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In arrivo la prima benzina sostenibile

Escherichia-coli

La scoperta del gruppo guidato da Sang Yup Lee, dell’Istituto avanzato di scienza e tecnologia coreano Kaist.

Per la prima volta è stata prodotta benzina da batteri geneticamente modificati. Il risultato, annunciato su “Nature”, è considerato il primo verso la possibilità di produrre benzina sostenibile. Questo prodotto derivato dal petrolio è oggi il combustibile più ampiamente utilizzato nei trasporti ed è una miscela di idrocarburi, additivi e altri agenti chimici.

La prima benzina sostenibile è stata ottenuta dal gruppo coordinato da Sang Yup Lee, dell’Istituto avanzato di scienza e tecnologia coreano Kaist, modificando geneticamente uno dei microrganismi più studiati nei laboratori di tutto il mondo, il batterio Escherichia coli, che in passato ha già dimostrato di poter produrre carburante diesel grazie all’ingegneria genetica.
Il riscaldamento climatico globale, correlato all’uso delle risorse fossili per produrre combustibili liquidi come benzina e gasolio, e molti prodotti chimici industriali e di uso quotidiano, ha innescato un forte interesse per lo sviluppo di soluzioni sostenibili per ottenere carburanti. Finora, grazie all’ingegneria genetica erano stati ottenuti ceppi di batteri E. coli in grado di produrre idrocarburi a catena lunga, costituiti da 13-17 atomi di carbonio, adatti a sostituire il diesel.
Adesso per la prima volta che il batterio riesce a produrre idrocarburi a catena corta, come quelli caratteristici della benzina. Modificando il metabolismo dei batteri i ricercatori sono riusciti a produrre 580 milligrammi di benzina per litro di brodo di coltura: ”non è una quantità alta – osserva Sang Yup Lee – , ma è un buon inizio per cominciare a produrre benzina in modo sostenibile per l’ambiente”.


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Basta strozzinaggio sui beni primari

portafoglio-vuoto

La mia proposta? È dire basta a questo strozzinaggio sui beni primari, o meglio sui bisogni di prima necessita come la benzina per andare a lavoro o l’acquisto di un auto nuova o più grande per una famiglia numerosa, per non parlare delle assicurazioni dei mezzi di trasporto privati. Solo elencando queste piccole cose, basta fare due conti, che subito si ottengono circa 300,00 euro risparmiati a persona che è automunita e che va a lavoro ogni giorno e fa in media 80 km al giorno, e già, proprio così, solo calcolando la benzina che ad oggi 24/07/2013 il prezzo e di 1,82 euro a litro… ed un’ auto di piccola cilindrata di vecchio tipo cioè del 2004, per esempio, perché e quello che si può permettere un operaio che lavora per 1000 euro al mese e percorre 80 km al giorno per 5 giorni e 40 nella mezza giornata e la settimana di lavoro finisce, resoconto 440 km a settimana, per 4 settimane 1760, cioè ben 97.77 litri di benzina per un auto che percorre 18 km a litro, circa 180 euro di benzina non retribuita. Tutto questo non è il mio caso ma di molta gente che lavora, fortunatamente, e ha trovato lavoro ad una distanza di circa 20 km che poi va e viene 4 volte al giorno, ma questo lo stato lo sa bene ed ecco perché in zone che non sono provvisti mezzi di trasporto pubblici come quasi tutto il sud e anche in molta parte dell’ Italia. Quindi mi chiedo perché ce molto consumo di questo materiale, cioè la benzina, il prezzo invece di diminuire aumenta, così anche le assicurazioni. Ditemi se non e strozzinaggio questo, come si può chiamare? In Svizzera in Germania il prezzo e inferiore eppure sono vicinissime al nostro “paese” e di benzina ne consumano di meno, il nostro stato non si preoccupa a ramificare in maniera capillare il trasporto pubblico come i nostri vicini della Svizzera, Germania, Francia. Dove se vuoi te la compri un auto per poter uscire, se proprio lo vuoi, ma non è indispensabile come in Italia. Questo è solo una proposta abbassare il prezzo della benzina, il prezzo delle assicurazioni e abolire i bolli che non servono a nulla, tanto percorriamo sempre strade piene di buche, alcune quasi distrutte dal tempo e che non vengono neanche riparate. Che tassa è questa !!! Che per circolare si rompe l’auto. Non solo si deve pagare il bollo, la benzina e l’assicurazione…pure il meccanico per riparare l’auto rotta dalle buche. Per poter andare a lavorare a momenti dobbiamo chiedere un prestito. QUESTA È SOLO UNA PROPOSTA, MA CREDO CHE CIRCA 300,00 EURO IN TASCA A CHI NON ARRIVA A FINE MESE STAREBBERO MEGLIO CHE A CHI NE GUADAGNA MILIONI SENZA FARE NULLA !! Francesco Caputo

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Caro benzina?Facciamo il pieno in Venezuela

Fonte solovignette

Sappiamo benissimo che, nonostante in Italia nell’ultimo anno la domanda di carburante nel nostro paese è scesa del 7%, il prezzo a causa delle innumerevoli accise è aumentato, arrivando in questi giorni alla soglia dei 2 euro. Sembra strano ma c’è chi sta peggio di noi.

La prossima volta che ci lamentano del prezzo della benzina, ricordiamoci che tutto è relativo. Se in Venezuela ci vogliono mediamente 5 euro a pieno, in Norvegia il costo di un pieno si aggira sui 80 euro. Nella classifica è seguita da Turchia e Israele, noi siamo al settimo posto.

Price…..Country………….Pain Rank
$10.12…Norway………………….#52
$9.41….Turkey……………………#7
$9.28….Israel……………………..#31
$8.61….Hong Kong……………..#35
$8.26….Netherlands……………#41
$8.20….Denmark……………….#47
$8.15….Italy……………………….#34
$8.14….Sweden………………….#48
$7.92….Greece…………………..#26
$7.87….United Kingdom………#37
$7.79….France…………………..#39
$7.77….Belgium…………………#42
$7.74….Germany………………..#40
$7.72….Portugal…………………#23
$7.66….Switzerland…………….#53
$7.59….Finland…………………..#45
$7.34….Ireland……………………#44
$7.15….Japan…………………….#46
$7.12….South Korea…………..#30
$6.93….Slovakia…………………#21
$6.92….Brazil……………………..#13
$6.79….Hungary…………………#15
$6.60….Malta……………………..#27
$6.57….Slovenia…………………#32
$6.55….New Zealand…………#43
$6.49….Austria…………………..#49
$6.47….Spain…………………….#36
$6.46….Czech Republic………#25
$6.41….Australia…………………#54
$6.38….Luxembourg…………..#56
$6.32….Lithuania………………..#18
$6.15….Poland…………………..#19
$6.13….Chile………………………#22
$6.12….Bulgaria………………….#6
$6.08….Latvia…………………….#17
$6.08….Singapore……………….#50
$5.96….Colombia………………..#10
$5.86….Cyprus…………………..#38
$5.82….Argentina………………..#16
$5.80….Estonia………………….#24
$5.71….Romania………………..#11
$5.46….Canada………………….#51
$5.44….India………………………#1
$5.30….South Africa……………#12
$4.89….China……………………..#8
$4.51….Thailand…………………#9
$4.42….Philippines……………..#3
$3.85….Indonesia……………….#5
$3.75….Russia…………………..#33
$3.75….United States………….#55
$3.55….Pakistan…………………..#2
$3.24….Mexico……………………#29
$3.23….Malaysia…………………#28
$2.80….Iran………………………..#20
$2.32….Nigeria……………………#4
$1.89….United Arab Emirates..#57
$1.73….Egypt……………………..#14
$0.89….Kuwait……………………#59
$0.61….Saudi Arabia…………..#58
$0.09….Venezuela………………#60

C’è da dire che questa classifica non ha significato se non si tiene conto del reddito medio in confronto al prezzo al litro. Con questo calcolo Bloomberg ha stilato la classifica “Pain at the pump” (dolore alla pompa). E qui le cose cambiano infatti, L’India con un costo al gallone di 4,5 dollari, e’ al primo posto. Noi scendiamo al 34esimo posto. La prosperosa Norvegia dal primo posto scende al 52esimo.

Il paradiso per fare benzina? Il Venezuela nonostante il salario medio si aggira sui 30 dollari al giorno può vantare la 60esima posizione sia nella prima graduatoria che nella “Pain at the pump”. Merito dei sussidi del presidente venezuelano Hugo Chavez, l’ultima volta che il governo ha cercato di tagliare i sussidi, nel 1989, è stato lacerato da scontri che hanno ucciso centinaia di persone.

Meditiamo sulle nostre accise sulla benzina che da oggi fino al 31 dicembre 2012 saliranno da 724,20 a 728,40 euro per mille litri e quelle sul diesel dello stesso importo da 613,20 a 617,40 euro per mille litri. L’incremento genererà maggiori entrate per le casse statali pari a 65 milioni di euro per rendere strutturale il bonus per i gestori carburanti e fare fronte alla riscossione agevolata delle imposte nelle zone terremotate dell’Abruzzo. Così se andiamo indietro nel tempo, dall’inizio del 2011 le accise sulla benzina sono aumentate di 16,44 centesimi, mentre quelle sul diesel di 19,44 cent, a cui va ad aggiungersi l’effetto moltiplicatore dell’Iva. Senza dimenticare che l’ultimo incremento, di 2,42 centesimi Iva compresa su entrambi i prodotti a favore del terremoto in Emilia, risale allo scorso giugno. Meditiamo ….meditiamo… Non ci resta che andare a fare il pieno in Venezuela.

L’Italia a secco. La fine del petrolio e la nuova era dell’energia naturale. Gli idrocarburi alimentano un sistema economico fondato sull’accumulo e sul consumo smodato, e lo fanno a un prezzo ambientale altissimo. La nostra sete di energia continua a crescere, così come cresce a ritmi vertiginosi quella dei Paesi in via di sviluppo. Ma non è troppo lontano il giorno in cui queste risorse si esauriranno (o cominceranno a costare troppo). Che faremo allora?

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Bioetanolo per dire addio al petrolio


Come largamente riconosciuto, gli attuali sistemi energetici comportano non solo pressioni sulle risorse ormai in via di esaurimento ma anche un incremento delle emissioni di gas climalteranti, in particolare CO2.

Si prevede che lo sviluppo di economie emergenti, come quella indiana e cinese, porterà ad una crescita del consumo mondiale di energia con il conseguente incremento degli impatti ambientali (aumento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera, acidificazione delle acque, perdita della biodiversità ecc.).

È stato stimato che il superamento del limite di 450 ppm per quanto riguarda la concentrazione di CO2 nell’atmosfera significherebbe oltrepassare il punto di non ritorno dell’inquinamento globale e i cambiamenti ambientali sarebbero irreversibili. È crescente quindi la convinzione di dover ridurre l’impiego dei combustibili fossili prima ancora dell’esaurimento dei giacimenti. Se si considera che la combustione dei carburanti fossili comporta il rilascio in atmosfera di circa il 60%, pari a circa 18 miliardi di t nel 2009, delle emissioni totali di CO2 e che il loro contributo al soddisfacimento della domanda di energia è più dell’80% (circa 10 Gtep nel 2009), è evidente la necessità di adottare modelli energetici con un minor consumo di combustibili fossili o modelli economici a bassa emissione di carbonio. Gli strumenti per consentire il soddisfacimento della crescente domanda di energia e allo stesso tempo una mitigazione dei cambiamenti climatici sono: il risparmio energetico, il miglioramento dell’efficienza energetica, la cattura e l’immagazzinamento della CO2 e l’impiego di fonti energetiche rinnovabili.

In particolare la promozione e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili consentono di migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti e la stabilità economica, riducendo le emissioni di gas climalteranti. Tra i diversi settori energetici, la produzione di carburanti presenta delle criticità a causa dell’elevata dipendenza dalle fonti fossili; sarebbe quindi opportuno realizzare almeno una parziale sostituzione dei combustibili fossili con i biocombustibili.

A tal proposito, in questi giorni, a Tortona (AL) è stato inaugurato il primo distributore di biobenzina in Italia, in grado di erogare miscele con bioetanolo di seconda generazione. Che cosa significa che il bioetanolo è di seconda generazione? Significa che è prodotto attraverso l’utilizzo di colture non alimentari, quindi pare senza impatto sulla catena agronomica “food”, che è uno degli aspetti maggiormente discussi nella filiera di produzione. Il carburante sarà a breve prodotto nell’impianto di Crescentino (VC) del Gruppo Mossi&Ghisolfi.

“La chimica sostenibile  rappresenta il futuro per la nostra società e un’opportunità reale per il rilancio economico del paese – ha dichiarato Dario Giordano, direttore Ricerca & Sviluppo del Gruppo Mossi&Ghisolfi – Oggi, grazie alla ricerca disponiamo di un’alternativa al petrolio economicamente e socialmente sostenibile. Bisogna credere con fermezza e scommettere su una green economy italiana che punti sulla ricerca per produrre soluzioni sostenibili”. Continue Reading

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1 Maggio 2012 Festa dei Lavoratori Disoccupati

La disoccupazione in Italia ha raggiunto il 9,7%, il tasso più alto dal 2001 ma “il tasso reale potrebbe risultare superiore poichè ai quasi 2,1 milioni di disoccupati si aggiungono 250.000 lavoratori in cig”. Lo afferma l’Ilo, l’Agenzia internazionale delle Nazioni Unite sul Lavoro nella sua scheda sull’Italia, definendo “allarmante” il livello dei Neet. La disoccupazione giovanile sale al 32,6%, più che raddoppiata dall’inizio del 2008, mentre i disoccupati di lunga durata rappresentano il 51,1% dei disoccupati totali. I lavoratori che non cercano più lavoro hanno raggiunto il 5% del totale e i giovani che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di formazione, hanno raggiunto la cifra allarmante di 1,5 milioni. Dall’inizio della crisi l’occupazione a tempo parziale e determinato è cresciuta fino ad arrivare rispettivamente al 15,2% e al 13,4% del totale, mentre il 50% del lavoro a tempo parziale e il 68% di quello a tempo determinato non è frutto di una scelta dei lavoratori.

Nel mese di aprile, secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,5% rispetto al mese precedente e del 3,3% nei confronti di aprile 2011 (lo stesso valore registrato a marzo).

L’inflazione acquisita per il 2012 è pari al 2,7%. I maggiori incrementi dei prezzi rilevati nel mese di aprile 2012 riguardano le divisioni Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,7%), Trasporti (+1,3%) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1,1%). Aumenti su base mensile più contenuti si rilevano per i prezzi delle Bevande alcoliche e tabacchi (+0,4%), dell’Abbigliamento e calzature e di Ricreazione, spettacoli e cultura (per entrambi +0,2%).

Beni alimentari: nell’ambito degli Alimentari lavorati si mette in luce l’aumento su base mensile dei prezzi del Pane e dei Formaggi e latticini (per entrambi +0,2%), che crescono su base annua rispettivamente del 2,6% e del 3,6%. Continua ad aumentare il prezzo del Caffè (+0,5%, +11,6% rispetto ad aprile 2011) e, al pari del mese precedente, anche ad aprile si registra un rialzo congiunturale dello 0,5% del prezzo del Vino, in crescita su base annua del 3,8%. Nello stesso comparto, infine, si segnalano gli incrementi congiunturali dei prezzi delle Patate (+3,1%, -4,7% su base annua), della Carne ovina e caprina (+1,7%) e delle Uova (+0,6%), in aumento in termini tendenziali, rispettivamente, del 3,4% e del 4,2%.

Beni energetici: l’aumento congiunturale è dovuto principalmente al rialzo del prezzo dell’Energia elettrica (+3,6%), il cui tasso di crescita tendenziale tuttavia scende al 10,9% (dall’11,2% di marzo). In aumento risulta anche il prezzo del Gas (+1,5%), che cresce su base annua del 15,1% (era +15,6% a marzo 2012). Forti rialzi  dei prezzi di tutti i carburanti. Il prezzo della Benzina aumenta del 3,1% sul mese precedente, cosicché il tasso di crescita sale al 20,8% (in sensibile accelerazione dal 18,6% di marzo). Il prezzo del Gasolio per mezzi di trasporto segna un rialzo su base mensile dello 0,9% e cresce su base annua del 20,5% (dal 22,5% del mese precedente). Infine, il prezzo del Gasolio per riscaldamento aumenta dello 0,3% sul mese precedente e del 10,1% su quello corrispondente del 2011 (era +11,7% a marzo).

Per concludere, ad aprile il rincaro annuo del carrello della spesa, cioè i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (dal cibo ai carburanti), è del 4,7% un valore, superiore al tasso d’inflazione (3,3%), che risulta il più alto da settembre 2008.

In parole povere siamo senza lavoro, senza soldi e senza speranze… Buon 1 Maggio Festa dei Lavoratori Disoccupati!

(Fonte dati preliminari Istat)

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