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Ecco come le Banche rubano i vostri risparmi

titoli spazzatura

La banca è l’usuraio “legale” più diffuso. Il sistema è marcio. Le banche sono abituate a non scontare pena, e non risarciscono. La loro specialità? Il furto con destrezza. In parole povere ti fregano.

Alcune banche sono esperte nel traslare sulla clientela le loro perdite. Come nel caso dei titoli spazzatura in portafoglio a molte di queste, appioppati agli ignari risparmiatori spacciandoli per investimenti remunerativi e altamente redditizi (Cirio, Parmalat, Bond Argentini, titoli atipici, Mps etc etc). Non c’è niente di peggio d’una banca che ruba ai suoi clienti. Ecco come le banche rubano i vostri risparmi. Continue Reading


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Conti deposito sicuri? L’illusione del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi

conti deposito sicuri

La sicurezza dei conti deposito va esaminata sotto due profili diversi. Il primo è quello della sicurezza informatica, il secondo quello della solvibilità dell’emittente. Contare solo sulla protezione del Fondo Interbancario di Tutela, inoltre, rischia di essere una pura illusione.

La sicurezza informatica dei Conti deposito

I conti deposito sono assolutamente sicuri dal punto di vista informatico, per tre motivi:

  • il collegamento tra il tuo pc e il sito della banca è crittigrafato;
  • le banche on line investono decine e decine di migliaia di euro all’anno per garantire la sicurezza dei loro siti;
  • il conto deposito ammette bonifici solo a favore di un conto corrente precedentemente indicato e avente la stessa intestazione del conto deposito stesso.

Quindi, se anche un ladro riuscisse ad entrare nella tua ‘area riservata’ e accedere quindi al tuo conto, al massimo potrebbe fare un giroconto e mandare i soldi sul tuo conto corrente. Sarebbe impossibile far ‘uscire’ denaro dal conto deposito per trasferirlo ad un’altra persona.

Il fondo Interbancario di Tutela dei Depositi

Il vero rischio dei conti deposito si nasconde dietro l’affidabilità della banca che li offre. A poco serve avere il 100% di sicurezza sul collegamento internet se poi prestiamo i nostri soldi ad un istituto poco affidabile, non credi?

Purtroppo non tutte le banche sono solide ed affidabili nella stessa misura. Alcuni istituti meritano la tua fiducia, altri meno. Da tempo circola la ‘storiella’ secondo cui ci sarebbe il Fondo Interbancario a tutelare i tuoi soldi.

Questa affermazione, però, è incompleta e quanto meno imprecisa. Anzitutto il Fondo è un consorzio con limitati mezzi finanziari a disposizione. Ciò significa che in caso di dissesto di grandi banche i soldi non basterebbero per ripagare tutti i clienti.

In altre parole il fondo è uno “schermo protettivo” che serve a tranquillizzare i risparmiatori, come un airbag che dovrebbe difenderti in caso di incidente ma che non scoppierà in caso di collisione.

Come ridurre il rischio dei conti deposito

“Allora è meglio investire nelle banche piccole, contando sul fatto che se fallisse una di queste il Fondo avrebbe i soldi sufficienti per ripagare tutti?” No. Il fallimento di una banca piccola verrebbe messo a tacere, ma il rimborso non sarebbe comunque immediato.

Bisogna tenere presente che in Italia la burocrazia è sempre molto invadente, per cui se la tua banca fallisce non è detto che il rimborso ti arrivi nel giro di qualche settimana.

Di sicuro passeranno alcuni mesi prima che qualche cosa si muova e non escludo che i tempi si allunghino fino a superare gli anni. Se investi in un conto deposito contando sulla sola protezione del Fondo sei simile ad un uomo che beve prima di mettersi alla guida, perché pensa: “se avrò un incidente mi soccorreranno”.

Meglio evitare di trovarsi nei guai, piuttosto che gettarsi nei pasticci per poi contare sull’aiuto esterno, non credi?

Tre consigli per ridurre il rischio dei conti deposito

Per ridurre il rischio dei conti deposito ti do tre consigli. Anzitutto apri il tuo conto solo presso banche note e possibilmente grandi. Tutte le banche hanno un’ancora di salvezza molto robusta: la BCE. Se dovesse andare in crisi un grosso istituto immediatamente le autorità monetarie europee si mobiliterebbero per evitare il contagio.

Quindi le banche di grandi dimensioni, per il ‘peso politico’ che esse hanno all’interno del mondo finanziario internazionale, saranno – paradossalmente – quelle più protette.

In secondo luogo diversifica molto aprendo più conti deposito, se il tuo capitale è elevato, e non mettendo troppi soldi in un solo conto. L’ideale è non superare i 30-50.000 euro per conto, così da avere una sufficiente protezione in caso di dissesto della banca stessa.

Infine, non lasciarti attrarre da offerte troppo allettanti. Quando una banca offre tassi fuori mercato, lo fa perché ha un disperato bisogno di soldi. Ha la necessità assoluta di trovare delle persone che la finanziano perché altrimenti la sua gestione, privata della liquidità, si incepperebbe.

Tre mosse vincenti:

  • affida i tuoi soldi solo a banche note ed in vista, il cui fallimento sarà evitato ad ogni costo per le conseguenze che lo stesso avrebbe sul sistema bancario e finanziario internazionale;
  • diversifica molto, limitando il saldo massimo di ogni conto a non più di 30-50.000 euro;
  • stai alla larga dalle offerte ‘troppo vantaggiose’. Se una banca paga molto per avere i tuoi soldi c’è sempre un motivo…
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15 milioni di italiani tengono i soldi sotto il materasso

soldi-materasso

15 milioni di italiani non hanno un conto in banca. Allora dove li tengono? Sotto il materasso? Questa è la domanda che si è posta la CGIA per cercare di capire questa peculiarità tutta italiana che ci contraddistingue rispetto agli altri Paesi europei.

La domanda diventa poi di estrema attualità se si considera l’introduzione dell’obbligo della tracciabilità dei pagamenti, questa anomalia creerebbe inevitabilmente parecchi problemi. Non dimentichiamo, inoltre, che l’approvazione di questa operazione rallenterebbe la velocità di circolazione della moneta, creando non pochi problemi di natura economica. Ma qual è la ragione che spinge così tanti italiani a non affidare i propri risparmi alle banche?

Una prima risposta è riconducibile a ragioni storico-culturali ancora molto presenti in alcune aree e fasce sociali del nostro Paese. Basti pensare che molte persone di una certa età e con un livello di scolarizzazione molto basso preferiscono ancora adesso tenere i soldi in casa, anziché affidarli ad una banca. Una seconda spiegazione viene dal fatto che molti pensionati tengono i propri soldi nei libretti di risparmio postale o – come risulta da una recente indagine condotta dalla Commissione Europea – utilizzano in misura maggiore, rispetto ai cittadini di qualsiasi altro Paese dell’Ue, il conto corrente di un familiare.

Ma cosa succede negli altri Paesi europei? Come anticipato, in Italia ci sono quasi 15 milioni di persone senza un conto (pari al 29% degli italiani over 15). Seguono Paesi come la Romania, con poco più di 9.860.000 persone (55% del tot. dei romeni over 15) e la Polonia, con poco meno di 9.700.000 cittadini (30% del tot.). Il divario con i competitor è abissale: in Francia e nel Regno Unito i cosiddetti “unbanked” sono in entrambi i casi poco più di un milione e mezzo (pari al 3% della popolazione con più di 15 anni). In Germania, invece, la soglia di coloro che non detengono un conto corrente si abbassa a poco più di un milione e quattrocentomila persone (pari al 2% del totale degli over 15 tedeschi).

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Zitti zitti le banche ti stanno preparando uno scherzetto

banca-bancarotta

Se la banca fa bancarotta anche i suoi clienti avranno grandi problemi. L’attuale proposta EU dice che i clienti possono ritirare un max da 100 a 200 euro al giorno, se la banca fallisce. Questo stato puo’ durare fino a 3 settimane. Chiunque stia programmando un acquisto maggiore deve pensarci per tempo, per avere il suo denaro.

Ecco i tre gentlemen che hanno progettato le regole per l’Unione Bancaria, che sarà valida per i conti risparmio di ogni europeo:
Herman Van Rompuy (che nessuno ha eletto),
Dalia Grybauskaite (scelta dal 68.21 percento dei Lituani),
José Manuel Barroso (vedasi Van Rompuy).

Alla totale insaputa del pubblico, la EU fa passi concreti nel caso si verificasse un fallimento bancario. Alcune settimane fa, in un weekend, è stato deciso di procedere al salvataggio delle banche; i risparmiatori oltre i 100.000 euro e gli azionisti e i titolari di bonds dovranno partecipare con un tributo obbligatorio al salvataggio bancario. Ora la presidenza lituana ha presentato i primi dettagli concreti su come sarà un salvataggio bancario, che sarà estremamente spiacevole anche per quei risparmiatori che in sicurezza credono, grazie alla assicurazione sul deposito, che riguarderà solo i “ricchi”, ovvero gli investitori con piu’ di 100mila euro.

La proposta lituana indica che se una banca va in bancarotta, anche i piccoli risparmiatori non potranno avere immediatamente il loro denaro. Essi dovranno invece attendere fino a 4 settimane – 20 giorni lavorativi – ed arrangiarsi solo per le piccole necessità: potranno infatti prelevare da 100 a 200 euro al giorno – non di piu’. Il Consiglio EU sotto la direzione di un presidente eletto da nessuno in Europa, alias Herman Van Rompuy, aveva originariamente proposto di far attendere i risparmiatori 4 settimane prima che avessero il loro denaro. Il Parlamento trovo’ questa scadenza un po’ troppo lunga e richiese che i depositi al di sotto dei 100.000 euro venissero pagati entro 5 giorni. Poichè pero’ tecnicamente tutto questo non è possibile – nessuna banca dispone di cosi tanto denaro reale- il compromesso dovrà essere questo: 20 giorni di attesa, in cui è possibile prelevare con bancomat, quotidianamente, dai 100 ai max 200 euro. Ci si dovrà preoccupare di 3 settimane, come cita il giornale della Borsa, fino al 2020, perchè gli ispettori nazionali semmai giungano a pensare se la faccenda non possa andare piu’ velocemente. Nel caso in cui gli ispettori facessero attenzione agli investitori o reclutassero gli stessi principalmente da Russi armati, allora potrà andare piu’ velocemente: dapprima 15 poi 10 e nel 2023 finalmente 7 giorni lavorativi.

Questo sviluppo di fatto significa che anche per un risparmiatore che si affidasse oggi ciecamente a cio’ che dicono Angela Merkel e Wolfgang Schäuble, ovvero che depositi al di sotto dei 100mila euro sono sicuri, dovrà pietire per avere i suoi risparmi. Se volete veramente avere tra le mani il vostro denaro, oppure ne avete bisogno per acquisti maggiori oppure avete una attività, che di solito ha delle uscite quotidiane ben maggiori di 100 euro, allora sarà bene che riflettiate su come poter disporre del vostro denaro se la banca finisce in bancarotta.

Il piano attuale indica che nel caso di un crollo bancario, nessuno potrà fare affidamento sulle affermazioni dello stato. Piuttosto verranno pronunciate “condizioni eccezionali”, che faranno si, che anche i risparmiatori che in banca hanno meno di 100mila euro, dovranno contribuire con un tributo obbligatorio. Il governatore della banca centrale lituana, Vitas Vasiliauskas, ha detto alla Reuters, di rendersi conto che le elezioni federali tedesche “potranno ritardare un po’ il processo” , ma che l'”Unione Bancaria è una super-priorità della EU”. Non c’è unione invece sulla questione dell’importo che le banche dovrebbero pagare come sicurezza sui depositi. Qui la EU è in conflitto soprattutto su chi deve calcolare il rischio, rappresentato dalle singole banche e sulla cui entità si deve definire un importo. Per i funzionari c’è stata una acutizzazione notevole nel documento mostrato: l’importo “dovrebbe” definirsi in funzione del rischio, mentre in passato si diceva “puo'” essere calcolato secondo il rischio. Che l’importo non “debba” essere calcolato in funzione del rischio, come penserebbe ogni mente sana, dipende anche dal fatto che i governi nazionali in futuro dovrebbero essere esclusi dal calcolo del rischio.

Le banche vogliono regolare tra sè i rischi e lasciar definire il tutto alla EBA, ente di ispezione delle banche europee, una istituzione che la belga Dexia , in un “test sullo stress” solo alcuni mesi fa prima del suo spettacolare crollo, aveva definito come istituto particolarmente affidabile. I piani della EU per i primi crolli delle banche europee nel secolo dei derivati e delle turbo-speculazioni procedono…perchè il crollo diventi, soprattutto per i piccoli risparmiatori ed azionisti un test esistenziale per lo stress. Questo perchè 3 settimane a battere i denti, soprattutto per i cittadini piu’ anziani, che hanno tutti i loro risparmi nelle banche, diventi d’obbligo. Il crollo di una banca per i risparmiatori è un processo altamente demoralizzante, secondo la proposta EU i risparmiatori dovranno aspettare solo settimanalmente, prima di rendersi conto se potranno o meno rivedere il loro denaro.

La Eu vuole definire i dettagli piu’ importanti dell’Unione Bancaria entro questo anno. Si fa dura per i risparmiatori e, come sappiamo… non solo per quelli ricchi.

(Fonte http://deutsche-wirtschafts-nachrichten.de…ts-nachrichten/ – Traduzione Cristina Bassi)

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Soldi in Banca? Meglio sotto il materasso

Pinocchio-gatto-volpe

Provate ad aprire un conto corrente in una banca qualsiasi di una cinquantina di euro e tornate dopo un mese per vedere che fine hanno fatto i vostri soldi. Si tratta di un esperimento costoso ma particolarmente utile. Dopo un mese i vostri soldi non ci sono più e molto probabilmente il vostro conto corrente sarà già in rosso. Le spese di tenuta conto, di apertura conto, i vari bolli avranno rosicchiato l’intera cifra. Siamo abituati ad anomalie del genere e quindi probabilmente ci stupiamo meno di quanto dovremmo. Se affido a qualcuno la gestione di una certa cifra come può tale gestione consumare l’intera cifra? Se dessi la stessa cifra ad un amico perché me la custodisse e dopo un po’ di tempo non me la restituisse più dicendomi che il suo lavoro di gestione gli è costato di più della cifra che gli ho dato…beh…probabilmente lo accuserei di appropriazione indebita se non di furto. Questo piccolo esempio purtroppo è la rappresentazione semplificata della situazione economica contemporanea. La crisi economica del 2008 è stata determinata da una bolla speculativa attribuibile ad anomalie nel sistema bancario. La responsabilità delle banche è chiara nonostante che i maggiori gruppi bancari internazionali abbiano partecipazioni in tutti i principali media e quindi possano veicolare messaggi leggermente diversi. Certo in questo caso non possono negare del tutto la loro responsabilità anche se la ridimensionano molto. Il capitalismo finanziario è di gran lunga peggiore del capitalismo tradizionale che quanto meno si basava sulla produzione. Quello che capirebbe anche un bambino è che la nostra ricchezza dipende dalla produzione e la produzione dipende dal lavoro. L’unico modo che hanno gli esseri umani di produrre qualcosa è di lavorare. Anche quando qualcosa viene prodotto attraverso macchine, queste macchine devono essere in precedenza essere state costruite dal lavoro umano. Il capitale, inteso come denaro depositato da qualche parte, di per sé non produce niente. Potete provare, se non mi credete, a seppellire qualche moneta come fece a suo tempo Pinocchio, ma credetemi, non crescerà l’albero dei soldi. Teoricamente dovrebbe arricchirsi chi, in un modo nell’altro, lavora sia attraverso il proprio contributo manuale, intellettuale o gestionale. L’operaio è una persona che lavora, l’imprenditore è una persona che lavora, il manager è una persona che lavora…lo speculatore no, lui non lavora, lui utilizza i soldi un po’ come faceva Pinocchio, solo che il sistema finanziario contemporaneo si è davvero inventato l’albero dei soldi. Il problema è che la produzione totale non cambia in virtù della speculazione ed ecco che la ricchezza che qualcuno guadagna in questo modo viene sottratta a chi davvero l’ha prodotta attraverso il proprio lavoro. A risentirne è l’intero sistema economico. Cantonà in un video recente ha invitato i risparmiatori a togliere i soldi dalle banche. Sembra un invito estremo, irrazionale eppure è l’unica strada per dare una svolta ad un sistema economico ingiusto e iniquo, in cui pochi godono i benefici del lavoro di molti. I grandi speculatori finanziari hanno più potere di tutti i politici mondiali, in un’epoca dominata dall’informazione, loro possiedono tutti i mezzi di comunicazione. I conti correnti ormai rendono meno della mattonella o del materasso. Quando la banca ci presta denaro ci chiede un prezzo alto (sempre che decida di prestarlo) quando noi prestiamo denaro alla banca ci chiede paradossalmente di pagare le spese bancarie. I fondi comuni di investimento negli ultimi 25 anni hanno reso meno dei bot eppure qualcuno continua ad affidare i propri risparmi a questo sistema. L’unico modo di evitare future crisi economiche è di ricostruire completamente il sistema finanziario, ma finché i gruppi bancari avranno questo potere la regolamentazione vera non inizierà…quindi probabilmente ha ragione Cantonà meglio il materasso. Paolo Morelli

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