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Rifugiato a casa mia

rifugiato a casa mia

Diana Belluomo 54 anni, un marito, due figli, due cani e un gatto, un anno e mezzo fa ha accolto a casa sua ad Aversa, tre giovani rifugiati nordafricani per 7 mesi grazie al progetto “Rifugiato a casa mia” promosso dalla Caritas coinvolgendo 11 diverse diocesi in tutt’Italia. Nella prima sperimentazione fatta nel 2014 sono state coinvolte 22 famiglie per un totale di 32 migranti accolti da 6 a 9 mesi. Ogni famiglia aderente, per qualche centinaio di euro di contributo, ha aperto la porta di casa a dei giovani rifugiati. L’esperienza della famiglia Belluomo di Aversa raccontata al Fatto Quotidiano.

“È stata una situazione bellissima che consiglio a tutti, e con Amed, uno dei tre, è nato un rapporto speciale che continua anche ora che il progetto è finito e noi per esigenze di famiglia ci siamo dovuti trasferire a Milano. I miei figli erano partiti per Milano per cercare lavoro, anche loro, e quando siamo venuti a conoscenza di questo progetto, abbiamo deciso di ospitarne tre, Amed, Alì ed Ibra. Ho sfidato i pregiudizi dei miei condomini che volevano denunciarmi perché dicevano che erano sporchi, e gli ho dato la camera dei miei figli che era libera. Non è stato sempre tutto facile: sia noi che loro ci siamo dovuti a abituare alle nuove abitudini, alle loro necessità di pregare cinque volte al giorno dovendosi prima lavare mani e piedi, ai divieti alimentari di alcol e carne di maiale, agli spazi da condividere, ma io li ho sempre trattati come figli. Potevano aprire il frigorifero quando volevano e chiedere se avevano bisogno di qualcosa ma se c’era da sgridarli lo facevo senza problemi. Proprio come avrei fatto con i miei figli. Quello che abbiamo ricevuto noi, però è stato impagabile: le differenze culturali, le cene etniche, le storie terribili, vicine ma lontanissime, lo zelo che hanno per la preghiera nonostante le differenze religiose, sono state un arricchimento senza precedenti. Tanto che alla fine del progetto qualcosa è successo. Per non sostenere troppe spese, visto che i miei figli erano a Milano con mio marito abbiamo lasciato Aversa e li abbiamo raggiunti ma Amed quando può viene qui, e sta con noi”. 


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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+

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