L’Italia ha bisogno di lavoro, non di carri armati e missili

 lobby delle armi

In questi giorni la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha iniziato a occuparsi del decreto della presidenza del consiglio che deve decidere la ripartizione di 46 miliardi di un fondo di investimenti (previsti fino al 2032) che la scorsa legge di bilancio aveva stanziato per sostenere interventi in tanti ambiti: trasporti, ricerca, periferie, difesa del suolo, lotta al dissesto idrogeologico, edilizia scolastica, bonifiche, informatizzazione dell’amministrazione giudiziaria, ecc. ecc.

Di Difesa e armi non si parlava. Invece nella tabella del decreto in distribuzione si legge che 9.988.550.001 (il 22% del totale) saranno destinati al ministero della Difesa. Un aumento di circa 800 milioni l’anno per il budget della Difesa. Continue Reading


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Liberiamo il mondo dalle armi nucleari

No alle armi nucleari

Le armi nucleari provocano danni irreversibili, hanno conseguenze umanitarie catastrofiche per l’ambiente e per tutta l’umanità e il loro uso, in qualsiasi circostanza, è ingiustificabile. Una via senza ritorno. Nel nostro pianeta non c’è posto per armi di tale terrore e distruzione di massa.

Per questo, la sede torinese del MIR-MN ((Movimento Internazionale della Riconciliazione – Movimento Nonviolento) ha proposto a diverse associazioni della società civile di redigere un appello al governo italiano perché cambi atteggiamento sui negoziati in corso all’ONU per la messa al bando delle armi atomiche. Lo scopo principale dell’appello è quello di rompere il muro del silenzio che su questa vicenda si è creato, obiettivo, almeno in parte, raggiunto. Ora occorre passare alla fase successiva, la più difficile, quella di far cambiare le scelte del governo. Continue Reading

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La guerra è pace

La guerra è pace

Dal 1945 lo scopo dell’ONU è quello di “fornire la soluzione pacifica delle controversie internazionali, mantenere la pace e promuovere il rispetto dei diritti umani”. L’ONU è nata dalle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, tuttavia non è il primo tentativo occidentale di costituire un’organizzazione sovranazionale per garantire la pace. Continue Reading

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Crescono le spese militari mondiali

spese militari mondiali

Le spese militari mondiali continuano a crescere. Secondo il rapporto annuale pubblicato dallo Stockholm international peace research institute (Sipri), nel 2016 le spese militari nel mondo sono state pari a 1.686 milioni di dollari (circa il 2,2% del PIL di tutto il mondo), 0,4% rispetto al 2015.

Va ricordato che questo dato non comprende il settore delle armi piccole e leggere (pistole, fucili, mitra, bazooka, lanciarazzi ecc.), più difficile da quantificare, ma stimato intorno al 10-20% del totale mondiale.

Nel 2016 gli Stati Uniti hanno potenziato le loro spese dell’1,7% (611 miliardi di dollari), l’Europa occidentale del 2,6 % (334 miliardi di dollari), la Cina del 5,4% (215 miliardi di dollari), la Russia del 5,9% (69,2 miliardi di dollari) e l’India del 8,5% (55,9 miliardi di dollari). Anche in Medio Oriente, Iran e Kuwait aumentano gli investimenti per le spese militari. Un leggero calo è registrato, invece, per l’abbassamento del prezzo del petrolio, in Arabia Saudita (-30%) e in Iraq.

L’Italia ha registrato l’aumento più notevole, + 11% tra il 2015 e il 2016. Per il 2016 risulta che siamo arrivati a 23 miliardi. Secondo i ricercatori svedesi ciò sarebbe da attribuirsi ad un sostegno fornito alle industrie italiane del settore delle armi: Francia, Regno unito, Germania e Italia si trovano in quest’area

Inoltre l’Italia si sta dotando di sistemi d’armamenti particolarmente preoccupanti che sono i bombardieri F35 che saranno dotati di bombe nucleari B61 modello 12, e un’ulteriore nuova portaerei che si va ad aggiungere alle altre due che già abbiamo e che presenta l’Italia sulla scena internazionale come una potenza capace di proiettare la propria forza militare in scenari anche molto lontani.

“La crescita della spesa in molti paesi dell’Europa centrale può essere in parte attribuito alla percezione della Russia come maggiore minaccia”, ha detto Siemon Wezeman, ricercatore senior per il programma AMEX del SIPRI. “Questo nonostante il fatto che le spese militari della Russia nel 2016 costituissero solo il 27% del totale degli stati europei membri della NATO”.

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Le armi dell’allegria

Eccole qua
le armi che piacciono a me:
la pistola che fa solo pum
(o bang, se ha letto qualche fumetto)
ma buchi non ne fa…
il cannoncino che spara
senza far tremare
nemmeno il tavolino…
il fuciletto ad aria
che talvolta per sbaglio
colpisce il bersaglio,
ma non farebbe male
né a una mosca né a un caporale…
Armi dell’allegria!
le altre, per piacere,
ma buttatele tutte via!

Gianni Rodari – Tratta da “Il libro degli errori

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