Giornata contro l’Aids, l’Unicef lancia l’allarme: Ogni 2 minuti un contagio

aids-hiv

L’Aids rimane una delle cause principali di morte fra gli adolescenti: nel 2015 ha causato 41.000 vittime fra i ragazzi tra i 10 e i 19 anni. Ogni 2 minuti un giovane, di cui due terzi di sesso femminile, viene infettato dall’Hiv.

Secondo il settimo rapporto sui bambini e l’Aids “For Every Child: End Aids” 150.000 bambini sotto i 15 anni sono stati contagiati da Hiv nel 2015. Se entro il 2030 non verranno effettuati ulteriori progressi, i nuovi casi di Hiv per questa fascia di età aumenteranno fino a 400.000 ogni anno, rispetto ai 250.000 del 2015 in tutto il mondo. Continue Reading


Condividi:
0

Medici Senza Frontiere attacca le televisioni. Meno gossip più informazione

CRISI UMANITARIE DIMENTICATE  DAI MEDIA 2012

Le crisi umanitarie stanno inesorabilmente scomparendo dai telegiornali italiani, nonostante il desiderio del pubblico di essere più informato. La lotta quotidiana per la sopravvivenza di intere popolazioni in paesi come la Repubblica Democratica del Congo, il Sud Sudan e il Mali sono relegate all’oblio. Medici Senza Frontiere (MSF), nel corso di un incontro patrocinato dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana FNSI, ha presentato Le crisi umanitarie dimenticate dai media nel 2012 – 9° Rapporto di MSF”. L’indagine, realizzata con il supporto dell’Osservatorio di Pavia, prende in esame la copertura delle crisi umanitarie nei principali notiziari (prima serata) della televisione generalista (3 della TV pubblica e 4 della TV privata). Il quadro è inaccettabile: nel 2012 i telegiornali hanno dedicato solo il 4% dei servizi a contesti di crisi, conflitti, emergenze umanitarie e sanitarie. È il dato più basso dal 2006, cioè da quando MSF ha avviato il monitoraggio dei TG. Le crisi umanitarie da dimenticate sono diventate invisibili. Per questa ragione, MSF chiede ai media di sostenere gli sforzi per portarle all’attenzione dell’opinione pubblica.

I dati sono particolarmente importanti, se combinati con quelli di un’altra ricerca commissionata da MSF all’Eurisko: si rileva, infatti, che il 63% della popolazione italiana desidera ricevere dai media più informazioni sulle emergenze umanitarie. Secondo un sondaggio d’opinione effettuato nel maggio 2013, il 78% del campione considera eccessiva la quantità di notizie sul gossip e il 64% considera sia presente troppa politica, mentre il 60% chiede maggiori informazioni sul lavoro delle organizzazioni umanitarie e sul modo in cui poter dare il proprio contributo.

Ogni anno stiliamo la lista delle ‘Crisi dimenticate’ con un augurio: che l’anno successivo sia vuota”, dichiara Loris De Filippi, Presidente di MSF Italia. “La situazione è in netto peggioramento. La voce delle vittime delle crisi umanitarie non raggiunge gli italiani, perché i media ne parlano sempre meno. Il 2012 è stato l’anno peggiore: contesti come la Repubblica Centrafricana o alcune malattie tropicali sono stati del tutto dimenticati. L’AIDS è pressoché sparito. Esiste un significativo squilibrio tra le sofferenze delle popolazioni e la copertura data dai media, in particolare dai TG”.

In un anno i TG della sera hanno dedicato solo 7 servizi all’AIDS: di essi soltanto 2 in occasione della Giornata Mondiale dell’1 dicembre. Fra i dati più emblematici: 3 notizie sulla Repubblica Democratica del Congo, dove non cessano le violenze nelle aree del Kivu; 4 i servizi sul Niger, piegato dalla malnutrizione; 2 notizie sulla martoriata popolazione di Haiti e 2 sulla Mauritania; l’Iraq, che gli anni scorsi ha avuto grande spazio nell’agenda dei notiziari, nel 2012 ha avuto 12 notizie. Il Sudan e il Sud Sudan trovano spazio in 17 notizie, in alcune di queste solo per la presenza di personaggi famosi.

Lo scenario generale delle notizie nei Tg del 2012 è caratterizzato da un’inevitabile accentuazione dell’attenzione alla crisi economica in Italia e in Europa e di conseguenza della politica, tanto da ridimensionare anche le soft news (curiosità, gossip, costume). Tuttavia, la pagina di “Curiosità e Costume”, seppure in diminuzione, occupa il 6% del totale delle notizie. Se le “crisi umanitarie nel mondo” trovano sempre meno spazio, la “fine del mondo” profetizzata dai Maya ha invece meritato 30 notizie. La classica “emergenza freddo”, con l’arrivo dei malanni di stagione 39 notizie. Tuttavia sono le curiosità del mondo animale a ricevere una grande attenzione: ben 70 notizie in 12 mesi di informazione serale. Vere e proprie curiosità che trovano poco o alcuno spazio nei TG degli altri paesi europei. Dal confronto con i notiziari di Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna emerge inoltre la maggiore attenzione che i notiziari europei dedicano alle crisi umanitarie internazionali, rispetto a quelli italiani che hanno molte similitudini con i TG spagnoli.

Da anni MSF cerca di accendere un riflettore sulle crisi umanitarie che rimangono nascoste agli occhi del pubblico. La pressione dei mezzi di comunicazione e dell’opinione pubblica su governi, autorità o attori umanitari e politici, anche in paesi remoti, può fare la differenza e spingere ad agire in favore delle persone in difficoltà. Le crisi umanitarie che si svolgono lontano dall’Italia, non sono “isolate” e i media sono fondamentali per mobilitare la solidarietà internazionale, vitale per le popolazioni in pericolo. Lo spazio dedicato agli esteri non può essere ridotto alle storie delle corti reali europee e non è concepibile che il Darfur o Haiti, siano menzionati solo quando sono visitati dalle stelle di Hollywood. Per questo motivo, MSF in occasione della presentazione del “9° Rapporto sulle Crisi dimenticate”, attraverso una “Lettera Aperta” chiede ai responsabili dei media e dei principali Gruppi Editoriali del paese, di portare le “Crisi dimenticate” all’attenzione pubblica.

Lettera Aperta di Medici Senza Frontiere ai Direttori

Medici Senza Frontiere (MSF) dal 2005 cerca di far luce sulle crisi umanitarie nascoste agli occhi del pubblico, attraverso la campagna “Crisi dimenticate“. Parte integrante dell’identità di MSF è testimoniare la situazione delle popolazioni in pericolo, con l’impegno di far sentire la loro voce. È proprio la “testimonianza” a completare l’azionemedico-umanitaria dell’organizzazione.

Quando una crisi umanitaria è dimenticata? Quando c’è un significativo squilibrio tra la sofferenza delle popolazioni e la copertura da parte dei media. In questi anni, abbiamo compilato un elenco di alcuni contesti per i quali la copertura (soprattutto televisiva) è stata assente, minima o superficiale, distante dai bisognireali e dalle difficoltà che affrontano le persone che curiamo.

L’elenco di quest’anno è accompagnato da un augurio: che il prossimo anno questo stesso elenco sia vuoto. E voi, come principali responsabili delle decisioni all’interno dei media, avete un ruolo vitale per realizzare tale auspicio. Siamo inoltre convinti che la pressione dei media e dell’opinione pubblica su governi, autorità o attori umanitari e politici, anche in paesi remoti, possa spingere questi ultimi ad agire in favore delle persone in difficoltà.

La crisi finanziaria e socio-politica o alcuni eventi “spettacolari” che riguardano l’Occidente dominano l’attenzione dei media. Eppure, dobbiamo renderci conto che le crisi in Darfur, Somalia, Afghanistan, Mali, anche se hanno luogo lontano dall’Italia, non sono “isolate”: basti pensare ai rifugiati che arrivano in condizioni terribili sulle nostre coste, in fuga dai conflitti, a migliaia di chilometri di distanza. Non è concepibile che il Darfur o Haiti siano menzionati solo se vengono visitati dai divi di Hollywood o che le sezioni di esteri dedichino un grande spazio alle storie delle cortireali europee.

Medici Senza Frontiere chiede a tutti i media italiani di sostenere gli sforzi per portare le crisi dimenticate all’attenzione dell’opinione pubblica, in modo da non lasciare nell’oblio le persone vittime di conflitti, catastrofi naturali e che soffrono a causa della malnutrizione o di altre malattie. E a non chiudere la porta a un mondo sempre più vicino a noi e sempre più importante da comprendere.

Medici Senza Frontiere Italia

Tra i primi firmatari: Ettore Mo , Valerio Pellizzari, Bernardo Valli, Fabrizio Gatti, Giovanni Porzio, Francesco Zizola, Antonio Di Bella, Massimo Cacciari, Federica Sciarelli, Elisabetta Rosaspina, Lucia Goracci, Ugo Tramballi, Filippo Solibello, Mariarosa Gianniti, Claudio Monici, Tiziana Ferrario, Stella Pende, Gabriella Simoni, Vittorio Parsi, Mario Morcellini, Pietro Suber, Mimosa Martini, Enzo Nucci, Nico Piro, Alessandro Robecchi, Daniela De Robert, Fausto Biloslavo, Gian Micalessin, Barbara Schiavulli, Christiana Ruggeri, Don Virginio Colmegna, Stefano Corradino, Lorenzo Bianchi.

Condividi:
0

L’immensa balla della ricerca sull’AIDS


Per la versione completa del video-documentario di 80 minuti vedi qui.

L’invenzione di malattie ai fini commerciali è una pratica ben documentata dell’industria farmaceutica. Essa consiste nell’ordire macchinazioni, nell’inventare nuove malattie nonché vendere la loro soluzione. E’ una pratica commerciale abituale e cioè un modo di creare nuovi mercati per ricavare più profitti. Così atteggiamenti del tutto normali vengono ridefiniti come stati patologici. Ad esempio, il “disturbo da deficit di attenzione”(leggi qui), che avviene nei bambini annoiati ed irriquieti, in particolare in quelli che vorrebbero arrampicarsi nei giochi all’aria aperta, viene trattato con farmaci come se questi ne fossero la soluzione. Ciò non vuol dire che molti bambini non riescano a concentrarsi – in effetti il loro cervello è stato danneggiato dal conservante col mercurio contenuto nei vaccini che vengono somministrati loro (tuttavia, i loro effetti sono subclinici, cioè i medici non riescono a rilevarli facilmente perché non palesi); danneggiato anche dal mercurio presente nella loro bocca per gli amalgami dentali, dagli insetticidi neurotossici presenti nella frutta e nella verdura e dagli edulcoranti contenuti nelle bevande gassate, anche essi neurotossici. Se osserviamo tutto ciò più da vicino, scopriamo che “l’AIDS” è una di queste invenzioni.

Diversamente dagli orecchioni, dal morbillo, dalla paralisi infantile, o da disturbi specifici, perfettamente definiti indipendentemente dalle loro cause reali e dalle molto poco conosciute controversie da essi suscitate – l’AIDS è una malattia per definizione, perché si tratta di circa 30 vecchie malattie che vengono ribattezzate col nome di AIDS ogni volta che i cosiddetti test per gli anticorpi dell’HIV rilevano una reattività ripetuta. Tuttavia qualora quei test venissero osservati attentamente, dimostrerebbero di essere così specifici come la distanza tra le sopraciglie per accertare se qualcuno è un criminale latente – un esempio della scienza passata ritenuto una volta qualcosa di assai fondato e molto serio. I test di questo genere sono così specifici come l’assaggiare e lo sniffare l’urina, o l’esaminare il suo colore attraverso la luce del sole e della luna per accertare scientificamente il peso specifico di essa, per essere in grado di offrire diagnosi altisonanti e di grande effetto per questa o quella malattia – e prescindendo dal fatto che molte di quelle malattie non esistono più nella medicina occidentale, come ad esempio “l’ague” (caratterizzato dall’alternanza di accessi di febbre e di brividi) o il “cimurro delle prigioni”, ecc.

Ed è così che viene creato un mercato di gente terrorizzata, alla quale è prospettata la necessità di procurarsi la soluzione venduta per la strada. Tuttavia, capita che la soluzione è un veleno, il cui effetto varia e cioè a volte agisce velocemente, ma altre volte lo fa gradualmente – ciò dipende dalla reazione individuale, come nel caso dei morsi di serpenti. Poi l’ondata di morti che ne consegue, viene attribuita alla nuova piaga inventata. Anche il clima morale e quello culturale hanno avuto la loro influenza, perche’ ci troviamo davanti ad una reazione culturale da parte della denominata “Maggioranza morale” (negli Stati Uniti) contro la permissivita’ incontrollata degli anni sessanta (eterosessuale) e anche contro quella degli anni settanta (omosessuale). Secondo le cifre rilasciate dallo stesso Centro americano per il controllo delle malattie (CDC), nell’anno in cui l’AZT è stato lanciato sul mercato, il tasso di mortalità per “l’AIDS” si è moltiplicato di dieci VOLTE. Prima dell’AZT le morti erano dovute soprattutto all’uso di stupefacenti, alla malnutrizione, ad antibiotici aggressivi e pericolosi come la Pentamidina ed il Septrim, e a diversi chemioterapici mortali che venivano somministrati nei casi in cui comparivano sintomi ritenuti cancerosi. Di conseguenza, più si uccide, più terrore viene suscitato, ciò che a sua volta genera l’eventuale richiesta di merce mortale. Ed è così che i gruppi titolari di azioni delle aziende farmaceutiche guadagnano quintilioni di dollari. I “gruppi di investitori” si riducono a poche famiglie cristiane ed ebree dal bel sorriso. Addirittura i politici americani sono stati convinti a stanziare 48 bilioni di dollari, ripeto: 48 bilioni di dollari, per la lotta contro l’epidemia in Africa, perché tutti sanno che i neri non riescono a controllarsi diversamente dai cristiani ed ebrei dal bel sorriso. Ciò significa che per finanziare questa crociata pazza vengono sottratti e consegnati alle aziende farmaceutiche bilioni di dollari provenienti dai contribuenti. Tenendo conto del clima generale generato da questa propaganda isterica, diventa impossibile alla gente pensare che il responsabile “dell’epidemia” sia la stessa merce offerta per combattere l’epidemia (e cioè i test inutili ed i farmaci mortali). Di qui “Il crimine perfetto”. Così come avvenuto nel caso della sifilide – test inutili accompagnati da terapie mortali col mercurio e l’arsenico – alla fine e col passare del tempo la truffa svanisce, ma viene sostituita da un’altra che segue lo stesso modello. Questo modello è lo stesso concepito da qualche religione molto tempo addietro. Alle persone vien detto da quei religiosi che c’è qualcosa in loro che non va e che, a meno che paghino i loro servizi ed intercessioni, li aspetta un destino orrendo. Le cattedrali maestose sparse su tutta Europa non sono venute dal nulla.

ANTHONY BRINK

Anthony Brink e’ avvocato difensore della Corte Suprema di Giustizia del Sudafrica e presidente del Treatment Information Group (Gruppo d’informazione sulle terapie), associazione di volontariato che fondo’ nel 2002 per promuovere in Sudafrica il dibattito publico, basato sulle ricerche, riguardo alla politica in materia di farmaci antiretrovirali (ARV), ed ai diversi approcci terapeutici non tossici per l’Aids, oltre ai problemi che riguardano i test dell’HIV, e all’HIV in se stesso. Visita il suo sito per ulteriori informazioni.

AIDS. Il virus inventato. Se l’HIV provoca l’AIDS, perché migliata di malati di AIDS non hanno mai avuto l’HIV? Come mai centinaia di migliaia di persone che hanno l’HIV da molti anni non hanno mai sviluppato la malattia? Perché lo scopritore del virus HIV sostiene che il virus non può essere l’unica causa dell’AIDS?

Condividi: