Scec, linfa rivitalizzante per l’economia locale

buoni-SCEC

Un insieme di persone che voglia farsi Comunità deve prendere coscienza innanzi tutto del principio della responsabilità di ogni individuo, qualunque ruolo esso rivesta, qualunque sia il suo livello di cultura, coscienza, esperienza. Solo questo potrà definirsi vera Democrazia: la partecipazione attiva di ciascuno a quanto diviene, si concretizza e continuamente si modifica nelle cose comuni e nella comunità nel suo complesso. Ci sono motivazioni che muovono le persone, da sole o in gruppo, ad un agire concreto, costruttivo e positivo e  che prendono avvio da esigenze che hanno superato motivi di contrapposizione per lasciare il posto a moti di collaborazione. Questo è all’origine e fondamento di Arcipelago ŠCEC. 

SCEC, “Solidarietà che cammina”. Un progetto nato e cresciuto dal basso che comincia a diffondersi. Si tratta di buoni di solidarietà locali tra i cittadini per stimolare le piccole attività economiche e i negozi di prossimità. Qui la testimonianza dell’assessore alle politiche sociali di Roma dove è stato adottato nel quartiere più popoloso. Parma lo adotterà a breve, a Caorle l’associazione commercianti lo sta adottando con successo, A Sondrio a Cremona e in diverse altre località, cittadini e piccole attività economiche stanno promuovendo il progetto.

La Giunta del Municipio IV di Roma ha approvato una delibera con la quale aderisce al progetto messo in campo dall’associazione nazionale Acipelago Scec, che consiste sostanzialmente nel favorire la circolazione di buoni locali tra i cittadini per stimolare il commercio locale. C’è da chiarire subito un aspetto: il Municipio non conia nessuna moneta e lo SCEC non è una moneta: è un semplice buono sconto.

Di cosa si tratta. Il funzionamento è il seguente: commercianti, artigiani, liberi professionisti ecc… decidono spontaneamente di aderire al circuito attraverso l’erogazione di uno sconto sul prodotto del proprio lavoro, nella misura che essi stessi stabiliscono (di norma si va dal 5 al 30%). Di per sè non è nessuna novità: infatti oggi gran parte dei commercianti di quartiere offre sconti ben più alti per tentare di sopravvivere alla crisi. La novità consiste nella certificazione dello sconto attraverso i buoni SCEC, emessi e distribuiti gratuitamente dall’associazione Arcipelago Scec. Il negoziante che incassa i buoni di “Solidarietà che Cammina” potrà rispenderli negli esercizi che hanno aderito al circuito.

Esempio concreto. Una pizzeria decide di aderire al circuito offrendo uno sconto del 10% sul conto. Vado a mangiare una pizza e, a fronte di una spesa di 20 € usufruirò dello sconto pagando 18 € e 2 SCEC. Il pizzaiolo che incassa gli SCEC li rispenderà nel circuito di quartiere: comprerà fiori di zucca e salsa di pomodoro nell’esercizio limitrofo anziché andare al supermercato. Con questo semplice mezzo si ottiene una riduzione reciproca dei prezzi (l’euro riacquisisce potere d’acquisto!) e la liquidità del territorio non viene inghiottita nel gorgo della grande distribuzione, ma rimane in tasca ai cittadini. Eh si perché il problema del commercio oggi è proprio questo: mega centri commerciali e grandi catene di supermercati uccidono i più piccoli promettendo prezzi più bassi (ma in realtà non è così) e la comodità di avere tutto quello che si cerca in un unico luogo. Dietro ai centri commerciali e alle grandi catene ci sono le grandi multinazionali (e le grandi banche), quasi tutte estere (in Italia le francesi sono quelle che vanno per la maggiore). L’effetto sociale è devastante: l’economia locale subisce un vero e proprio esproprio di liquidità e il tessuto sociale del quartiere si disgrega perchè cessano i rapporti di fiducia reciproca tra gli stessi abitanti. I giovani oggi non stanno più sotto il muretto, trascorrono le loro giornate sotto le gelide luci artificiali del centro commerciale di zona. Lo SCEC è un progetto sociale, prima ancora che economico. Vuol dare nuovo impulso alla comunità di quartiere ricostruendo il tessuto sociale e produttivo. Ogni economista che si rispetti insegna che il denaro è il sangue del corpo sociale. Lo SCEC mira a far circolare il sangue nei quartieri e ad evitare la trasfusione verso l’estero.

Cosa fare. Per ottenere gratuitamente gli SCEC? Basta registrarsi come utente fruitore, per entrare a far parte del circuito (che viene diffuso sulla rete tramite le “Pagine Auree” come socio accettatore basta registrarsi al sito di Arcipelago: All’atto dell’iscrizione vengono subito accreditati i primi 100 buoni SCEC.

Una nuova consapevolezza. Lo SCEC è un mezzo un po’ esigente perchè richiede all’uomo di oggi di comprendere fino in fondo il meccanismo: infatti funziona solo se c’è consapevolezza. Ed è proprio per questo che è impossibile che qualsiasi istituzione o partito politico possa imporlo dall’alto sul territorio. Lo SCEC è uno strumento di proprietà esclusiva dei cittadini che vogliono utilizzarlo, e per utilizzarlo bisogna comprenderlo. Le istituzioni come quella del IV Municipio, possono – e devono – solo promuoverlo e immaginare insieme ai cittadini nuovi progetti.

Maggiori info su Arcipelago ŠCEC

(Tratto da ecoistitutoticino)


Moneta locale. Come introdurla nella tua comunità. Manuale pratico della transizione.L’esperto di transizione e membro fondatore della Transition South Liverpool Peter North, ci mostra come le monete locali possono aiutarci a liberare il potere delle nostre comunità per costruire un futuro economico resiliente. Una guida pratica e dettagliata che ci aiuta a capire cos’è una valuta locale e come possiamo introdurla nella nostra collettività. L’autore ci spiega come costruire reciprocità e lealtà fra produttori, commercianti e consumatori locali, invitandoci a creare e utilizzare denaro locale per non “sprecare” ricchezza a favore della grande distribuzione organizzata.


Condividi:

Ti potrebbe anche interessare:

This entry was posted in Economia and tagged , , . Bookmark the permalink.

About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+