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Stipendi sportivi 2017: Ecco le squadre con i salari più alti del mondo

stipendi sportivi

Sporting Intelligence presenta l’ultimo studio Global Sports Salaries Survey 2017 sulla retribuzione media di 465 squadre di 16 paesi diversi, che militano in 29 campionati di 9 differenti discipline.

Dominano i team del basket professionistico americano, che occupano 17 posizioni su 20. Solo Barcellona, Psg e Real Madrid rompono il monopolio Nba. Continue Reading


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Italia fuori dal Mondiale? Un disastro finanziario per la Fifa e la Figc

Italia fuori dal Mondiale

Questa sera a San Siro contro la Svezia la squadra di Ventura si gioca l’ultima possibilità per andare ai Mondiali di Russia 2018. L’Italia fuori dai Mondiali non conviene a nessuno.

In ballo, infatti, non c’è solo il blasone della nostra Nazionale, ma anche un danno economico non indifferente sia per il calcio italiano (addio sponsorizzazioni, merchandising, diritti tv, premi Fifa e gettito fiscale sulle scommesse), sia per le casse della Fifa. Continue Reading

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Il Real Madrid è la squadra di calcio più ricca del Mondo

Real Madrid
Il Real Madrid si conferma, per l’undicesimo anno consecutivo, il club con il fatturato più alto al mondo con 577 milioni di entrate nel 2014/15. Una manciata di milioni dietro il Real, secondo la classifica dei club calcistici con i maggiori ricavi a cura di Deloitte, ecco il Barcellona, forti del trionfo in Champions League, con ricavi oltre quota 560 milioni. A chiudere il podio troviamo il Manchester United con 519.5M. E’ la prima volta che i primi tre club in classifica hanno tutti superato i 500 milioni di fatturato.

Delle prime dieci società, la metà gioca nella Premier League. Secondo la ricerca di Deloitte, i 20 club più ricchi del mondo hanno generato introiti superiori ai 6,6 miliardi di euro con un aumento dell’8% rispetto alla stagione precedente. Continue Reading

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Gli sceicchi si comprano l’Italia

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Amano i marchi del “made in Italy” ma anche gli investimenti immobiliari di prestigio come alberghi di lusso o quartieri moderni. E non disdegnano il calcio e le infrastrutture. Quando si tratta di spendere, gli emiri arabi non conoscono limiti. Così, in tempi di crisi per l’economia europea, per i fondi sovrani del Golfo la partita delle acquisizioni è facile.

Tra i più attivi Abu Dhabi che ha recentemente portato a segno il colpaccio con l’acquisto di una quota del 47% del capitale di Alitalia da parte di Etihad, compagnia di bandiera del piccolo stato. Il fondo statale sempre di Abu Dhabi, il Mubadala Development Company (che ha acquistato dal Lingotto il 5% di Ferrari, poi ripreso nel 2010 da Fiat) nel 2006 ha comprato il 35% di Piaggio Aero, quota salita al 41%. Qualche anno dopo e cioè nel 2010 la Aabar Investments (la società di investimento della compagnia petrolifera di Abu Dhabi, la Ipic) è entrata nell’azionariato di UniCredit acquistando una partecipazione del 6,5% poi scesa all’attuale 5,081%. Nella stessa compagine azionaria, poi, resta la Banca centrale di Libia con il 2,09%. Gli sceicchi sono attratti dallo stile italiano soprattutto nel mondo della moda. Così nel nel 2011 il Paris Group di Dubai, una società di Abdulkader Sankari, ha acquisito la maison Gianfranco Ferré. Un passaggio di testimone importante nello stesso settore è stato quello del 2012, quando il marchio Valentino fu ceduto, insieme a M Missoni, alla società Mayhoola for Investments del Qatar per 700 milioni di euro. La volontà di investire nella società è stata rafforzata dal’acquisto per 100 milioni di euro di uno spazio commerciale in Piazza di Spagna per creare una boutique per la griffe. Nel 2012 sempre il Qatar si è aggiudicato il complesso alberghiero della Costa Smeralda per 600 milioni di euro: 4 alberghi, il porto, negozi, ville e terreni inedificati. Sempre in Sardegna sulle ceneri del complesso San Raffaele di Olbia nascerà un centro di medicina ad alta tecnologia targato Qatar.

Tra le passioni ci sono anche hotel e e mattone. Soprattutto quello delle grandi città. L’hotel Eden di via Ludovisi a Roma è andato al gruppo Dorchester del sultano del Brunei. Il Regina Baglioni è passato nella proprietà del Fondo sovrano del Qatar (che ha lasciato la gestione alla famiglia Polito) e lo stesso colosso finanziario ha messo nel mirino l’Excelsior e il Grand Hotel della Starwood. Allo stato di trattative segrete l’assalto agli asset del gruppo Boscolo che, oltre all’albergo di piazza della Repubblica, ha l’Aleph di via San Nicola da Tolentino. In prima fila ci sarebbe l’Abu Dhabi Investment Authority. Sempre nell’immobiliare la Qatar Holding è entrata nel progetto di sviluppo di Porta Nuova a Milano dove ha preso il 40% del progetto di riqualificazione urbana da due miliardi di euro insieme alla Hines Sgr. Infine il pallone. Il Qatar ha offerto cifre consistenti per il Cagliari. Nel mire degli sceicchi anche il Milan di Berlusconi (contatti smentiti) ma anche Roma, Lazio e Pescara.

(Fonte: Il Tempo del 08 Settembre 2014)

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Calciatori Sotto Tiro: Il 35% dei giocatori ha subito violenza

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Essere “Calciatori sotto tiro” significa essere minacciati e intimiditi o, peggio, essere vittima di atti di violenza per il passaggio ad un’altra squadra, per la perdita di una partita ritenuta particolarmente importante, per il rendimento in campo al di sotto delle aspettative o anche subire episodi di razzismo per il colore della pelle. Croci sul campo, lumini in panchina, epigrafi mortuarie con nomi e cognomi, scritte sotto casa. Offese, sputi, calci, pugni. Sassi, pietre, spranghe, bastoni, petardi. Incendi di auto. Rapine. Obbligo di togliersi la maglia della squadra perché non “si è degni di portarla”. Cori e striscioni razzisti e offensivi. Minacce e intimidazioni di tipo mafioso. La colpa? Aver perso una o più partite di seguito; la volontà di volere o, al contrario, di non volere cambiare squadra; un saluto ai tifosi della città in cui si è giocato l’anno prima; un mancato saluto sotto la curva; il concedersi momenti di svago privati ritenuti inopportuni; il togliere tanti ragazzi dalla strada, sottraendo manovalanza alle mafie; sino a giungere alla costrizione, sotto minaccia, di dover perdere un match perché una frangia dei propri supporter è entrata a far parte mondo criminale del calcioscommesse. Paura, umiliazione, solitudine, perdita di libertà. Chi direbbe che tutto questo fa parte della la vita di un calciatore?

Uno degli aspetti sui quali in Italia, sinora, non si è svolta alcuna indagine approfondita, è rappresentato dalla quantità e dalla tipologia di intimidazioni, offese e minacce che hanno per oggetto i giocatori di calcio, tanto a livello professionistico quanto dilettantistico.

L’Osservatorio “Calciatori Sotto Tiro” si propone, sensibilizzando in primis giovani e studenti, di segnalare, in un arco temporale definito tutti gli eventi di “razzismo” (inteso nel senso più ampio), riportando in modo esatto la provenienza del calciatore che subisce minacce e gesti di violenza, la tipologia della minaccia, il soggetto che la compie, il luogo dove avviene il fatto e l’area geografica. La radice del problema risiede principalmente nella scarsa sicurezza degli impianti ed in una radicata carenza culturale causa ed effetto di una scarsa educazione al tifo. Molti “tifosi” pensano di poter dar libero sfogo ai propri istinti più beceri e violenti, nella convinzione, molto spesso veritiera, di poterla fare franca, rimanendo impuniti.

Il Report, curato dall’Osservatorio AIC, presenta i principali casi di intimidazione e violenza nei confronti di calciatori professionisti e dilettanti nel corso della stagione sportiva 2013/14. Tra i molti dati analizzati balza certamente all’occhio che le intimidazioni sono rivolte in percentuale più all’intera squadra (65%) che al singolo calciatore (35%), e che la minaccia arrivi nel 47% dei casi dai propri tifosi. Il dato piu’ eclatante arriva dalle tipologie degli episodi segnalati dai calciatori: la maggior parte (35%) riguarda la violenza fisica subita, seguita da insulti e minacce (28%) e da striscioni (13%).

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