Le agenzie di rating creano e distruggono le economie dei paesi



Il modo di valutare le economie nazionali è totalmente sbagliato, dice la riformatrice delle agenzie di rating Annette Heuser. Con metodi misteriosi e oscuri, tre agenzie di rating private americane esercitano un immenso potere sulle economie nazionali del mondo, e i risultati possono essere catastrofici. E se ci fosse un altro modo? In questo intervento coraggioso, tenuto alla conferenza del TED (Technology Entertainment Design)la Heuser condivide la sua visione di un’agenzia no profit che porterebbe più eguaglianza e giustizia al mix.

“Quasi due anni fa, stavo guidando in Germania, e accesi la radio. All’epoca l’Europa era nel bel mezzo della crisi dell’Euro, e tutti i titoli erano su paesi europei che venivano retrocessi dalle agenzie di rating negli Stati Uniti. Ascoltavo e dicevo a me stessa, “Che cosa sono queste agenzie di rating, e perché il loro lavoro dà fastidio a tutti?” Se foste stati seduti accanto a me in macchina quel giorno e mi aveste detto che avrei dedicato gli anni successivi a cercare di riformarle, ovviamente vi avrei dato dei pazzi. Ma indovinate la cosa veramente folle: il modo in cui vengono gestite queste agenzie di rating. Vorrei spiegarvi non solo perché è il momento di cambiare, ma anche come farlo. Vi racconto un po’ di quello che fanno veramente le agenzie di rating. Così come leggereste una rivista di auto prima di comprare un’auto o dareste un’occhiata alla recensione di un prodotto prima di decidere che tipo di tablet o telefono prendere, gli investitori leggono i rating prima di decidere in che tipo di prodotto investire i propri soldi. Un rating può variare dal cosiddetto AAA, che significa che è un prodotto molto remunerativo, e può scendere fino al livello dei cosiddetti BBB-, che significa che è un investimento abbastanza rischioso. Le agenzie di rating valutano le aziende. Valutano le banche. Valutano tutti in prodotti finanziari come gli infami titoli garantiti da mutui ipotecari. Ma possono anche valutare paesi, e questi rating sono chiamati rating sovrani, e vorrei concentrarmi in particolare su questi rating sovrani. E posso dirvi, mentre mi state ascoltando ora, state pensando, perché dovrebbe importarmene, giusto? Siate onesti. I rating influiscono su di voi. Influiscono su tutti noi. Se un’agenzia di rating valuta un paese, in sostanza valuta il debito di un paese e la capacità e disponibilità di un paese a rimborsare il suo debito. Se un paese viene declassato da un’agenzia di rating, il paese deve pagare di più per poter prendere a prestito denaro sui mercati internazionali. Quindi influisce su di voi in quanto cittadini e contribuenti, perché voi e i vostri concittadini dovete sborsare di più per poter prendere a prestito. E se un paese non si può permettere di pagare di più perché forse è troppo costoso? Allora il paese ha meno a disposizione per altri servizi, come strade, scuole, sanità. E questo è il motivo per cui dovrebbe interessarvi, perché i rating sovrani influiscono su tutti. E questo è il motivo per cui credo dovrebbero essere definiti beni pubblici. Dovrebbero essere trasparenti, accessibili e disponibili a tutti a costo zero. Ma ecco la situazione, il mercato delle agenzie di rating è dominato da tre soli operatori: Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch. E sappiamo che quando c’è una concentrazione di mercato non esiste vera competizione. Non c’è nessun incentivo a migliorare la qualità del prodotto. E diciamoci la verità, le agenzie di rating del credito hanno contribuito, a spingere l’economia globale sull’orlo del precipizio, eppure devono cambiare il loro modo di operare. Il secondo punto, comprereste veramente un’auto solo sulla base dei consigli del rivenditore? Ovviamente no, vero? Sarebbe da irresponsabili. Ma è quello che in realtà accade nel settore delle agenzie di rating ogni giorno. I clienti di queste agenzie di rating, come paesi o aziende, pagano per i propri rating, e ovviamente questo crea un conflitto di interessi. Il terzo punto è: le agenzie di rating non ci dicono veramente da dove vengono le loro valutazioni, ma oggigiorno, non si può vendere neanche una caramella senza elencare tutto quello che c’è dentro. Ma per i rating, un elemento cruciale della nostra economia, non sappiamo realmente quali sono i diversi ingredienti. Permettiamo alle agenzie di rating di essere poco trasparenti sul loro lavoro, e questa situazione va cambiata. Credo non ci siano dubbi che il settore ha bisogno di una ristrutturazione completa, non solo sfrondando ai margini. Credo sia venuto il momento di un gesto coraggioso. Credo sia venuto il momento di aggiornare il sistema. Ecco perché noi alla Bertelsmann Foundation abbiamo investito tempo e energie a pensare a un’alternativa per il settore. E abbiamo sviluppato il primo modello di agenzia di rating no profit per il rischio sovrano, e la chiamiamo con il suo acrononimo, INCRA. INCRA farebbe la differenza rispetto al sistema attuale aggiungendo un attore no profit al mix. Sarebbe basato su un modello no profit basato su una sovvenzione sostenibile. La sovvenzione creerebbe entrate che permetterebbero di gestire l’operatività, di gestire l’agenzia di rating, e permetterebbe anche di rendere disponibili pubblicamente le nostre valutazioni. Ma non basta per fare la differenza, vero? L’INCRA sarebbe anche basato su una struttura di governo molto chiara che impedirebbe qualunque conflitto di interesse, e includerebbe molti portatori di interessi della società. L’INCRA non sarebbe solo un’agenzia di rating europea o americana, sarebbe veramente internazionale, e in particolare le economie emergenti avrebbero pari interesse, voce e rappresentanza. La seconda grande differenza che farebbe INCRA è che baserebbe la sua valutazione del rischio sovrano su una serie di indicatori più ampia. Vedetela in questo modo. Se effettuiamo un rating sovrano, in sostanza analizziamo il terreno economico di un paese, i suoi fondamenti macroeconomici. Ma dobbiamo anche porci la domanda di chi sta coltivando il terreno economico di un paese, giusto? Be’, un paese ha molti giardinieri, e uno di questi è il governo, quindi dobbiamo porre la domanda, di come è governato un paese, di come viene gestito. E questo è il motivo per cui abbiamo sviluppato quello che chiamiamo indicatori lungimiranti. Sono indicatori che vi danno una migliore lettura dello sviluppo socioeconomico di un paese. Spero che concordiate sul fatto che è importante sapere se il vostro governo è disponibile ad investire in energie rinnovabili e in istruzione. È importante sapere se il governo del vostro paese è in grado di gestire una crisi, se il governo è finalmente capace di mettere in atto le riforme che ha promesso. Per esempio, se l’INCRA valutasse il Sudafrica adesso, naturalmente analizzerebbe molto bene la disoccupazione giovanile del paese, la più alta al mondo. Se oltre il 70 per cento della popolazione di un paese sotto i 35 anni è disoccupata, ovviamente ha un impatto enorme sull’economia oggi e anche di più in futuro. Be’, i nostri amici di Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch ci diranno di prenderla anche loro in considerazione. Ma sapete una cosa? Non sappiamo esattamente come ne tengono conto. E questo porta alla terza grande differenza che farebbe l’INCRA. L’INCRA non solo pubblicherebbe i suoi rating ma anche gli indicatori e il metodo adottato. Quindi, contrariamente al sistema attuale, l’INCRA sarebbe assolutamente trasparente. Quindi in poche parole, l’INCRA offrirebbe un’alternativa al sistema attuale delle tre grandi agenzie aggiungendo un attore nuovo, no profit al mix che aumenterebbe la concorrenza, aumenterebbe la trasparenza del settore, e aumenterebbe la qualità. Posso dire che i rating sovrani possono ancora sembrarvi un pezzetto di un mondo finanziario globale complesso, ma vi dico che sono molto importanti, ed è importante sistemarli, perché i rating sovrani influiscono su tutti noi, e dovrebbero essere affrontati e definiti come beni pubblici. Ecco perché stiamo sperimentando il nostro modello, e stiamo cercando di scoprire se può riunire un gruppo di attori capaci e disponibili a far nascere l’INCRA. Credo fermamente che creare l’INCRA sia nell’interesse di tutti, e che abbiamo l’opportunità unica ora di trasformare l’INCRA in una pietra miliare di un nuovo sistema finanziario più inclusivo. Perché per troppo tempo, abbiamo abbandonato a loro stessi i grandi attori finanziari. È venuto il momento di tener loro compagnia. Grazie.”


Condividi:

Ti potrebbe anche interessare:

This entry was posted in Economia, Video and tagged , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+