La guerra di tutti contro tutti

“Si rimane attoniti a seguire il commento dei principali fatti di portata macroeconomica di questa settimana, dall’annuncio di Hard Brexit di Theresa May alla difesa oltre ogni limite della globalizzazione da parte di Xi Jinping, il premier cinese. Per non parlare delle principali testate giornalistiche internazionali che sostengono ed esaltano il libero commercio addirittura più dello stesso establishment attuale. Winston Churchil soleva dire durante lo scorrere della II Guerra Mondiale che la paura funziona, se ben veicolata può condizionare il comportamento delle persone e modificare le sorti di una intera nazione. Possiamo dire che la paura funziona anche al contrario ossia analizzando i principali eventi di portata istituzionale del 2016 ci si rende conto che in quasi tutto il mondo occidentale è iniziata una fase di mutamento forse epocale: prima il Regno Unito, dopo gli States ed anche noi italiani nel nostro piccolo con il voto del 4 Dicembre. Reazioni non caotiche, ma conseguenziali una dietro all’altra che fanno presagire la loro prosecuzione nei mesi successivi. Leggere gli editoriali di alcuni giornali italiani in queste settimane ti sprona ancora di più a rifiutare lo status quo attuale. Il timore sempre più concreto per le elite di veder svanito il sogno di un mondo uniformato e controllato grazie agli influssi ed indottrinamento globalizzante ormai si sta trasformando in realtà. Pertanto lotta e reazione a tutto quello che in questo momento si sta ponendo come avversario e nemico della globalizzazione: per primo proprio Donald Trump che sbandiera un ritorno al protezionismo economico in stile anni settanta. Continue Reading


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Effetti Brexit: Calcio, politica ed economia si intrecciano

23 giugno 2016, la Gran Bretagna esce dall’Unione Europea. Questo è quanto ha sancito il referendum del popolo, per un processo che in verità sarà molto più lungo di quanto i titoli non dicano. Serviranno almeno altri due anni affinché gli effetti della Brexit si concretizzino nella loro totalità, ma qualcosa di grande è successo e cambierà per sempre il destino della Gran Bretagna in relazione ai rapporti politici, economici e commerciali col resto del Vecchio Continente. Inevitabile, di conseguenza, che anche il mondo del calcio possa subire pesanti influenze da codesta decisione. Continue Reading

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La fine dell’Unione Europea entro il 2017

Intervistato dalla BBC, il celebre sociologo politico Mark Blyth, reso famoso dalle previsioni corrette su Brexit e Trump, suggerisce che l’Unione Europea potrebbe finire nel 2017, con una vittoria del Front National nelle elezioni politiche francesi di aprile. La Le Pen arriverà infatti sicuramente al secondo turno e i francesi, posti di fronte al dilemma se votare contro il FN e a favore di un candidato seguace delle politiche ultra liberiste della Thatcher, potrebbero riservare delle sorprese. Dall’Express. Continue Reading

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Economista confessa: “È dal 2008 che non azzecchiamo una previsione”

Gli economisti non hanno previsto la crisi e continuano a non capirci niente. Il capo economista della Banca d’Inghilterra (Boe), Andy Haldane ammette di essere stato troppo pessimista riguardo alle sue previsioni economiche sull’impatto della Brexit. Finora non è accaduto nulla di catastrofico. Quest’anno l’attività economica del Regno Unito registrerà una crescita intorno al 2%, molto più sostenuta del previsto. Ha spiegato Haldane: Continue Reading

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Le ragioni del leave e quelle del remain al referendum sulla Brexit

infografica-Brexit

Un’infografica riassume le ragioni del leave e del remain al referendum sulla Brexit del 23 giugno.

Mancano solo due giorni al momento in cui i cittadini britannici dovranno decidere se rimanere all’interno dell’Unione Europea o uscire. Giovedì 23 giugno si terrà infatti il referendum consultivo sulla cosiddetta Brexit.

La campagna dell’uscita si è riunita intorno allo slogan “Vote leave“. Fanno parte di questo “fronte” l’ex sindaco di Londra Boris Johnson, alcuni membri del partito Tory, cinque membri del governo Cameron, il partito nazionalista Ukip di Nigel Farage (che però sta conducendo una campagna autonoma), alcuni deputati laburisti. La campagna ha ottenuto finora 2,78 milioni di sterline finora. Continue Reading

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