La scuola capovolta



Il modo tradizionale di far scuola è minacciato da un ciclone innovativo. Basta con la lezione tradizionale, gli esercizi scritti, i compiti, i timbri con i voti. Sognare una scuola diversa, lo chiamano flipped classroom, la classe ribaltata, e il tempo in classe può essere dedicato interamente alla discussione e all’apprendimento attivo.

Grazie alla popolarità della Khan Academy l’idea della didattica “capovolta” negli Stati Uniti è letteralmente esplosa (20mila le scuole) e sta acquistando sempre maggiore popolarità e credibilità anche negli ambienti educativi europei. In Italia l’associazione degli insegnanti italiani “Flipnnet” che praticano la classe capovolta oggi conta 200 praticanti, circa 600 adepti che hanno seguito un corso di formazione bimestrale e 4.700 simpatizzanti.

Utilizzando le nuove tecnologie è possibile far seguire agli studenti una lezione a casa ed usare le ore a scuola per esercitarsi. Si utilizza il termine “flip” in quando viene ribaltata la modalità in cui vengono proposti i contenuti e i tempi utili per l’apprendimento. In una flipped classroom la responsabilità del processo di insegnamento viene in un certo senso “trasferita” agli studenti, i quali possono controllare l’accesso ai contenuti in modo diretto, avere a disposizione i tempi necessari per l’apprendimento e la valutazione. L’insegnante diventa quindi un supporto alla comprensione di quanto appreso a mano a mano dagli allievi e dovrà impiegare il proprio tempo in questo processo di passaggio dall’ampliamento delle conoscenze all’acquisizione di capacità e competenze.

Il vantaggio del flip teaching sta proprio nella possibilità di utilizzare in maniera diversa le ore di lezione settimanali dedicate all’insegnamento di una data disciplina, permettendo anche gli studenti di costruire il proprio sapere e di testare in qualsiasi momento le proprie competenze. Il ruolo del docente sarà quello di guida che incoraggia gli studenti alla ricerca personale e alla collaborazione e condivisione dei saperi appresi.

Durante una tradizionale lezione, gli studenti provano spesso a carpire il maggior numero possibile delle informazioni date dal docente, annotando, a volte, freneticamente, il maggior numero di parole possibile sui loro quaderni. Ciò non permette loro di soffermarsi sui concetti, proprio perché sono concentrati su una scrittura forsennata, che li distoglie dalla comprensione di determinati nodi concettuali importanti. L’uso dei video, invece, permette agli studenti di ascoltare e riascoltare in qualsiasi momento le parole del docente. Dieci minuti di un video ben fatto si possono spiegare gli stessi contenuti svolti durante una lezione che in classe dura 60 minuti. Le discussione che verranno avviate in classe permetteranno agli studenti di socializzare e collaborare nella risoluzione di un problema comune.

La scuola capovolta funziona? In un sondaggio effettuato in America, su oltre 500 insegnanti, è risultato che oltre il 90% degli insegnanti che hanno provato a “capovolgere” l’insegnamento hanno migliorato la propria motivazione, il 70% circa ha riportato miglioramenti nei punteggi dei test finali standardizzati e l’80% ha riportato un miglioramento nell’atteggiamento degli studenti.

Per farsi un’idea del metodo e per visionare video di buona qualità vi consiglio quelli della Prof.ssa Romina Papa, di Catia di Camillo, del Prof. Paul Andersen (alcuni sottotitolati anche in Italiano) e l’interessante gruppo su Facebook. Youtube, Rai Scuola o Ovopedia, i siti dove si trovano video didattici per ogni argomento.

“Gli insegnanti sono pronti a questa innovazione”, osserva Tullio De Mauro esperto di didattica innovativa ed ex responsabile del Miur, “con questa didattica si avrà una scuola più inclusiva, più laboratoriale e che darà più spazio al lavoro di gruppo e alla scrittura. E un giorno se ne accorgerà anche il ministro dell’Istruzione”.


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About Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo che governano con l’inganno. Non si rendono conto della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono, gli inganni non funzionano più.” Google+