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Stupri, gli immigrati commettono più violenze sessuali?

Stupri, immigrati autori di più violenze sessuali?

È stata un’estate drammatica segnata da un escalation di violenze sessuali sulle donne. La propaganda anti-immigrazione dipinge marocchini, romeni ed egiziani come i principali autori di stupro. Secondo la superficialità razzista lo stupro, reato prima ignorato, sarebbe opera soltanto di immigrati.

Niente di più falso, perché secondo i dati diffusi dal ministero dell’Interno, non più del 40% degli stupri commessi in Italia sono attribuibili a stranieri.

Violenza sessuale: in sei casi su dieci lo stupratore è italiano

È vero che gli stranieri in Italia compiono più stupri degli italiani?

Dai dati aggiornati al 2017, forniti dal ministero dell’Interno risulta, che sono in aumento le violenze sessuali che sarebbero state commesse dagli italiani, mentre diminuiscono di poco quelle che vedono responsabili gli stranieri. Se si fa un rapido calcolo il rapporto indica che questi ultimi sono responsabili dei 3/5 degli stupri.

Nel primo semestre del 2017 nel nostro Paese sono avvenute 2.333 violenze carnali, a fronte delle 2.345 dello stesso periodo 2016, un calo inconsistente. Parliamo di circa 11 stupri al giorno, più di 4mila ogni anno.

Le persone arrestate per stupro o semplicemente denunciate nei primi sette mesi di quest’anno sarebbero state 2.438. Tra questi 1.534 italiani e 904 stranieri.

Da leggere: Zolpidem la droga da stupro

Altro che immigrati, i mostri sono italiani

Inoltre, qualche mese fa, Demoskopica, ha diffuso un dossier incentrato sui dati del periodo 2010-2014 da cui emerge come il “39% degli stupri è stato compiuto da stranieri e il 61% da italiani“.

Stando anche a questo studio la poco encomiabile classifica stilata in base alle denunce presentate vedrebbe in testa i nostri connazionali, seguiti nell’ordine da romeni (8,6%), marocchini (6%), albanesi (1,9%) e tunisini (1,3%).

Da leggere: Come sarebbe il mondo se fosse dominato dalle donne

La violenza sulle donne in Italia è un problema culturale

Guardiamo le cose in faccia senza ipocrisia e senza scaricare le colpe. Il fenomeno della violenza sulle donne è radicato nella nostra cultura.

Un Paese con una grande fetta di popolazione costituita da donne, che però occupa l’80esimo posto nel mondo (su 132 paesi) per pari opportunità tra uomo e donna, un Paese che continua a raffigurarle in televisione e nella pubblicità con immagini discriminanti, oggetti sessuali o brave mamme di famiglia. Il corpo delle donne, nudo o seminudo, viene utilizzato per vendere qualsiasi tipo di prodotto con immagini che calpestano ed umiliano la dignità della donna.

Un Paese che continua ad escludere le donne dal mercato del lavoro, a pagarle di meno, a sfruttarle di più, a scaricarle tutto il carico di lavoro domestico, che attacca le conquiste faticosamente rivendicate dalle donne, che considera mignotte tutte quelle sessualmente attive.

Un Paese dove sedute in Parlamento soltanto il 20% dei deputati e dei senatori è donna, una delle percentuali più basse in Europa e nel mondo.

Mi sembra difficile definire l’Italia un Paese rispettoso verso i diritti delle donne che vuole distinguersi dai paesi musulmani accusati di alienare le donne.

Per combattere queste drammatiche violenze iniziamo a guardarci allo specchio. I primi mostri siamo noi italiani.

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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo
che governano con l’inganno.
Non si rendono conto
della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono,
gli inganni non funzionano più.”
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4 Comments

  1. Se il 40 % degli stupri è commesso da stranieri che sono l’8 – 10 % (inclusi i clandestini) della popolazione è proprio la conferma che gli stranieri in percentuale commettono molti più stupri degli italiani.

    • Noi “ospitiamo” una massa che per il 90% è composta da uomini, in genere giovani, che sbattiamo in mezzo a una strada o far nulla in qualche struttura aperta, o a far gli schiavi in qualche campo, o manovalanza criminale. È già un miracolo se in queste condizioni non delinquono al 100%! Comunque, caro Marco, continuiamo a fare la “battaglia” Italia-Resto del mondo degli stupri, intanto il dramma rimane e non si risolve.

  2. STUPRO: LE FONTI DI RISCHIO
    Io penso che questa volgare mistificazione di un fenomeno il cui dilagare è sotto gli occhi di tutti non sia solo stupido o strumentale.
    Penso che sia soprattutto ignobile veicolare un messaggio confacente agli interessi della lobby politico editoriale di riferimento senza tener conto dell’effetto che potrebbe avere sul soggetto esposto: la componente femminile.
    Quello cioè di indurre una percezione indifferenziata della fonte di rischio tra migranti e connazionali, adottando di conseguenza le stesse cautele e assumendo misure preventive e comportamentali del tutto inadeguate alla situazione.
    Come se per fare una passeggiata uno si dotasse degli stessi mezzi di protezione indipendentemente dal fatto che il percorso sia una strada di campagna una ferrata a 2500 merti di quota.
    Nei primi sette mesi di quest’anno sono stati denunciati 1474 stupri commessi da italiani e 904 commessi da stranieri presenti in Italia.
    Al 31 dicembre 2016 erano erano presenti in questo paese 60.589.445 persone di cui l’8,3% stranieri.
    Ciò significa l’incidenza di stupri commessi da italiani è di 1 ogni 37 mila persone; quella degli stranieri è di 1 ogni 5.500 persone (quasi sette volte superiore).
    Non serve scomodare la statistica per arrivare a queste conclusioni ma basta qualche elementare nozione di aritmetica.
    Come è noto, purtroppo e come attestano le classifiche OCSE/PISA , gli adolescenti italiani non eccellono in questa materia; soprattutto la componente femminile.
    Una maggior conoscenza della disciplina non renderebbe le donne meno esposte alle violenze sessuali ma consentirebbe loro di dare il giusto peso alle potenziali fonti di rischio.
    Anziché soffermarsi a sparare cazzate sul web, sulla base delle ideologie sciroppate dal circuito mediatico, di informazioni confuse o deficit di comprensione.

    • Perdonami, sarà il caldo settembrino, ma non ho molto capito il tuo commento. Come ho scritto nel post:
      “Nel primo semestre del 2017 nel nostro Paese sono avvenute 2.333 violenze carnali, a fronte delle 2.345 dello stesso periodo 2016, un calo inconsistente. Parliamo di circa 11 stupri al giorno, più di 4mila ogni anno.
      Le persone arrestate per stupro o semplicemente denunciate nei primi sette mesi di quest’anno sarebbero state 2.438. Tra questi 1.534 italiani e 904 stranieri”.
      Dati ufficiali del ministero dell’Interno.
      Poi certo che gli immigrati sono meno degli italiani. Ovvio. Ma i mostri li abbiamo in casa e sono italiani. Non credi?

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