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La scuola di Mario Lodi: Libera e con al centro i bambini

La scuola di Mario Lodi

Mario Lodi, maestro, scrittore, pedagogista e amico della scuola pubblica. Ha sempre cercato di eliminare dalla scuola ogni atteggiamento autoritario e di mettere invece al centro il bambino. Invece spesso le esigenze degli alunni sono l’ultimo pensiero.

Le sue metodologie educative furono inizialmente ispirate da quelle di Cèlestin Freinet, tanto da diventare esponente del Movimento di Cooperazione educativa. È proprio nel contatto quotidiano con i bambini, con la loro osservazione partecipe che Mario Lodi ridisegna il valore della scuola, ne cambia aspetti didattici e metodologia. Questa idea di scuola Mario Lodi l’ha messa in pratica per una vita.

Disse in un’intervista rilasciata a Repubblica per i suoi 90 anni

“Mi mettevano in classe molti ripetenti, ragazzi difficili che reagivano alle avversità con violenza e dissipazione. Così facevo venire il medico che illustrava gli effetti del fumo in polmoni giovani. E con il contadino uscivamo in campagna, e insieme al pescatore arrivavamo fino al fiume. E contemporaneamente spiegavo storia e geografia. La scuola non può accontentarsi di leggere e scrivere, deve crescere cittadini responsabili”. 

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Buon primo giorno di scuola a tutti i bambini

primo giorno di scuola

Il primo giorno di scuola rappresenta per molti bambini l’inizio di un nuovo percorso di vita. Un momento che resterà per sempre impresso nella mente dei bambini e dei genitori.

Questa poesia la dedico a mia figlia che tra pochi giorni inizierà il suo primo anno scolastico. Ti auguro di entrare da quel portone portando con te tutto il tuo sorriso, il tuo entusiasmo, la tua fantasia ma soprattutto i tuoi “colori“. Mi auguro anche, che tu, e i tuoi compagni di classe, sarete migliori di noi. Vai piccola!

E a voi tutti, buon primo giorno di scuola, buona prima elementare, buona vita. Continue Reading

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Paesi ricchi, bambini poveri: Uno su cinque non ha da mangiare

povertà bambini nel mondo

Secondo l’ultimo Report Card dell’UNICEF – Centro di Ricerca Innocenti, intitolato Costruire il futuro – I bambini e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile nei paesi ricchi, un bambino su cinque nei Paesi ad alto reddito vive in povertà economica relativa e in media uno su otto si trova ad affrontare problemi di insicurezza alimentare (1 su 5 nel Regno Unito e negli Stati Uniti e a 1 su 3 in Messico e Turchia). I bambini stanno male e soffrono anche nei Paesi più ricchi e sviluppati.

Il rapporto valuta le condizioni dei bambini in 41 Paesi ad alto reddito in relazione agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) identificati come i più importanti per il loro benessere, stila una classifica dei Paesi in base alla loro performance ed elenca le sfide e le opportunità che le economie avanzate affrontano per raggiungere gli impegni globali a favore dei più piccoli.

Secondo i dati della Report card, circa un bambino su 10 nei Paesi ad alto reddito vive in famiglie in cui nessun adulto possiede un impiego: questo numero aumenta a circa un bambino su 7 in Bulgaria, Ungheria, Nuova Zelanda, Spagna e Regno Unito e a circa uno su 5 in Irlanda. Fra i giovani fra i 15 e i 19 anni nei paesi ad alto reddito, circa 1 su 13 non lavora, non studia e non segue un programma di formazione (NEET). La quota di questi giovani inattivi è molto più alta in Europa meridionale e in America Latina, mentre i tassi più bassi si riscontrano nell’Europa settentrionale e centrale. Le misurazioni delle competenze di base nella lettura, nella matematica e nell’alfabetizzazione scientifica indicano che un quindicenne su 3 non raggiunge un livello di competenze basilare.

Nei paesi ad alto reddito, nel 2012, il suicidio è stato la principale causa di morte tra i giovani tra i 15-19 anni di entrambi i sessi, avendo provocato il 17,6% di tutti i decessi. Almeno 1 bambino su 10 nei paesi esaminati è regolarmente vittima di bullismo.

Tutti i Paesi ricchi hanno già ridotto i propri tassi di mortalità neonatale al di sotto del traguardo globale di 12 morti per 1.000 nati vivi. La Slovenia ha più che dimezzato il proprio tasso di mortalità neonatale tra il 2005 e il 2015. Nei Paesi esaminati nel rapporto diminuiscono anche la frequenza dell’ubriachezza fra gli adolescenti e il tasso di fertilità adolescenziale.

“Per alcuni indicatori – disuguaglianza di reddito, salute mentale autodichiarata degli adolescenti e obesità – il trend mostra motivi di preoccupazione nella maggior parte dei paesi ricchi”, spiega l’Unicef nella presentazione del rapporto. “In due terzi degli Stati esaminati le famiglie più povere con bambini si trovano oggi ancora più penalizzate rispetto alla media del 2008. Il tasso di obesità tra i giovani tra gli 11 e i 15 anni e il numero di adolescenti che hanno riportato di soffrire di 2 o più sintomi psicologici ogni settimana sta aumentando nella maggior parte dei paesi. Sebbene molti paesi abbiano compiuto grandi progressi su diversi indicatori, rimangono ancora profonde differenze in altre aree”.

Vediamo adesso alcuni dati che riguardano il nostro Paese. L’Italia è al 24esimo posto su 41 Paesi Ue/Ocse nella tabella generale di confronto relativa ai nove Obiettivi di sviluppo sostenibile; ricopre una posizione di eccellenza in “Pace, giustizia e istituzioni efficaci” (secondo posto) e ottiene il suo risultato peggiore nell’Obiettivo “Eliminazione della povertà” (31esimo posto). In Italia il 25,1% dei bambini vive in povertà reddituale relativa e il 51% in povertà multidimensionale (il 5° tasso più alto).

L’Italia con l’11,2% dei 15-19enni che non lavora, non studia e non segue un programma di formazione (NEET) si colloca nell’ultimo terzo della classifica per questo obiettivo (30°); il 9,7% dei minorenni vive in famiglie senza lavoro. L’Italia ha la più alta percentuale di bambini e adolescenti di età compresa tra gli 11 e i 15 anni che riferiscono di soffrire di due o più sintomi psicologici più di una volta alla settimana (36,5%). Il nostro Paese, infine, ha il quarto tasso di ubriachezza più basso tra i bambini di età compresa tra 11 e 15 anni, pari al 4,4%.

“La Report Card 14 è un campanello d’allarme, che ci ricorda che anche nei paesi ad alto reddito il progresso non va a beneficio di tutti i bambini,” ha dichiarato Sarah Cook, direttrice dell’UNICEF Innocenti. “Redditi più alti non portano automaticamente a condizioni migliori per tutti i bambini, possono anzi aggravare le disparità. I governi di tutti i paesi devono agire per assicurare che le differenze vengano ridotte e che si effettuino progressi per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per i bambini”.

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Per aiutare la famiglia l’Italia spende solo l’1,5% del Pil

sostegno alla famiglia

A quanto ammonta, in Italia, la spesa pubblica destinata alla protezione sociale di famiglie e bambini?

Stiamo parlando di quella parte di spesa pubblica destinata a favore di famiglie con figli a carico, indennità o sovvenzioni per maternità, nascita di figli o congedi per motivi di famiglia, assegni familiari, sovvenzioni per famiglie con un solo genitore o figli disabili, sistemazione e vitto fornito a bambini e famiglie su base permanente (orfanotrofi, famiglie adottive, ecc.), beni e servizi forniti a domicilio a bambini o a coloro che se ne prendono cura, servizi e beni di vario genere forniti a famiglie, giovani o bambini (centri ricreativi e di villeggiatura). Continue Reading

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L’educazione ambientale spiegata ai bambini dalla A alla Z

educazione ambientale

Sviluppo sostenibile, economia, conservazione delle risorse, ma anche educazione civica e ambientale. Il problema ecologico, globale e locale, è la vera sfida dei futuri cittadini.

Basta davvero poco per trasmettere ai propri figli l’amore per l’ambiente in cui vivono e per farli diventare degli adulti eco-consapevoli.

È fondamentale far comprendere, precocemente, gli effetti che i nostri stili di vita producono sull’ambiente in modo da intervenire positivamente sulla formazione ed interiorizzazione di piccoli e grandi comportamenti: tutela delle risorse del territorio, dell’alimentazione sostenibile, del rispetto degli animali e della protezione del Pianeta.

L’alfabeto dell’ambiente per insegnare ai bambini l’educazione ambientale, troppo spesso dimenticata e messa da parte.  Continue Reading

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