Lo Stato (A)Sociale del Servizio sanitario nazionale

Con la politica della cosiddetta spending review (una vera e propria finanziaria), a più riprese sono stati tolti dal fondo sanitario nazionale oltre 23 miliardi. Che rispetto al totale è il 20% in meno del finanziamento totale. I dati OCSE più aggiornati, pubblicati nel 2012 parlano chiaro: la spesa sanitaria complessiva (pubblica e privata) rappresenta nel 2010 per l’Italia il 9,3% del PIL, meno della media OCSE (9,5%), e molto meno rispetto ai Paesi Bassi (12,0%), Francia (11,6%) e Germania (11,6%).

L’Italia ha una spesa sanitaria pro capite nel 2010 pari a 2.964,00 Euro, meno della media OCSE 3.268,00 Euro, molto meno di Germania 4.338,00 Euro e Francia 3.974,00.

Tra il 2000 e il 2010 la spesa pubblica regionale è lievitata da 119 a 209 miliardi. L’aumento per metà è imputabile alla sanità ma questo, come sappiamo anche dalle cronache giudiziarie, non ha significato un miglior servizio, anzi i servizi sanitari regionali che complessivamente costano 90 miliardi di euro in più rispetto al 2000 non funzionano meglio di allora. Soldi spesi male e rubati.

Risultato? I cittadini  sono stretti tra difficoltà di accesso a servizi e farmaci e nuovi ostacoli anche per essere ricoverati in Ospedale, mentre stenta a decollare la medicina territoriale e la continuità assistenziale post-acuzie.

Sono questi alcuni degli aspetti più preoccupanti che emergono da XV Rapporto PiT Salute del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, la fotografia della sanità italiana attraverso il punto di vista dei cittadini, presentato oggi a Roma all’Auditorium del Ministero  della Salute. Il Rapporto si basa sulle 26.470 segnalazioni gestite nel 2011 dal servizio di consulenza e intervento PiT Salute. Il Rapporto è stato realizzato con il sostegno non condizionato di Novartis. Servizio sanitario nazionale e cittadini: lo Stato (A)Sociale è il titolo del Rapporto 2012, che sembra condensare il sentito principale dei cittadini, “che alle prese con la riduzione delle risorse, piani di rientro delle Regioni dissestate e effetti dei molteplici tagli lineari alla sanità hanno l’impressione che quello che una volta si chiamava Stato sociale stia vivendo un progressivo impoverimento a danno e sulla pelle dei cittadini, in particolar modo di quelli che non possono contare su disponibilità economiche”, ha dichiarato Giuseppe Scaramuzza, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato.

Entriamo allora nel dettaglio dei principali dati.

PRESUNTA MALPRACTICE. Anche se in flessione rispetto allo scorso anno, resta la prima voce tra le segnalazioni. Il 16,3% dei cittadini (18,5% nel 2010) si rivolge al PiT Salute per avere informazioni, consulenza ed eventualmente assistenza per casi di presunto errore medico; segnalano più frequentemente i presunti errori diagnostici e terapeutici, che dal 58,9% del 2010, sono saliti al 62,7% del 2011.
Le segnalazioni sulle disattenzioni del personale sanitario, ovvero tutti quei comportamenti che, pur non avendo causato un danno, rappresentano procedure incongrue potenzialmente rischiose, rimangono pressocchè invariate e sono ancora una percentuale consistente delle segnalazioni in quest’ambito (12,9 % del 2010, 12,1% nel 2011).
LISTE D’ATTESA. In lieve flessione, si attestano  al 15,4%, rispetto al 16% dello scorso anno. L’attesa per gli esami diagnostici (quindi ecografie, Risonanze Magnetiche, TAC e similari) indica un valore che passa dal 52,6% del 2010 al 40,8% del 2011. Le visite di consulto specialistico presentano un trend in leggera crescita, dal 28,2% del 2010 al 30,2% del 2011, mentre ancora un effetto della carenza di strutture e personale incrementa il numero di segnalazioni che riguardano le liste d’attesa per gli interventi chirurgici: 19,2% del 2010, diventa 29,1% nel 2011. Per quanto riguarda gli esami diagnostici emerge, dalla rilevazione, un dato negativo per quanto riguarda l’Oncologia, ambito in cui è il 20,4% dei segnalanti. Le altre aree terapeutiche presentano valori meno imponenti e alcuni, come Gastroenterologia e Cardiologia sono in diminuzione (rispettivamente: dal 16,4% del 2010 al 10,2% del 2011; dal 14,4% del 2010 al 10,2% del 2011). Fra i valori in salita, di circa cinque punti percentuali, quello relativo alle eccessive attese nell’area radiologica (10,5% nel 2010, 15,4% nel 2011), in cui i cittadini lamentano ritardi dovuti alla ridotta disponibilità di apparecchiature nei presidi eroganti. Per le visite specialistiche, i maggiori problemi segnalati si riscontrano nell’area Oculistica, dove il 18,5% dei cittadini segnala lungaggini (il dato era di poco più elevato, nel 2010: 19,7%). Le visite ortopediche sono segnalate come problematiche nel 17% dei casi (nel 2010 il valore relativo era del 13%, quindi il dato cresce), così come quelle dal cardiologo nel 11,5%. L’indice delle segnalazioni afferenti ad altre aree terapeutiche (Gastroenterologia, Otorinolaringoiatria, etc. ) si abbassa dal 16,3% del 2010 al 9,7% del 2011. Tra gli esempi possibili, 11 mesi di attesa per la visita oculistica, mentre nel 2010 erano 8; 7,5 mesi per la visita cardiologica, mentre nel 2010 si doveva attendere 6 mesi. 
E con alcune regioni che risultano totalmente inadempienti sulla redazione del piano di governo delle liste di attesa.

INVALIDITA’CIVILE  ED HANDICAP.  Quest’anno le segnalazioni in tema di invalidità civile ed handicap subiscono un notevole incremento rispetto allo scorso anno. Dal 10,3% del 2010 al 13,5% nel 2011 rispetto al complesso delle segnalazioni. L’esito dell’accertamento continua ad essere l’aspetto che preoccupa maggiormente i cittadini portando le segnalazioni al 39,2% rispetto al 35,3% dello scorso anno. Anche la lentezza dell’iter burocratico registra un incremento, passando dal 26,3% nel 2010 al 28,4% nel 2011. Le segnalazioni inerenti i tempi di erogazione dei benefici economici e agevolazioni (23,8% nel 2010, 19,1% nel 2011) collegati alla percentuale di invalidità civile assegnata o al grado di handicap riconosciuto, risultano davvero eccessivi per i reali bisogni dei cittadini. Infine le segnalazioni riferite alla rivedibilità che prevede la sospensione dei benefici economici e delle altre agevolazioni previste, rendendo di fatto insostenibile la vita di molte famiglie (14,6% nel 2010, 13,3% nel 2011).

INFORMAZIONE E DOCUMENTAZIONE. Le segnalazioni relative alla carenza di informazione sono il 13% di quelle complessive; il dato mostra una lieve flessione rispetto allo scorso anno in cui le segnalazioni erano state il 14% sul totale.
Rispetto ai dati in aumento segnaliamo innanzi tutto, la difficoltà d’accesso alla documentazione sanitaria che si mostra in fortissima crescita rispetto allo scorso anno passando dal 13,1% del 2010 al 17,2% del 2011. Questo trend ci conferma quanto sia ancora irrisolto il problema relativo all’accesso alle informazioni sanitarie, perlopiù relativamente alla cartella clinicaAnche lacarenza di informazioni su prestazioni assistenziali, mostra un trend in crescita (dal 16,2% del 2010 al 16,5% del 2011). In questa voce ritroviamo sostanzialmente le richieste di informazioni in merito alla procedura di invalidità civile ed handicap e sugli assegni di cura; in sostanza su quelle prestazioni che prevedono una forma di sostegno economico. La terza voce maggiormente segnalata dai cittadini riguarda l’assistenza sanitaria di base.  Le segnalazioni aumentano in modo piuttosto netto passando dal12,2% del 2010 al 16,2% del 2011. Questa voce fa riferimento alla carenza di informazione ed orientamento da parte dei medici di famiglia, dei pediatri di libera scelta e della guardia medica. Per quanto riguarda la carenza di informazioni sulle prestazioni per patologie oncologiche possiamo notare che le segnalazioni aumentano in modo sostanzioso attestandosi ad un 7,8% quest’anno rispetto al 6,5% dello scorso anno. Sale anche la voce relativa al consenso informato, passando dal 4,1% del 2010 al 5% di quest’anno. Le informazioni sull’assistenza farmaceutica infine aumentano in modo evidente dal 2,5% del 2010 al 3,3% del 2011.  Anche in questo ambito ciò che è vissuto dai cittadini è un grande senso di smarrimento.
ASSISTENZA TERRITORIALE. Più di un decimo delle segnalazioni totali (11,6%) riguarda l’ambito dell’assistenza territoriale, una tendenza che confernma quanto già evidenziato lo scorso anno. Nel dettaglio, le voci riguardanti l’assistenza residenziale (18,5% nel 2010 e 18,3% nel 2011), la riabilitazione (17% nel 2010 e 16,9% nel 2011), la salute mentale (15,4% nel 2010, 15,5% nel 2011) e l’assistenza protesica ed integrativa (9% nel 2010 e 9,1% nel 2011) presentano valori pressoché equivalenti nelle rilevazioni annuali, mentre per quanto riguarda l’assistenza primaria di base si nota un incremento piuttosto marcato (dal 23,8% del 2010 al 25,9% del 2011). Per l’assistenza domiciliare invece si nota una diminuzione (dal 16,3% al 14,3%).
ACCESSO AI SERVIZI. Subisce un deciso incremento rispetto allo scorso anno (dal 9,7% del 2010 al 10,8% del 2011). È la difficoltà d’accesso ai servizi sanitari, dovuta in larga parte all’aumento dei costi e al ridimensionamento dei servizi e prestazioni a spingere maggiormente i cittadini a segnalare. Il 51,4%, (rispetto al 54,1% dello scorso anno) delle segnalazioni infatti descrive l’impossibilità per i cittadini ad usufruire di servizi sanitari adeguati. La seconda voce riguarda il carico economico sostenuto dalle famiglie a causa dell’introduzione di ticket sanitari sempre più pesanti. In questo caso il 48,6% dei cittadini, ed il dato è in crescita rispetto al 2010 (45,9%) denuncia l’estrema difficoltà a far fronte ad un carico economico così gravoso. 
ASSISTENZA OSPEDALIERA. Le segnalazioni subiscono un lieve incremento rispetto allo scorso anno, passando dal 7,2% del 2010 al 7,4% del 2011. I cittadini segnalano, in particolare, disagi nei settori delle emergenze-urgenze (118 e Pronto Soccorso) con un dato elevato e costante: 41,4% nel 2010 e 43,8% nel 2011, con poche vetture attrezzate e medici a disposizione. Tale situazione pregiudica la tempestività e l’appropriatezza dell’intervento sanitario. Sale anche la percentuale delle sui ricoveri con il 23,5% nel 2010 e il 28,6% nel 2011; sappiamo che la maggior parte di queste segnalazioni si riferisce al problema della mancanza di posti letto, determinato dai tagli inferti dal Governo in questi ultimi anni che sta determinato sempre più l’inaccessibilità degli ospedali. Le segnalazioni sulle dimissioni scende  al 27,6% (era 35,1% nel 2010).

“E se invece di tagliare”, continua Scaramuzza, “si investisse ad esempio nel miglioramento dell’organizzazione dei servizi territoriali, o nella efficace gestione del rischio clinico o nella valutazione dell’appropriatezza delle prestazioni ospedaliere?  Sarebbe opportuno inoltre incidere sui costi indiretti come ad esempio quelli derivanti dalla medicina difensiva, senza con ciò ridurre i margini per il riconoscimento dei risarcimenti dei danni provocati ai cittadini”.

FARMACI. In questa area si registra un forte incremento delle segnalazioni, che passano dal 3,1% del 2010 al 4,9% del 2011. Per i farmaci in fascia C, il cui dato sale dal 12,3% del 2010 al 18% del 2011, si tratta di fatto di segnalazioni di cittadini che non riescono a far fronte agli elevati costi dei farmaci. Allo stesso modo salgono le segnalazioni rispetto ai farmaci in fascia A che rispetto allo scorso anno guadagnano 5,2 punti percentuali (12,7% nel 2010, 17,9% nel 2011). IN questo caso, le persone hanno segnalato l’assurda scelta, a loro avviso, di far pagare loro la differenza di prezzo, anche notevole, tra il griffato e il generico.
A seguire troviamo i problemi con i farmaci irreperibili anch’essi aumentati secondo le nostre rilevazioni (13,5% nel 2010 al 15,5% nel 2011). Ancora molte segnalazioni le riscontriamo nell’area che riguarda i farmaci in fascia H, ovvero in quell’area che descrive l’accesso ai farmaci ospedalieri (11,6% nel 2010, 10,5% nel 2011). L’accesso ai farmaci è da sempre un’area che risente di pesanti provvedimenti da parte del governo con una continua revisione dei tetti di spesa per la farmaceutica territoriale ed ospedaliera. Al quinto posto in termini di numerosità di segnalazioni ritroviamo quelle per cui i cittadini denunciano l’aumento dell’incidenza della spesa per l’acquisto dei farmaci (9,6% nel 2010, 8,3% nel 2011). Per i cittadini, la spesa per l’acquisto dei farmaci sta diventando davvero insostenibile, ai limiti dell’inaccessibilità. 
UMANIZZAZIONE DELLE CURE. In questa area segnaliamo una diminuzione delle richieste dei cittadini, dal 6,2% al 4,3% nel 2011. Le segnalazioni di atteggiamento sgarbato (37,1% nel 2010; 36,6% nel 2011), di incuria (27,4% nel 2010; 25,9% nel 2011) e maltrattamento dei pazienti (13,1% nel 2010; 13,4% nel 2011) rappresentano le problematiche maggiormente sentite dai cittadini. Del contesto analizzato fanno anche parte le segnalazioni riguardanti provvedimenti che avrebbero potuto evitare disagi e dolore inutile ai pazienti (8,1% nel 2010; 8% nel 2011). Una parte dei cittadini (2,8% nel 2010; 6,3% nel 2011) segnala inoltre un aumento dei casi di violazione della privacy, a proposito dei documenti e delle informazioni riservate che li riguardano.


La mafia della sanità. Come liberarsi dall’industria farmaceutica e diventare sovrani della propria salute. Ghislaine Lanctôt, dopo avere esercitato la professione medica per oltre venticinque anni, descrive la realtà del sistema sanitario occidentale non solo da un punto di vista “scientifico”, ma anche etico-filosofico e spirituale. I giochi di potere, gli enormi interessi economici dell’industria farmaceutica, in cui i reali bisogni del malato non trovano spazio, vengono analizzati con estrema lucidità e vengono fornite anche le motivazioni per le quali il mondo sanitario è caratterizzato da costi eccessivi, dall’impossibilità di controllo da parte degli utenti e da un numero di patologie in continuo aumento. AIDS, cancro, vaccinazioni, malattie iatrogene vengono affrontati e descritti secondo un’ottica smaliziata che, grazie alla posizione di osservatrice privilegiata dell’Autrice, permette di mostrarli per quello che sono realmente.


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+