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La benzina italiana è tra le più care d’Europa

prezzi benzina

Analizzando i prezzi di benzina e gasolio praticati alla data del 23 agosto 2015 nei paesi europei, il Codacons ha rilevato che la benzina risulta più costosa solo nei Pesi Bassi, dove un litro di verde costa 1,652 euro (1,642 euro in Italia), mentre per il gasolio ci batte solo il Regno Unito, dove un litro di diesel è quotato 1,581 euro (1,465 in Italia). E come se non bastasse, il prossimo 30 settembre le accise di benzina, gasolio e gpl potrebbero aumentare di diversi centesimi al litro in un colpo solo.

Considerate che all’erario già versiamo in media più di 1 euro ogni 10 chilometri percorsi in auto. Se oggi la verde costa 1,652 euro, solo poco più di 50 centesimi corrispondono al prezzo del prodotto. Quasi 74 centesimi sono accise, mentre circa 36 centesimi sono Iva. In poche parole, accise e Iva già pesano per il 64% sul prezzo finale della benzina (62% per quello del diesel). Ecco spiegato perchè il crollo del prezzo del petrolio non si traduce mai in un risparmio per il consumatore.

———————– Benzina       Gasolio

Austria                1.142          0.989
Belgium              1.455          1.189
Bulgaria              1.176          1.171
Croatia                1.275          1.160
Cyprus                1.286          1.215
Czech Republic  1.221          1.169
Denmark             1.553          1.298
Estonia                1.129          1.029
Finland                1.502          1.279
France                 1.372          1.134
Germany             1.439          1.160
Greece                1.531            1.162
Hungary              1.173          1.121
Ireland                 1.411          1.269
Italy                     1.642          1.465
Latvia                  1.146          1.019
Lithuania             1.170          0.960
Luxembourg        1.195         1.003
Malta                   1.350          1.280
Netherlands        1.652         1.255
Poland                1.116           0.972
Portugal              1.411           1.112
Romania             1.222          1.186
Slovakia              1.362          1.128
Slovenia              1.331          1.152
Spain                   1.251          1.081
Sweden                1.373          1.277
United Kingdom   1.623       1.581

MEDIA UE             1.338          1.171
(prezzi euro/litro)

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In arrivo la prima benzina sostenibile

Escherichia-coli

La scoperta del gruppo guidato da Sang Yup Lee, dell’Istituto avanzato di scienza e tecnologia coreano Kaist.

Per la prima volta è stata prodotta benzina da batteri geneticamente modificati. Il risultato, annunciato su “Nature”, è considerato il primo verso la possibilità di produrre benzina sostenibile. Questo prodotto derivato dal petrolio è oggi il combustibile più ampiamente utilizzato nei trasporti ed è una miscela di idrocarburi, additivi e altri agenti chimici.

La prima benzina sostenibile è stata ottenuta dal gruppo coordinato da Sang Yup Lee, dell’Istituto avanzato di scienza e tecnologia coreano Kaist, modificando geneticamente uno dei microrganismi più studiati nei laboratori di tutto il mondo, il batterio Escherichia coli, che in passato ha già dimostrato di poter produrre carburante diesel grazie all’ingegneria genetica.
Il riscaldamento climatico globale, correlato all’uso delle risorse fossili per produrre combustibili liquidi come benzina e gasolio, e molti prodotti chimici industriali e di uso quotidiano, ha innescato un forte interesse per lo sviluppo di soluzioni sostenibili per ottenere carburanti. Finora, grazie all’ingegneria genetica erano stati ottenuti ceppi di batteri E. coli in grado di produrre idrocarburi a catena lunga, costituiti da 13-17 atomi di carbonio, adatti a sostituire il diesel.
Adesso per la prima volta che il batterio riesce a produrre idrocarburi a catena corta, come quelli caratteristici della benzina. Modificando il metabolismo dei batteri i ricercatori sono riusciti a produrre 580 milligrammi di benzina per litro di brodo di coltura: ”non è una quantità alta – osserva Sang Yup Lee – , ma è un buon inizio per cominciare a produrre benzina in modo sostenibile per l’ambiente”.

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Vogliamo la benzina ad 1 euro al litro per un anno

Benzina a 1 euro al Litro

Il caro carburanti assorbe il 12,7% del reddito annuo dei cittadini. Adoc e il Movimento Difesa del Cittadino chiedono chiarimenti sui continui rialzi dei prezzi nel settore dei carburanti, e lanciano una provocazione: benzina ad 1 euro al litro per un anno.

Sta diventando insostenibile la situazione sulle strade italiane, i prezzi della benzina stanno raggiungendo la soglia dei 2 euro in controtendenza rispetto al mercato internazionale interessato da un vistoso calo dei prezzi. Pochi gli italiani andati in vacanza e quelli che con grossi sacrifici ci sono riusciti trovano una bella sorpresa al rientro. È una speculazione inaccettabile delle compagnie petrolifere sulle tasche degli italiani. Nell’ultimo anno causa le vicende sulla scena nazionale e internazionale i prezzi hanno subito rialzi a dismisura, adesso è necessario intervenire.

Il costo dei carburanti è una spesa enorme da sostenere per le famiglie ma spesso inevitabile a causa della pessima mobilità del Paese, soprattutto nelle grandi città. L’Italia, denuncia Adoc, è il terzo Paese europeo dove la benzina costa di più, solo Norvegia e Olanda hanno prezzi alla pompa più alti. Ma godono di redditi medi maggiori, con la conseguenza che l’impatto dei rifornimenti è molto minore. Ad esempio per un cittadino tedesco la spesa per i carburanti assorbe solo il 6,5% del reddito annuale, in Francia l’impatto è al 7,7%, in Spagna dell’8%. Il caro benzina è intollerabile e insopportabile, in Italia si spende in media il 12,3% in più che nel resto d’Europa, addirittura il 25% in più che nella vicina Svizzera. Negli ultimi cinque anni il prezzo della verde è cresciuto mediamente del 10% l’anno, causando seri e irreparabili danni economici sia ai consumatori che alle imprese. Una situazione insostenibile che spinge a lanciare questa provocazione: benzina ad 1 euro al litro per un anno. Forse in questo modo si ridarebbe fiato alle famiglie e si darebbe il via al rilancio dei consumi.

Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) chiede risposte: “Il Governo dovrebbe elaborare un vero e proprio piano per bloccare gli aumenti e le speculazioni. Le tutele introdotte dal “Decreto del Fare” appena qualche mese fa rischiano di rivelarsi uno specchietto per le allodole in assenza di un’etica delle compagnie con i cartelloni dei prezzi spenti sulle autostrade. Di questo passo non solo non esisteranno per i consumatori prezzi competitivi da poter confrontare ma si rischia l’abbandono definitivo delle automobili e la paralisi economica del Paese”.

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Basta strozzinaggio sui beni primari

portafoglio-vuoto

La mia proposta? È dire basta a questo strozzinaggio sui beni primari, o meglio sui bisogni di prima necessita come la benzina per andare a lavoro o l’acquisto di un auto nuova o più grande per una famiglia numerosa, per non parlare delle assicurazioni dei mezzi di trasporto privati. Solo elencando queste piccole cose, basta fare due conti, che subito si ottengono circa 300,00 euro risparmiati a persona che è automunita e che va a lavoro ogni giorno e fa in media 80 km al giorno, e già, proprio così, solo calcolando la benzina che ad oggi 24/07/2013 il prezzo e di 1,82 euro a litro… ed un’ auto di piccola cilindrata di vecchio tipo cioè del 2004, per esempio, perché e quello che si può permettere un operaio che lavora per 1000 euro al mese e percorre 80 km al giorno per 5 giorni e 40 nella mezza giornata e la settimana di lavoro finisce, resoconto 440 km a settimana, per 4 settimane 1760, cioè ben 97.77 litri di benzina per un auto che percorre 18 km a litro, circa 180 euro di benzina non retribuita. Tutto questo non è il mio caso ma di molta gente che lavora, fortunatamente, e ha trovato lavoro ad una distanza di circa 20 km che poi va e viene 4 volte al giorno, ma questo lo stato lo sa bene ed ecco perché in zone che non sono provvisti mezzi di trasporto pubblici come quasi tutto il sud e anche in molta parte dell’ Italia. Quindi mi chiedo perché ce molto consumo di questo materiale, cioè la benzina, il prezzo invece di diminuire aumenta, così anche le assicurazioni. Ditemi se non e strozzinaggio questo, come si può chiamare? In Svizzera in Germania il prezzo e inferiore eppure sono vicinissime al nostro “paese” e di benzina ne consumano di meno, il nostro stato non si preoccupa a ramificare in maniera capillare il trasporto pubblico come i nostri vicini della Svizzera, Germania, Francia. Dove se vuoi te la compri un auto per poter uscire, se proprio lo vuoi, ma non è indispensabile come in Italia. Questo è solo una proposta abbassare il prezzo della benzina, il prezzo delle assicurazioni e abolire i bolli che non servono a nulla, tanto percorriamo sempre strade piene di buche, alcune quasi distrutte dal tempo e che non vengono neanche riparate. Che tassa è questa !!! Che per circolare si rompe l’auto. Non solo si deve pagare il bollo, la benzina e l’assicurazione…pure il meccanico per riparare l’auto rotta dalle buche. Per poter andare a lavorare a momenti dobbiamo chiedere un prestito. QUESTA È SOLO UNA PROPOSTA, MA CREDO CHE CIRCA 300,00 EURO IN TASCA A CHI NON ARRIVA A FINE MESE STAREBBERO MEGLIO CHE A CHI NE GUADAGNA MILIONI SENZA FARE NULLA !! Francesco Caputo

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Italiani tartassati della pompa….di benzina

caro benzina

Il prezzo alla pompa della benzina venduta in Italia è, dopo quello praticato in Olanda, il più alto nell’area dell’euro. Per quanto riguarda il diesel, invece, nessuno in Ue paga più di noi quando si reca a fare il pieno. In entrambi i casi il caro–carburante ha un responsabile: le tasse. La denuncia è sollevata dalla CGIA che ha messo a confronto il prezzo alla pompa della benzina verde e del gasolio di autotrazione dei Paesi dell’area dell’euro al 13 luglio 2013.

• Vediamo i costi della benzina
Ebbene, con un prezzo medio della benzina pari a 1,742 euro al litro, gli automobilisti italiani sono, dopo gli olandesi (1,797 euro al litro), i più penalizzati in Ue. Da noi insiste un livello di tassazione (accise + Iva) che tocca 1,030 euro al litro: solo in Olanda accise e tasse sono superiori che da noi (1,059 al litro). Se, invece, prendiamo come parametro di riferimento l’incidenza delle tasse sul prezzo alla pompa, solo la Finlandia registra una percentuale superiore alla nostra di un leggerissimo +0,1%. Se nel Paese scandinavo l’incidenza è pari al 59,2%, in Italia si attesta al 59,1%. Rispetto alla media dei paesi dell’area dell’euro, il prezzo al litro praticato in Italia è superiore di 0,204 euro. Tutto questo importo è riconducibile al peso delle tasse, visto che il prezzo industriale è in linea con la media europea. Per quanto riguarda l’incidenza fiscale, invece, in Italia il dato medio (59,1%) è superiore a quello europeo di ben 5,4 punti.

• E quelli del diesel
Chi in Italia dispone di un’autovettura alimentata a gasolio ogni qual volta si reca presso un’area di servizio paga il prezzo più alto in Ue: 1,624 euro al litro. Ben 0,228 euro in più della media dell’area dell’euro. In ambito fiscale registriamo il record europeo sia quando prendiamo come riferimento il peso delle tasse in termini assoluti sia quando analizziamo l’incidenza delle tasse sul prezzo alla pompa. Nel primo caso, su ogni litro che versiamo nel serbatoio della nostra autovettura diamo all’Erario 0,899 euro (+0,244 euro rispetto media area euro), nel secondo caso, invece, l’incidenza delle tasse sul prezzo alla pompa è pari al 55,4%, ben 8,5 punti in più della media dei paesi presi in esame.

“Tenuto conto che oltre l’80% delle nostre merci viaggia su gomma – evidenzia Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA – non è da escludere che gli aumenti dei carburanti registrati in questi ultimi giorni possano spingere all’insù i prezzi dei principali beni di consumo. Non dobbiamo inoltre dimenticare ci sono intere categorie come i piccoli trasportatori, gli autonoleggiatori, i taxisti, i padroncini, gli agenti di commercio che, a seguito di questi rincari, rischiano di subire dei contraccolpi economici negativi sui bilanci delle proprie attività“.

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