittivi, e questo è avvenuto grazie all’intervento della citizen commission on human rights (CCHR). Negli Stati Uniti, dove fino a poco tempo fa le aziende farmaceutiche registravano incassi smisurati per la vendita di sostanze psicotrope, le nuove restrizioni imposte da leggi statali hanno determinato un freno del mercato, rispetto agli aumenti previsti, che ha spinto le aziende farmaceutiche a conquistare il continente europeo. In breve tempo, in Gran Bretagna, in Germania, in Svizzera, in Francia ed in altri Paesi europei si è riscontrato un aumento esponenziale di diagnosi di iperattività e di deficit di attenzione e di altre similari patologie psichiatriche in milioni di bambini in età scolare. È opportuno sottolineare come alcuni dati testimonino questo percorso intrapreso dai colossi farmaceutici, il cui indotto in tutto il mondo è di circa venti miliardi di dollari l’anno per le prescrizioni di psicofarmaci legate alle sole diagnosi di ADHD e di disturbi dell’apprendimento.

In Gran Bretagna il numero di bambini cui è stato prescritto un farmaco stimolante è salito dai duemila del 1992 ai 186.200 del 2000. In Danimarca il consumo di uno stimolante è aumentato del 16,8 per cento tra il 1997 ed il 1998 e circa il 48 per cento di questo mercato è costituito da minorenni, di cui 1’88 per cento di età compresa tra sette e i nove anni. In Francia tra il 1989 ed il 1996 il numero di bambini considerati iperattivi era aumentato del 600 per cento. In Germania tra il 1995 ed il 1999 il numero delle pillole a base di metilfenidato (principio attivo del Ritalin) è aumentato del 400 per cento, passando da sette a trentuno milioni. Secondo stime del 2001, un bambino tedesco su tre di età compresa tra i cinque e i nove anni assumeva regolarmente psicofarmaci. In Svezia dal 1990 al 2000 il numero di bambini che facevano uso di uno stimolante è aumentato di circa cento volte. Esiste, quindi, un reale rischio che l’etichettamento psicopatologico ed il conseguente abuso di sostanze psicotrope sui bambini e sugli adolescenti diventi un concreto pericolo anche nel nostro Paese, come peraltro lamentano varie associazioni. Non a caso, nella regione Piemonte e nella provincia autonoma di Trento sono stati approvati provvedimenti legislativi in tale direzione. Il recente declassamento, stabilito dall’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), di sostanze come il Ritalin da sostanza stupefacente a semplice farmaco rimborsabile (e quindi acquistabile in qualsiasi farmacia del nostro Paese) non può che indurre il legislatore ad assumere provvedimenti volti a tutelare la salute dell’infanzia.

In questo ambito, il presente disegno di legge stabilisce tre principi: l’obbligatorietà del consenso informato di chi esercita la potestà sul bambino all’articolo 3, il divieto di somministrare test volti a fare diagnosi o ad identificare i soggetti nelle scuole di ogni ordine e grado all’articolo 4, ed, infine, il monitoraggio ed il controllo della regolarità delle procedure terapeutiche prescritte da parte e presso centri sanitari riconosciuti dalla regione all’articolo 5. L’articolo 3 sancisce il principio per cui il trattamento con sostanze psicotrope su bambini e adolescenti fino a diciotto anni può essere praticata solo quando i genitori o tutori nominati esprimono un consenso scritto libero, consapevole, attuale e manifesto. A tal fine il pediatra o il neuropsichiatra infantile ha l’obbligo di fornire, in forma scritta e illustrandola dettagliatamente, ogni informazione circa l’eventuale trattamento farmacologico prescritto al minore. In tale informativa devono essere descritti, oltre ai vantaggi presunti, anche le informazioni in ordine agli effetti collaterali del farmaco consigliato, i possibili trattamenti alternativi e le modalità di somministrazione. L’assenso del genitore o del tutore nominato per il minore interessato deve essere scritto ed allegato a ciascuna prescrizione del farmaco stesso. Questa norma fa leva su una recente sentenza della Corte di cassazione che ha formalizzato l’obbligo per il medico di mettere il paziente al corrente, per iscritto, degli effetti collaterali di un farmaco. All’articolo 4 è fatto esplicito divieto di somministrazione di test o questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni, all’interno delle scuole dell’obbligo di ogni ordine e grado. Gli interventi volti alla valutazione dello stato psichico del minore possono avvenire esclusivamente all’interno di strutture sanitarie pubbliche, individuate dalla Giunta regionale sotto lo stretto controllo di operatori sanitari qualificati e previo obbligatorio consenso informato dell’esercente la patria potestà sul minore. Esperienze vissute in Paesi come la Gran Bretagna o la Germania hanno evidenziato come la somministrazione dei test o questionari relativi allo stato psichico del bambino sia proporzionalmente legato all’espansione del mercato di forti psicofarmaci quali ad esempio il Ritalin. Vogliamo quindi evitare che tale fenomeno di espansione incontrollata si attui anche nella nostra nazione. Infine, in relazione a questo specifico aspetto, appare opportuno segnalare un episodio della nostra storia recente. Alcuni anni fa, di fronte alla cosiddetta emergenza AIDS, fu avanzata la proposta di effettuare obbligatoriamente il test HIV su tutti i cittadini italiani. Si trattava in quel caso di una malattia infettiva, potenzialmente mortale, e di un test organico oggettivo. Il Parlamento, il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale si espressero negativamente, consapevoli del principio fondamentale della democrazia per il quale è lo Stato a servizio del cittadino e non viceversa. Eppure si trattava di una malattia organica, infettiva, potenzialmente mortale e di un test oggettivo. In questo contesto siamo di fronte a psicopatologie discusse, certamente non infettive, a test non oggettivi ed a nessun pericolo sanitario incombente. Inoltre tali controlli rivelerebbero dati sensibili e relativi a bambini. I test psicopatologici nelle scuole rappresenterebbero l’invasione dello Stato nella famiglia e nella vita dei cittadini: si fondano, infatti, su una visione dello Stato non corretta con conseguente grave rischio per il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini. Con l’articolo 5, infine, s’intende disporre di un’azione di monitoraggio, di sorveglianza e di valutazione su tutti i trattamenti di natura psicofarmacologica su minori. A tal fine viene imposta la raccolta di dati analitici per avviare rigorosi studi clinici. I pazienti vengono sottoposti a verifiche e controlli sanitari periodici al fine di valutare l’adeguatezza e correttezza terapeutica. Le regioni, tramite l’assessorato regionale alla sanità, attuano procedure di valutazione e revisione periodica dei trattamenti psicofarmacologici sui minori, attraverso una commissione i cui membri, nominati dall’assessorato stesso, sono rappresentanti delle associazioni di settore professionalmente qualificati.

DISEGNO DI LEGGE Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge persegue la finalità di tutelare i bambini e gli adolescenti dalla somministrazione di sostanze psicotrope fuori dai casi clinici in cui siano ritenute indispensabili e di promuovere una corretta informazione indirizzata in primo luogo ai genitori e agli educatori sugli effetti a lungo termine dell’utilizzo, anche temporaneo, di tali sostanze, sulla loro reale composizione e sulla disponibilità di terapie e trattamenti alternativi che non contemplino l’uso di farmaci. 2. Per i fini di cui al comma l, viene promossa la diffusione di una cultura dell’infanzia e dell’adolescenza improntata al riconoscimento del diritto alla salute dei minori, promuovendo, altresì, interventi finalizzati ad una capillare informazione e sensibilizzazione, anche attraverso strumenti telematici, rivolta alle famiglie, alle istituzioni scolastiche, nonché alle associazioni e ai soggetti interessati in ordine alle problematiche correlate all’uso delle sostanze psicotrope su bambini e adolescenti e ai relativi abusi.

Art. 2. (Partecipazione e adesione ai princìpi) 1. Questa legge in relazione alle finalità di cui all’articolo l si attiene ai princìpi previsti in materia di diritti umani dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, dal Consiglio d’Europa, nonché dalla Costituzione, e in particolare dalla Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989, e ratificata ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176.

Art. 3. (Consenso informato) 1. Il trattamento con sostanze psicotrope su bambini e adolescenti può essere praticato solo laddove i genitori esprimano un consenso scritto, libero, consapevole, attuale e manifesto. 2. Per i fini di cui al comma 1 le aziende sanitarie locali (ASL) predispongono un modulo per il rilascio del consenso informato sul quale il pediatra o il neuropsichiatra infantile interessato illustrano in modo dettagliato gli effetti derivanti dal trattamento e forniscono esaurienti informazioni in ordine agli effetti collaterali e alle reazioni indesiderate conseguenti all’assunzione di sostanze psicotrope, alle relative modalità di somministrazione e ai possibili trattamenti alternativi. 3. Con decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali sono individuati gli strumenti e le modalità per favorire l’accesso a terapie alternative alla somministrazione di sostanze psicotrope. 4. Il consenso del genitore o tutore nominato per il minore interessato è espresso in forma scritta e allegato a ciascuna prescrizione del farmaco stesso.

Art. 4. (Divieto di somministrazione di test e questionari) 1. È vietato all’interno delle scuole dell’obbligo di ogni ordine e grado effettuare test e questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni. 2. In caso di sospetto da parte dell’insegnante di un disturbo mentale, compresi sintomi di depressione o di sindrome da iperattività e deficit di attenzione (ADHD) a carico di un alunno, l’insegnante informa solo i genitori dello stesso. 3. Gli interventi di cui al comma 1 volti alla valutazione dello stato psichico del minore possono avvenire esclusivamente all’interno di strutture sanitarie pubbliche o private autorizzate sotto lo stretto controllo di operatori sanitari qualificati e previo obbligatorio consenso informato del soggetto che esercita la potestà sul minore ai sensi della normativa vigente.

Art. 5. (Valutazione e monitoraggio) 1. Tutti i trattamenti di natura psicofarmacologica su bambini e adolescenti sono corredati da dati analitici che permettono di avviare rigorosi studi clinici anche relativi a controlli successivi alla fine dei trattamenti; i bambini e gli adolescenti sono sottoposti a verifiche e controlli sanitari generali periodici al fine di valutare l’adeguatezza, la correttezza e la tollerabilità della terapia. 2. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali sono adottate procedure di valutazione e monitoraggio dei trattamenti psicofarmacologici sui soggetti di cui al comma 1, nonché di revisione periodica dei trattamenti medesimi, a livello regionale. 3. Per i fini di cui al comma 2, con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali è istituita una commissione i cui membri siano rappresentanti professionalmente qualificati delle associazioni di settore.

Paolo Roat


La fabbrica delle malattie. Bambini e psicofarmaci. Ecco come le multinazionali cercano di ammalare i nostri figli. In Italia sono sempre di più i bambini e gli adolescenti che fanno uso di psicofarmaci: tranquillanti, antidepressivi e antipsicotici che vengono prescritti anche quando non sarebbero necessari. E in alcuni casi si tratta di prodotti non testati sui più piccoli, con effetti collaterali pesantissimi e pericolosi. Per le multinazionali che li producono è un business miliardario, ma qual è il vero prezzo che pagano i nostri figli?

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Autismo: un bambino su 50 sviluppa la malattia

vaccini

Non credo di averlo scelto. È capitato credo per caso e, dovessi rinascere, non lo rifarei per tutto l’oro del mondo ma il fatto è che il mio mestiere è quello di scienziato. Da questo mestiere ho ricavato soddisfazioni soverchiate da un sacco di guai dovuti principalmente alle scoperte fatte con mia moglie riguardanti la patogenicità delle micro e nanopolveri e alla mia cocciuta incapacità di distorcere ciò che è oggettivo.

Nel corso di ricerche molto più ampie, tra mille difficoltà il mio laboratorio è riuscito ad analizzare 23 vaccini diversi trovandoli tutti e 23 inquinati in maniera che è impossibile non definire preoccupante da particelle solide, inorganiche, non biodegradabili e non biocompatibili. Quella roba è capace – e noi l’abbiamo dimostrato al di là di ogni dubbio addirittura dirigendo due progetti di ricerca comunitari – di finire dovunque nell’organismo e d’indurre una lunga serie di malattie. Finire dovunque significa anche nel sistema nervoso centrale, nel cervello, e di questo abbiamo delle “belle” fotografie scattate al microscopio elettronico.

Ora, avere delle polveri inorganiche nel cervello non è cosa augurabile. Credo che tutti abbiano sentito dire che malattie come il Parkinson e l’Alzheimer hanno come responsabili quanto meno, se non certi, molto sospetti proprio i metalli pesanti, e di questi noi abbiamo trovato un ragguardevole campionario nei vaccini analizzati. Tutti e 23 i vaccini analizzati. Il che non significa necessariamente tutti i vaccini esistenti e tutti i lotti prodotti, ma 23 casi su 23 costituiscono una serie di casualità più rare di quanto non sia vincere il primo premio alla lotteria di Capodanno per 23 anni di seguito.

Da scienziato, non importa di quale levatura, io ho imparato come dovrebbero funzionare le cose. Mi riferisco al concetto scientifico di che cosa è vero, che cosa è probabile, che cosa è possibile e che cosa è meritevole di approfondimento. Purtroppo ho imparato pure che se la Scienza (e lo scrivo con l’iniziale maiuscola) in sé è immacolata, tutt’altro che tali sono alcuni dei suoi sacerdoti. Di sicuro, troppi. E sono proprio questi, blasfemi, simoniaci, prostituti, a riscuotere la maggiore attenzione e il maggiore credito a livello generale. Il motivo è semplice: sono funzionali ad un sistema in cui la Scienza non si serve ma la si usa. Anzi, la si violenta per i propri non certo nobili interessi.

Uno dei tanti problemi che destano per forza perplessità in chi li osservi è la crescita apparentemente incontrollabile di quella malattia terribile che è l’autismo. Se un tempo, e parlo di pochi decenni fa, si trattava di qualcosa di raro, tanto che io non avevo mai visto un paziente se non al cinema (il film Rain Man), ora mi capita con una frequenza allarmante d’incrociarmi con dei casi. Nella città in cui vivo – Modena – la famiglia che abita accanto ad un mio collaboratore ha due figli autistici, il che, credo, non appartiene a quella che dovrebbe essere la norma. Un amico modenese è padre di un altro. Un amico bolognese di un altro ancora e così ne è madre un’amica marchigiana.

Come spesso accade dell’Italia si sa poco ma chi legge le statistiche americane scopre che oggi un bambino su 50 sviluppa quella malattia e, credetemi, si tratta di numeri che fanno spavento. Un bambino affetto da autismo significa, oltre tutto, una famiglia stravolta e l’angoscia di non sapere che fine farà quel bambino quando, diventato adulto, perderà chi si prende cura di lui perché questi, per forza di natura, moriranno.

Io non ho le prove ma, da scienziato, i sospetti ce li ho. Sospetti, non certezze, ma i sospetti servono per investigare e l’investigazione deve essere onesta.

Il mio sospetto è legato all’inquinamento in generale, un fenomeno autoprodotto di un’entità enorme con cui non ci siamo mai confrontati prima, ma mi è impossibile non pensare ai vaccini, preparati di cui si fa un abuso perfino grottesco, non esitando a dipingere come gravi malattie del tutto benigne quando non ad inventare pandemie. Non voglio entrare in discussioni circa la loro efficacia ma mi si permetta di dubitare che iniettare pezzetti d’acciaio, di Piombo o d’Alluminio come abbiamo trovato noi porti benefici. Se scalogna vuole che quella roba finisca al cervello – e si tratta veramente di casualità imprevedibili – chi può affermare che non si tratti dell’innesco dell’autismo? Ricerche serie non ne sono mai state fatte, e questo per molte ragioni, la prima delle quali è il business colossale di cui i vaccini sono protagonisti: una cornucopia inesauribile su cui lucrano non solo le case farmaceutiche ma i tanti medici che vaccinano a cottimo e i politici che, legiferando o acquistando prodotti per un’intera nazione, muovono capitali immensi. Malauguratamente gli organi che dovrebbero controllare fanno tutt’altro. È così che si vaccina alla cieca senza rispetto per la persona, per la Medicina e persino per la legge, per esile che la legge sia, e si veda, per tutti e tre i casi, l’assurdità biologica delle vaccinazioni esavalenti praticate ai neonati.

Che fare? La Scienza, ma anche solo il più comune buon senso, propongono la soluzione più ovvia: uno studio a livello planetario senza interferenze. Certo, chi intasca quattrini a palate non ne sarebbe contento e avrebbe più di un motivo per temere che la gallina dalle uova d’oro s’isterilisca. Ma c’è di mezzo la salute e delle case farmaceutiche, dei cottimisti e dei politici d’assalto non c’importa un fico secco.

L’autismo è una piaga montante a velocità incontenibile – il 13% all’annoe i vaccini, almeno così come sono prodotti, controllati e utilizzati oggi, devono per forza sedere nel banco degl’imputati. Colpa grave, colpa lieve o nessuna colpa lo dovranno stabilire i fatti nudi e crudi, spogliati delle stupidaggini e delle menzogne palesi che ci vengono propinate fidando nella credulità popolare e non peritandosi nemmeno di ricorrere a vere e proprie minacce e ricatti morali: se non vaccini tuo figlio, sei un criminale. E se fosse vero l’esatto contrario?

Il 20 aprile 2011, senza troppo clamore, gli Stati Uniti hanno ammesso che i vaccini avevano provocato in una ventina d’anni 101 casi d’autismo. Quelli sono i casi su cui non è nemmeno possibile discutere, ma quanti altri casi sono nel dubbio? In più, nello stesso periodo, lo stesso comunicato stampa americano rivela che 2.699 bambini sono morti o sono restati handicappati per il resto della loro vita a causa delle vaccinazioni. Ancora una volta, quelli sono i casi sui quali non si possono avanzare dubbi. E gli altri?

Io non mi spingo a condannare, ma voglio sapere. Voglio perché è un mio diritto e perché voler sapere fa parte inscindibile dell’etica che mi hanno insegnato quando sono stato così imprevidente da lasciarmi diventare uno scienziato, non importa di quale livello. E voglio sapere perché la guerra senza esclusione di colpi combattuta fianco a fianco da Big Pharma e dai cosiddetti politici a suon di falsificazioni evidentissime non può che mettermi in condizione di sospettare.

(Fonte Dott. Stefano Montanari)

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Le case farmaceutiche pensano solo ai loro interessi

Le case farmaceutiche mettono il loro profitto davanti alle scoperte mediche e la ‘crisi dell’innovazione’ in questo settore non è causata dalle difficoltà nello scoprire nuove molecole o terapie ma dal fatto che i soldi vengono investiti soltanto nel marketing. A denunciare questa situazione sono Donald Luce, della University of Medicine of New Jersey e Joel Lexchin della York University di Toronto sulla rivista British Medical Journal.
“La situazione dello sviluppo di nuove molecole – avvertono gli studiosi – è rimasta ferma 50 anni fa. Gli incentivi per lo sviluppo di farmaci sono sbagliati e hanno distorto i comportamenti all’interno del settore”.
“Anche se l’industria – precisano – sostiene che il costo di portare un nuovo farmaco sul mercato è di circa 1 miliardo di dollari. Se i costi dello sviluppo hanno avuto un sostanziale aumento tra il 1995 e il 2010, pari a 34.2 bilioni di dollari, i ricavi per le società sono aumentati di 6 volte più velocemente. E le aziende evitano di menzionare questo straordinario ritorno economico”.
Gli autori inoltre chiedono alle autorità di controllo dei farmaci in tutto il mondo “di fermare l’approvazione di nuovi farmaci di scarso valore terapeutico” e consigliano “di dare dei premi in denaro in sostituzione della di copertura brevettuale solo per molecole veramente nuove”.
(Fonte Informasalus)

La casta dei farmaci. Cosa c’è nell’armadietto dei farmaci degli italiani? Pillole, boccette, fiale di tutti i tipi. Ma ci servono davvero? Le conserviamo gelosamente per mesi e anni nel timore che una qualsiasi malattia ci assalga, e passiamo ore e ore in fila dal medico di famiglia per la sospirata “ricetta rosa” che ci permetterà di fare acquisti in farmacia e arricchire la nostra collezione… Quello che non tutti sanno è che il nostro comportamento è il raffinato risultato di anni e anni di lavoro del marketing farmaceutico, un circuito oliato alle perfezione che fattura nel nostro Paese la fantasmagorica cifra di 100 miliardi di euro all’anno.

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India cavie umane per le case farmaceutiche

Come ha dichiarato nel 2005 il responsabile del Dipartimento di Biotecnologia dell’Università indiana: “L’India è il luogo ideale nel quale svolgere i test clinici, senza minimamente assumere precauzioni..“. Le aziende farmaceutiche hanno “giocato” per anni con le persone povere e bisognose di aiuto in India, e nei paesi paesi sottosviluppati.

L’India, finalmente, ammette le morti causate dalla sperimentazione di nuovi farmaci e promette regole più rigide per salvaguardare le “cavie umane” delle multinazionali farmaceutiche.

Tutto inizia nel novembre 2011 quando due giornali, il berlinese Der Tagesspiegel e l’inglese The Indipendent, denunciano il maltrattamento e la morte di troppi indiani a causa dei test farmaceutici. Il sito India Times citò le fonti del ministero della Sanità indiano e riportò un numero allarmante. Ben 668 persone erano morte nel 2010 a seguito di test farmaceutici (mentre nel 2007 la cifra era solo di 137 persone). A farne le spese sono soprattutto i poveri che non godono di assistenza sanitaria.

Accuse ancora più gravi venivano lanciate dal quotidiano inglese. Stando ad alcuni rapporti segreti, test clinici venivano effettuati negli ospedali indiani sui sopravvissuti al disastro di Bhopal, violando così regole internazionali e mettendo seriamente a rischio i pazienti. Furono 14 le vittime durante questi test, nessuno di loro venne pagato, e forse nemmeno informato.

Le ragioni che spingono case farmaceutiche come Pfizer, PPD, Bristol-Myers Squibb, Amgen, Bayer e molte altre a sperimentare in India sono principalmente economiche, medici e pazienti si accontentano di cifre esigue, la conoscenza dell’inglese è buona e le strutture ospedaliere sono accettabili.

Nonostante tutti i test siano registrati obbligatoriamente al Consiglio indiano della ricerca medica e da sempre fosse previsto un rimborso per i volontari in caso di danni connessi ai medicinali, molto spesso questi compensi venivano erogati una tantum ed in base alla buona volontà delle aziende farmaceutiche.

Nonostante sia stata proposta una formula di risarcimento obbligatoria (da 1.500 a 15 mila euro), raramente le case farmaceutiche accettano di elargirli.

Il ministro della Sanità, Ghulam Nabi Azad ha però finalmente ammesso che un gran numero di decessi, oltre un migliaio, registrati negli ultimi anni sono stati causati da una serie di patologie, alcune anche gravi, collegate agli effetti collaterali dei farmaci somministrati in via sperimentale.

Fare pubblica ammenda farà sì che questi studi vengano osservati più da vicino e che le famiglie non solo vengano risarcite ma anche che i pazienti vengano informati prima di sottoporsi a trial sperimentali.

(Fonte frontierenews)

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