Stop al mercato mortale dell’avorio

elefanti-avorio
Il mercato dell’avorio uccide 100 elefanti al giorno: è un massacro che loro vivono con orrore perché capiscono benissimo cosa sta accadendo alla loro specie. Raccogliamo un milione di voci in difesa di queste creature meravigliose, e le faremo arrivare a tutti i dipendenti di Yahoo nel mondo così che possano pretendere una svolta dall’interno.

Google, Amazon e altri grandi siti si rifiutano di vendere l’avorio mentre Yahoo è uno dei pochi grandi negozi online rimasti, ma con la giusta pressione possiamo farli smettere. L’azienda sta perdendo i suoi migliori dipendenti e sta offrendo milioni per convincerli a rimanere. Uno scandalo internazionale può aggravare la crisi e di fronte a questo rischio potrebbero decidere di smettere di lucrare sulla vita degli elefanti.

Il commercio dell’avorio sta portando gli elefanti all’estinzione e Yahoo ci fa affari da capogiro vendendo collanine e gingilli in aste online in Giappone! Abbiamo l’occasione per mettere fine a questo traffico ma dobbiamo agire ora.

Tre anni fa, 1 milione e 400mila avaaziani e sostenitori del WWF si unirono all’appello di Leonardo DiCaprio alla Prima Ministra tailandese affinché facesse qualcosa contro il mercato nero dell’avorio nel suo paese. Lasciammo così tanti messaggi sulla sua pagina Facebook che venne temporaneamente chiusa! Fu obbligata ad ascoltarci e si impegnò a mettere fine al commercio irregolare. E proprio questa settimana una petizione lanciata ad Hong Kong ha contribuito a un cambio di direzione storico verso l’abbandono del commercio di avorio. Ora possiamo aggiungere un’altra vittoria per proteggere questi meravigliosi animali”.

Agisci ora, firma e condividi con tutti.


Condividi:

Ti potrebbe anche interessare:

This entry was posted in Voce del Popolo and tagged , , , , , . Bookmark the permalink.

About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+