L’evoluzione dei salari

salari-potere-d’acquisto

Le economie emergenti stanno cambiando le dinamiche dell’economia globale. Philippe Egger, Direttore dell’Ufficio Programming and Management dell’ILO, spiega le difficoltà di mettere a confronto i salari tra i vari paesi.

A differenza di altre discipline, l’economia è ben lontana dall’essere una scienza esatta. Spesso è difficile trovare delle risposte chiare su fatti e tendenze economiche.

Prendiamo i salari, ad esempio. La metà di tutte le persone che hanno un lavoro dipendono da un salario per vivere. Questo salario tende a riflettere l’efficacia della combinazione di capitale, lavoro e tecnologia, indipendentemente dal paese in cui ci troviamo. È quindi importante sapere se le economie stanno portando ad un miglioramento dei salari nella maggioranza dei paesi, in particolare in una economia mondiale interdipendente come quella attuale.

L’ILO ha recentemente pubblicato un rapporto secondo il quale, negli ultimi 10 anni, i salari reali – aggiustati tenendo conto del potere d’acquisto – sono raddoppiati in Asia, quasi triplicati in Europa dell’est e Asia Centrale e aumentati del 15% in America Latina. Nelle economie industrializzate, si è registrato un incremento di appena il 5%. Queste tendenze confermano quello che già sappiamo sull’evoluzione in corso delle dinamiche regionali, ma non ci dicono nulla sulla convergenza dei salari nel mondo.

Dare delle risposte su questo argomento non è semplice. I prezzi dei beni e dei servizi sono differenti in ogni paese, così come i salari. E fare un confronto tra loro solleva un certo numero di difficoltà. Le possibilità a nostra disposizione sono:

La prima è convertire i salari nominali in un’unica moneta, in genere il dollaro americano, utilizzando i tassi di cambio del mercato. Si tratta dell’opzione meno auspicabile in quanto i tassi di cambio riflettono rapporti di forza molto differenti dai principi fondamentali dell’economia. Piuttosto, sarebbe meglio calcolare quanto costa comprare un singolo paniere di prodotti identici per ciascun paese, la parità del potere d’acquisto (in inglese Purchaising Power Parity – PPP).

Mettere a confronto i paesi con questo sistema, consente di ottenere i risultati del seguente grafico che mostra i salari medi nel 2010 in un campione di 10 paesi.

Grafico 1- Salari nominali mensili medi, in dollari internazionali PPP, 2010

Qui, noi possiamo identificare tre gruppi di livelli salariali intorno a 700, 1.500 e 3.000 dollari internazionali rispettivamente, che corrispondono a tre livelli di sviluppo o di efficienza economica.

Lo svantaggio di questo approccio risiede nella difficoltà di comporre un paniere di beni identico per tutti i paesi.
Una variante di questo metodo consiste nel confrontare i salari (sempre utilizzando il PPP), in un’unica professione, per esempio il lavoro non qualificato nel settore delle costruzioni. Emerge uno scenario molto simile, con i lavoratori dei paesi emergenti che hanno un salario da 3 a 5 volte più basso rispetto a quelli dei paesi industrializzati. Ci sono, tuttavia, interessanti differenze nei risultati dei due grafici se andiamo a confrontare Stati Uniti con Germania e Turchia con Portogallo.

Se le tendenze dei salari reali summenzionate si mantenessero nel futuro – una supposizione discutibile – i salari dei lavoratori del settore delle costruzione in Asia e nei paesi avanzati si andrebbero ad equiparare entro il 2038.

Grafico 2: Salario mensile medio dei lavoratori nel settore delle costruzioni, in dollari internazionali PPP, 2010

Un altro metodo possibile si basa sul prezzo degli alimenti di base prevalenti in ciascuna regione (riso, pasta, farina di grano o di mais), utilizzati abitualmente da tutte le famiglie. Questo consente di superare la difficoltà di dover comporre un identico paniere di beni nei diversi paesi.

Il grafico 3 mostra il costo di 5 kg di alimenti di base prevalenti in percentuale del salario medio. Questa è la formula più diretta possibile in quanto evita la conversione delle valute.

Qui il grafico mostra uno scenario differente: in sette paesi, il costo di 5 kg di alimenti di base si colloca tra lo 0,4 e lo 0,7% del salario medio. Due paesi, l’Indonesia e il Sudafrica, si discostano in quanto caratterizzati da indici molto diversi che indicano uno squilibrio nel rapporto tra il livello dei salari e il reddito medio.

Grafico 3- Costo di 5 kg di alimenti, in percentuale del salario medio mensile
La questione del ruolo dei fattori interni rispetto ai fattori internazionali nella formazione dei livelli salariali relativi è stata oggetto di ampi dibattiti. Alcuni sostengono che la globalizzazione stia spingendo i salari verso il basso, mentre altri ritengono che le istituzioni nazionali continuino a svolgere il ruolo predominante nel fissare i salari.

Per avvicinarci il più possibile ad una risposta, avremmo bisogno di confrontare più spesso i salari a livello internazionale coinvolgendo più paesi e più professioni.

*Organizzazione Internazionale del Lavoro


Condividi:

Ti potrebbe anche interessare:

This entry was posted in Economia and tagged , , , , , . Bookmark the permalink.

About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+