La classifica degli aeroporti più puntuali al mondo

compagnie aeree più puntuali


Nella classifica stilata dall’agenzia americana OAG vengono elencati gli aeroporti che durante gli ultimi dodici mesi hanno registrato il maggior numero di voli partiti in orario. Quest’anno sono stati presi in considerazione i dati relativi a più di 50mila voli partiti nel 2015 in tutti gli aeroporti del mondo con più di 3 milioni di passeggeri.

Nella classifica principale, quella formata dagli scali più grandi, non figurano né Fiumicino, né Malpensa. Per ritrovare un aeroporto italiano bisogna dare uno sguardo alla classifica degli scali di piccole dimensioni, dove Milano Linate conquista il 19esimo posto.

Tra gli aeroporti come meno di 10 milioni di passeggeri in transito all’anno, lo scalo più puntale è quello di Osaka in Giappone (93,85%), mentre tra gli aeroporti tra i 10 e i 20 milioni di passeggeri vince Copenaghen in Danimarca con l’88,53%. Parlando invece degli aeroporti con più di 20 milioni di passeggeri il trono è per Tokyo in Giappone (91,25%), secondo Monaco di Baviera in Germania con l’87,71% e terzo San Paolo del Brasile con l’87,47%.

Quanto alle compagnie aeree, la più puntuale in assoluto è l’airBaltic (94,39%), davanti alla Copa Airlines (91,69%) e all’Azul (91,03%). La prima europea è la finlandese Finnair (89,52%).

aereoporti puntuali


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Le SpA dello Stato? Una furbata per assunzioni clientelari e aggirare la trasparenza

corruzione

A cosa servono le SpA dello Stato, società per azioni finalizzate al profitto? Come mai lo Stato, che non ha fini di profitto, deve costituire società per azioni che possiede al 100%? A queste domande ha provato a rispondere Marco Ponti sul Fatto Quotidiano di oggi.

Queste non operano in mercati concorrenziali, quindi se fanno profitti verosimilmente si tratta di rendite di monopolio, cioè di risorse indebitamente sottratte agli utenti. Questo sembra confliggere con l’interesse pubblico. Ma vi sono anche società per azioni pubbliche pesantemente sussidiate dallo Stato: producono servizi a cui lo Stato attribuisce utilità sociali, e quindi non vuole lasciarle al libero mercato, anche se notoriamente non vi sono nessi tra socialità e soggetto che produce il servizio, ma solo tra socialità e caratteristiche di prezzo e qualità dei servizi pubblici forniti ai cittadini. Altre società pubbliche gestiscono “monopoli naturali”, cioè infrastrutture, che non si possono mettere in concorrenza. Ma questo ruolo è affidato in alcuni casi a soggetti privati, con una logica mai esplicitata. Nel proliferare di SpA pubbliche negli anni passati, sono sorte anche società che svolgono funzioni di regolatori o di controllori o di stazioni appaltanti, un ruolo squisitamente ed esclusivamente pubblico.

Le Ferrovie dello Stato sono una SpA pubblica, sussidiata con circa 7 miliardi all’anno. Dichiarano di fare modesti profitti a valle di questa erogazione di denaro, sostanzialmente arbitraria (nessuno ha mai spiegato perché non il doppio o la metà). Le autostrade sono affidate con contratti di lungo periodo sia a società pubbliche che a privati (la maggiore, Autostrade per I’Italia, fa capo ai fratelli Benetton), senza che se ne capisca il criterio. Lo stesso vale per gli aeroporti (la Sea del comune di Milano, Aeroporti di Roma sempre dei Benetton). Aeroporti e autostrade private in genere fanno profitti. E sono per la gran parte SpA pubbliche le aziende del trasporto locale, possedute da Comuni e Regioni e sussidiate con circa 5 miliardi l’anno dallo Stato e dagli enti locali, che presentano livelli di efficienza molto bassi. Poi c’è il caso dell’Anas: controlla le concessioni autostradali e nello stesso tempo è concessionaria essa stessa di autostrade, con una duplicità di ruoli che non può che lasciare perplessi (in quanto SpA, stabilisce contratti di natura privatistica coi concessionari, basati su piani finanziari “segretati”, inaccessibili anche ai parlamentari che li richiedono). Nel settore aereo c’è l’Enac per il controllo di aeroporti e compagnie aeree, ed Enav per l’assistenza al volo, entrambe SpA con funzioni totalmente pubbliche. (Alitalia era anch’essa una SpA pubblica, con i risultati noti). Recentemente è stata costituita una SpA in Lombardia (Infrastrutture Lombarde) con il compito di concedente di autostrade nuove. Di recente ha avuto adesso gravi problemi con la giustizia, ma prima era un modello di grande successo, che altre Regioni volevano imitare .

Ma quali sono gli obiettivi sempre dichiarati all’atto della costituzione di SpA pubbliche? Sempre l’efficienza, ovvio, liberarsi di lacci e lacciuoli che paralizzano le attività dei ministeri. Ma è solo un velo che occulta obiettivi meno nobili. Innanzitutto perché la condizione di SpA consente totale disinvoltura sia nelle assunzioni del personale, a tutti i livelli, che nelle retribuzioni, in media nettamente più alte che nel pubblico. E spesso le SpA non hanno sostituito ma si sono sovrapposte a funzioni dello Stato. In terzo luogo, e probabilmente questa è la caratteristica più rilevante, consentono di aggirare grazie alla loro (solo formale!) natura privatistica, molti vincoli di bilancio o di trasparenza richiesti dall’Europa. I guadagni di efficienza promessi non sono mai stati dimostrati: le evidenze sembrano indicare il contrario. Anche tecnicamente è molto difficile ottenere una esatta informazione sulla reale efficienza di imprese non esposte alla concorrenza.

Che fare? La risposta sembra semplice: “Il pubblico faccia il pubblico, e il privato il privato”. Lo Stato smetta di produrre direttamente alcunché e si concentri sul garantire ai cittadini buoni servizi e infrastrutture a bassi costi, sottraendosi ai conflitti di interesse (“proteggo la mia impresa o gli utenti/contribuenti?”) che oggi dominano. Per ottenere produzioni efficienti, i privati, non certo per il loro buon cuore, sono molto più portati, e questa loro attitudine va usata sia attraverso l’affidamento periodico in gara delle concessioni, sia attraverso autorità di regolazione (come quella di recente istituita per i trasporti), realmente indipendenti e dotate di poteri adeguati. Anche nel difendere le imprese dalle interferenze indebite dalla politica nelle gestioni.

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Ri-nazionalizzare gli Aeroporti

Mappa aeroporti italiani

Gli Aeroporti costituiscono il Demanio Aeronautico Statale di proprietà, quindi, dello Stato/Cittadini. Gli Aeroporti vengono Concessi in Gestione a Società miste Private/Pubbliche le quali, oltre alle cosiddette “tasse aeroportuali” (che in realtà sono oneri in quanto finiscono nelle casse delle Società di Gestione), alle royalties su ogni caffè, maglietta, prodotto locale che viene venduto dai commercianti all’interno dell’aeroporto, su ogni vettura che viene noleggiata, oltre agli introiti relativi ai parcheggi a pagamento etc. vivono di finanziamenti pubblici per la realizzazione delle infrastrutture e per la “promozione di flussi turistici”. Insomma, a pagare siamo sempore noi, i Cittadini. Và sottolineato che le Concessioni “quarantennali” in Italia sono avvenute dietro mera Convenzione tra le Società di Gestione miste private/pubbliche ed Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) a differenza di quanto previsto dalle norme Comunitarie nonchè dal modificato Codice della Navigazione, art. 704, il quale recita, tra l’altro:” Il provvedimento concessorio, nel limite massimo di durata di quaranta anni, è adottato, su proposta dell’Enac, all’esito di selezione effettuata tramite procedura di gara ad evidenza pubblica secondo la normativa comunitaria, previe idonee forme di pubblicità, nel rispetto dei termini procedimentali fissati dall’Enac, sentita, laddove competente, la regione o provincia autonoma nel cui territorio ricade l’aeroporto oggetto di concessione.” L’AGCM ha più volte sottolineato che la durata quarantennale delle concessioni appare oltremodo eccessivo e che l’assenza delle previste gare d’appalto ad evidenza pubblica per l’assegnazione delle Concessioni non ha consentito di scegliere i Soggetti più idonei. Dette Società di Gestione, sostituendosi allo Stato nell’erogazione di un Servizio di Pubblica Utilità (particolarmente rilevante per le Isole), dovrebbero rispettare criteri di trasparenza, non discriminazione ed obiettività, effettuare concorsi per l’assunzione del personale etc. Ed invece, le Società di Gestione controllano Società private che erogano i servizi di Handling (sono i servizi di assistenza a terra agli aeromobili: carico e scarico bagagli, check-in, biglietterie, imbarco/sbarco passeggeri etc.) che operano in un Libero Mercato (pertanto “contro” dei concorrenti privati che non hanno rapporti di controllo con la Società di Gestione) ed assumono figli di, parenti di, amici di.

Come si può pretendere che le Società di Gestione applichino i criteri di trasparenza e non discriminazione quando controllano Società che operano in libero mercato con/contro dei concorrenti? Vi sembra logico??? Viene da se che le società di Gestione tuteleranno gli interessi delle proprie controllate a scapito di quelli dei Privati altresì assicurando flussi finanziari alle proprie controllate, flussi finanziari proibiti dalla normativa (art. 7 del Dlg 18/99 il quale recepisce la Direttiva Europea 96/67/CE sull’apertura al libero mercato dei servizi di assistenza a terra-Handling). La SEA Handling di Milano, erogatore di Servizi di Handling sugli aeroporti Milanesi e controllata dalla SEA-Società di Gestione degli aeroporti Milanesi, è stata multata dalla UE lo scorso Marzo per un totale di € 316 mln in quanto aveva ricevuto dalla Controllante SEA-Società di Gestione ricapitalizzazioni per pari importo…ricapitalizzazioni che si sono configurate come “presunti” AIUTI DI STATO (ci ha pensato il TAR a sospendere l’iter sanzionatorio!!!!) Il nuovo Aeroporto di Cagliari è costato circa 70/100 milioni di Euro , finanziamento europeo. Idem l’aeroporto di Olbia. Per il solo aeroporto di Cagliari la Regione Sardegna ha deliberato finanziamenti nell’ordine di € 27 mln negli ultimi 3 anni per la “Promozione dei Flussi Turistici” (61 milioni per il sistema aeroportuale Sardo – Alghero, Cagliari ed Olbia – senza contare i 172.5 mln di euro che la Regione dovrà accollarsi per la Continuità Territoriale)…La società di Gestione Sogaer ha abbuonato nel 2009 € 560.000,00 di debiti di natura commerciale alla propria controllata muovendo, invece, atti di citazione in giudizio nei confronti di società concorrenti per debiti, sempre di natura commerciale, pari ad € 13.000! A voi trarre conclusioni. La situazione è la stessa su tutto il territorio Nazionale. Visto che a pagare siamo sempre e solo noi, perchè non ri-nazionalizzare e far gestire allo Stato il Demanio Aeronatuco Statale anzicchè metterlo in mano ai Privati unitamente ai nostri quattrini ??? A. Lorenti 

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