La benzina italiana è tra le più care d’Europa

caro benzina

Rispetto alla media europea in Italia, secondo i dati del Centro studi ImpresaLavoro, si registra un +11,9%, +10,4% rispetto alla Germania, +12,6% rispetto alla Francia, +20,7% rispetto alla Slovenia e addirittura +30,4% rispetto all’Austria. A incidere in maniera determinante sono le tasse e le accise, che pesano infatti per il 68,8% sul prezzo finale.

L’Italia si colloca al terzo posto di questa speciale graduatoria, subito dopo l’Olanda (70,9%) e la Svezia (68,9%). In tutta Europa l’incidenza delle tasse sul prezzo finale non scende mai sotto il 53,07% della Bulgaria. Continue Reading


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Benzina, basta accise

acccise benzina

Mi chiamo Roberto e, come tutti, sono un consumatore. Tra le tante voci che pesano sul bilancio di tutti noi, ancora più in tempo di crisi, ce n’è una che proprio non riesco a capire: quella del prezzo dei carburanti. Un prezzo gonfiato da elevate tassazioni e dalle accise.

Per intenderci: ogni volta che facciamo benzina continuiamo, nel 2016, a pagare il finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935. Da allora sono passati 80 anni: direi che è giunta l’ora di smettere. Paghiamo la crisi di Suez del ’56, il disastro del Vajont, il terremoto in Irpinia di 36 anni fa, la missione in Bosnia*.

Associazioni di consumatori, persone comuni, politici si sono già battuti nel tempo per l’abolizione di queste obsolete accise. Senza successo.Davvero noi consumatori non possiamo fare nulla e siamo condannati a pagare tasse che risalgono a decenni fa versando soldi che stanno evidentemente foraggiando altro?
È tempo di cambiare le cose, anche perché questa situazione rasenta il grottesco.

È tempo di cambiare le cose perché, peraltro, risparmieremmo sensibilmente e ne abbiamo diritto: con l’abolizione delle accise più vecchie di 20 anni risparmieremmo € 0,230891 per litro di carburante. In media, più di 11 euro a pieno. Considerando due pieni al mese, sono 264 euro all’anno. Il corrispettivo di un weekend fuori, ad esempio, o per fare la spesa per tutta la famiglia.

Le accise risalenti a oltre 20 anni fa, ormai obsolete, potrebbero essere abolite: il prezzo dei carburanti scenderebbe favorendo l’economia in generale. Inoltre le nuove accise introdotte dovrebbero estinguersi entro un termine di legge (ad esempio 20 anni) o fino al raggiungimento di un importo necessario per finanziare il progetto.

Insomma cosa aspettiamo? Chiediamo all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, al Ministero dell’Economia e al governo tutto di porre finalmente fine a queste tasse inique, vecchie e decisamente ridicole.

*€ 0,000981: finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936;
€ 0,00723: finanziamento della crisi di Suez del 1956;
€ 0,00516: ricostruzione post disastro del Vajont del 1963;
€ 0,00516: ricostruzione post alluvione di Firenze del 1966;
€ 0,00516: ricostruzione post terremoto del Belice del 1968;
€ 0,0511: ricostruzione post terremoto del Friuli del 1976;
€ 0,0387: ricostruzione post terremoto dell’Irpinia del 1980;
€ 0,106: finanziamento della guerra in Libano del 1983;
€ 0,0114: finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
€ 0,02: rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
€ 0,005: acquisto di autobus ecologici nel 2005;
€ 0,0051: terremoto dell’Aquila del 2009;
€ 0,0073: finanziamento della manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali nel 2011;
€ 0,04: arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
€ 0,0089: alluvione in Liguria e Toscana nel novembre 2011;
€ 0,082 (€ 0,113 sul diesel): decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011;
€ 0,02: finanziamento post terremoti dell’Emilia del 2012.

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La benzina italiana è tra le più care d’Europa

prezzi benzina

Analizzando i prezzi di benzina e gasolio praticati alla data del 23 agosto 2015 nei paesi europei, il Codacons ha rilevato che la benzina risulta più costosa solo nei Pesi Bassi, dove un litro di verde costa 1,652 euro (1,642 euro in Italia), mentre per il gasolio ci batte solo il Regno Unito, dove un litro di diesel è quotato 1,581 euro (1,465 in Italia). E come se non bastasse, il prossimo 30 settembre le accise di benzina, gasolio e gpl potrebbero aumentare di diversi centesimi al litro in un colpo solo.

Considerate che all’erario già versiamo in media più di 1 euro ogni 10 chilometri percorsi in auto. Se oggi la verde costa 1,652 euro, solo poco più di 50 centesimi corrispondono al prezzo del prodotto. Quasi 74 centesimi sono accise, mentre circa 36 centesimi sono Iva. In poche parole, accise e Iva già pesano per il 64% sul prezzo finale della benzina (62% per quello del diesel). Ecco spiegato perchè il crollo del prezzo del petrolio non si traduce mai in un risparmio per il consumatore.

———————– Benzina       Gasolio

Austria                1.142          0.989
Belgium              1.455          1.189
Bulgaria              1.176          1.171
Croatia                1.275          1.160
Cyprus                1.286          1.215
Czech Republic  1.221          1.169
Denmark             1.553          1.298
Estonia                1.129          1.029
Finland                1.502          1.279
France                 1.372          1.134
Germany             1.439          1.160
Greece                1.531            1.162
Hungary              1.173          1.121
Ireland                 1.411          1.269
Italy                     1.642          1.465
Latvia                  1.146          1.019
Lithuania             1.170          0.960
Luxembourg        1.195         1.003
Malta                   1.350          1.280
Netherlands        1.652         1.255
Poland                1.116           0.972
Portugal              1.411           1.112
Romania             1.222          1.186
Slovakia              1.362          1.128
Slovenia              1.331          1.152
Spain                   1.251          1.081
Sweden                1.373          1.277
United Kingdom   1.623       1.581

MEDIA UE             1.338          1.171
(prezzi euro/litro)

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Carburanti: Nuovi aumenti e in più ci truffano con i falsi consumi dichiarati

caro-benzina

I consumi e le emissioni di CO2 dichiarati delle auto non sempre corrispondono a quelli reali. Dai numerosi test stradali condotti, da Altroconsumo, è emerso che un automobilista può spendere fino a 300 euro in più di carburante l’anno. E prepariamoci a un nuovo aumento dei carburanti.

Per rendere le auto più aerodinamiche in fase di test i produttori utilizzano molti espedienti, grazie a una normativa di omologazione permissiva. Le prove di Altroconsumo, più realistiche, fanno emergere consumi di benzina assai più elevati, con costi annui aggiuntivi che superano anche i 300 euro. Per sapere quanto spetterebbe di rimborso in concreto a ciascun automobilista, è aperto a tutti il calcolatore sui consumi reali, consultabile a seconda del proprio modello di auto e dei chilometri percorsi. Se non si è soci, l’associazione invita a lasciare il proprio numero per essere ricontattati da un operatore.

L’organizzazione di consumatori ha scritto ai ministri dei Trasporti e dell’Ambiente dello scorso Governo e alle autorità europee per chiedere che sia accelerata l’applicazione di un test di omologazione più realistico, che aiuti i consumatori a risparmiare davvero. Dalla Commissione europea (capogabinetto del commissario all’Ambiente Connie Hedegaard) è già arrivata una risposta incoraggiante.

Inoltre da sabato 1° marzosegnala la CGIA, scatta un nuovo aumento delle accise sui carburanti, previsto dal cosiddetto “Decreto del fare”, approvato dal Governo Letta nel giugno dell’anno scorso. Questo aumento delle accise, pari a 2,40 euro ogni 1.000 litri consumati, garantirà, secondo le stime, 75 milioni di euro di gettito che finanzierà alcuni interventi per il rilancio dell’economia (nuova legge Sabatini, conferma del credito di imposta per il settore cinematografico, rilancio della nautica e della produttività del sistema portuale).

Quindi, dal prossimo week-end fare il pieno alla nostra autovettura costerà un po’ di più. L’incremento medio annuo in capo a una famiglia italiana con un’auto a benzina che percorre mediamente 15.000 Km all’anno sarà di 13 euro, mentre per un’autovettura alimentata a gasolio l’aumento sarà di 17 euro.

Piccoli ritocchi ok, ma rispetto al 2010 una famiglia con un’auto alimentata a benzina con una percorrenza annua di 15.000 Km quest’anno sborserà 257 euro in più. Nel caso di automobile diesel, invece, l’incremento rispetto a quattro anni fa sarà addirittura di 388 euro.

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Carburanti-accisa: In 3 anni +46% su gasolio e +29% su benzina

accise-benzina

“Aumentare l’accisa non può essere la soluzione a tutti i mali del Paese, dalla crisi libica all’IVA. Basta far cassa sui carburanti, abbiamo già dato: in nemmeno tre anni l’accisa è stata rialzata già 5 volte, arrivando ad aumentare di quasi il 46% sul gasolio, del 29% sulla benzina e del 17% sul gpl”.

Così, in una nota, Martino Landi – presidente di Faib-Confesercenti, il più grande sindacato di gestori carburanti d’Italia – commenta l’ipotesi di un nuovo ritocco, ovviamente verso l’alto, dell’accisa sui carburanti.

“Aumenti del genere danneggiano i consumatori, che si vedono costretti a tagliare sui rifornimenti, ma fanno male anche alle attività produttive e ai gestori degli impianti di rifornimento. Negli ultimi anni la vendita di carburanti è crollata del 30% sulla rete stradale ordinaria e del 50% su quella autostradale; ed i gestori, che incassano sempre e comunque solo 4 centesimi a litro, si trovano in una situazione paradossale: guadagnano di meno per il calo di vendite, ma incassano di più per l’aumento dei prezzi. Soldi che devono tutelare – con grandi rischi, come molte volte è purtroppo stato dimostrato dalla cronaca – per poi girarli a Stato e compagnie petrolifere. Non ci stiamo più: in Italia paghiamo già i carburanti più cari d’Europa”.

Tab. 1: gli aumenti dell’accisa, anno per anno

Benzina
Anno Prezzo Iva Accisa Prezzo
Industriale al   Consumo
2013 0,725 0,305 0,728 1,759
2012 0,760 0,310 0,717 1,787
2011 0,698 0,257 0,583 1,538
2010 0,573 0,227 0,564 1,364
Gasolio
2013 0,762 0,290 0,617 1,669
2012 0,804 0,296 0,606 1,706
2011 0,740 0,237 0,442 1,419
2010 0,590 0,203 0,423 1,216
GPL
2013 0,539 0,144 0,147 0,830
2012 0,533 0,143 0,147 0,823
2011 0,510 0,127 0,125 0,763
2010 0,426 0,110 0,125 0,661

Aumento del 29% per la benzina, per il gasolio 46% e il 17% per il gpl

Tab. 2: Riepilogo degli interventi sull’accisa dal 2011 e prezzi dei principali carburanti

•            da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
•            0,04 euro per far fronte all’arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
•            0,0089 euro per far fronte all’alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;
•            0,082 euro per il decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011;
•            0,02 euro per far fronte ai terremoti dell’Emilia del 2012.
Si ricorda anche l’aumento dell’IVA dal 20 al 21% che viene calcolata anche sull’accisa.

Fonte: Elaborazioni Faib-Confesercenti

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