Lo storico discorso di Robert Kennedy sul PIL


“Il PIL misura tutto eccetto ciò che rende meritevole la vita di essere vissuta”. Questa frase, pronunciata da Robert Kennedy nel 1968, sembra scritta oggi. Già a quell’epoca si intravedeva come il PIL da solo fosse un indicatore inadeguato per rappresentare il benessere di una nazione economicamente sviluppata. E’ oramai chiaro che qualità della vita non è solo Prodotto Interno Lordo.Il Pil non ci dice nulla di come effettivamente viva la gente. Per capirlo serve di più: un mix di economia, sondaggi, e altri dati per misurare, qualità, gioia, felicità e benessere.

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.
Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani.”

Discorso di Robert Kennedy, 18 marzo 1968, Università del Kansas


La misura sbagliata delle nostre vite. Perché il PIL non basta più per valutare benessere e progresso sociale. Il Prodotto Interno Lordo è ancora un indicatore affidabile del progresso economico e sociale? No, non lo è. Ad affermarlo sono i premi Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz e Amartya Sen e l’economista francese Jean-Paul Fitoussi, che nel 2008 sono stati invitati da Nicolas Sarkozy – autore della prefazione – a istituire una commissione di esperti per rispondere alla domanda e stendere un programma per sviluppare metodi di misurazione migliori. “La misura sbagliata delle nostre vite” è il risultato di questo sforzo, fondamentale per il futuro della nostra economia e della nostra società.


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+