Italia in deflazione, non accadeva dal 1959

Altro che ripresa economica. Uno scenario ancora molto preoccupante per l’economia italiana: crescita molto modesta e deflazione. È un sintomo della crisi, non la causa. La deflazione è una tragedia, un circolo vizioso, una trappola da cui è difficile, forse impossibile uscire. Continue Reading


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Liguria: A rischio 6.500 piccole imprese e 20mila posti di lavoro

Liguria

Le piccole imprese della Liguria versano in condizioni critiche e, in assenza di interventi mirati, oltre 6.500 imprese rischiano di chiudere i battenti entro il primo trimestre 2014, con la conseguente perdita di oltre 20mila posti di lavoro nel territorio della Regione. La denuncia arriva da Comitas, l’associazione delle microimprese italiane, che ha elaborato un apposito studio sulla crisi delle piccole attività nelle varie regioni d’Italia.

Il calo dei consumi da parte delle famiglie (-4,3% nel 2012), l’aumento della pressione fiscale, e il blocco dei prestiti da parte delle banche (-10% in un anno), hanno fortemente minato la salute delle microimprese della regione, al punto che nel primo trimestre del 2013 più di 4.300 imprese hanno chiuso i battenti (10.300 nel 2012), e il tasso di crescita delle attività sul territorio registra -0,69%, che sale al -1,36% nel caso delle imprese artigiane, spiega Comitas. La situazione di crisi si è aggravata nel corso del 2013, ma il vero colpo di grazia arriverà con l’aumento dell’Iva dal 21 al 22%: i consumi in regione caleranno di un ulteriore 3% per effetto del rincaro dei prezzi, e più di 6.500 microimprese della Liguria chiuderanno i battenti entro il primo trimestre 2014. Le ripercussioni sul fronte occupazionale saranno enormi, con oltre 20mila cittadini che perderanno il lavoro. A farne le spese saranno soprattutto le imprese artigiane, occorre intervenire e con urgenza, per salvare l’economia della regione e le piccole imprese che vi operano. Il peggio, secondo l’associazione, può essere evitato solo bloccando l’aumento dell’Iva, sostenendo le imprese artigiane con sgravi fiscali e semplificazioni burocratiche, e creando le condizioni per facilitare  le banche a concedere credito alle aziende attraverso il potenziamento dei Confidi.

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Crisi del Mercato dell’auto, mai così in basso

Immatricolazioni-di-autovetture-nei-paesi-dellUnione-Europea

Siamo a 36 mesi di cali consecutivi di vendite. Il dato registrato da Unrae, l’associazione delle case automobilistiche estere in Italia, segna meno 8%. In quattro anni, si calcola siano andati in fumo circa 25 miliardi di Pil solo dal crollo dell’auto. Ovvero cassa integrazione nelle fabbriche, bancali pieni di invenduti e il deserto nelle concessionarie.

II mercato dell’auto e’ al suo quinto anno di una crisi che nessuno nel settore aveva mai sperimentato prima. I numeri ci riportano indietro di quasi quaranta anni, ma al di la’ dei dati statistici, il tema che affrontiamo e’ quello di un’equazione di business che fa fatica a sostenersi ed i sacrifici sono imponenti su aziende, imprese e famiglie. Il calo del mercato ha i contorni ben delineati dalla pressione fiscale, dalla difficolta’ di accesso al credito e dai costi di gestione del possesso fuori dalla nostra possibilita’ di controllo. Nonostante tutte le difficolta’, le azioni commerciali molto forti di Case Automobilistiche e loro reti di vendita rendono questo momento storico il migliore di sempre per acquistare una vettura nuova, ma non hanno l’effetto di riuscire a tenere sostenuta la domanda. Analizzare le dinamiche del mercato in base a facts and figures e’ una delle peculiarita’ dell’UNRAE. Da questo punto di vista, la Sintesi Statistica dell’associazione, e’ lo strumento che fotografa gli ultimi 10 anni di storia degli autoveicoli attraverso differenti prospettive. Questo ci consente di leggere in modo rinnovato e piu’ dettagliato quei fenomeni che conseguono all’attuale situazione di difficolta’: calo dei consumi delle famiglie e flessione della domanda nei segmenti piu’ tradizionali, con conseguente incremento di quota delle vendite a societa’ di noleggio o della quota delle marche premium. Su ognuno dei canali di vendita da questo anno e’, inoltre, possibile analizzare le top ten dei modelli piu’ venduti. Le pagine finali del rapporto, poi, analizzano anche l’evoluzione del profilo dell’acquirente di autovetture in termini di sesso, eta’ e nazionalita’. Ci sono, comunque, elementi che consentono di sperare in un rinnovamento del parco: la dimensione del circolante, la sua eta’ media particolarmente alta con circa il 13% di vetture circolanti che hanno piu’ di 15 anni; la ricerca di economia nei consumi verso le motorizzazioni alternative e di nuove leve finanziarie come il noleggio a lungo termine nei privati, insieme alle auspicate efficaci azioni del governo per rilanciare consumi ed occupazione potrebbero farci vedere gia’ nella seconda meta’ di questo 2013 almeno i primi segnali di una vicina inversione di tendenza. Le oltre 110 pagine della Sintesi Statistica sono un efficace strumento per analizzare l’evoluzione in atto nei vari settori e mercati, considerando anche le nuove formazioni di gruppi industriali, che rendono meno significativa la distinzione tra vetture italiane ed estere.

Scarica il rapporto UNRAE_AUTO2012_Sintesi_statistica.pdf

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