1

Le banche italiane sono piene di crediti marci

crisi-banche-italiane

“La prossima crisi finanziaria arriverà dalle banche italiane. L’Europa è fregata. Voi siete fregati.

La colpa è delle banche italiane, le peggiori dell’intera Europa, che sono imbottite non già di “Cdo”, come le americane ai tempi della grande crisi, ma di crediti deteriorati, i cosiddetti Npl (Non performing loans), frutto di finanziamenti concessi dalle banche a famiglie e imprese finite male. Il problema è che le banche non li hanno svalutati del tutto ma oggi li tengono in bilancio con un valore che si aggira tra il 45 e il 50% del valore all’origine. In parole povere: per ogni 100 euro che gli istituti hanno prestato, ne riusciranno recuperare 20. In pratica è quanto contano di recuperare.

Se le banche facessero pulizia nei bilanci prendendo davvero atto di questa montagna di sofferenze, dovrebbero radere al suolo il loro capitale da un giorno all’altro, e dunque andare a gambe all’aria. Si ritroverebbero “insolventi” nel giro di un niente. 

Il sistema bancario italiano è appesantito da 360 miliardi di “bad debts”, e gli stress test dell’Autorità Bancaria Europea hanno mostrato tutte le debolezze del Monte dei Paschi di Siena, che è alle prese con un difficilissimo aumento di capitale”. Dichiarazione di Steve Eisman, banchiere americano ed ispiratore del film “The big short – La grande scommessa”, colui che aveva previsto la crisi finanziaria del 2007, in un’intervista al Guardian


Condividi:

I clienti delle banche più tartassati d’Europa? Quelli italiani

rapina-in-banca-vignetta

Nel 2015 l’incidenza percentuale delle commissioni nette sui ricavi delle banche italiane (pari al 36,5%) è stata la più elevata d’Europa. Tra i principali paesi Ue, in Francia la quota si è attestata al 32,9, in Austria al 27,5, in Germania al 26,2 e nei Paesi Bassi al 17%. Continue Reading

Condividi: