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Le Fondazioni politiche servono per finanziare illegalmente i partiti

Fondazioni-Politiche

Le Fondazioni si sprecano, a destra e a sinistra. Ogni leader politico, finanche ogni capocorrente, ne ha una. Censire tutti questi enti è difficile. Altraeconomia ne ha contati almeno una quarantina. E pensare che le fondazioni nacquero nell’800 con finalità di pura beneficenza, per gestire immobili e denari donati. Le Fondazioni non hanno senso e non dovrebbero nemmeno esistere. Spiega Gian Gaetano Bellavia, commercialista esperto di diritto penale dell’economia, già consulente in materia di riciclaggio per la procura di Milano e da anni impegnato in inchieste su reati finanziari e di mafia:

“Le fondazioni sono come le macchine. Si possono usare per fare la spesa, per portare i figli a scuola. E per fare una rapina. I politici si sono appropriati di uno strumento giuridico particolare solo per farsi i fatti propri. I bilanci devono essere redatti. Per essere presentati ai membri del consiglio di amministrazione. Poi vengono consegnati, da sempre, in prefettura. Ma i controlli non ci sono. Il prefetto di fatto è l’unico che può sciogliere una fondazione. Ma all’interno della prefettura nessuno si occupa di vagliare le carte. Controllati e controllori appartengono alla stessa categoria. Per cambiare le cose servirebbe poco: rendere obbligatoria la trasparenza delle fondazioni. E l’iscrizione alle Camere di commercio. Basta che depositino i bilanci anche gratis”.


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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo
che governano con l’inganno.
Non si rendono conto
della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono,
gli inganni non funzionano più.”
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