Le piastrelle dei parchi giochi fatte con le scarpe usate

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Il riciclo delle scarpe da ginnastica è diventato un’industria e un’opportunità per migliorare l’ambiente e la sicurezza dei bambini quando vanno nei parchi giochi.

L’idea, interamente made in Italy, è venuta a due soci: Marco Marchei, maratoneta olimpionico e Nicola Meletiou, dirigente di una società, la Eso Opera, che si occupa proprio del trattamento dei rifiuti.

Come funziona il riciclo delle scarpe da ginnastica fuori uso? In tre fasi. La prima è quella della raccolta, attraverso una serie di punti che per il momento sono stati concentrati nei negozi di articoli sportivi, ma non si esclude che in futuro possano essere allargati anche alle scuole e alle palestre. Poi le scarpe usate finiscono in uno stabilimento in Abruzzo dove la canapa viene separata dalla gomma e poi triturata prima di arrivare al nuovo prodotto.

Queste piastrelle del riciclo presentano molti vantaggi. Sono particolarmente resistenti, e quindi impediscono la caduta per scivolamento; consentono di non condurre elettricità; non sono tossiche; non si consumano con acqua, olii e luce.

Il primo esperimento del nuovo prodotto è stato fatto realizzando l’intera pavimentazione nel parco giochi di Opera, un comune alle porte di Milano, intitolato “Giardino di Betty”. E funziona. Le opportunità a questo punto sono enormi, considerando che in Italia si vendono ogni anno circa 2 milioni di paia di scarpe da ginnastica, e un solo paio, per essere interamente smaltito, ha bisogno di 250 anni di tempo.

(Fonte nonsprecare)


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+