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La scarsa qualità del lavoro in Italia

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“In Italia non scarseggia solo la quantità, ma anche la qualità del lavoro. In uno studio Ocse pubblicato oggi, la Penisola figura tra i Paesi con “una qualità del lavoro relativamente bassa” assieme a Grecia, Estonia, Portogallo, Spagna e Turchia. Per contro la maggiore qualità del lavoro è appannaggio di Paesi come l’Australia, la Germania, i Paesi scandinavi, l’Austria e la Svizzera.

“La qualità del lavoro non è importante solo per il benessere dei lavoratori, ma anche per la produttività di un’azienda”, ammonisce il segretario generale dell’Ocse Angel Gurria, sottolineando la priorità di questo aspetto. Il rapporto si basa su tre indicatori che riflettono la qualità delle retribuzioni, l’insicurezza del mercato del lavoro e lo stress lavorativo.

Nel primo indice, che prende in considerazione non solo il livello delle retribuzioni, ma anche la loro distribuzione nella forza lavoro (ovvero le disparità), l’Italia ha una posizione discreta, figurando 14esima sui 33 Paesi presi in considerazione, davanti sia agli Usa che alla Gran Bretagna. La Penisola è pero’ al terzo posto nell’Ocse come insicurezza del mercato del lavoro alle spalle di Grecia e Spagna e davanti al Portogallo. Quanto allo stress da lavoro, l’Italia è settima tra i Paesi Ue nella classifica 2015 capitanata anche in questo casso da Grecia e Spagna, davanti a Ungheria, Slovenia, Repubblica Slovacca e Polonia.

Tra gli altri Paesi Ocse, la graduatoria – ma con dati fermi al 2005 – vede al primo posto la Turchia davanti alla Corea e al Giappone. La crisi ha peggiorato il quadro. La qualità delle retribuzioni è calata in due terzi dei Paesi Ocse, a cominciare da Regno Unito e Grecia, seguite da Usa, Ungheria e Italia. Si è poi ridotta la sicurezza del lavoro, con il calo più marcato in Spagna, Grecia ed Olanda. L’Italia in questo caso è al sesto posto.

Lo studio evidenzia inoltre come, in generale, ad essere messi peggio siano i giovani e i lavoratori meno qualificati. Non solo hanno le peggiori performance in termini di tassi di occupazione e disoccupazione, ma anche la minore qualità del lavoro, ovvero basse retribuzioni, maggiore insicurezza del lavoro e alto stress da lavoro, in particolare i meno qualificati. I lavoratori più qualificati, invece, hanno performance migliori in tutti i sensi. Per le donne, il quadro è contrastato: i tassi di occupazione sono inferiori agli uomini e c’è un ampio divario nelle retribuzioni, ma non ci sono differenze in materia di sicurezza e tra le donne, secondo l’Ocse, è meno frequente lo stress da lavoro”. Il Sole 24 Ore Radiocor Plus


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Claudio Rossi

“Ci sono uomini nel mondo
che governano con l’inganno.
Non si rendono conto
della propria confusione mentale. Appena i loro sudditi se ne accorgono,
gli inganni non funzionano più.”
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