Living Planet Report 2012, stiamo spremendo il Pianeta

Foto André Kuipers

 

Il rapporto 2012 del Living Planet Report del WWF, arrivato alla nona edizione, ci mette in allarme sulla stato di salute del nostro Pianeta. Con il nostro attuale livello di consumo, la Terra necessita di un anno e mezzo per produrre e ricostruire le risorse naturali che l’umanità utilizza in solo 1 anno. Possiamo ancora invertire questo trend attraverso scelte migliori che vedano l’economia, i modelli produttivi e gli stili di vita porre al centro il valore del capitale naturale.

Noi tutti ben conosciamo la cruda serie di grafici che illustra nel dettaglio le modalità con cui stiamo indebolendo le risorse e la resistenza della Terra. La pressione che esercitiamo sul Pianeta e il conseguente declino dello stato di salute di quelle foreste, fiumi e oceani che rendono possibile la nostra stessa esistenza. Viviamo come se avessimo un altro Pianeta a nostra disposizione. Utilizziamo il 50% in più delle risorse che la Terra può fornire e se non cambieremo il corso delle cose, entro il 2030, anche due Pianeti non saranno più sufficienti.

Analogamente all’andare in rosso su un conto corrente, nello stesso modo si depurano le risorse naturali. Agli attuali livelli di consumo, molti ecosistemi arriveranno al collasso ancora prima di aver visto completamente esaurite le proprie risorse. Le conseguenze dell’eccesso di gas a effetto serra, che non riescono ad essere assorbiti dalla vegetazione, sono già visibili: l’aumento dei livelli di CO2 nell’atmosfera sta causando un innalzamento delle temperature medie globali, i cambiamenti climatici e l’acidificazione degli oceani.

La deforestazione, circa 13 milioni di ettari di foresta sono stati eliminati ogni anno tra il 2000 e il 2010, e il degrado delle foreste attualmente provocano fino al 20% delle emissioni antropogeniche di biossido di carbonio, la terza maggiore causa di emissione dopo il carbone e il petrolio.

Cambiare si può, possiamo creare un futuro che fornisca risorse alimentari, idriche ed energetiche ai 9, o forse 10, miliardi di persone che abiteranno il Pianeta nel 2050. Siamo in grado di produrre il cibo di cui abbiamo bisogno. Le soluzioni si trovano nella riduzione dei rifiuti, nel miglioramento dell’utilizzo delle sementi e delle tecniche di coltivazione; nel rendere nuovamente produttivi i terreni degradati; nel modificare le abitudini alimentari.

Tecniche d’irrigazione più intelligenti e una migliore pianificazione possono, per esempio, contribuire a un utilizzo più efficiente delle risorse idriche. Siamo in grado di soddisfare il nostro fabbisogno energetico per mezzo di fonti pulite e abbondanti, quali l’eolico e il solare. Dobbiamo imparare a aumentare l’efficienza energetica di edifici, autoveicoli e fabbriche per dimezzare la quantità totale di energia impiegata.

La prospettiva di “Un solo Pianeta” (One Planet) del WWF propone soluzioni per gestire, governare e dividere il capitale naturale nei limiti ecologici della Terra. Il WWF richiede scelte migliori lungo tutto il sistema di produzione e consumo, sostenute da un riordinamento dei flussi finanziari e da una più equa gestione delle risorse. Che poi e’ quello che tutti noi desideriamo per non vederci scomparire insieme a questo nostro splendido Pianeta.

In questo incredibile video l’espansione e l’impatto delle flotte pescherecce mondiali dal 1950 al 2006. L’incremento di quasi cinque volte nel pescato mondiale, che e’ passato dai 19 milioni di tonnellate del 1950 agli 87 milioni di tonnellate nel 2005, ha lasciato molte aree di pesca ormai fortemente sovrasfruttate.

 

Scarica il rapporto completo LIVING PLANET REPORT 2012 – sintesi  in italiano


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+