Malta vende la cittadinanza Ue a 650.000 euro. Accattatevilla!

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Il Governo di Malta sta pensando di vendere la propria cittadinanza a stranieri disposti a pagare “una tantum” di 650.000 euro, senza l’obbligo di residenza, come strumento per iniettare denaro nell’economia della piccola isola-stato mediterranea. L’analisi, dell’insolita proposta maltese, dell’economista Eugenio Benetazzo.

Devo dire che vedere improvvisamente sul news ticker della CNN la scritta “Malta approves selling citizenship for € 650.000 to non-EU applicants” mi ha trasmesso una gradevole sensazione di importanza e magnificenza: sei lì che ascolti le notizie da tutto il mondo e di colpo ti appare questa dicitura evidenziata in rosso che sembra illuminare tutto l’ufficio. In queste due settimane, nonostante il preclima natalizio, ho ricevuto più di una richiesta di intervista da parte di testate giornalistiche italiane sulla vicenda in questione, senza contare le email inviate dai lettori che commentavano o volevano comprendere l’essenza di questa opportunità. Diciamo subito che la stampa italiana ha trattato l’argomento con un modesto e banale taglio giornalistico senza più di tanto fornire approfondimenti, non parliamo poi di quei siti che dicono di fare informazione controcorrente i quali per voce delle loro redazioni si sono adesso proclamati difensori e protettori di quella Europa che tanto hanno denigrato in questi ultimi anni. Andiamo per gradi e forniamo alcuni dettagli più tecnici: quello di cui si sta parlando è stato denominato IIP ovvero Individual Investors Programme.

Il Governo di Malta sta valutando di rendere possibile l’acquisto della cittadinanza maltese attraverso un one-time fee ovvero il pagamento una tantum di un importo a forfait stabilito in Euro 650.000. Questo tipo di opportunità consentirebbe al soggetto che ne fa richiesta di poter avere tutti i diritti che spettano ad ogni cittadino maltese, quindi il diritto di voto, l’educazione scolastica gratuita per i propri figli, la copertura sanitaria nazionale oltre a tutti gli altri servizi sociali gratuiti. Lo schema comunque prevede un due diligence process basato sulla presenza di determinati requisiti di merito per poter diventare un applicant: in questo modo si evita di concedere la cittadinanza a persone con il portafoglio pesante ma di dubbia onorabilità (pensiamo in questo ad esponenti legati ad organizzazioni criminali provenienti da varie parti del mondo come Colombia, Russia o China). Il Governo ha nominato il prestigioso studio legale Henley & Partners in qualità di Public Services Concessions che significa concessionario esclusivo per il percorso di elegibilità allo schema IIP.

Inutile sottolineare come a Malta questa iniziativa stia suscitando molte contestazioni non solo sul piano politico ma anche su quello mediatico dell’opinione pubblica: la proposta infatti viene ritenuta da molte parti sociali come offensiva e umiliante per chi è un cittadino maltese D.O.C. e ha ricevuto questo prestigioso status per jus sanguinis (right of blood) o jure matrimonii (marryng a maltese citizen). In particolar modo si ritiene troppo riduttivo l’imposizione del solo onere economico, quanto piuttosto sarebbe opportuno affiancare un insieme di ulteriori obblighi ad ogni applicant come l’acquisto di un immobile per un importo predefinito, la sottoscrizione di titoli di stato maltesi, la costituzione ed il mantenimento di una attività imprenditoriale con un minimo di risvolto occupazionale (cinque o dieci dipendenti e cosi via). Al momento lo stesso Parlamento Europeo si è espresso sollevando alcune preoccupazioni e perplessità, che tuttavia non sono vincolanti in quanto ogni stato sull’argomento può legiferare come meglio crede. Ricordate a tal proposito che per quanto siamo diffidenti e maldicenti verso questa Europa, ogni cittadino europeo possiede quello che 6 miliardi e 700 milioni di persone sogna di avere nelle proprie mani: il passaporto europeo, il più prestigioso al mondo.

Lo scopo del IIP è pertanto quello di attirare  high worth individuals (persone con elevato benessere economico) che contribuiscano alla crescita dell’economia maltese a seguito del loro insediamento nel paese, oltre a quanto già il Governo confida di poter incassare dallo schema attraverso le application fees, circa 150 milioni di euro all’anno. Non mi stupirei se nei prossimi anni altri paesi europei intraprenderanno la stessa strada, magari abbassando l’onere di acquisto della cittadinanza (490.000 o 390.000 Euro) ed iniziando una gara al ribasso tra le varie nazioni fino a quando non potrà regolamentare l’argomento il Parlamento Europeo. Sul piano personale mi sentirei di proporre qualcosa di simile e più attraente anche per il nostro paese clonando il programma di rilascio della cittadinanza italiana a soggetti che contribuiscono in misura rilevante alla nostra economia apportando risorse finanziarie o magari diventando mecenati di patrimonio storico decadente ed abbandonato. Pensare invece che l’attuale Governo Letta vuole regalare senza alcuna due diligence la rinomata cittadinanza italiana per jus solis ai figli di qualche disperato morto di fame che è arrivato da clandestino senza passaporto su un barcone dalle coste libiche. Abbiamo ancora tanto da imparare da Malta.

Il Financial Times critica duramente la decisione di Malta:

“Il comportamento di Malta dovrebbe preoccupare il resto dell’Ue. […] Bruxelles non dovrebbe avere alcun potere legale per determinare i criteri della concessione della cittadinanza nei diversi stati, ma i 28 paesi Ue dovrebbero stabilire standard comuni per l’assegnazione del passaporto agli extracomunitari, in particolare fissando una durata minima di residenza. Se nessuno agirà, i governi europei cominceranno a competere in una corsa a chi offre i termini più allettanti per la concessione della cittadinanza a ricchi investitori. Un meccanismo di questo tipo finirebbe inevitabilmente per rafforzare la posizione di tutti quelli che in Europa vorrebbero revocare la libertà di circolazione.”


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+