Sopravvivere in un mondo di plastica

La plastica è un mostro apparentemente inarrestabile, indistruttibile e che si insinua persino nella catena alimentare dell’uomo.

Ogni anno nel mondo si producono 300 milioni di tonnellate di plastica. Di questi, solo 140 milioni di tonnellate, meno della metà, dopo l’uso finiscono in discarica o vengono riciclate. I restanti 160 milioni di tonnellate o sono ancora in uso oppure finiscono nell’ambiente: in spiaggia, in un bosco o in mare. Almeno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare ogni anno. È come se, ogni minuto per 365 giorni, un camion della spazzatura riversasse tutto il suo contenuto in acqua.

Dal 1964 a oggi, la produzione di plastica nel mondo è aumentata di ben venti volte. Entro il 2050 quadruplicherà. La plastica dura così a lungo che ogni singolo pezzo prodotto esiste ancora, e continuerà ad esistere per almeno altri 500 anni. Quando saremo tutti consapevoli il pianeta sarà già irreversibilmente dissanguato da un pezzo.

Dunque, che fare? Si può risolvere il problema, o è già troppo tardi? Raccogliere e differenziare non basta. L’unica vera soluzione è rifiutare la plastica usa e getta.

Combattere l’inquinamento marino da plastica è una delle sfide delle associazioni ambientaliste, da qualche anno a questa parte. Non c’è tempo da perdere. Ognuno nel suo piccolo può fare molto. Solo il genere umano è così folle e dissipatore da usare per pochi minuti un oggetto che dura per centinaia di anni.


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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo
che governano con l’inganno.
Non si rendono conto
della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono,
gli inganni non funzionano più.”
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