L’alta velocità per pochi o un servizio ferroviario pubblico per tutti?

Stop-LGV
Per gli abitanti della regione del Limousin il dilemma è drammatico: scegliere tra il TGV o la linea ferroviaria locale che serve la regione e i dipartimenti vicini. Una lettera del Ministero dell’Ecologia, che avrebbe dovuto restare riservata, rivela che sarà necessario scegliere tra le due alternative, per motivi economici. Da Cahors a Poitiers il dibattito è riaperto: l’alta velocità per pochi o un servizio ferroviario pubblico per tutti?
Collegare Limoges alla rete ad alta velocità… Un progetto ormai trentennale. E “un motore di sviluppo economico e occupazionale”, secondo Jean-Paul Denanot, presidente socialista della regione Limousin. Peccato che una lettera del ministero dell’Ecologia, che avrebbe dovuto restare riservata, abbia dato fuoco alle polveri. Non è detto che la LGV (Ligne Grande Vitesse, linea ad alta velocità) porti felicità e prosperità agli abitanti del Limousin. Secondo la lettera, per “rendere massimo il numero di treni circolanti sul progetto di LGV Poitiers-Limoges”, RFF (Réseau Ferré de France) propone di ridurre drasticamente i treni sulla linea tradizionale Parigi-Orléans-Limoges-Toulouse (detta POLT, dalle iniziali delle città collegate): tra Limoges e Parigi si dovrebbe passare da undici a quattro coppie di treni al giorno.
“E’ in gioco l’avvenire del servizio ferroviario di molte città e territori”, afferma preoccupato il coordinamento degli oppositori alla linea ad alta velocità Limoges-Poitiers (CRICoordination des Riverains et Impactés, Coordinamento dei Residenti e Interessati). Questa linea “porterà l’alta velocità a Limoges ma non al Limousin e ai territori circostanti”, aggiunge l’associazione Urgence Ligne POLT (Emergenza Linea POLT) che si batte per il miglioramento della linea esistente.
Il TGV per un’élite di utenti
Ulteriore paradosso: la linea storica serve più utenti che la futura LGV. Dall’Indre al Lot, gli abitanti interessati sono 2,5 milioni. Col TGV, “impiegheranno più tempo per andare a Parigi, a un prezzo proibitivo”, secondo le associazioni. Attualmente il prezzo del biglietto Limoges-Parigi sulla linea storica è di 57 euro. Un biglietto TGV Parigi-Poitiers-Limoges dovrebbe costare sui 100 euro. La linea POLT rischia di diventare una linea locale, con i treni che fermano in tutte le stazioni, quindi più lenti.
La linea ad alta velocità contribuirà anche ad aumentare il debito di RFF (Réseau Ferré de France). Questa società pubblica, che si occupa della gestione delle linee, è indebitata per 30 miliardi di euro da quando si è staccata dalla SNCF. RFF stima che la soppressione di una coppia di treni andata-ritorno sulla linea storica POLT farà diminuire gli utenti dell’8,3%, mentre il corrispondente aumento sulla LGV Limoges-Poitiers sarà solo del 2,3%[1] . Questo significa che i biglietti di TGV non compenseranno le perdite dovute all’abbandono del servizio locale.
Quale servizio ferroviario pubblico?
Nella lettera del Ministero, il tasso di rendimento è valutato al 4,58%. “Molto inferiore di quello che sarebbe necessario all’equilibrio generale del progetto (investimento e gestione), stimato dal 6 all’8%[2]”, afferma l’associazione “Urgence Ligne POLT”“Chi pagherà la differenza e in particolare il deficit per la gestione della linea?” Il costo per la realizzazione della LGV Limoges-Poitiers è stimato in 2,4 miliardi di euro entro il 2020, cioè cinque volte di più di quanto costerebbe l’ammodernamento della linea storica, secondo gli oppositori.
Le conclusioni della missione affidata a Jean-Louis Bianco sulla riforma ferroviaria potrebbero dare loro ragione. Per tornare in pareggio, secondo l’ex ministro dei Trasporti [3], sono necessarie tre azioni prioritarie: non costruire nuove linee LGV, preferendo delle soluzioni intermedie tra i TGV e i treni “Corail” [analoghi agli Intercity]. Bianco propone inoltre di aumentare la frequenza dei treni tradizionali. Insomma, tutto il contrario dei sacrifici richiesti dal TGV. Le conclusioni di questa riflessione sulla riforma ferroviaria dovrebbero essere rese pubbliche all’inizio di aprile.
La protesta degli amministratori locali
La lettera proveniente dal Ministero dell’Ecologia ha molto infastidito il presidente della regione Limousin, Jean-Paul Denanot, secondo il quale “esiste un’evidente complementarietà tra la linea POLT e la LGV”[4]. Non si tratta di abbandonare il TGV né la linea POLT, “uno strumento indispensabile per la gestione del territorio”. I rappresentanti locali cominciano però a interrogarsi seriamente. Il 9 marzo, una trentina di rappresentanti della Creuse hanno simbolicamente bloccato i binari della stazione di La Souterraine,  secondo quanto riporta “La Nouvelle Republique”. Tra loro anche alcuni consiglieri regionali del Limousin che avevano votato, qualche mese prima, i finanziamenti per gli studi della LGV.
Spetterà ai rappresentanti dello Stato e degli enti locali che compongono il “comitato dei finanziatori” (regioni Poitou-Charentes e Limousin, dipartimenti della Vienne, dell’Haute-Vienne e della Corrèze, le città di Poitiers, Brive e Limoges) la scelta di sacrificare o meno la linea storica e i servizi locali a beneficio del TGV. “Come possono questi enti locali decidere in nome di 4 regioni, di almeno 12 dipartimenti e di tutti i Comuni interessati dalla linea POLT?” si domandano gli oppositori. Le assocazioni richiedono un dibattito per evitare “l’interruzione di fatto del servizio pubblico ferroviario per gli abitanti del nord della Corrèze, del Lot, della Creuse, dell’Indre, del Cher…”.
La fine della politica del “tutto TGV”?
L’apertura della procedura di inchiesta per la dichiarazione di pubblica utilità della linea è prevista nel corso del 2013. Tutti gli sguardi sono puntanti sulla commissione “ Mobilité 21”che ha il compito di realizzare una graduatoria dei quattordici progetti di linee ad alta velocità. Le conclusioni sono attese tra aprile e giugno 2013. Il presidente della commissione, Philippe Duron (deputato e sindaco socialista di Caen), ha già fatto capire che molti progetti rischiano di essere abbandonati. E’ in questione la situazione delle finanze pubbliche e l’emergere di contestazioni locali sempre più forti.
Oltre all’opposizione alla LGV Limoges-Poitiers e a quella contro la Torino-Lione , più presente sui mezzi di informazione, un po’ dappertutto in Francia si costituiscono associazioni e movimenti contro la costruzione di nuove linee ad alta velocità. Assenza di concertazione, distruzione di zone di interesse naturalistico e di terreni agricoli, sottovalutazione dei costi di realizzazione, trasporti locali lasciati in disuso… La politica del “tutto TGV” si sta indebolendo. Un centinaio di associazioni francesi, italiane e spagnole, che hanno promosso nel 2010 la Charte di Hendaye , chiedono una “revisione profonda” della strategia europea sui trasporti, il blocco immediato dei progetti di nuove linee ad alta velocità e un autentico coinvolgimento della popolazione nelle decisioni.

[1] Selon les conclusions du dossier d’évaluation socio-économique du projet par RFF à consulter ici (page 44).
[2] Selon le dossier d’enquête préalable à la déclaration d’utilité publique
[3] Dans un document que s’est procurée l’AFP.
[4] Dans une lettre ouverte, il fustige « une initiative déplacée et provocatrice ».

(Fonte bastamag – traduzione di Maria Cristina per notav.eu)


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+