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Elezioni a Gela, un candidato ogni condominio



Presentate le liste ed i candidati per le elezioni amministrative del 31 maggio e 1 giugno che in Sicilia interessano 53 comuni, 21 dei quali con popolazione superiore a diecimila abitanti. La campagna elettorale entra nel vivo e a Gela, la città del governatore Rosario Crocetta, c’è un candidato ogni condominio.

Numeri da record, un vero e proprio boom di aspiranti sindaci. Sono undici gli aspiranti sindaci a Gela, appoggiati da venti liste e 600 candidati a un posto in Consiglio comunale (i posti disponibili in aula sono 30). Significa un candidato ogni 128 abitanti e uno ogni 109 elettori.

Fra gli undici candidati non manca nessuno, sia dal centrodestra che dal centrosinistra ed alcuni si presentano come equidistanti ai due schieramenti: l’uscente Angelo Fasulo (Pd-Megafono-Psi-Udc), Antonio Giudice (Lega Nord-Noi con Salvini), Domenico Messinese (Movimento 5 Stelle) e Gioacchino Pellitteri (Forza Italia, Mpa-Pds). Una consistente frangia di dissidenti di Forza Italia sostengono Lucio Greco (del Ncd) che però si presenta con simbolo di una lista civica, così come fanno i restanti sette candidati.

Insomma tutti presenti, effetto dell’alto tasso di disoccupazione?


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Gli asini e i fratelli Mercato

asini-Mercato-finanza

Se hai difficoltà a capire l’attuale situazione finanziaria mondiale la storia che segue potrebbe aiutarti.

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a 100 euro in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po’ sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua. L’uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 euro per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 euro a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 euro la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l’ordine di vendere le bestie 400 euro l’una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 euro, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca. Come era prevedibile, i due uomini d’affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il costo dell’asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). Eppure quest’ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l’aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia. Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità … Venne innalzata l’età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini. Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio. E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete?


L’invenzione dei soldi. Quando la finanza parlava italiano. “L’invenzione dei soldi” ci racconta in maniera approfondita e divertente, con tanti aneddoti e curiosità, la storia di un’Italia all’avanguardia nel momento in cui per la prima volta la moneta si trasforma in merce e il mercante può così diventare banchiere. È infatti proprio tra Genova, la Toscana (Lucca, Siena, Firenze) e Venezia dopo il Mille che nascono le prime società multinazionali ed è da qui che i mercanti partono per costruire colonie commerciali in tutto il Mediterraneo. È in Italia che nascono le banche e le società di assicurazione, che vengono inventati gli assegni e le prime obbligazioni e qui, di conseguenza, avvengono anche i primi reati finanziari, dai rocamboleschi furti con scasso ai danni dei forzieri di prestigiose banche fino alla creazione di vere e proprie zecche clandestine per falsificare monete.

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La trasparenza ad intermittenza di Grillo

Grillo-donazioni-M5S

Beppe Grillo scrive, sul suo blog: “Il MoVimento 5 Stelle ha finanziato la sua campagna elettorale con le micro donazioni volontarie di 27.943 cittadini. Grazie a loro il M5S ha raccolto 774.208,05 euro, ne sono stati spesi 348.506,49”.

Pubblica quindi le voci di spesa sostenute per la “CAMPAGNA ELETTORALE” del M5S, per quel totale di circa 348 mila euro.
Ma quei dati sono falsati! Ci sono omissioni pesanti la cui conseguenza è che il Rendiconto appare quindi falso. Vediamo perché…

Partiamo da un presupposto: il M5S è uno solo. Il Presidente e rappresentante legale, nonché gestore del patrimonio (alias tesoriere) è lui, Beppe Grillo. [vedesi Atto Costitutivo e Statuto del M5S]. Come avevamo già visto il M5S è un Partito che non ha una democrazia interna (è fondato e gestito da tre persone) e non ha strutture di controllo e di garanzia.

Grillo
oggi pubblica il post dal titolo: “Rendicontazione delle spese per lo Tsunami Tour” e, come anticipato scrive: “Il MoVimento 5 Stelle ha finanziato la sua campagna elettorale con le micro donazioni volontarie di 27.943 cittadini. Grazie a loro il M5S ha raccolto 774.208,05 euro, ne sono stati spesi 348.506,49”.
Ora: il M5S non è lui personalmente, non è il suo staff, lo “Tsunami Tour” ha visto circa 100 tappe in altrettante città (è il dato indicato dallo stesso Grillo, nel lancio dell’iniziativa). Quindi lo “Tsunami Tour” e la “Campagna Elettorale” del M5S è stata quella gestita sia a livello centrale, sia quella gestita a livello periferico, città per città. Entrate ed Uscite locali (attraverso i gruppi territoriali del M5S e dei Meetup) ed Entrate ed Uscite nazionali (attraverso la raccolta del blog e la gestione del suo staff). Il tutto è parte BILANCIO del M5S! Ma, visto ciò che pubblica Grillo, è più opportuno dure: il tutto avrebbe dovuto essere parte del BILANCIO del M5S per le scorse elezioni politiche!

La “CAMPAGNA ELETTORALE” del M5S ha visto, oltre a quegli introiti per la campagna di sottoscrizioni online sul blog, anche RACCOLTE FONDI e SPESE a livello locale. Città per città.

In ogni circoscrizione elettorale vi era un “COMMITTENTE RESPONSABILE” (quantomeno uno per tutta la lista, se non uno per ogni candidato!) e vi erano SOLDI che venivano raccolti e spesi, ad esempio, per materiale (volantini, manifesti, etc), nonché per i palchi (tra struttura, impianto di amplificazione, ecc) delle città dove hanno tenuto comizi (quantomeno quelle dove è arrivato Grillo per lo “tsunami tour” con “87” tappe certificate anche dal film sulla campagna elettorale grillina).

Queste ENTRATE e queste USCITE del M5S, per la “CAMPAGNA ELETTORALE” e per lo “TSUNAMI TOUR” non sono indicate e conteggiate nel RENDICONTO pubblicato da Beppe Grillo sul blog!
Ed essendo Entrate ed Uscite del M5S (che è un unico soggetto politico nazionale) quelle spese ed entrate locali andavano conteggiate ed indicate. Grillo invece – forse nella foga di cercare di contestare la richiesta di trasparenza dei giornalisti – pubblica quei dati falsati, omissivi sia sulle entrate che nelle uscite, facendo sì che quanto pubblica non sia un BILANCIO corretto, fedele ai dati, ma falso.

Se si vuole dare uno schiaffo alla politica degli “altri”, che non pubblica la rendicontazione (anche se alcuni la pubblicano, per essere obiettivi), allora bisogna essere ONESTI e CORRETTI e metterci tutto.

Presentare BILANCI FALSATI di un movimento/partito non è bello!

Anche perché se già si erano evidenziati casi (anche nelle precedenti elezioni locali) in cui, ad esempio, le sottoscrizioni venivano raccolte su conti o carte prepagate “PERSONALI” di attivisti locali, si deve ancora capire come sono state fatturate le spese per i palchi, la Siae e quant’altro, sostenute a livello locale e non indicate (e quindi non conteggiate) nel RENDICONTO che presenta Beppe Grillo?

Ecco, i campioni della “moralizzazione della politica” dovrebbero quindi chiarire bene queste cose che riguardano, tra l’altro, il secondo partito italiano per numero di voti… e non quindi presentare un BILANCIO FALSATO pesantemente!

Ma i “grillini” fanno finta di non capire, oppure non capiscono proprio, le critiche che vengono mosse a Grillo ed al M5S, ed allora, per rendere ancora più chiara la questione del FALSO pubblicato da Grillo, proviamo spiegando in altre parole, in due semplici punti, la questione:

1) Oltre alle spese sostenute dal M5S così come indicate da Beppe Grillo, ci sono tutte le spese sostenute a livello locale per la campagna elettorale del M5S. Ad esempio, tutte le spese delle tappe locali dello Tsunami Tour (palchi, energia elettrica, Siae, ecc ecc). Queste nel rendiconto NON VENGONO INDICATE! Ed è grave! Inoltre non sono indicate, cosa altrettanto grave, le ENTRATE locali con cui sono state sostenute quelle spese, città per città.

2) Il M5S non è una struttura “federativa” come ad esempio già era il PDS ed ora sono il PD, in cui vi è una struttura centrale – con un suo Bilancio – e strutture locali con loro Bilanci (ogni regione aveva un suo Statuto). Il M5S è una struttura unica nazionale, senza Statuti locali e con, quindi, solo una contabilità! Quindi ogni articolazione periferica, cioè locale, del M5S è M5S, punto! Non ci possono essere contabilità locali non ricomprese nella contabilità nazionale!!! Se quanto ENTRA a livello locale non viene contabilizzato a livello centrale diventano FONDI NERI!

E’ chiara ora la questione?

Grillo avrebbe dovuto scrivere: “questo che pubblico è un rendiconto PARZIALE delle entrate e delle uscite per la campagna elettorale del M5S, dove non sono comprese le entrate ed uscite a livello locale ma solo ed esclusivamente quelle sostenute direttamente dal mio staff”. Se scriveva questo – e non la falsità che ha pubblicato – sarebbe stato corretto lui e pure il RENDICONTO “PARZIALE”!

Invece Grillo gioca, tanto poi, al massimo, la butta sulla battuta e sulla scusa che lui è “solo un comico”… Eh no… E’ anche un ragioniere… che ha insegnato a tanti che lui sa leggere bene i Bilanci (vedi ad esempio Parmalat e Telecom). Ora non può certo dire che non sa!

Inoltre, oltre ad omettere un pezzo fondamentale del Bilancio dello Tsunami Tour e della Campagna Elettorale (e non usi nemmeno la scusa che quei dati non li aveva ancora quando si è chiusa la campagna elettorale, visto che, in ciò che pubblica, ci sono anche le spese post-elezioni) Grillo omette di indicare i nomi e cognomi dei sottoscrittori (e delle eventuali Imprese) , ma anche e soprattutto di indicare chi ha selezionato, lui ed il suo staff, come fornitori.
[Renzi, ad esempio, unico caso in Italia, lo ha fatto, di pubblicare nome per nome chi lo ha finanziato, permettendo, ad esempio, di individuare che vi sono alcuni dei principali cementificatori savonesi che hanno effettuato donazioni ma anche le fatture delle spese sostenute – vedi qui].
Grillo indica, ad esempio, una spesa di oltre 140 mila euro per CONSULENZE LEGALI E TRIBUTARIE, ma non dice chi sono questi “Consulenti”. L’assenza di trasparenza fa girare in rete di tutto, e tutto finché non viene chiarito, è verosimile. Tra quello che gira, su questo specifico punto, c’è che parte o tutta la spesa per le consulenze “legali e tributarie” siano finiti al Vice-Presidente del M5S (che è il nipote avvocato) ed al Segretario del M5S (che è un commercialista). Se avesse indicato chi ha dato quelle consulenze, non ci sarebbe da porsi la domanda “ma questo che gira in rete è vero o è falso?”, si saprebbe che, in modo pienamente legale, Grillo ha incaricato i suoi soci del M5S, oppure che così non è stato.

E’ chiaro che qualcosa non torna, nei conti del Grillo e del M5S.
Ma è anche chiaro che formalmente solo lui può decidere come usare i soldi del M5S. Lui, con il nipote avvocato ed il commercialista, hanno titolo di votare i Bilanci del M5S… anche perché quelli che si considerano iscritti attraverso il sito internet, al M5S, non lo sono. Solo chi Grillo vuole, secondo l’art. 8 dello Statuto, può essere ammesso come iscritto… E l’assemblea annuale del M5S si tiene, entro fine aprile di ogni anno… ma di quella del 2013 nessuno sa nulla. Non si sa dove si svolga e quando si svolga, o, nel caso, se si è già espletata… Sempre alla faccia della trasparenza e democrazia. Ma di questo avevamo già parlato.

P.S.
In occasione della cacciata dei giornalisti italiani alla chiusura dello Tsunami Tour, uno dell’Organizzazione ha dichiarato a “Il Fatto Quotidiano” [vedi qui il video] che era stata data “l’escluiva” dell’evento a SKY. Ma l’esclusiva era a pagamento o gratuita? No, perché se era gratuita tutto bene, ma se SKY a pagato per averla, allora si pongono due domande: quanto ha pagato e chi ha incassato?

(Fonte casadellalegalita)

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Eletti a pochi Euro

La politica ci hanno sempre detto costa. La campagna elettorale costa. Poi invece scopri che 15 cittadini-candidati del Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali in Sicilia hanno speso dai 400 agli 800 euro per la loro campagna elettorale, circa 25mila euro in totale, molte meno rispetto alle risorse finanziate pubblicamente dei principali partiti. Ma come avranno fatto? Saranno dei grandi risparmiatori. Oppure quando si hanno le idee, e si vuole aiutare il Paese tutto è possibile?

Ma ecco chi sono in Sicilia gli eletti del Movimento 5 Stelle:

  • Vanessa Ferreri, di Acate, eletta a Ragusa. Lavora in un negozio di pelletteria ed è redattrice di un mensile gratuito sui problemi della sua zona. Ha 40 anni e per la campagna elettorale ha speso 250 euro.
  • Claudia La Rocca, eletta a Palermo, trent’anni di Bagheria. Ha il diploma di maturità scientifica e sta lavorando a un progetto imprenditoriale per il turismo sostenibile. Per la campagna elettorale ha speso 200 euro.
  • Giorgio Ciaccio eletto nel collegio di Palermo ha 31 anni ed è presidente di una società che commercializza alimenti biologici. È attivista della Casa della Legalità e del movimento delle Agende Rosse. Le sue spese elettorali? 450 euro.
  • Salvatore Siragusa eletto a Palermo, è un informatico di 45 anni. Sposato con due figli, vive a Bagheria, dove si batte contro le discariche abusive.
  • Gianina Ciancio  eletta nel collegio di Catania, ha 22 anni ed è la più giovane deputata all’Ars. Diplomata in pianoforte, neolaureata in Scienze ambientali, suona la tastiera in due complessi e lavora nell’agenzia di viaggi dei genitori. Ha speso 380 euro.
  • Angela Foti eletta a Catania con più di 5500 voti, è nata ad Acireale ha trentasei anni ed è sposata con due bambini. Tre anni fa ha promosso un comitato cittadino contro un progetto di riscaldamento a biomasse da realizzare vicino all’ospedale del paese. Ha speso 400 euro.
  • Giancarlo Cancelleri era il candidato Governatore, eletto nel collegio di Caltanissetta. È un geometra di 37 anni, suona la chitarra rock e per la sua campagna elettorale ha speso 350 euro. Ha fondato “La Scorta Civica”, un comitato a tutela dei magistrati minacciati dalla mafia.
  • Valentina Palmeri eletta a Trapani, è stata il candidato più votato del Movimento con poco meno di 7000 voti. Ha trentasei anni ed è sposata con due bambini. È nata ad Alcamo ed è laureata in Scienze naturali. Lavora nell’azienda di famiglia che vende prodotti all’ingrosso per pasticceria.
  • Sergio Troisi di Erice, eletto a Trapani ha 40 anni. A Londra lavora come ingegnere elettronico, dopo aver lasciato il suo posto in Alitalia, poco prima che fallisse. Ha speso 500 euro.
  • Valentina Zafarana eletta nel collegio di Messina, ha 31 anni ed è laureata in Lettere Classiche con indirizzo archeologico. Dal 1990 frequenta l’Azione Cattolica dove fa l’educatrice dei ragazzi. La sua campagna elettorale è costata 150 euro.
  • Antonio Venturino eletto a Enna, ha 47 anni ed è nato a Piazza Armerina. Per vent’anni ha vissuto a Londra, dove ha insegnato commedia dell’arte in diversi college. Ha speso 340 euro.
  • Matteo Mangiacavallo di Sciacca, eletto ad Agrigento, ha 40 anni. Sposato con due bambini, lavora come tecnico informatico nei tribunali ed è attivista del Forum dei movimenti per l’acqua. Per la campagna ha speso 320 euro.
  • Stefano Zito eletto nel collegio di Siracusa, ha 32 anni ed è laureato in Architettura. Lavora come vigile del fuoco a chiamata ed collabora con Addio Pizzo. Ha speso 380 euro in volantini per la campagna. E venti euro in dolci per festeggiare l’elezione.
  • Francesco Cappello avvocato di Caltagirone attivista del comitato No Muos di Niscemi,
  • Giuseppe Lo Monaco revisore contabile di Gela e Giampiero Trizzino, ha partecipato alla riorganizzazione dell’area protetta delle isole Egadi.


La filosofia di Beppe Grillo. Il Movimento 5 Stelle. E’ giunto il momento di comprendere la “filosofia” del movimento e di proporre un primo bilancio, per valutare se e in quale misura i “grillini” anticipino un modo di fare politica che ha molto a che fare con il nostro futuro.

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