1

Latti di crescita? No grazie!

latte vaccino

“I genitori sono bombardati da messaggi pubblicitari sempre più pressanti che invitano a far consumare ai loro bambini più latte. Ma – attenzione! – non un latte qualsiasi.  Penserete “più latte della loro mamma…” No, no! Quello va bene, ma solo per i primi mesi, al massimo per un anno, poi ci sono i super latti, quelli che fanno crescere meglio, che hanno i perfetti nutrienti, esattamente bilanciati per farli crescere sani e forti. Certamente molto diversi dall’eventuale latte che si prende dal banco frigorifero del supermercato per condividerlo col loro bambino di due o tre anni; giammai!

IL LATTE “SPECIAL”
Per questi bambini c’è bisogno di un latte special; lo dicono anche tanti specialisti, pediatri della nutrizione, che si guardano bene tuttavia dal dire che anche dopo un anno il latte ideale sarebbe sempre e ancora quello della mamma. In un recente congresso alcuni di loro hanno confermato, davanti ai microfoni e alle telecamere, che oltre l’anno di vita è preferibile dare ai bambini un latte speciale, quello “di crescita”; nel video (ma questa è pura malignità) si vedeva al collo di uno degli esperti un badge legato con un nastrino in cui campeggiava il nome di una ditta che produce uno di questi latti, mentre sullo sfondo compariva lo stand colorato di un’altra di queste ditte, affollato da pediatri in amichevole conversazione con il rappresentante della ditta. Ma… sempre per pensar male.
Del resto, quale latte fareste bere al vostro bambino da 1 a 3 anni dopo aver visto enormi cartelloni pubblicitari, prodotti in collaborazione con uno dei più grandi Ospedali Pediatrici, che idealizzano il latte di crescita descrivendolo come “ricco di natura” o “formulato per crescere”, nonostante esistano prese di posizione autorevoli che li dichiarano quanto meno inutili?
Appare singolare che la promozione di un prodotto artificiale venga “autorizzata” proprio da parte di una Istituzione sanitaria pubblica, dalla quale, semmai, ci si aspetterebbe la promozione dell’allattamento al seno. Questa iniziativa ci sembra quanto meno inopportuna perché di fatto antepone i presunti vantaggi di una formula artificiale all’allattamento materno, che l’OMS consiglia di proseguire fino al secondo anno ed oltre. Insomma, un’iniziativa dal sapore commerciale al posto di una corretta e trasparente educazione alimentare sui vantaggi di una dieta diversificata composta da cibi freschi e naturali, a partire dal latte materno. Per di più sul tema sensibilissimo delle migliori scelte per l’infanzia.

ALLORA DICIAMOLA TUTTA 

I latti di crescita sono inutili; non esistono Studi (con la “S” maiuscola) che ne provino l’utilità per bambini di età superiore all’anno di vita. Al contrario esiste la presa di posizione dell’EFSA, ed una dichiarazione della stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, che indicano come non vi siano elementi ad oggi per ritenere utile l’uso di questi latti formulati.
Anche alcune associazioni di consumatori, in Italia e Gran Bretagna, e il “Bundesinstituts für Risikobewertung” che, in Germania, fa da consulente per il Ministero per gli Alimenti, l’Agricoltura e la Protezione dei Consumatori, sono giunti alle stesse conclusioni e mettono addirittura in guardia contro possibili effetti negativi dell’uso dei latti di crescita: l’alto contenuto di zuccheri, ed il conseguente sapore dolce, che potrebbe influenzare le preferenze del bambino per i cibi dolci e favorire sovrappeso e obesità. Queste agenzie sfidano chiunque, produttori e rivenditori di latti di crescita o esperti in nutrizione infantile, a dire il contrario e a dimostrarlo.
I latti di crescita sono poi anche costosi; il problema economico è oggi centrale per le famiglie e non è giusto che aziende pubbliche incentivino i genitori all’acquisto di un prodotto di cui potrebbero fare a meno e per il quale dovranno spendere anche di più: mezzo litro di latte di crescita costa come un litro di latte fresco intero.

TRE BUONI MOTIVI PER DIRE DI NO AI LATTI “DI CRESCITA”
La diffusione dei latti di crescita può interferire con l’allattamento materno: la spinta commerciale verso l’acquisto di questi prodotti, al di là di quanto scritto in etichetta, inevitabilmente crea incertezza tra i consumatori e condiziona negativamente l’allattamento materno, che invece, come abbiamo già detto, sarebbe raccomandato anche oltre il primo anno di vita, sia dall’OMS che dal nostro Ministero della Salute. La promozione dei latti di crescita è anche in contrasto con il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno; difatti promuovere il consumo di un latte artificiale nei bambini di una fascia di età in cui è ancora raccomandato l’allattamento naturale, non è consentito dal Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno e quindi questo genere di pubblicità non dovrebbe essere consentito.
La promozione dei latti di crescita è in contrasto con l’educazione alimentare; i latti di crescita non sono prodotti “ricchi di natura”, ma vere e proprie formule industriali grazie all’aggiunta di acqua, saccarosio, lattosio, aromi, vitamine, minerali, ferro, fibre, acidi grassi essenziali. La loro promozione ha ben poco a che fare con quella di sane abitudini alimentari che devono partire dall’infanzia, che dovrebbe invece far parte delle politiche di ogni regione, di ogni istituzione sanitaria e di ogni pediatra, con modalità sia pure diversificate, ma coordinate e indipendenti da interessi commerciali.
Messaggio finale: se allattate vostro figlio, continuate, finché ne avrete voglia, il più a lungo possibile; se non lo allattate, dopo il primo anno, se il bambino vuole bere latte, dategli latte di mucca fresco, intero e pastorizzato, magari allungato con l’acqua.
E quando non lo vorrà più… amen!” Sergio Conti Nibali

“L’uso dei cosiddetti latti di crescita, afferma l’EFSA, non apporta alcun valore aggiunto rispetto a una dieta bilanciata nel soddisfare il fabbisogno nutrizionale dei bambini nella prima infanzia nell’Unione europea. Gli esperti scientifici dell’EFSA non sono riusciti a individuare alcun ruolo unico degli alimenti per la prima infanzia (comunemente denominati latti di crescita) nella dieta dei bambini di età compresa tra uno e tre anni, concludendo che essi non sono più efficaci degli altri alimenti che costituiscono la dieta normale di tali bambini nell’apportare sostanze nutritive. I risultati sono contenuti nel parere scientifico dell’EFSA relativo al fabbisogno e ai livelli di assunzione attraverso la dieta di sostanze nutritive di lattanti e bambini nella prima infanzia nell’Unione europea, richiesto dalla Commissione europea.” Comunicato stampa dell’EFSA del 25 ottobre 2013


Condividi:

Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *