Sempre meno nascite

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L‟Italia è uno dei Paesi europei dove i livelli di fecondità totale risultano tra i più bassi. Nel 2008 il numero medio di figli per donna era pari a 1,42: valore che, anche se in lieve aumento risulta comunque inferiore al livello di sostituzione che garantirebbe il rinnovo generazionale. Infatti per il quinto anno consecutivo, nel 2011, la popolazione diminuisce di 36.000 unità e il tasso di natalità scende dal 9,3 del 2010 al 9,1 nel 2012.

Sin dalla fine degli anni ’70 si è registrata una progressiva riduzione della propensione a procreare tutte le Regioni italiane. L’innalzamento dell’età media al parto, legata in particolar modo alla tendenza a posticipare l’inizio della vita riproduttiva, hanno determinato una riduzione del numero di nascite e il triste fenomeno della denatalità che vede l‟Italia come fanalino di coda in termini di natalità in Europa (ogni anno nascono in Italia circa 600.000 bambini).

Dalla Comunicazione della Commissione Europea, del 12 ottobre 2006, dal titolo «Il futuro demografico dell’Europa, trasformare una sfida in un’opportunità», emerge che il numero medio di figli per donna è pari a 1,5 figli nell’Unione Europea, mentre la soglia di rinnovamento delle generazioni è pari a 2,1; la diminuzione della natalità («baby crash») ha fatto seguito al baby-boom che è stato all’origine del forte contingente di persone di 45-65 anni presente nella popolazione europea (il che pone fra l’altro qualche problema in termini di welfare).

L‟evoluzione delle strategie riproduttive in Europa ci dimostra che fino agli anni Ottanta la relazione fra occupazione femminile e numero di figli era rigidamente negativa, la fecondità era più alta nei Paesi dove le donne non erano presenti nel mercato del lavoro. Ma a partire dagli anni Ottanta la relazione ha incominciato a rovesciarsi; oggi sono i Paesi a maggiore occupazione femminile ad avere anche un maggiore numero di figli (Svezia e Regno Unito) mentre Italia, Grecia e Spagna hanno i più bassi indici di fertilità.

L‟Italia è uno dei Paesi europei dove i livelli di fecondità totale, seppur in crescita, risultano tra i più contenuti. Nel 2008 il numero medio di figli per donna è stato pari a 1,42 figli per donna. Tale valore, anche se in lieve aumento rispetto agli anni precedenti (+0,1 punti percentuali rispetto al 2000), risulta, comunque, inferiore al livello di sostituzione che garantirebbe il rinnovamento generazionale .

Infatti, per il quinto anno consecutivo, la popolazione diminuisce, con 36 mila unità in meno per il 2011. Il tasso di natalità scende dal 9,3 per mille (2010) al 9,1 per mille (2012).

I dati per il 2008 danno livelli più elevati di fecondità al Nord nelle Province Autonome di Trento e Bolzano e nel Mezzogiorno in Campania e Sicilia. Le regioni in assoluto meno prolifiche sono invece Sardegna, Molise e Basilicata. In particolare, il valore più alto si registra nella Provincia di Bolzano, nella Provincia di Trento ed in Valle d‟Aosta (pari merito 1,6 figli per donna) ed, in generale, nelle regioni del Centro-Nord, mentre il valore minimo si riscontra in Sardegna (1,1 figli per donna).

Relativamente all‟età delle madri al parto, si evidenzia, negli ultimi anni, un aumento dei valori, con un’età media alla prima gravidanza che, a livello nazionale, nel 2008, risulta pari a 31,1 anni (+0,7 anni rispetto al 2000). Da sottolineare il comportamento registrato in Sardegna dove l‟età media al parto è di oltre 1 anno superiore a quella registrata in Italia nel suo complesso. La regione dove l‟età media al parto è, invece, più bassa è la Sicilia (30,3 anni).

L‟età media della madre è di 32,4 anni per le italiane mentre scende a 28,9 anni per le cittadine straniere. I valori mediani sono di 32,2 anni per le italiane e 28,2 anni per le straniere. La distribuzione per età della frequenza dei parti risulta diversa nei due gruppi, in particolare nel gruppo delle straniere si osserva una distribuzione più dispersa attorno al valore medio dovuta ad una maggiore frequenza di parti nelle fasce di età giovanili. L‟età media al primo figlio è per le donne italiane quasi in tutte le Regioni superiore a 31 anni con variazioni sensibili tra le regioni del nord e quelle del sud. Le donne straniere partoriscono il primo figlio in media a 27 anni (Dati CeDAP 2008, pubblicati nel 2011).

(Questi sono parte dei dati contenuti nell’Indagine conoscitiva sul percorso nascita e sulla situazione dei punti nascita)


Storia della contraccezione. Ignoranza, superstizione e cattiva scienza di fronte al problema del controllo delle nascite. Carlo Flamigni, uno dei più autorevoli esperti italiani dell’argomento, sottolinea con rigore i principali aspetti, non rinunciando però a denunciare la colpevole arroganza di religione e scienza che, in nome della morale e del progresso, hanno sacrificato la dignità di generazioni di madri.


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+

Commenti

  1. […] paese in cui si fanno sempre meno figli e li si grava di crescenti costi, a quale futuro va incontro? Purtroppo l’Italia è una delle […]